

Francesca Pasqui
Founder di Care UP
Lavorare sull’empowerment femminile per noi significa lavorare sul potenziamento del sé, del proprio sentirsi donna e della propria capacità di autodeterminazione. Non è quindi solo una questione di competenze tecniche e di opportunità che vengono date, ma di come queste opportunità vengono colte e potenziate all’interno di un contesto lavorativo.
Le aziende ricoprono un ruolo fondamentale per la parità tra uomini e donne: solo lavorando per colmare i bias di genere, potranno garantire a tutte le lavoratrici pari opportunità di carriera, retribuzione e, quindi, vera realizzazione professionale. Allo stesso tempo, le imprese che saranno capaci di individuare e sviluppare i talenti femminili diventeranno più attrattive e competitive sul mercato nel lungo termine. In quest’ottica sono stati emanati i WEPs (Women’s Empowerment Principles), ossia i sette principi ispirati a reali pratiche aziendali e volti a promuovere una condizione paritaria per le donne nel mondo del lavoro presentati da Global Compact delle Nazioni Unite in collaborazione con UN Women (UNIFEM), che hanno l’obiettivo di consolidare la posizione delle donne in azienda e che possono essere usati come linee guida nella definizione delle strategie e politiche interne.
Ed è proprio su questi principi che si sviluppano le attività e i progetti che realizziamo in Care UP con l’obiettivo di superare le difficoltà nella realizzazione dell’empowerment femminile nelle aziende italiane, difficoltà spesso radicate in fattori culturali, strutturali e organizzativi.
Il nostro è un approccio pratico, volto a dare un aiuto concreto attraverso programmi di formazione e sensibilizzazione, creare eventi che promuovono la consapevolezza delle disuguaglianze di genere e sviluppano le competenze personali necessarie per favorire l’empowerment femminile in azienda. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro inclusivo, dove le donne possano crescere professionalmente, superare barriere culturali e strutturali, vivere il proprio ruolo in azienda in serenità e essere consapevoli di poter assumere ruoli di leadership, contribuendo così a un cambiamento positivo e duraturo partendo però da se stesse.
Senza tralasciare le politiche assolutamente necessarie che le aziende devono attuare, ci concentriamo sul livello personale, ossia da dove, io donna, inizio nel mettermi in gioco, quali sono le competenze che posso sviluppare, in cosa posso lavorare per migliorarmi e facilitare così il processo di empowerment?
Contrastare pensieri negativi, imparare a riconoscerli e a disciplinare la mente e, soprattutto, promuovere il pensiero positivo è essenziale per rafforzare la leadership e l’autonomia delle donne, aiutandole a superare barriere psicologiche e a realizzare appieno il loro potenziale. I progetti sviluppati in diverse importanti società clienti, come Coface, si sono focalizzati proprio sulla sensibilizzazione delle persone riguardo a queste tematiche, sullo sviluppo delle competenze e sul rafforzamento di un processo continuo di miglioramento personale.
Inoltre, oggigiorno è cruciale per le donne imparare a conciliare il lavoro con la famiglia. Ciò ci consente di gestire e valorizzare i diversi ruoli che ricopriamo, rafforzando la autostima, il benessere e la capacità di prendere decisioni consapevoli e libere da vincoli imposti dalla società.
Si parla sempre meno solo di maternità e sempre più anche di paternità. Tanti sono gli sforzi fatti in questa direzione, anche dal punto di vista normativo, e gli uomini sono sempre più presenti e attivi nel ruolo di genitore e di caregiver. Le aziende sensibili a questi aspetti e che mettono a disposizione delle loro persone strumenti volti a facilitare le loro sfide ed esigenze quotidiane compiono un passo importantissimo verso un reale processo di inclusione. Infatti, le problematiche genitoriali possono incidere significativamente sull’ambiente lavorativo, influenzando la produttività e il benessere delle persone. Ma c’è di più: le competenze sviluppate in ambito familiare, come la gestione del tempo, la capacità di problem solving e la comunicazione efficace, possono essere facilmente traslate in ambito lavorativo, contribuendo a migliorare la gestione dei team, la leadership e la capacità di affrontare situazioni complesse con empatia e resilienza.
Un ottimo esempio di integrazione e di inclusione è quello che offrono Ricoh Italia e Npo Sistemi , che insieme a Care UP hanno iniziato un percorso volto a supportare i neo genitori puntando, non solo più esclusivamente alle neo-mamme, ma valorizzando anche i neo-papà, offrendo sia momenti di counseling dedicato con una psicologa esperta in età evolutiva, sia organizzando gruppi di incontro e di condivisione dove le persone, sempre sotto la guida di un esperto, possono conoscersi, fare gruppo, condividere esperienze e vissuti e soprattutto diventare consapevoli di come le competenze acquisite diventando genitori possano essere facilmente usate e fatte fruttare anche nel contesto lavorativo.
Superare tutte le difficoltà di un percorso di empowerment richiede un impegno costante da parte delle aziende nell’adottare politiche inclusive, promuovere una cultura del rispetto delle diversità di genere e investire in formazione per favorire l’empowerment femminile a tutti i livelli.