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	<title>smart working Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>smart working Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Fare comunità senza rinunciare allo smart working: il giusto mix per i lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 08:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per 8 lavoratori su 10 stare in ufficio migliora la produttività. Questo non significa voler rinunciare alla flessibilità. La formula vincente sta nel mezzo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Prendi una squadra formata da singoli e perderanno tutte le partite. Prendi le stesse persone, falle sentire un team, una squadra che lavora per un obiettivo comune, e allora quelle stesse persone riusciranno addirittura a vincere il campionato. Ad Hollywood su quest’idea ci hanno costruito una miriade di film, ma la stessa logica sembra funzionare perfettamente anche nel mondo del lavoro. E a esserne convinti, prima di tutti, sono proprio i lavoratori. <span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p><strong>Costruire la comunità</strong><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p>A dimostrarlo è il <strong>Randstad Workmonitor</strong>, ricerca condotta dalla multinazionale olandese in 35 Paesi del mondo sulle trasformazioni del mercato del lavoro. Secondo lo studio l’89% dei lavoratori italiani rende di più, al lavoro, se <a href="https://tuttowelfare.info/blue-monday-quanto-conta-il-benessere-mentale-al-lavoro/" target="_blank" rel="noopener">sperimenta un senso di comunità</a> con i colleghi. L’88% lavora meglio se sente di “conoscere bene” le persone che ha intorno, l’87% vorrebbe che il posto di lavoro fosse una comunità. Risultati che potrebbero sorprendere, visto che negli ultimi anni la <a href="https://tuttowelfare.info/return-to-office-o-smart-working-polarizzazione/" target="_blank" rel="noopener">narrazione sul mondo del lavoro</a> ha spesso sottolineato come questo non venga più visto dalle persone come ambito che definisce la propria identità. Eppure, sempre secondo i risultati della ricerca, sentirsi parte di una comunità di lavoro fa anche stare bene. Per l’89% delle persone è importante per la propria salute mentale, il 76% ha creato rapporti di amicizia con i colleghi, per l’85% l’esperienza in ufficio è stata di aiuto anche nella vita personale, grazie alle relazioni con persone di opinioni e background diversi.<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span><br />
<strong>Fine dello Smart Working?</strong> <span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p>Per gli italiani, la comunità si costruisce innanzitutto dal vivo: per l’84% è più facile costruire relazioni con i colleghi sul posto di lavoro, piuttosto che da remoto. E secondo il 79% per migliorare la produttività è necessario lavorare in ufficio. Addirittura, per il 71% andare in ufficio migliora l’equilibrio tra lavoro e vita privata.<br />
Questo segna la fine dello smart working? Non proprio. Secondo i dati dell’<strong>Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano</strong>, infatti, nel 2024 le persone che lavoravano da remoto erano 3,55 milioni. Un dato in linea con quello del 2023. Con una previsione di ulteriore crescita nel 2025, +5%, a 3,75 milioni. E sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, il 73% dei lavoratori che se ne avvalgono si opporrebbe se la propria azienda eliminasse questa forma di flessibilità.<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p><strong>Non lavorare sempre da casa</strong><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p>Quello che si sta affermando, quindi, è sempre di più un <strong>sistema ibrido</strong>, in cui lo smart working resta una conquista a cui i dipendenti non vogliono più rinunciare. Secondo la ricerca di <strong>Randstad</strong>, infatti, il 35% potrebbe lasciare l’impiego se il datore di lavoro chiedesse di passare più tempo in ufficio. E la <a href="https://tuttowelfare.info/flessibilita-oraria-larma-in-piu-per-attrarre-sempre-piu-talenti/" target="_blank" rel="noopener">mancanza di flessibilità</a> nell&#8217;orario di lavoro è la terza ragione (indicata dal 45% dei lavoratori) per rifiutarelo, dopo l’assenza di benefit e di carriera. Secondo lo studio il 31% dei lavoratori fa uno o due giorni da remoto a settimana, il 28% è in ufficio tutti i giorni, mentre il 9% non ci va mai. Ma se potessero scegliere, i lavoratori opterebbero prevalentemente per <a href="https://tuttowelfare.info/smart-working-in-crescita-in-italia-riguarda-3-6-milioni-di-persone/" target="_blank" rel="noopener">un solo giorno di Smart Working</a> (27%) o per due (25%), non formule al 100% da remoto. <span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p>Che la strada giusta sia quella di un’integrazione tra lavoro in presenza e smart working lo sostiene anche lo studio condotto da <strong>International Workplace Group (IWG)</strong> su oltre 1.000 lavoratori ibridi. Secondo questa ricerca il 75% degli intervistati hanno riportato una drastica riduzione dei <a href="https://tuttowelfare.info/salute-mentale-e-lavoro-il-burnout-costa-136-miliardi-di-euro-alleuropa/" target="_blank" rel="noopener">sintomi da burnout</a> dopo essere passati ad un modello di lavoro ibrido. Sintomi che, prima dell’introduzione di questa nuova forma di lavoro,  avevano interessato il 72% delle persone. Secondo lo studio, l’aumento del tempo libero ha portato a un migliore<a href="https://tuttowelfare.info/lavoro-e-gen-z-tra-nuove-esigenze-gender-gap-e-work-life-balance/" target="_blank" rel="noopener"> work-life balance </a>(86%), a fare più esercizio fisico (54%), alla preparazione di pasti più salutari (58%) e a una migliore qualità del sonno (68%). Complessivamente, oltre due terzi dei lavoratori (68%) hanno dichiarato che <a href="https://tuttowelfare.info/work-life-balance-e-genitorialita-per-chi-lavora-in-proprio/" target="_blank" rel="noopener">la loro salute fisica è migliorata</a> grazie al lavoro ibrido. I lavoratori hanno anche riferito di sentirsi meno esausti (79%), meno stressati (78%) e meno ansiosi (72%), con un’ampia maggioranza dell’86% che ha affermato di affrontare meglio le proprie giornate grazie a un modello di lavoro flessibile. <span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p><strong>L’Italia rispetto al resto del mondo<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></strong></p>
<p>Tornando allo studio di Randstad, si scopre che l’importanza del senso di collettività per la performance è <strong>maggiore tra i lavoratori italiani</strong> rispetto al resto del mondo: 4 punti in più della media globale e 5 in più dell’Europa. L’aumento di produttività è avvertito maggiormente dagli uomini rispetto alle donne, e dai Boomers e dalla Generazione X rispetto alle altre fasce di età. Il 90% degli italiani socializza con piacere con i colleghi (5° posto sui 35 Paesi analizzati). Il 72%, soprattutto la Gen-Z, frequenta i compagni di lavoro anche fuori dall’azienda. La composizione demografica non è un ostacolo: l’81% dei lavoratori reputa facile andare d&#8217;accordo con colleghi di diversa età, sesso e provenienza.</p>
<p>Ecco allora che favorire la creazione di un senso di comunità tra i lavoratori e, al tempo stesso, garantire forme di flessibilità che permettano loro di lavorare parzialmente in ufficio e alcuni giorni in smart working, potrebbe essere un buon metodo per avere dipendenti più produttivi e sereni.</p>
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		<title>L’hybrid working non convince tutti i dipendenti europei</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/lhybrid-working-non-convince-tutti-i-dipendenti-europei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 06:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[work-life balance]]></category>
		<category><![CDATA[D-Link]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo una ricerca D-Link 4 lavoratori su 10 sono a favore di un ritorno in ufficio a tempo pieno. Al centro il tema della produttività</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Mentre le aziende di tutta Europa continuano ad adattare il loro approccio al lavoro ibrido per trovare nuove soluzioni che favoriscano al meglio il <a href="https://www.tuttowelfare.info/?s=life+balance"><strong>work life-balance</strong>,</a> i dipendenti europei risultano divisi tra il voler tornare in ufficio a tempo pieno e il continuare a <a href="https://www.tuttowelfare.info/?s=smart+working"><strong>lavorare da remoto.</strong></a> È quanto emerge da <strong>una ricerca di D-Link</strong>, azienda attiva nelle tecnologie di rete e connettività che ha intervistato oltre 300 società di consulenza e reseller di tecnologia in tutta Europa sulle abitudini dei professionisti aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare<strong> quattro lavoratori su dieci (38%) hanno dichiarato di essere favorevoli a un ritorno a tempo pieno.</strong> Il 37%, invece, è contrario e il 24% ha rivelato che prenderebbe in considerazione l’idea di cambiare lavoro se la propria azienda imponesse il ritorno al lavoro d’ufficio a tempo pieno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Al centro di discussioni e opinioni contrastanti è la produttività:</strong> il 40% degli intervistati ha rivelato che lavorare da casa per più di due giorni alla settimana non ha alcun impatto sulla loro produttività, mentre un quarto (25%) afferma che in realtà la produttività diminuisce. Il 35% degli intervistati ritiene invece che il lavoro da casa migliori la produttività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda le altre <strong>criticità causate dall’hybrid working,</strong> il 38% ha dichiarato che ha inciso fortemente sulle possibilità di collaborazione con i colleghi e il 50% dei dipendenti ritiene che abbia portato a una cultura aziendale più frammentata. Tra i fattori di disturbo alla produttività indicati dagli intervistati risultano: una tecnologia (tablet, computer e connessione Internet) obsoleta o insufficiente; le interruzioni da parte dei familiari continuano a influenzare il lavoro; la cattiva organizzazione del proprio spazio di lavoro.</p>
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		<title>Pniec: Smart working e settimana corta per ridurre le emissioni</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/pniec-smart-working-e-settimana-corta-per-ridurre-le-emissioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[pniec]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo prevede il Piano nazionale integrato Energia e Clima (Pniec) presentato dal Ministero dell’ambiente alla Commissione Europea</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/pniec-smart-working-e-settimana-corta-per-ridurre-le-emissioni/">Pniec: Smart working e settimana corta per ridurre le emissioni</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Se non è una piccola rivoluzione, almeno sulla carta, poco ci manca. L’Italia, per centrare gli obiettivi europei sulle emissioni di gas nocivi, proverà a cambiare lo stile di vita di milioni di lavoratori incentivando smart working e <a href="https://www.tuttowelfare.info/attualita-welfare/generazione-z-e-millenial-tra-stipendi-bassi-stress-e-sfiducia-nel-futuro">settimana corta</a>. A metterlo nero su bianco è stato il <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> presentando il <strong>Piano nazionale integrato Energia e Clima (Pniec)</strong> alla Commissione Europea. Un documento importante, che da un lato sottolinea l’attuale ritardo rispetto alla tabella di marcia che dovrebbe portare a emissioni zero entro il <strong>2050</strong>, segnalando in particolare una riduzione delle emissioni dei settori non industriali al 35,3%-37,1% rispetto al 2005 invece del -43,7% richiesto, dall’altro propone soluzioni innovative per accelerare il percorso di transizione.</p>
<p>Come spiegato dal <strong>ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin</strong>: <em>“Sarà necessario avviare da subito una significativa riduzione delle emissioni pari a oltre il 30% rispetto ai livelli del 2021, da conseguirsi prevalentemente nei settori trasporti, civile e agricoltura”.</em> Un obiettivo ambizioso, che potrà essere raggiunto, secondo il ministro, anche aumentando significativamente le ore in smart working e ipotizzando <em>“riduzione delle giornate lavorative a parità di ore lavorate”</em> in modo da limitare gli spostamenti dei privati e i conseguenza le emissioni prodotte.</p>
<p>Una proposta che sta facendo discutere e che ha costretto a una precisazione da parte di Pichetto Fratin: <em>“tra le ipotesi che sono state previste c’è anche quella di valutare, a parità di ore, organizzazioni di lavoro diverse, ma questo fa parte poi delle contrattazioni”</em>. Quello del ministro, forse, è più un auspicio che un’indicazione. In ogni caso, ci sarà tempo per vagliare tutte le ipotesi, anche perché decisioni definitive verranno prese solamente nel giugno del 2024: <em>“Questa è una proposta</em> – ha spiegato il ministro &#8211;<em> il testo conclusivo arriverà a giugno del prossimo anno: ora si apre il confronto sul documento a livello nazionale, oltre che con le istituzioni europee, anche per farlo evolvere”.</em></p>
<p>Intanto, grazie ai dati raccolti dal sindacato autonomo dei lavoratori pubblici <strong>FLP</strong> (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) si scopre che finito lo stato di emergenza il lavoro agile in cinque ministeri (Mef, Ambiente, Interno, Agricoltura, Made in Italy e alle Dogane/Monopoli viene concesso mediamente per 6 giorni al mese. Numeri difficilmente compatibili con l’ambizioso progetto del Pniec</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli uffici del futuro: più attenzione alla sostenibilità e alla qualità di servizi e strutture</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/gli-uffici-del-futuro-piu-attenzione-alla-sostenibilita-e-alla-qualita-di-servizi-e-strutture/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[uffici]]></category>
		<category><![CDATA[cbre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ufficio rimarrà un elemento centrale per favorire il team building ma le aziende dovranno ripensare spazi ed edifici</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/gli-uffici-del-futuro-piu-attenzione-alla-sostenibilita-e-alla-qualita-di-servizi-e-strutture/">Gli uffici del futuro: più attenzione alla sostenibilità e alla qualità di servizi e strutture</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Se le aziende si stanno già riorganizzando per offrire maggiore flessibilità ai loro dipendenti, ormai abituati all’alternanza smart working-ufficio, il prossimo step per continuare ad essere competitive nell’attrazione dei talenti sarà quello di r<strong>iorganizzare fisicamente lo spazio dell’ufficio.</strong> L’ambiente lavorativo si deve infatti progressivamente adattare alle nuove esigenze dei dipendenti, che vedono sempre più l’ufficio non come un posto dove rimanere inchiodati alla scrivania per otto ore, ma <strong>come un luogo di condivisione e team building.</strong> Secondo alcuni recenti sondaggi condotti tra lavoratori e aziende da <strong>CBRE Italy</strong> (colosso mondiale nella consulenza immobiliare), <strong>l’ufficio continuerà infatti a rimanere un elemento importante nel mondo del lavoro</strong>, non destinato a non scomparire (a dispetto di quanto presagito da alcuni in pieno lockdown), ma a trasformarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo anche alla luce di un trend in fase di stabilizzazione, che vede <strong>un alto numero di lavoratori italiani che usufruiscono di un modello di lavoro ibrido casa-ufficio (43%),</strong> sebbene si tratti di una percentuale inferiore a quella europea e globale (58%). È sempre forte il desiderio di continuare a privilegiare le modalità di lavoro flessibili (preferite dal 67% degli intervistati italiani del report di CBRE), in particolare quelle che consentono di trascorrere la maggior parte della settimana a casa (indicate come migliori dal 43% degli intervistati).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come anticipato prima però, <strong>alla flessibilità sulla scelta del luogo di lavoro si accompagna il desiderio di legami sociali con i colleghi,</strong> per questo molte aziende spingono i dipendenti ad un ritorno almeno parziale in ufficio con l’obiettivo di aumentare la produttività attraverso il lavoro di networking. Tuttavia, per aumentare la soddisfazione dei lavoratori e rendere più attraente il luogo di lavoro, diventa oggi fondamentale offrire spazi qualitativi, ben attrezzati e serviti, studiati per queste nuove forme di lavoro flessibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i fattori più desiderabili dalla grande maggioranza dei lavoratori italiani intervistati da CBRE emergono: <strong>le caratteristiche ambientali</strong> (luce naturale, migliore qualità dell&#8217;aria, acustica, ecc.), <strong>la disponibilità di spazi per concentrarsi sul lavoro o per fare networking con i colleghi, le opportunità di benessere/relax e dotazioni di tecnologie avanzate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sembra essere invece necessario ridurre le dimensioni degli uffici: è sufficiente efficientarli, per esempio riducendo le postazioni singole e personalizzando gli spazi in base alle esigenze specifiche dei team. Intervistando multinazionali che prendono in affitto uffici anche in Italia, è emerso infatti che <strong>la maggior parte degli occupier (66%) non ha intenzione di ridurre gli spazi</strong> a propria disposizione nei prossimi tre anni, preferendo invece efficientare gli uffici o lavorare sulla revisione delle condizioni contrattuali. Per esempio, le aziende puntano a trovare <strong>location con ottimi collegamenti</strong> con la rete di trasporto pubblico e buone dotazioni per i mezzi privati, in modo da offrire ai propri dipendenti efficienza negli spostamenti e ridurre il tempo perso durante il tragitto casa-lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre si privilegia <strong>la scelta di uffici energeticamente efficienti, di qualità e con elevati standard di sostenibilità ambientale e sociale:</strong> il 73% delle aziende rispondenti ritiene prioritaria la riduzione dei consumi e l’aumento dell’efficienza energetica nella selezione dei propri uffici. La bassa qualità degli uffici infatti influenza negativamente la volontà di recarsi in loco per svolgere le proprie mansioni lavorative, in particolare per le generazioni più giovani.</p>
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		<title>Settimana corta e aumento dei premi di produzione: la svolta di Intesa Sanpaolo</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/settimana-corta-e-aumento-dei-premi-di-produzione-la-svolta-di-intesa-sanpaolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 14:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[settimana corta]]></category>
		<category><![CDATA[intesa sanpaolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovato l’accordo con i sindacati, Intesa Sanpaolo diventa la prima grande banca a introdurre la settimana corta a parità di stipendio &#160; La decisione era stata presa lo scorso ottobre, ma il percorso verso l’introduzione della settimana lavorativa corta, a parità di stipendio e con...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/settimana-corta-e-aumento-dei-premi-di-produzione-la-svolta-di-intesa-sanpaolo/">Settimana corta e aumento dei premi di produzione: la svolta di Intesa Sanpaolo</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><em>Trovato l’accordo con i sindacati, Intesa Sanpaolo diventa la prima grande banca a introdurre la settimana corta a parità di stipendio</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-23640"></span></p>
<p>La decisione era stata presa lo <strong><a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/intesa-sanpaolo-tenta-la-settimana-corta-solo-4-giorni-di-lavoro">scorso ottobre</a></strong>, ma il percorso verso l’introduzione della settimana lavorativa corta, a parità di stipendio e con un’ora di lavoro al giorno più, è stata più complicata del previsto. Alla fine però <strong>Intesa Sanpaolo</strong> e sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin) hanno trovato un accordo che prevede l’introduzione della <strong>settimana corta</strong> in 40 delle filiali di grandi dimensioni sul territorio (36 ore da spalmare su 4 giorni), l’allargamento dello smart working a 120 giorni l’anno, che diventeranno 140 per dipendenti che svolgono specifiche mansioni, l’aumento dell’indennità del buono pasto per le giornate di lavoro a casa che arriva a 4,5 euro a giorno e il diritto alla disconnessione. Inoltre, da novembre, inizierà anche una sperimentazione volontaria della settimana corta per gli sportellisti di 250 filiali di dimensioni più piccole. Secondo la banca, sarebbero già <strong>17mila</strong> i lavoratori che avrebbero aderito alla settimana corta, oltre il 60% dei lavoratori complessivi delle 40 filiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orario flessibile</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Novità importanti arrivano anche sull’orario flessibile a cui, riferisce sempre Intesa, avrebbero già aderito <strong>40mila</strong> persone da inizio gennaio a oggi. I lavoratori, sia che lavorino in sede, sia che lavorino da remoto, avranno il la possibilità di iniziare la giornata di lavoro in una fascia compresa tra le 7 e le 10 del mattino e regolare di conseguenza la fine della giornata di lavoro. Questo accordo, secondo <strong>Domenico Iodice, segretario nazionale First Cisl</strong>: <em>“guarda al futuro, e individua nelle tutele del contratto nazionale e nel ruolo della contrattazione collettiva le garanzie di una ‘transizione giusta&#8217;, rispettosa del ciclo di vita delle persone del lavoro”</em>. <strong>Lando Sileoni, direttore generale di Fabi</strong>, guarda invece al settore bancario tout court e sottolinea come sia necessario: <em>“preservare e migliorare la prospettiva professionale di tutte le lavoratrici e dei lavoratori di tutti i gruppi e di tutte le banche italiane, e agire, quindi, con lungimiranza, dimostrando, concretamente, quella capacità di gestire i profondi cambiamenti in atto nel settore bancario”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Produttività, aumenta il premio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A pochi giorni di distanza dagli accordi su settimana corta e smart working la banca ha annunciato anche un altro accordo coi sindacati, per l’aumento del premio di produzione a cui verranno destinati <strong>155 milioni</strong> di euro. L’importo minimo salirà a <strong>1020 per ogni lavoratore</strong>, più del 25% in più rispetto al 2022, mentre il premio massimo potrà arrivare a <strong>2750 euro</strong>. A tutto questo si sommeranno le “premialità aggiuntive”, calcolate sulla base degli obiettivi raggiunti. L’accordo prevede un premio minimo differenziato per figure professionali e livelli diversi, a cui si sommeranno svariati livelli di “premialità aggiuntive” attraverso un sistema studiato per garantire massima trasparenza sulla premialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/settimana-corta-e-aumento-dei-premi-di-produzione-la-svolta-di-intesa-sanpaolo/">Settimana corta e aumento dei premi di produzione: la svolta di Intesa Sanpaolo</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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		<title>Smart Working in vacanza? Ecco cosa si può e non si può fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 14:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da remoto]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[normativa smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Furfaro, esperto di welfare e consulente del lavoro, fa chiarezza su quello che è necessario sapere per lavorare in smart working in sicurezza rispettando le normative vigenti in materia &#160; Sempre più aziende stanno introducendo la modalità dello smart working, per andare incontro alle...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/smart-working-in-villeggiatura-ecco-cosa-si-puo-e-non-si-puo-fare/">Smart Working in vacanza? Ecco cosa si può e non si può fare</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><strong>Luca Furfaro, esperto di welfare e consulente del lavoro, fa chiarezza su quello che è necessario sapere per lavorare in smart working in sicurezza rispettando le normative vigenti in materia</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-23595"></span></p>
<p>Sempre più aziende stanno introducendo la modalità dello smart working, per andare incontro alle esigenze dei lavoratori che lo considerano ormai pratica imprescindibile per coniugare il lavoro alla vita privata. Molte persone, con la stagione estiva, pensano di trasferire la postazione di lavoro nei luoghi di vacanza ma ci sono regole e buone pratiche da seguire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce lo <strong>smart working</strong>, o lavoro agile, come una particolare modalità di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato per  agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e, talvolta, aumentare la competitività e anche la produttività. La normativa specifica che <strong>la prestazione lavorativa deve essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte al loro esterno</strong>, anche senza una postazione fissa, ed è regolamentato da un <strong>accordo tra le parti</strong>. Alcune aziende hanno scelto di adottare questa modalità in maniera ibrida, affiancandolo al lavoro di ufficio; altre realtà invece lo concedono con l’arrivo della bella stagione, accrescendo così il desiderio di spostarsi verso città di mare o luoghi di villeggiatura per coniugare dovere e tempo libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia spesso è difficile capire il quadro normativo complessivo o come le norme si applicano in situazioni particolari: <strong>Luca Furfaro</strong>,  specializzato nella gestione del personale di startup innovative, titolare dell’omonimo studio (<a href="http://www.studiofurfaro.it/">www.studiofurfaro.it</a>) e scrittore esperto nelle tematiche del lavoro e del welfare, ha illustrato la normativa base che regolamenta lo smart working, aspetti importanti che rientrano nella sfera di interesse di ciascuno come diritti e doveri dei dipendenti e dei datori di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si può lavorare in un luogo diverso dalla propria casa?</strong></p>
<p>La prima domanda che si pone è se si può lavorare in un luogo diverso dalla propria casa: la risposta è dipende. <strong>Ogni datore di lavoro che decide di concedere lo smart working deve stipulare con i dipendenti un accordo individuale scritto</strong>, che stabilisce in quali luoghi o tipologie di luogo potrà lavorare. A incidere sono fattori come la <strong>sicurezza</strong> e il comfort del dipendente, ma anche la <strong>privacy</strong> delle informazioni trattate, nel caso in cui si lavori in un luogo pubblico come ad esempio un bar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Strumenti di lavoro imprescindibili, sicurezza e  work life balance</strong></p>
<p>Sebbene la normativa stabilisca che è possibile lavorare sia indoor che outdoor, è necessario che il lavoratore per poter svolgere le proprie mansioni disponga di un’ <strong>adeguata illuminazione, un piano di lavoro, una sedia con schienale, un buon ricircolo dell’aria e la connessione internet, </strong>tutti strumenti imprescindibili di cui il lavoratore è responsabile quando lavora al di fuori della propria sede. Occorre inoltre far attenzione al fatto che, se un dipendente si ritrova impossibilitato a lavorare per mancanza di connessione internet, quel giorno può essere considerato un&#8217;assenza a tutti gli effetti o un giorno di permesso. <em>“Lo smart working è una modalità di lavoro che ci permette di riscrivere il nostro modo di lavorare, non i nostri obiettivi: non si deve quindi confondere con l’essere in vacanza” </em><strong>sostiene Luca Furfaro, esperto di <a href="http://tuttowelfare.info/dal-mercato/le-5-macro-tendenze-del-welfare-aziendale-nel-2023-per-trattenere-i-dipendenti-in-azienda">welfare</a> e titolare</strong> <strong>dello Studio Furfaro</strong>. <em>“Il lavoro agile non prescinde dalla tecnologia, la connessione internet in primis è fondamentale e, qualora dovesse esserci una mancanza di connettività, la responsabilità sarebbe sempre del lavoratore”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro tema fondamentale da non trascurare è la sicurezza: dal punto di vista normativo, è possibile <strong>lavorare solo in luoghi che non aumentino il rischio di infortuni e che siano conformi per quanto riguarda le regole di salute e sicurezza. </strong>Il lavoratore, infatti, è tutelato da infortuni, anche nel tragitto tra l’abitazione ed il luogo prescelto per lavorare, ma lo stesso deve essere scelto secondo un criterio di ragionevolezza. In ogni caso <strong>l’infortunio deve avere un nesso causale con l’attività lavorativa</strong>. Continua a restare un’immagine fantasiosa il lavoratore in spiaggia con i piedi nell’acqua. Non si può quindi lavorare in una postazione non idonea e con molti rischi connessi, quali la compromissione degli strumenti di lavoro come il PC e rischi per l’incolumità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa cambia per chi vuole lavorare in smart working all’estero?</strong></p>
<p>Lo smart working all’estero è desiderio comune di molti lavoratori, dipendenti e liberi professionisti, specialmente di chi lavora nel digitale ed è quindi agevolato dalla tecnologia.</p>
<p>Sono anche nati i nomadi digitali, lavoratori, spesso freelance, che si muovono spesso scegliendo il paese nel quale lavorare. Tale pratica ha però dei vincoli, in quanto non sempre si è a conoscenza del fatto che si è soggetti alla legislazione del paese in cui si intende lavorare per quanto riguarda retribuzione, inquadramento, orari di lavoro e sicurezza. Nel caso si volesse lavorare per un periodo all&#8217;estero  occorre sempre informare il proprio datore di lavoro e verificare come tale periodo potrà essere gestito a seconda del paese nel quale ci si reca.</p>
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		<title>Il lunedì diventa festivo: Valencia sperimenta la settimana corta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 14:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[settimana corta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Valencia vuole valutare l’impatto sui lavoratori e sulla città di una settimana corta, da 32 ore, a parità di stipendio &#160; &#8220;Vogliamo che le persone lavorino per vivere, non che vivano per lavorare&#8221;. Con queste parole il sindaco di Valencia Joan Ribó...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><em>Il Comune di Valencia vuole valutare l’impatto sui lavoratori e sulla città di una settimana corta, da 32 ore, a parità di stipendio</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-23582"></span></p>
<p><em>&#8220;Vogliamo che le persone lavorino per vivere, non che vivano per lavorare&#8221;</em>. Con queste parole il sindaco di Valencia <strong>Joan Ribó</strong> ha annunciato il via di una sperimentazione che, per un mese, vedrà tutti i cittadini lavorare solamente dal martedì al venerdì, per un totale di 32 ore complessive, mantenendo lo stesso stipendio nonostante la settimana corta. L’iniziativa è stata facilitata dall’elevato numero di lunedì di festa previsti dal calendario spagnolo nel mese di marzo.  <em>&#8220;Vogliamo una città accogliente e sana che si prenda cura delle persone&#8221;</em>, ha proseguito Ribò, secondo cui il modo di lavorare è già cambiato radicalmente a causa della pandemia, che ha introdotto lo smart working sistematico per moltissimi lavoratori portando vantaggi a tutti, dipendenti, aziende e ambiente vista la riduzione degli spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sperimentazione sarà monitorata dal <strong>Centro di innovazione Las Naves</strong> del Comune di Valencia, chiamato a diffondere i risultati della sperimentazione a partire dal 20 luglio. Verranno monitorati diversi ambiti, si parte dalla salute e dal benessere sociale, passando dall’economia fino ad arrivare all’impatto sull’ambiente. Per il primo campo di indagine il centro Las Neves indagherà sulla sfera privata dei lavoratori, monitorando l´uso del tempo, l&#8217;equilibrio lavoro-vita privata e il riposo. In campo economico i parametri riguarderanno le il turismo interno, l&#8217;industria alberghiera e il commercio. Infine l’impatto ambientale, con la misurazione della qualità dell&#8217;aria, il volume del traffico e del consumo di energia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’iniziativa del Comune si inserisce sulla scia di quanto fatto dalla <strong>Regione di Valencia</strong> che da tempo sostiene l’idea della <a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/intesa-sanpaolo-tenta-la-settimana-corta-solo-4-giorni-di-lavoro">settimana lavorativa da 32 ore</a> e già nel 2022 aveva messo in campo un contributo per le aziende da oltre 9000, per singolo lavoratore aderente alla settimana corta.</p>
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		<title>Lo smart working in giro per il mondo negli Shace Hub di Cosmico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[amministratoretw]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 08:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[digital workplace]]></category>
		<category><![CDATA[cosmico]]></category>
		<category><![CDATA[space hub]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo modello di smart working, basato sulla libertà di scegliere di lavorare a distanza viaggiando per il mondo, portando avanti progetti digitali sempre nuovi e stimolanti per aziende diverse. È la sperimentazione lanciata da Cosmico, la start up italiana con base a Milano che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><strong>Un nuovo modello di smart working, basato sulla libertà di scegliere di lavorare a distanza viaggiando per il mondo</strong>, portando avanti progetti digitali sempre nuovi e stimolanti per aziende diverse. È la sperimentazione lanciata da Cosmico, la start up italiana con base a Milano che si pone l’obiettivo di <strong>connettere i talenti del mondo digital</strong> (come sviluppatori, designer e creativi) <strong>con le più grandi aziende, agenzie, società di consulenza e startup internazionali.</strong> Il core business di <strong>Cosmico</strong> è infatti quello di aiutare da un lato le aziende a trovare i migliori talenti del digitale con cui poter collaborare per progetti di medio-lungo termine, dall’altro permettere ai talenti che decidono di rimanere indipendenti di poter lavorare per le migliori startup internazionali, società di consulenza e multinazionali innovative.</p>
<p>Fare il freelance per dei progetti digitali significa poter decidere di <strong>lavorare in posti fuori dall’ordinario che stimolano maggiormente la creatività, migliorando lo stile di vita e aumentando la produttività.</strong> Significa sradicarsi dalle scrivanie, dagli orari fissi e dalle costrizioni che un impiego in un ufficio comporta. Però a volte avere un luogo fisico dove poter incontrare persone, costruire nuove relazioni e network può fare molto comodo anche ai “nomadi digitali”. Per questo Cosmico ha lanciato i suoi <strong>Space Hub</strong>, dei luoghi fisici dislocati in Europa (per la precisione a Fuerteventuera e Tenerife) in cui poteri incontrare altri professionisti e condividere esperienze.<br />
Non serve però essere un “nomade digitale” per poter vivere un’esperienza del genere, così anticonvenzionale: anche le aziende che offrono questo benefit ai loro dipendenti, magari per periodi definiti o per progetti di team building immersi nella natura, possono usufruire degli Space Hub e dei servizi di Cosmico.</p>
<p><strong>Questa flessibilità e libertà sta incidendo sempre di più nell’evoluzione del mondo del lavoro</strong> e sta segnando la strada verso un miglior equilibrio tra vita privata e professionale. Ne è convinto anche <strong>Francesco Marino, co-founder &amp; CEO di Cosmico</strong>: “Il futuro del mondo del lavoro sta già andando in questa direzione: la flessibilità è una delle caratteristiche sempre più richieste dal lavoratore che nello scegliere la realtà per cui lavorare non si limita più a criteri strettamente correlati allo stipendio, bensì valuta una serie di benefit correlati al benessere inteso in senso ampio. Tra queste vi è proprio la possibilità di lavorare da remoto, riducendo in questo modo di gran lunga non solo lo stress, ma abbracciando nuove esperienze e possibilità, come ad esempio quella del lavorare viaggiando facendo networking con altri smart workers”.</p>
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		<title>Dopo lo smart working arriva il FAB working. Nestlè apripista in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 10:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[work-life balance]]></category>
		<category><![CDATA[fab working]]></category>
		<category><![CDATA[nestlè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai lo smart working non è più il modello di lavoro più innovativo: nuove modalità si stanno affermando sul mercato, come ad esempio il FAB working, acronimo di “flessibile, adattabile, bilanciato”, che combina il lavoro da remoto e quello in presenza in totale libertà. Adottando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Ormai lo<a href="http://tuttowelfare.info/?s=smart+working"><strong> smart working</strong></a> non è più il modello di lavoro più innovativo: nuove modalità si stanno affermando sul mercato, come ad esempio il <strong>FAB working, acronimo di “flessibile, adattabile, bilanciato”</strong>, che combina il lavoro da remoto e quello in presenza in totale libertà.<br />
Adottando questo modello, <strong>ogni gruppo di lavoro è libero di decidere in che modo svolgere le attività</strong>, in base ai propri bisogni, ai compiti e agli obiettivi da raggiungere. L’ufficio diventa così un luogo fisico in cui i dipendenti si danno liberamente appuntamento per progettare insieme, condividere, socializzare e fare team building.<br />
Oltre a favorire <strong>un miglior equilibrio tra vita privata e professionale</strong>, questo permette di <strong>responsabilizzare i membri di un team</strong>, coniugare il lavoro di squadra con quello individuale e dare maggior valore alla prestazione di ciascuno.<br />
<strong>Si evolve così anche il concetto di leadership</strong>, che è sempre meno legato al controllo e si basa sempre di più sulla fiducia reciproca. Allo stesso tempo il metro di giudizio applicato alle mansioni svolte dai lavoratori non si applica più alla quantità di tempo impiegata per svolgere quel compito ma alla qualità dei risultati finali conseguiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In Italia</strong>, questo modello organizzativo è stato implementato in via provvisoria <strong>nel 2022 da Nestlé</strong> e ora, dato il grande apprezzamento riscosso tra i dipendenti, il CEO Marco Travaglia ha annunciato di volerlo mantenere. Da un sondaggio interno emerge che oltre il 90% dei dipendenti dell&#8217;azienda lo riterrebbe vantaggioso grazie al migliore bilanciamento fra vita privata e vita professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Noi di Nestlé siamo convinti che il Fab Working costituisca un importante strumento di modernizzazione organizzativa, in grado di generare valore sia per l’impresa che per i singoli individui. È dimostrato, infatti, che a un miglior work-life balance e a un generale senso di benessere dei dipendenti, si associa un deciso miglioramento nell’efficienza ed efficacia delle prestazioni. Il Fab Working rappresenta dunque una soluzione in grado di dare benefici sia alle persone che al business” <strong>ha spiegato Marco Travaglia. </strong>“Investire in un modello di lavoro innovativo significa promuovere una cultura che valorizza le performance e che propone all’individuo una più forte autonomia e responsabilizzazione sui risultati, creando un ambiente basato sulla fiducia”.</p>
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		<title>Ferie illimitate, pause collettive e congedo parentale esteso: il modello di Bitpanda e gli spunti per l’Italia</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/ferie-illimitate-pause-collettive-e-congedo-parentale-esteso-il-modello-di-bitpanda-e-gli-spunti-per-litalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 08:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[congedo parentale]]></category>
		<category><![CDATA[bitpanda]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo oneday]]></category>
		<category><![CDATA[velvet media]]></category>
		<category><![CDATA[ferie illimitate]]></category>
		<category><![CDATA[benefit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lanciare un nuovo modello di welfare aziendale per mettere al centro il concetto di “umanità”: è stato il nuovo traguardo raggiunto da Bitpanda, società austriaca con sede a Vienna che si occupa di investimenti digitali. L’azienda, che fin da subito aveva concesso il modello di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/ferie-illimitate-pause-collettive-e-congedo-parentale-esteso-il-modello-di-bitpanda-e-gli-spunti-per-litalia/">Ferie illimitate, pause collettive e congedo parentale esteso: il modello di Bitpanda e gli spunti per l’Italia</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Lanciare un nuovo modello di welfare aziendale per mettere al centro il concetto di “umanità”: è stato il nuovo traguardo raggiunto da <strong>Bitpanda, società austriaca con sede a Vienna che si occupa di investimenti digitali.</strong> L’azienda, che fin da subito aveva concesso il modello di lavoro ibrido tra ufficio e casa, <strong>ha deciso di rivoluzionare il modo in cui si vive il lavoro</strong> offrendo ai suoi dipendenti una serie di nuovi benefit.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto i dipendenti hanno diritto a <strong>ferie illimitate retribuite</strong>, con la libertà di scelta su quando e per quanto tempo assentarsi dal posto di lavoro. La logica è quella di <strong>ottimizzare la gestione del tempo</strong>, ponendo il focus sul risultato finale, non sulla quantità di ore in cui il lavoratore deve stare incollato alla scrivania.<br />
Questa flessibilità si estende anche alla concessione di momenti di pausa e riflessione: l&#8217;azienda ha infatti deciso di lanciare due <strong>“Recharge Break” all&#8217;anno</strong>, cioè periodi di disconnessione dal lavoro, retribuiti al 100%, per permettere a tutti i dipendenti di staccare dal lavoro ed evitare il burn out.<br />
Le novità di welfare toccano anche l’ambito della famiglia, estendendo a <strong>venti il numero di settimane retribuite di congedo parentale per i neogenitori, senza distinzioni di genere</strong> (quindi valide sia per le madri che per i padri).<br />
Infine, Bitpanda concede a tutti i suoi dipendenti la <strong>possibilità di lavorare da qualsiasi luogo nel mondo fino a due mesi all’anno.</strong></p>
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<p>Già altre grandi aziende hanno adottato misure innovative come la settimana lavorativa di 4 giorni o i permessi e le ferie illimitati (lo hanno fatto per esempio LinkedIn, Adobe, Virgin, Oracle, Netflix e Goldman Sachs, Microsoft), ma tutti solo negli Stati Uniti.<br />
Invece i nuovi benefit di Bitpanda riguardano tutti i dipendenti, un team di quasi 1.000 persone di 50 diverse nazionalità, in oltre dieci città europee.</p>
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<p>&#8220;Vogliamo che Bitpanda sia il luogo dove le nostre persone possano crescere e stare al passo in uno dei settori più impegnativi e in rapida crescita&#8221;, ha commentato il <strong>Ceo e co-founder Eric Demuth.</strong> L’azienda è una delle fintech che cresce più velocemente in Europa. &#8220;Con il nostro nuovo approccio improntato alla flessibilità, vogliamo essere sicuri che tutti abbiano la possibilità di prendersi una pausa dopo periodi molto impegnativi e abbiano l’opportunità di dare il meglio di sé&#8221;.</p>
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<h3><strong>I rari casi in Italia</strong></h3>
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<p>L’Italia si dimostra meno aperta rispetto all’America sulla flessibilità nel welfare aziendale e ancora diverse imprese non sono propense a concedere lo smart working. Tra le pochissime aziende italiane che concedono le ferie illimitate troviamo il <strong>Gruppo OneDay</strong> (a cui fanno capo community di successo come ScuolaZoo, l’agenzia di viaggi We Road e House of Talent): i suoi dipendenti, oltre a godere di orario flessibile, possono prendere più giorni di ferie rispetto a quelli previsti dal contratto senza andare in rosso.<br />
Poi c’è anche l’azienda veneta di marketing <strong>Velvet Media</strong>, con 150 dipendenti, che lascia libertà totale: le sue persone possono scegliere se lavorare da casa o in ufficio, per quante ore e quanto tempo prendersi di ferie, senza limiti.<br />
Alla base di questi approcci, dichiarano i responsabili HR aziendali, c’è la forte convinzione che un lavoratore più libero è maggiormente responsabilizzato, più motivato e, in definitiva, più produttivo.</p>
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