
Welfare aziendale e affitti: le novità della Legge di Bilancio 2025
Contributo a cura dell'Avvocato Riccardo Zanon
Il tema del welfare aziendale è sempre più centrale nelle politiche governative, soprattutto quando si tratta di sostenere i lavoratori e le loro famiglie in ambiti essenziali come l’abitazione.
Gli affitti sono un ambito importante di intervento in materia di welfare aziendale nella finanziaria 2025. Già la Legge di Bilancio 2024 aveva segnato un punto di svolta, introducendo un’importante novità: la possibilità per i lavoratori di utilizzare i fringe benefit, entro i limiti di 1.000 euro per chi non ha figli e 2.000 euro per chi ha figli a carico, per coprire spese fondamentali quali il pagamento del canone d’affitto o gli interessi del mutuo della prima casa.
Questa misura aveva aperto nuove opportunità per i lavoratori, ampliando la portata del welfare aziendale e incentivando le imprese a sostenere i propri dipendenti in modo mirato. Tuttavia, le prospettive per il 2025 sembrano andare oltre, con un ulteriore ampliamento delle agevolazioni in un’ottica di maggiore inclusività e sostegno alle necessità abitative.
La svolta della Legge di Bilancio 2025
L’articolo 68 della nuova Legge di Bilancio introduce infatti un’ulteriore agevolazione, specificamente rivolta ai nuovi assunti a tempo indeterminato nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. In base alla disposizione, le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e per le spese di manutenzione di fabbricati locati non concorreranno alla formazione del reddito fiscale per i primi due anni dall’assunzione, entro un limite massimo di 5.000 euro annui.
Questa novità rappresenta un aumento significativo rispetto ai limiti tradizionali dei fringe benefit previsti per i lavoratori con o senza figli. La misura, tuttavia, è vincolata a specifiche condizioni che mirano a favorire i lavoratori con redditi medio-bassi e a promuovere la mobilità lavorativa. In particolare:
- Trasferimento di residenza: Per accedere all’agevolazione, i lavoratori dovranno trasferire la propria residenza di oltre 100 chilometri rispetto al precedente luogo di abitazione.
- Limiti di reddito: Nell’anno precedente all’assunzione, il reddito da lavoro dipendente del beneficiario dovrà essere stato inferiore a 35.000 euro.
Un welfare aziendale più forte per il 2025
Con questa nuova misura, il Governo punta a incentivare l’occupazione stabile, offrendo ai lavoratori un supporto concreto per affrontare le spese legate alla casa, che rappresentano spesso una delle principali voci di costo per le famiglie. L’innalzamento del limite di esenzione fiscale a 5.000 euro per i nuovi assunti a tempo indeterminato, seppur temporaneo e limitato a due anni, costituisce un’importante novità nel panorama del welfare aziendale.
Questa iniziativa potrebbe avere un impatto significativo, non solo per i lavoratori direttamente interessati, ma anche per le aziende, che potranno attrarre talenti con strumenti di welfare innovativi e mirati. Resta da vedere come questa misura sarà recepita dalle imprese e dai lavoratori, ma è chiaro che rappresenta un passo deciso verso un welfare aziendale proiettato a rispondere alle esigenze reali delle persone, come gli affitti, e più inclusivo.
La Legge di Bilancio 2025, dunque, non solo conferma i benefici introdotti lo scorso anno, ma aggiunge un tassello fondamentale per sostenere l’occupazione e favorire la mobilità lavorativa in un mercato sempre più competitivo.