
AI e lavoro: gli HR alla sfida delle competenze
Un dato da cui partire, nell’analizzare il rapporto tra AI e lavoro, è +3,2%, ovvero l’incremento delle imprese con almeno 10 addetti nel nostro Paese che utilizzano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, cresciute dal 5% nel 2023 a 8,2% nel 2024. Una percentuale ancora distante dai livelli dell’UE27, dove si viaggia a doppia cifra (13,5%), ma che è di per sé indicativa di un trend che sta prendendo decisamente piede.
A fare un passo avanti significativo, prosegue il rapporto Imprese e ICT dell’Istat, sono in particolare le aziende con 50-99 addetti, salite dal 5,3% al 14%, e le grandi imprese, che dal 24,1% sono arrivate fino al 32,5%. Tra le tecnologie di AI più utilizzate ci sono l’estrazione di conoscenza e informazione dai testi (54,5%), la AI generativa (45,3%) e l’automatizzazione dei flussi di lavoro (28,1%).
Competenze: un nodo cruciale nell’era dell’AI
L’avanzare della disruption tecnologica, se da un lato promette guadagni in efficienza e produttività, dall’altro pone una serie di sfide alle organizzazioni. Una di queste è quella delle competenze, fattore critico di successo per ogni azienda e ancor più cruciale in questo momento di rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e dell’avanzare della digitalizzazione.
Non stupisce osservare a questo proposito che il 38,1% delle imprese con almeno 10 addetti e il 70,8% delle grandi indichino tra i fattori trainanti dello sviluppo nel prossimo futuro l’acquisizione o il consolidamento di competenze tecnologiche attraverso la formazione del personale già presente nell’impresa. A conferma dell’importanza delle skills anche il fatto che il 22% delle aziende (il 55,4% delle grandi) tra gli altri fattori di sviluppo sottolinei anche l’assunzione di nuovo personale per inserire nuove competenze.
Il discorso non cambia se dall’intelligenza artificiale nel suo insieme si passa all’AI Generativa.
Scorrendo infatti i risultati di un recente studio di Gi Group Holding, la multinazionale italiana del lavoro, in collaborazione con Microsoft Italia, la mancanza di competenze sia tecniche sia traversali, dopo la sicurezza di dati e tecnologia, è la principale sfida indicata dalle organizzazioni (32%). E più di una su quattro (26%) indica pcome fondamentale la creazione di corsi di formazione personalizzati in base al ruolo.
Queste trasformazioni, prosegue l’indagine, stanno portando a una riconfigurazione di ruoli, task e competenze e all’emergere di nuove professionalità, in particolare figure tecniche ingaggiate nei processi di sviluppo, training, supervisione o adozione di questa tecnologia nei contesti organizzativi.
Talent management: considerare anche le differenze generazionali
Per sviluppare adeguate strategie di gestione del talento, una delle variabili che gli HR devono necessariamente considerare, nel rapporto tra AI e lavoro, è quella generazionale. Facendo il punto sulla trasformazione digitale delle nostre imprese, l’Osservatorio SmartiveMap 2024, promosso dalla prima società di change management dedicata alla digitalizzazione, Smartive, evidenzia infatti come i Boomer e la GenX siano più aperti al cambiamento di quanto lo siano invece Zoomer e Millennial. Questi ultimi tendono invece a dare rilevanza nelle loro priorità a fattori come l’equilibrio e il benessere psicofisico, e richiedono quindi approcci diversi nella gestione del cambiamento.
AI e lavoro: la sfida è anche soft
Nel panorama digitale in rapida evoluzione, insieme alle competenze tecniche, o hard, per le organizzazioni risultano fondamentali anche le cosiddette soft skills.
Tra le più cruciali, il problem solving, la creatività, la capacità di comunicare in modo efficace, di lavorare in team e la capacità leadership, per guidare il cambiamento in un contesto in rapida trasformazione.
Si torna così a punto già noto, ma fondamentale: il futuro del lavoro nell’era dell’AI non si gioca solo sulle tecnologie, ma anche sulla capacità delle organizzazioni di valorizzare il capitale umano, investendo in formazione e supportando il talento. E questa è la strada che le aziende dovranno percorrere per affrontare con successo le sfide dell’era digitale.