Welfare Italia Forum: l’inverno demografico come sfida del futuro
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Welfare Italia Forum: l’inverno demografico come sfida del futuro

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Il contesto macroeconomico italiano, caratterizzato da un marcato invecchiamento della popolazione, richiede una rivisitazione del sistema di welfare. Per farlo, però, è necessario chiarire le dinamiche alla base di questo fenomeno. Parliamo dell’inverno demografico. Il nostro Paese, dal 2014 a oggi, sta vivendo una vera e propria emergenza demografica, caratterizzata da un rapido declino della popolazione. I dati demografici del 2023 presentano un quadro allarmante: il numero delle nascite è sceso a un minimo storico di 379mila unità, registrando un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Inoltre, solo l’anno scorso la popolazione italiana è diminuita di oltre 7mila unità, numeri questi in controtendenza con le medie Europee. È proprio questo che si intende con inverno demografico: la combinazione di declino demografico e progressivo invecchiamento degli abitanti. Secondo il Rapporto 2024 del Think Tank “Welfare, Italia” supportato da Unipol Gruppo con la collaborazione di The European House – Ambrosetti (TEHA), all’Italia servono 176 miliardi aggiuntivi entro il 2030 per garantire la sostenibilità del welfare italiano.

 

 

L’invecchiamento demografico in Italia

 

L’Italia non è un paese per giovani, questo è chiaro, basti pensare che stando agli ultimi dati Istat siamo uno dei paesi più anziani al mondo con circa il 23% della popolazione a superare i 65 anni. Oggi l’età media è cresciuta, si è passati da 46,4 anni del 2018 a 48,4 anni del 2023, dato questo tra i più alti in Europa. Il fenomeno dell’invecchiamento demografico ha un impatto determinante sull’economia italiana. L’incremento del numero di anziani da un lato e la diminuzione del numero di nascite dall’altro avrà ripercussioni economiche importanti. Il rischio principale nel medio periodo sarà la diminuzione della base lavorativa, ergo delle entrate contributive e l’aumento della spesa sociale. Tra i dati più allarmanti quello secondo cui l’Italia al 2035 potrebbe avere -4,4 milioni di persone in età lavorativa e oltre 3,6 milioni di over 65. Stando ai dati dell’analisi il rapporto tra italiani con un impiego e pensionati ottimale per la sostenibilità del sistema è di 1,5, tuttavia, nello stato attuale si registra un rapporto di 1,3. Il risultato ipotizzato da questo scenario avrebbe tra le sue peggiori conseguenze quello di mettere maggiormente sotto pressione il sistema previdenziale e quindi il sistema di welfare nel complesso. Stime alla mano entro il 2035 il numero di pensionati supererà per la prima volta nella storia quello degli occupati.

 

 

Il sistema Welfare Italiano

 

Il Rapporto 2024 del Think Tank presentato al Welfare Italia Forum individua nella prevenzione la leva fondamentale per creare valore. Tuttavia, nonostante la prevenzione rappresenti uno strumento efficace per ridurre i costi sanitari a lungo termine e liberare risorse per le emergenze, riceve in Italia solo l’8% della spesa sanitaria pubblica. All’interno del Rapporto “Welfare, Italia”, è stata elaborata una ricerca con l’obiettivo di identificare “l’ecosistema-welfare”, quantificandone la struttura e i numeri chiave. Il sistema welfare italiano, sottoposto a crescenti pressioni, deve confrontarsi con un contesto economico difficile e vincoli di bilancio sempre più stringenti, imposti dalle nuove regole europee. Il sistema di welfare italiano necessita di un’iniezione di liquidità pari a 176 miliardi di euro entro il 2030 per garantire la sua sopravvivenza. Questa cifra sottolinea la gravità della situazione finanziaria del sistema e l’urgenza di interventi correttivi. L’Italia è il primo Paese tra i Big-4 europei per incidenza della spesa in previdenza sul PIL (16,2% contro i 12,3%) e al contrario si trova ultima sia con riferimento al valore dell’istruzione (che incide solo per il 4,1% del PIL italiano, rispetto ad una media dell’Eurozona pari a 4,6%) che a quello delle politiche sociali (5,7% del PIL italiano, contro una media dell’Eurozona pari a 7,3%) e penultima con riferimento alla sanità (7,1% del PIL italiano, contro una media dell’Eurozona del 7,9). Inoltre, c’è un tema di “squilibrio”. Infatti, nel sistema di welfare italiano oltre il 78% della spesa è destinata alla gestione delle situazioni attuali. Al contrario gli investimenti per il futuro, come la prevenzione e le politiche per le giovani generazioni, rappresentano solo il 21,1%, un dato significativamente inferiore alla media europea. La prevenzione è la chiave per garantire la sostenibilità dell’ecosistema welfare. Già, perché ogni euro destinato alla prevenzione genera un ritorno economico di 14 euro, contribuendo così a ridurre i costi complessivi del sistema e stimolando la crescita economica.

 

 

Le 3 priorità del sistema welfare italiano

 

Secondo il Think Tank “Welfare, Italia”, la prevenzione è la chiave per affrontare le criticità del sistema di welfare. Essa consente di ridurre i costi, promuovere la sostenibilità a lungo termine e innovare l’offerta dei servizi, anticipando le future esigenze. Per questo sono stati individuati tre ambiti d’azione su cui il paese dovrebbe agire:

 

  • Promuovere il contributo della Long-Term Care: nuovo modello di assistenza basato sulla mutualità e integrato con i fondi pensione e i fondi sanitari integrativi;
  • Lanciare un piano di sviluppo delle competenze del welfare: creare un Piano Strategico per lo sviluppo delle competenze nel settore del welfare volto ad affrontare le sfide poste dall’evoluzione demografica e tecnologica, coinvolgendo tutti gli attori dell’ecosistema;
  • Creare un punto di accesso unico digitale per i servizi di welfare come obiettivo di digitalizzazione del Paese: semplificare l’accesso ai servizi di welfare creando uno sportello virtuale unico, integrato con le attuali piattaforme digitali e che permetta ai cittadini di consultare tutte le prestazioni a loro disposizione.

 

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