
Quali benefit per attrarre e trattenere talenti? Alcune idee dal mondo
È ormai appurato come i fringe benefit, ovvero quei beni e servizi non monetari che vanno a integrare la retribuzione di un lavoratore dipendente, stanno diventando sempre più importanti per trattenere i talenti all’interno di un’impresa. Tuttavia, se questa conclusione appare ormai universalmente accettata da entrambe le parti, resta comunque una forte distanza tra lavoratori e datori di lavoro per quanto riguarda la qualità di quanto si offre.
È quanto emerge da uno studio pubblicato quest’anno da Epassi e intitolato Great Employee Benefits Study 2025 (o GEBS 2025), secondo il quale mentre il 77% delle imprese europee è convinto di offrire pacchetti di welfare interessanti, solo il 54% di chi li riceve è d’accordo.
Per chi ha condotto lo studio, questo “Grande gap”, come viene esplicitamente definito, risiede in un problema di approccio. Le imprese ragionano in termini di performance e di risultati e sono quindi più propense ad offrire fringe benefit canonizzati, mentre i dipendenti, in quanto persone, nutrono spesso bisogni concreti ed emozionali che difficilmente sono soddisfatti da queste soluzioni standard.
Ma cosa dovrebbero fare quindi le nostre aziende per andare incontro ai loro dipendenti? In realtà, confrontandoci con altri Paesi troviamo proposte di benefit che possono sembrare singolari, ma che potrebbero riscuotere un discreto successo anche in Italia. Non solo, spesso possono anche posizionare le stesse aziende come attente a tematiche valoriali e anche come fiere portabandiera della cultura del Paese in cui operano. A seguire riportiamo alcuni esempi.
Pisolino in ufficio (Giappone)
Il Paese del Sol Levante è famoso nel mondo perché spesso gli impiegati tendono a lavorare a dei ritmi estremamente frenetici e per un altissimo numero di ore, tanto da arrivare a causare gravi danni al loro fisico e talvolta addirittura la morte. Non a caso è stato coniato il termine giapponese “karoshi”, traducibile come “morte da troppo lavoro”. Tuttavia, è forse meno noto che in quegli stessi uffici, il superiore non ti sgrida se ti dovesse cogliere a fare una breve pausa per dormire un po’, ma anzi, penserebbe che quell’impiegato si sta prendendo cura di sé. Il sogno di tutti i sostenitori del “power nap”.
Home office ergonomico e bici aziendale (Paesi Bassi)
È risaputo che gli olandesi spesso prediligono la bicicletta per i loro spostamenti. Ciò ha portato molte imprese a mettere a disposizione questi mezzi in leasing per i loro dipendenti, così da salvaguardare sia il benessere fisico dei dipendenti, sia quello dell’ambiente. Ma non solo. Con l’affermarsi dello smart working, sempre più aziende di questo Paese propongono un budget affinché chi lavora da casa possa dotarsi di una strumentazione ergonomica, concedendo rimborsi anche per centinaia di euro.
Congedo mestruale (Spagna)
Molte donne lo sanno bene: l’arrivo del ciclo mestruale può essere causa di dolori e di un malessere generale che possono rendere faticosa ogni minima attività quotidiana. Per questo motivo ci sono aziende spagnole che hanno deciso di concedere alle lavoratrici tre giorni di permesso al mese, qualora queste dimostrassero, tramite certificato medico, di soffrire di mestruazioni particolarmente dolorose. Questo benefit è poi esteso anche a chi è affetta da altre patologie come l’endometriosi.
Bonus baby-sitter (Danimarca)
Restando in ambito femminile, è noto come purtroppo sulle lavoratrici e sulle donne in generale ricada ancora la maggior parte del lavoro domestico e della cura dei figli. Al fine di combattere questo fenomeno, di raggiungere una vera parità di genere e anche un migliore equilibrio tra vita e lavoro, in Danimarca si è diffusa l’abitudine di concedere un supporto economico a chi decide di assumere una baby-sitter per seguire e curare i figli, andando così ad alleggerire una voce che potrebbe essere molto pesante nel bilancio di una famiglia.
Pawternity leave (Stati Uniti)
Si sa che sono sempre di più gli amanti degli animali domestici. Tuttavia, spesso capita che la loro adozione sia ostacolata dalla vita lavorativa del potenziale padrone o padrona, che magari porta una persona a dover stare fuori casa per molte ore al giorno, non potendo così accudire il proprio amico a quattro zampe. Per questo motivo, molte aziende americane concedono ai lavoratori la possibilità di prendersi dei giorni di permesso retribuiti per seguire l’adozione di un animale domestico o anche solo per prendersene cura. Inoltre, in alcuni casi sono comprese anche assicurazioni e/o visite veterinarie.
Sauna aziendale (Finlandia)
In linea con quella che è la cultura del Paese, le società finlandesi spesso prevedono la disponibilità di una sauna aziendale per i dipendenti, che questi possono sfruttare per rilassarsi socializzando e rafforzando la cultura aziendale.