Scioli (Starting Finance): perché servono le competenze finanziarie in azienda
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Scioli (Starting Finance): perché servono le competenze finanziarie in azienda

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Secondo i dati diffusi dall’Edufin Index, il livello di educazione finanziaria degli italiani resta al di sotto della sufficienza, nonostante negli ultimi anni siano state introdotte riforme strutturali e iniziative istituzionali per rafforzare conoscenze e consapevolezza.  

Si tratta di un divario che non riguarda soltanto la gestione dei risparmi personali. Le competenze finanziarie in azienda possono incidere anche sul modo in cui manager e dipendenti interpretano i dati, pianificano le risorse, valutano investimenti e prendono decisioni con effetti nel medio e lungo periodo. Sul fronte personale, invece, una maggiore consapevolezza può contribuire a ridurre quello stress psico-economico che finisce inevitabilmente per accompagnare le persone anche sul posto di lavoro.  

La questione diventa quindi duplice. Quanto può essere utile alle imprese investire nella formazione economico-finanziaria delle proprie persone? E fino a che punto una maggiore consapevolezza può tradursi in decisioni migliori, sia per chi gestisce un’azienda sia per chi deve amministrare le proprie risorse personali?  

Di questo e molto altro abbiamo parlato con Marco Scioli, Founder & CEO di Starting Finance, società fondata nel 2019, leader nell’informazione e nell’educazione economico-finanziaria.  

Novembre è il mese dell’educazione finanziaria. Secondo i dati in vostro possesso, qual è il livello delle competenze economiche e finanziarie di manager e dipendenti nelle aziende?  

In Italia c’è ancora molto da fare sull’educazione finanziaria, anche nelle imprese. Dal quadro che emerge dall’indagine realizzata da Banca d’Italia sull’alfabetizzazione finanziaria nel corso del 2025, il 55% dei microimprenditori italiani si colloca nelle fasce bassa o intermedia delle conoscenze finanziarie di base. Il dato riguarda le microimprese, ma mostra quanto sia importante investire su queste competenze per un uso consapevole degli strumenti finanziari.  

Siamo convinti che l’educazione finanziaria sia utile a tutti, non solo a chi lavora nella finanza, a tutti i livelli: riguarda chi gestisce risorse, prende decisioni o pianifica il proprio futuro, sia a livello professionale che personale. Spesso la associamo agli investimenti, ma dovrebbe essere associata alle numerose scelte quotidiane su come gestire il denaro, capire i rischi e valutare le alternative di come utilizziamo i nostri risparmi. Si tratta di competenze utili dentro e fuori dal lavoro.  

Pensate che una formazione finanziaria più solida potrebbe rappresentare un vantaggio per manager e dipendenti? In che termini? Su quali competenze finanziarie in azienda servono gli investimenti maggiori?  

Assolutamente sì. Per i manager, una formazione finanziaria più solida significa saper pianificare, analizzare e interpretare i numeri, gestire i budget e valutare meglio gli investimenti. Per i dipendenti significa anche avere più strumenti per gestire le entrate, organizzare le spese e costruire una stabilità economica più consapevole.  

È su entrambi questi fronti che lavoriamo come Starting Finance, attraverso percorsi per le aziende che uniscono competenze professionali e benessere finanziario. La nostra offerta formativa punta su aspetti pratici: interpretazione dei dati economici, gestione del risparmio e pianificazione finanziaria personale. Non vogliamo trasformare tutti in esperti, ma dare strumenti che possano essere usati davvero, al lavoro e nella vita quotidiana.  

Ritenete che i vari corsi di formazione o di aggiornamento aziendali siano sufficienti a rafforzare le competenze finanziarie in azienda? O pensate che determinati concetti dovrebbero essere insegnati già nelle scuole? Perché?  

Credo che l’educazione finanziaria debba iniziare già a scuola. Non possiamo aspettare l’ingresso nel mondo del lavoro per spiegare come funziona il denaro. L’approccio alla propria gestione finanziaria si forma fin dall’età dell’adolescenza.  

Risparmio, inflazione e tassi di interesse dovrebbero essere conoscenze di base, insegnate con esempi concreti. Leggere una busta paga, sapere come funziona un mutuo o imparare a gestire i primi risparmi dovrebbero essere concetti familiari a tutti, per fare scelte consapevoli. Sono situazioni che prima o poi incontriamo tutti, spesso senza essere preparati.  

La formazione aziendale resta fondamentale, ma ha un compito diverso: approfondire ciò che serve quando si lavora, dalla gestione delle finanze personali a quella di budget e risorse aziendali. Non deve sostituire la scuola, ma approfondire le basi che la scuola dovrebbe garantire.  

Spostandoci più sul fronte della gestione, vi capita mai di osservare pratiche finanziarie ricorrenti che però sono inefficienti dal punto di vista gestionale? Se sì, quali?  

Un problema che spesso vedo è la poca attenzione alla pianificazione delle risorse. A volte si guarda soprattutto al risultato immediato, senza chiedersi quale impatto avrà una scelta tra uno o due anni. 

Penso agli investimenti fatti senza obiettivi chiari o senza un modo per misurarne i risultati. Oppure ai tagli dei costi decisi senza distinguere una spesa superflua da un investimento utile.  

Da imprenditore so quanto sia difficile scegliere dove allocare le risorse. Ma credo che il punto non sia spendere sempre meno: è capire cosa vale la pena finanziare, con quali obiettivi e quali risultati ci aspettiamo. È su questo che si può costruire una gestione più efficace delle risorse.  

In generale, quali sono i consigli che vi sentireste di dare alle imprese italiane per gestire più efficientemente le risorse a loro disposizione, sia umane che non?  

Una delle prime cose che impari costruendo un’azienda è che non puoi fare tutto. Devi scegliere dove mettere tempo, persone e risorse economiche, senza disperderle in troppi progetti.  

Poi bisogna investire sulle persone. Un team preparato e motivato fa la differenza, ma non basta offrire formazione: servono responsabilità chiare, spazio per crescere e condizioni che permettano a ciascuno di lavorare bene.  

Infine, bisogna saper cambiare idea. Se un progetto non funziona, continuare a investirci solo perché ci hai già speso tempo e denaro rischia di peggiorare le cose. Per me gestire bene un’azienda significa anche riconoscere quando è il momento di cambiare direzione. 

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