

Parlare di soldi non è da signore. O almeno, così ci è stato insegnato per generazioni. Azzurra Rinaldi, economista e attivista, smonta questo stereotipo con il suo libro “Le signore non parlano di soldi”, un saggio che non solo analizza il rapporto tra donne e denaro, ma offre anche strumenti pratici per ribaltare le regole di un gioco finora dominato dagli uomini.
Oggi, infatti, in Italia permane il peso del gender gap sull’alfabetizzazione finanziaria (che è in media insufficiente nel nostro Paese, 56 su 100). L’Edufin Index 2024 ci dice che il divario di 5 punti tra uomini e donne resta stabile rispetto al 2023. Le donne ottengono una media di 53 punti, contro i 59 degli uomini, con alcune regioni, come la Campania (50 vs 58), in cui il divario è ancora più evidente. Questo scenario preoccupante contribuisce a ostacolare l’indipendenza e l’empowerment femminile.
Proprio in questo contesto, in cui culturalmente le donne parlano di soldi e “li maneggiano” con difficoltà, il libro di Rinaldi si inserisce con una forza rivoluzionaria. L’autrice non solo solleva problemi reali e tangibili, citando fonti autorevoli, ma ci invita a riflettere su come la parità di genere nell’economia possa arricchire la società nel suo insieme. Parliamo di PIL perso a causa di questa iniquità e di risorse che potrebbero entrare in un’Italia in difficoltà, che potrebbe ripartire grazie a una maggiore presenza di donne nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria.
Il libro è anche un viaggio che tratta l’annoso problema del gender pay gap. Attraverso storie e dati, svela infatti come le donne spesso facciano di più e guadagnino meno. Un punto cruciale è il ruolo che la società assegna loro nel lavoro di cura, un’attività essenziale che dovrebbe essere garantita dallo Stato e non pesare unicamente sulle donne. In quest’ottica, il progetto analizza i pregiudizi e le barriere che possono ostacolare la carriera di noi donne, in un mercato del lavoro che spesso è ancora uno scenario intimidatorio e discriminante (con sottili ma efficaci strategie di esclusione). E qui sottolinea come la questione non sia solo personale, ma sistemica: serve un cambiamento culturale affinché la parità diventi una realtà condivisa e sostenuta anche dagli uomini.
Proprio in contraddizione al modello tradizionale dell’economia che privilegia il profitto e l’individualismo, Rinaldi propone invece un’economia femminista, che valorizza empatia, collaborazione e benessere collettivo. Gli studi dimostrano peraltro che le donne prendono decisioni economiche più ponderate e sostenibili nel lungo periodo. È quindi essenziale integrare questo approccio nei modelli economici futuri. Un concetto chiave del libro è la sorellanza, un’alleanza tra donne basata sulla collaborazione e il supporto reciproco. La sorellanza non significa solo empatia, ma anche mentoring, condivisione di risorse e lotta comune contro la discriminazione.
“Le signore non parlano di soldi” non è solo un libro, ma un invito all’azione, in cui Azzurra Rinaldi ci sprona a guardare oltre le statistiche e a capire come le scelte economiche personali e collettive possano trasformare la società.