
Cassa integrazione per caldo estremo: le nuove regole
La cassa integrazione per caldo estremo entra in una nuova fase con il decreto-legge 107/2026. In vigore dal 1° luglio e valido fino al 31 dicembre 2026, il provvedimento introduce nuove regole per gli ammortizzatori sociali destinati alle imprese costrette a ridurre o sospendere l’attività lavorativa a causa degli eventi oggettivamente non evitabili (EONE), tra cui rientrano anche le ondate di calore.
In sintesi
Il decreto-legge 107/2026 introduce importanti novità sulla cassa integrazione per caldo estremo. Le nuove disposizioni riguardano la CIGO, la CISOA, i contributi addizionali e le deroghe previste quando le alte temperature rendono impossibile lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Perché il Governo è intervenuto
L’Italia è appena uscita da una delle ondate di caldo più intense degli ultimi anni, che ha provocato disagi in tutto il Paese e numerose vittime in Europa. Un contesto che ha reso necessario intervenire con misure urgenti per tutelare i lavoratori maggiormente esposti alle condizioni climatiche estreme.
Le nuove disposizioni interessano soprattutto i lavoratori impiegati in imprese industriali e artigianali del settore edilizio e dei comparti affini, oltre agli addetti delle imprese artigiane impegnate nell’escavazione e nella lavorazione di materiali lapidei. Sono invece escluse le aziende che svolgono tali attività esclusivamente in laboratorio.
Per il settore agricolo, invece, continua ad applicarsi una disciplina specifica.
Cosa sono gli eventi oggettivamente non evitabili
Il decreto-legge 107/2026 estende gli ammortizzatori sociali quando l’attività lavorativa deve essere ridotta o sospesa a causa dei cosiddetti EONE, ossia gli eventi oggettivamente non evitabili.
Tra questi rientrano anche le ondate di calore con temperature superiori ai 35 gradi o comunque tali da compromettere la sicurezza dei lavoratori che non possono fare ricorso allo smart working.
È proprio in questi casi che trova applicazione la cassa integrazione per caldo estremo, che introduce alcune deroghe rispetto alle regole ordinarie previste per la CIGO.
CIGO: le principali novità
La prima modifica riguarda la cassa integrazione ordinaria (CIGO), principale strumento utilizzato dalle imprese per affrontare situazioni temporanee di difficoltà.
Quando la richiesta di CIGO è motivata da un evento oggettivamente non evitabile, il decreto stabilisce che l’impresa non è tenuta a rispettare il limite massimo di 52 settimane non consecutive normalmente previsto dalla normativa.
Inoltre, non sarà necessario attendere ulteriori 52 settimane di attività effettiva per poter accedere nuovamente allo strumento.
L’obiettivo è garantire una maggiore flessibilità alle imprese che subiscono interruzioni dell’attività dovute a fenomeni climatici eccezionali.
Contributi ridotti per chi ricorre alla cassa integrazione
Il decreto interviene anche sul contributo addizionale normalmente dovuto dalle imprese quando ricorrono alla cassa integrazione.
In via ordinaria il contributo è pari al 9% della retribuzione persa dal lavoratore fino a 52 settimane di utilizzo, sale al 12% tra 52 e 104 settimane e raggiunge il 15% oltre tale soglia.
Quando però la cassa integrazione per caldo estremo viene richiesta per far fronte a un evento oggettivamente non evitabile e l’impresa non ricorre nuovamente agli ammortizzatori sociali nei 24 mesi successivi, le aliquote dei primi due scaglioni vengono ridotte rispettivamente al 6% e al 9%.
Le novità per il settore agricolo
Il decreto modifica anche la disciplina della CISOA, la cassa integrazione speciale destinata agli operai agricoli.
La tutela viene estesa anche ai lavoratori con contratto a tempo determinato e, nei casi collegati agli eventi oggettivamente non evitabili, non trova applicazione il requisito ordinario delle 181 giornate lavorative.
Inoltre, la CISOA concessa per EONE non viene conteggiata nel limite massimo delle 90 giornate annue ed è considerata attività lavorativa ai fini del calcolo dell’indennità di disoccupazione agricola.
Un cambiamento destinato a incidere sull’organizzazione del lavoro
Le nuove regole rappresentano una risposta immediata all’aumento degli eventi climatici estremi, ma segnano anche un’evoluzione nel modo in cui il sistema degli ammortizzatori sociali affronta gli effetti del cambiamento climatico.
La cassa integrazione per caldo estremo amplia infatti gli strumenti a disposizione delle imprese e offre maggiori tutele ai lavoratori impiegati nei settori più esposti alle alte temperature.
Con l’aumento della frequenza delle ondate di calore, è probabile che misure di questo tipo assumano un ruolo sempre più centrale nella gestione dei rapporti di lavoro e nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.