Concentrazione al lavoro: perché oggi è così rara e come favorirla
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Concentrazione al lavoro: perché oggi è così rara e come favorirla

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Lavoratori troppo distratti? Mantenere la concentrazione al lavoro è sempre più difficile, soprattutto nell’epoca della distrazione digitale, dove messaggi, notifiche push e continui stimoli si rincorrono su ogni schermo, rendendo difficile focalizzarci per un tempo sufficiente sull’attività che stiamo svolgendo.

 

 

Gli studi ci dicono fra l’altro che siamo anche sempre meno attenti. Se infatti negli anni 2000, la nostra soglia di attenzione era di 12 secondi oggi siamo infatti scesi a soli 8. Ma smartphone, tablet e pc non sono gli unici distrattori. Molti fattori, infatti, contribuiscono a rendere sempre più difficile mantenere il focus in ambito lavorativo.

 

 

Che cosa ci distrae davvero?

Scorrendo gli studi del fenomeno, una ricerca della società americana Insightful dice che l’80% dei lavoratori USA non riesce a rimanere concentrato per un’ora senza essere interrotto, mentre il 59% non riesce nemmeno a concentrarsi per 30 minuti consecutivi.

 

 

Tra le principali cause di distrazione ci sono le interazioni con i colleghi (71%), seguite – come era immaginabile – dalle notifiche sui dispositivi mobili (62%). E sarebbe soprattutto la Generazione Z, proprio quella dei nativi digitali, la più esposta al rischio distrazione.

 

 

Un’altra potenziale causa di difficoltà nel raggiungere la concentrazione al lavoro è il multitasking eccessivo, che porta a disperdere l’attenzione su più fronti, invece che focalizzarci su uno specifico compito, facendo calare le energie e producendo stanchezza mentale e maggiore probabilità di errori.

 

 

Sulla mancanza di concentrazione al lavoro possono impattare, tra gli altri fattori, anche una bassa motivazione dettata da pochi stimoli o soddisfazioni, una gestione frenetica dell’agenda con riunioni fiume e anche fattori come l’ansia e lo stress, tutt’altro che infrequenti se, come dicono i dati di Unobravo, 8 italiani su 10 (82,9%) sono a rischio di burnout.

 

 

C’è la concentrazione, e c’è poi il tempo necessario a recuperarla

La difficoltà di concentrazione ha un impatto diretto anche sulla produttività: si impiega più tempo a svolgere le attività, aumentano gli errori, la qualità del lavoro diminuisce e l’ambiente collaborativo ne risente.

 

 

E il problema non è solo la distrazione in sé. Uno studio condotto dall’Università della California ha evidenziato infatti che un lavoratore impiega più di 23 minuti per recuperare la concentrazione dopo essere stato distratto.

 

 

Un ambiente di lavoro che aiuta a focalizzarsi

Le aziende possono giocare un ruolo anche nel supportare la concentrazione dei dipendenti. Come? Una delle vie più efficaci è quella di investire nel benessere mentale con iniziative dedicate. Benefit come supporto psicologico e sessioni di meditazione e pratiche di well-being possono essere molto importanti per favorire il benessere dei lavoratori.

 

 

Anche la struttura del lavoro gioca un ruolo importante. Un’organizzazione più flessibile, con una gestione attenta delle riunioni e una maggiore consapevolezza dell’importanza delle pause, aiuta a mantenere il focus più a lungo senza arrivare a esaurire le energie psichiche. Insieme alla flessibilità, anche la gestione delle modalità di lavoro (in presenza, da remoto, ibrido) ha un ruolo importante. Tra gli altri fattori, l’ambiente stesso di lavoro può essere ripensato in questa chiave, creando aree per lo svago e il recupero di energia.

 

 

La concentrazione al lavoro insomma è rara ma non impossibile. E ogni organizzazione può fare molto per sostenerla.

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