
Rapporto CENSIS: il welfare aziendale come soluzione allo stress da lavoro
In Italia i dipendenti più giovani sono quelli più stressati dal proprio impiego, a rivelarlo l’ultima edizione del Rapporto Censis-Eudaimon, intitolato “Lavoro, aziende e benessere dei lavoratori: un’epoca nuova”. L’ottava edizione del Rapporto offre una panoramica approfondita sulle trasformazioni del mondo del lavoro italiano, focalizzandosi sul ruolo crescente del welfare aziendale nel promuovere il benessere dei dipendenti.
Il benessere dei lavoratori
Oggi, i lavoratori dal proprio impiego ricercano qualcosa di più che la sola retribuzione, soprattutto se questa implica fattori, che se ignorati, possono innescare un circolo vizioso di stress e disturbi psicologici che portano a situazioni di burnout. Il lavoro ha un’importanza significativa nel contribuire al benessere complessivo dei dipendenti, che abbraccia sia la sfera fisica che quella mentale. Infatti, sempre secondo il Rapporto CENSIS, l’83,4% degli intervistati considera fondamentale che il lavoro influisca positivamente sul proprio benessere. Le dimensioni chiave associate al concetto di benessere includono: salute (63,2%), tranquillità (42,4%), equilibrio (34,4%), tempo per sé (29,9%).
Questi dati evidenziano come il benessere mentale sia diventato un aspetto centrale nella valutazione del rapporto con il lavoro. Ma quali sono i lavoratori più stressati? Secondo il rapporto i dipendenti più giovani sono quelli che si sentono più psicologicamente stressati. Si tratta della cosiddetta “sindrome del corridoio”, dove il confine tra vita lavorativa e privata diventa sfumato, contribuendo a livelli elevati di stress. Il 31,8% dei lavoratori ha sperimentato sintomi riconducibili al burn-out, con variazioni significative in base all’età:
- Giovani: 47,7%
- Adulti: 28,2%
- Lavoratori più anziani: 23,0%
Le principali cause di stress includono: mancanza di supporto (67,3%), ambiente lavorativo non sano (68,5%), difficoltà di concentrazione (65,0%). L’83,4% reputa una priorità che il suo lavoro contribuisca al proprio benessere olistico, sia a livello fisico che mentale-psicologico. Convinzione, questa, trasversale a chi lavora in azienda, poiché coinvolge dirigenti (76,8%), impiegati (86,1%) e operai/lavoratori con mansioni esecutive (79,5%). Per questo il 63,5% dei lavoratori dipendenti è convinto che l’azienda in cui lavora potrebbe fare molto per migliorare il suo benessere.
Conoscenza e percezione del welfare aziendale in Italia
Come sentirsi meglio? A questa domanda viene in supporto il welfare aziendale. Già perché la consapevolezza riguardo a questo strumento è in forte crescita e come propellente di benessere soggettivo l’85,8% dei lavoratori dipendenti richiama esplicitamente l’introduzione o l’aumento dei benefit del welfare aziendale. In un mercato del lavoro competitivo, il welfare aziendale si erge a elemento strategico per attrarre e trattenere talenti, specialmente tra le nuove generazioni. Offrendo soluzioni personalizzate che rispondano alle diverse esigenze dei lavoratori, le aziende possono differenziarsi come datori di lavoro attenti al benessere dei propri dipendenti.