
Casse di previdenza a sostegno della silver economy
L’aumento dei lavoratori autonomi rispetto al passato, una crescente consapevolezza sugli strumenti di accumulo individuali disponibili e una popolazione anziana più attiva rappresentano le basi su cui si poggia il successo delle Casse di previdenza in Italia.
Le difficoltà crescenti causate dal progressivo invecchiamento della popolazione sulla spesa pubblica stanno spingendo sempre più lavoratori a pensare con largo anticipo al loro futuro. Non sorprende quindi che il più recente rapporto Adepp parli di una crescita della previdenza complementare del 4% tra il 2023 e il 2024, che a sua volta ha generato e genererà afflussi di denaro sempre più alti.
Per dare un’idea del fenomeno, l’ultimo Rapporto sugli investimenti delle Casse di previdenza, presentato dal presidente della Covip Mario Pepe, mostra come queste istituzioni siano passate da un patrimonio in gestione per 72 miliardi di euro nel 2014 a uno di oltre 125 miliardi nel 2024, registrando una crescita superiore a 53 miliardi di euro; pari al 5,7% annuo. Ciò ha permesso loro di imporsi non solo come un pilastro del welfare del nostro Paese, ma anche come una soluzione di investimento capace di sovraperformare molte altre strategie.
Le dinamiche demografiche e macroeconomiche di lungo periodo che oggi viviamo hanno anche permesso alle Casse di previdenza di generare un avanzo di circa 4,4 miliardi di euro nell’ultimo esercizio. Questo perché proprio i nuovi ingressi hanno permesso loro di incassare 14,2 miliardi di contributi negli ultimi 12 mesi, che hanno ampiamente compensato i 9,8 miliardi di prestazioni erogate.
A questo punto, però, sorge un quesito. Lo scopo delle Casse di previdenza, oltre a garantire pensioni e ammortizzatori sociali a specifiche categorie di lavoratori autonomi e liberi professionisti, è gestire i contributi di questi ultimi in modo prudente, trasparente e orientato al futuro. Un incarico molto importante, considerando che sicuramente la spesa in pensioni è destinata ad aumentare. Quindi, come sarà stanziato l’avanzo generato?
Quanto affermato dal presidente della Covip si presenta come una soluzione di investimento interessante, condivisa anche da altri asset manager, particolarmente attivi nel mercato immobiliare. Un esempio è la sezione “Real Estate Investment Management” di BNP Paribas, che in uno studio pubblicato lo scorso dicembre ha evidenziato non solo gli elevati rendimenti che possono essere generati dalle soluzioni “long-term care”, ma anche come i Paesi del Sud Europa offrano in media meno posti nelle strutture citate da Mario Pepe. Ciò rende questi segmenti ancora più redditizi, tanto che lo stesso report parla di un margine operativo lordo attorno al 6%-7% per l’Italia.
In conclusione, da quanto emerge dal Rapporto sugli investimenti delle Casse di previdenza, queste appaiono ben posizionate per offrire non solo rendimenti attrattivi per chi decide di affidare loro i propri contributi pensionistici, ma anche un piano per lo sviluppo di asset, immobiliari e non, che col passare degli anni saranno sempre più richieste. Ciò è particolarmente vero in un Paese come il nostro, in cui la percentuale di anziani sul totale della popolazione è in costante crescita.