Corporate Welfare Lab: il welfare aziendale come volano per le PMI
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Corporate Welfare Lab: il welfare aziendale come volano per le PMI

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Lo scorso 17 febbraio è stato lanciato ufficialmente a Roma il Corporate Welfare Lab. Si tratta di un nuovo Osservatorio che si pone l’obiettivo di misurare, con tecniche scientifiche e statistiche, il legame tra misure di welfare offerte dalle aziende, performance economiche delle stesse e, a cascata, impatto sul Pil italiano.

 

Il Corporate Welfare Lab è stato sviluppato dall’università Luiss Business School e da Edenred Italia, società specializzata nell’offerta di servizi di welfare innovativi e digitali.

 

Il primo Rapporto Annuale del Corporate Welfare Lab ha indagato e quantificato, coinvolgendo un campione di 600 imprese italiane, l’impatto del benessere dei dipendenti sulla performance finanziaria.

 

Dalla ricerca sono emersi numerosi elementi che dimostrano quanto essere “welfare oriented” sia un vantaggio anche e soprattutto per l’azienda stessa, in primis in termini di produttività. Infatti, i dati hanno rivelato che con l’introduzione di un nuovo servizio (che può andare dall’assistenza sanitaria integrativa a una maggiore disponibilità di tempo libero) il fatturato pro-capite aumenta del 2,1%.

 

Un altro punto chiave è quello che gli autori del Rapporto chiamano “effetto moltiplicatore” non solo per l’azienda, che può essere differente a seconda delle dimensioni, classificate come segue:

 

  • Piccole imprese: tra 10 e 49 dipendenti
  • Medie imprese: tra 50 e 250 dipendenti
  • Grandi imprese: oltre 250 dipendenti

 

Il Corporate Welfare Lab ha infatti messo in luce un differenziale consistente tra la produttività delle società che prevedono benefit per i loro dipendenti e quelle che, al contrario, non li prevedono, a vantaggio soprattutto delle piccole e medie imprese. Nello specifico, questo “spread” è del 26,7% per le piccole e del 29,8% per le medie. Le grandi, invece, registrano un differenziale più contenuto, ma comunque significativo (+19,5%).

 

Infine, la ricerca si è allontanata dall’esame della pura performance aziendale per creare quello che è stato chiamato Indice di dinamismo del capitale umano, un parametro che misura il rapporto tra ingressi e uscite e che, di nuovo, premia nettamente chi investe nelle persone: nelle aziende con benefit, per ogni dipendente in uscita si registrano 3,3 nuovi assunti; nelle altre questo rapporto scende a 2,4. Ciò indica chiaramente come il welfare agisca da acceleratore di crescita, aumentando di oltre il 30% la capacità di rigenerare la forza lavoro e attrarre nuovi talenti.

 

Il Rapporto si chiude con una riflessione sul potenziale di sviluppo di cui le imprese ancora dispongono, ma che possono sfruttare solo se da un welfare “informale”, ovvero fatto di erogazioni discrezionali che non garantiscono quelle leve di crescita e defiscalizzazione, si passa a un welfare strutturato. Il Corporate Welfare Lab, infatti, evidenzia come la previsione di benefit in piani strutturati passi dal 79% nelle grandi imprese al 32% nelle piccole e anche come il 30% di tutto il campione eroghi servizi senza averli formalizzati.

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