
Congedo parentale 2025: novità e intervento dell’Inps
Recentemente, con la circolare numero 25 del 2025, l’Inps è andato a colmare un vuoto normativo che si era venuto a creare con le più recenti disposizioni della nuova Legge di Bilancio 2025 in materia di congedo parentale. Nello specifico, al comma 217 dell’articolo 1, prevede un innalzamento dell’indennità per il terzo mese di congedo dal 30% all’80%, ma specifica anche il periodo complessivo concesso per la cura dei figli dallo Stato resta invariato.
Ma cosa significa questo provvedimento e quali sono, nel concreto, i cambiamenti introdotti quest’anno? Per rispondere a questa domanda e capire cosa prevede la nuova normativa, è bene prima capire come ha operato fino allo scorso anno il meccanismo del congedo parentale in Italia, dove per congedo parentale si intende, come accennato prima, il diritto dei genitori di godere di alcuni mesi di sospensione dell’attività lavorativa per dedicarsi alla cura dei figli, durante i quali percepiranno comunque un’indennità.
Inizialmente pensato per permettere alle madri di continuare a percepire un reddito non solo nei giorni del parto, ma anche nei mesi precedenti e/o successivi a esso, negli anni si è cercato di estendere le misure a entrambi i genitori, così da non dover scaricare completamente sulle donne del nostro Paese il ruolo di caregiver. Oggi, la normativa di riferimento è il Testo Unico sulla maternità e paternità (Decreto Legislativo n. 151/2001), assieme alle modifiche successive, il quale permette ai genitori lavoratori di astenersi dal lavoro fino al compimento dei 12 anni di età del figlio. I mesi concessi sono usufruibili dal momento della nascita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
Inoltre, sebbene possano usufruirne anche lavoratori autonomi e parasubordinati, è evidente nelle intenzioni del legislatore che questa norma sia pensata in particolar modo per i lavoratori subordinati (o dipendenti). Non a caso, anche l’Inps è andato a integrare le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2025, in un segmento rivolto specificatamente a questa categoria.
La legge prevedeva che i genitori avessero diritto a 10 mesi di congedo parentale, durante i quali erano autorizzati ad assentarsi dal lavoro per dedicarsi alla cura dei propri figli. Successivamente si è stabilito, sempre in ottica di coinvolgere maggiormente i padri, di aumentare a 11 i mesi di congedo qualora questi ultimi ne avessero usufruito per almeno 3. Questi mesi potevano essere liberamente ripartiti tra i due genitori e usufruiti in modo continuativo o frazionato.
Tutto ciò resta valido anche con la Legge di Bilancio del 2025, la quale agisce invece su un altro aspetto fondamentale citato inizialmente, ovvero l’indennità. Come detto, il congedo parentale è retribuito e fino a oggi la legge prevedeva che la retribuzione per i primi due mesi corrispondesse all’80% dello stipendio del lavoratore e quelli successivi al 30%. La norma, invece, ha innalzato all’80% anche l’indennità per i terzo mese.
Infine, la norma specifica che questa regola è valida solo per i figli nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2025 in poi; inoltre, nel caso di mesi trasferibili, fa fede il periodo di riferimento del trasferente. Ciò significa che, se una madre trasferisce, per esempio, il 4° mese di congedo parentale al coniuge, il quale sarebbe solo al 2° mese, questo verrebbe comunque retribuito al 30% e non all’80%.
Una serie di altri esempi sulle tempistiche e l’indennità sono stati forniti anche da Il Sole 24 Ore in un suo recente articolo; a seguire ne riportiamo uno:
Si supponga che una donna sia diventata madre il 20 ottobre 2024 e che abbia usufruito della maternità obbligatoria esclusivamente dopo il parto, tra il 20 ottobre e il 20 marzo del 2025. Al tempo stesso, il padre ha preso un periodo di congedo parentale tra il 1° gennaio e il 28 febbraio 2025. In questo caso, non solo i due mesi del padre sono retribuiti all’80%, ma se la madre decidesse di usufruire di un altro mese, tra il 21 marzo e il 20 aprile, in questo caso si applica la Legge di Bilancio 2025 e anche questo periodo sarà retribuito all’80%.