<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>retribuzione Archivi - Tuttowelfare</title>
	<atom:link href="https://tuttowelfare.info/tag/retribuzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/retribuzione/</link>
	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Nov 2023 07:28:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.1</generator>

<image>
	<url>https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/03/cropped-logo-mobile-32x32.png</url>
	<title>retribuzione Archivi - Tuttowelfare</title>
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/retribuzione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Per 4 lavoratori su 5 il welfare aziendale può migliorare la qualità della vita</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/per-4-lavoratori-su-5-il-welfare-aziendale-puo-migliorare-la-qualita-della-vita/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/per-4-lavoratori-su-5-il-welfare-aziendale-puo-migliorare-la-qualita-della-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 07:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[fringe benefit]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[coverflex]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttowelfare.info/?p=24140</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo il Report sulla Retribuzione 2023 di Coverflex, i benefit più diffusi sono i buoni pasto, l’assistenza sanitaria e le scontistiche</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/per-4-lavoratori-su-5-il-welfare-aziendale-puo-migliorare-la-qualita-della-vita/">Per 4 lavoratori su 5 il welfare aziendale può migliorare la qualità della vita</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Il welfare aziendale come strumento prioritario per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori: è il giudizio maggioritario che emerge dal <strong>“Report sulla Retribuzione 2023” realizzato da Coverflex,</strong> startup di welfare aziendale specializzata in retribuzione flessibile. L’indagine è stata realizzata lo scorso settembre su un campione di 612 partecipanti, la maggior parte dei quali tra i 25 e i 34 anni (49,84%), provenienti da diverse aree d’Italia ma soprattutto da Lombardia (47,06%), Veneto (12,25%) e Lazio (7,52%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervistati sul <strong>welfare aziendale</strong>, la maggior parte dei lavoratori lo definisce un elemento prioritario: l<strong>’83% delle persone lo considera uno strumento che può contribuire al miglioramento della qualità della vita</strong>. Ad oggi, sebbene inizino a farsi largo nuove tipologie di benefit pensati per il benessere della persona, i<strong> più diffusi in Italia rimangono i buoni pasto elettronici (67,03%), che oltre il 75% dei partecipanti al sondaggio sostiene di spendere nei supermercati. Seguono l’assicurazione sanitaria (57,21%) e le scontistiche riservate (28,38%), mentre agli ultimi posti troviamo la mensa diffusa (3,71%) e l’asilo aziendale (3,28%).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il valore di questi benefit aziendali è ancora più evidente in un periodo storico come quello attuale, in cui, nonostante l’inflazione sia alle stelle, i salari reali sono diminuiti del 7,5% su base annua e la maggior parte degli intervistati (52,29%) ha dichiarato che la propria retribuzione è rimasta invariata durante il 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo il report, <strong>il tema del welfare aziendale e degli stipendi tocca soprattutto i giovani:</strong> i lavoratori tra i 18 e i 24 anni sono quelli più insoddisfatti (solo il 26% si dichiara soddisfatto), mentre i lavoratori tra i 55 e 64 anni si dichiarino maggiormente appagati (solo poco più del 30% si dichiara insoddisfatto), complici anche ruoli di maggior responsabilità e più gratificanti economicamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Senza dubbio la flessibilità rientra tra gli aspetti decisivi per i dipendenti, che ricercano sempre più frequentemente un impiego che consenta loro di conciliare al meglio e in totale libertà gli impegni personali e professionali: <strong>il lavoro ibrido sta guadagnando sempre maggior popolarità, soprattutto tra le giovani generazioni,</strong> con il 47,55% delle persone che ha dichiarato di preferire questo modello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda la retribuzione, nel Report stilato da Coverfex viene data <strong>ampia rilevanza al concetto di ‘retribuzione flessibile’</strong>, ossia una tipologia di welfare sostenibile per l’azienda e vantaggiosa per i dipendenti. Il 49% degli intervistati dichiara che preferirebbe una RAL di 30.000 € più un pacchetto welfare esentasse del valore di 5.000 € all’anno rispetto ad una RAL di 35.000 €, dimostrando come ricevere un pacchetto di benefit aggiuntivi sia preferibile per la metà dei rispondenti rispetto ad un classico aumento. Le fasce di età più inclini a optare per questa soluzione sono quelle tra i 25-34 e 55-64, mentre i giovanissimi 18-24 preferirebbero una RAL più alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I risultati del Report suggeriscono inoltre <strong>la necessità di una comunicazione chiara e trasparente:</strong> per i più giovani, soprattutto, la menzione della RAL e dei benefit nelle offerte di lavoro è un must: il 100% di chi ha tra i 18 e i 24 anni pensa infatti che queste informazioni debbano essere ben visibili nelle descrizioni dei ruoli, e la pensa così anche il 98,03% di chi ha tra i 25 e i 34 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/per-4-lavoratori-su-5-il-welfare-aziendale-puo-migliorare-la-qualita-della-vita/">Per 4 lavoratori su 5 il welfare aziendale può migliorare la qualità della vita</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/per-4-lavoratori-su-5-il-welfare-aziendale-puo-migliorare-la-qualita-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stipendi, carriera e livelli di stress. La fotografia della qualità del lavoro in Italia</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/stipendi-carriera-e-livelli-di-stress-la-fotografia-della-qualita-del-lavoro-in-italia/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/stipendi-carriera-e-livelli-di-stress-la-fotografia-della-qualita-del-lavoro-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 06:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Lives]]></category>
		<category><![CDATA[bicocca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttowelfare.info/?p=24066</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo l'indagine “Italian Lives” dell'Università Bicocca, tra le criticità del lavoro in Italia spiccano le scarse prospettive di carriera e i livelli di stress troppo elevati </p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/stipendi-carriera-e-livelli-di-stress-la-fotografia-della-qualita-del-lavoro-in-italia/">Stipendi, carriera e livelli di stress. La fotografia della qualità del lavoro in Italia</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Scarse prospettive di carriera e livelli di impegno fisico e di stress troppo elevati sul posto di lavoro sono le principali criticità indicate dai lavoratori italiani. Tra gli elementi percepiti invece come abbastanza adeguati risultano retribuzione, orari, riconoscimento del merito e supporto relazionale. È quanto emerge dall’indagine longitudinale e pluriennale quanti-qualitativa<strong> “Italian Lives” (Ita.Li)</strong> <strong>promossa dall’Istituto IASSC del dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca,</strong> che si basa su un campione di 5mila famiglie, per un totale di 9mila individui che appartengono a 280 Comuni di tutta Italia. Si tratta di una survey realizzata nel 2019 per ricostruire il corso di vita di tutti i membri delle famiglie selezionate dal momento della nascita a quello dell’intervista, in relazione a diversi ambiti, tra i quali la mobilità geografica, l’istruzione, la carriera lavorativa, la costituzione delle unioni e la nascita dei figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo i dati raccolti, <strong>il 54,4% del campione considera scarse le prospettive di carriera, il 56,2% ritiene che il lavoro lo impegni molto fisicamente e il 59,3% si sente sotto pressione per ritmi e scadenze temporali.</strong> Tra le varie conseguenze ci sono l’innalzamento di infortuni e incidenti sul lavoro, e la grande quantità di posti vacanti nonostante le numerose offerte di lavoro.<br />
<strong>Il 60% del campione concorda invece che la retribuzione sia adeguata, che il lavoro svolto abbia un adeguato riconoscimento, che gli orari di lavoro si concilino abbastanza con gli impegni familiari e sociali e il 58,2% degli intervistati sostiene di ricevere supporto e aiuto da colleghi e vertici.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla ricerca emerge però che, in un contesto generale in cui si entra sempre più tardi nel mercato del lavoro (a causa di un innalzamento progressivo dell’età di completamento degli studi), <strong>le donne appartenenti alla Generazione X e Millennial siano in una posizione più svantaggiata.</strong> Queste ultime infatti studiano di più rispetto ai coetanei maschi ed entrano più tardi nel mercato del lavoro (indicativamente a 24 anni, contro i 21 anni dei coetanei uomini). Tale differenza di genere, secondo la survey, è da imputare alla persistenza di stereotipi, norme, modelli culturali e carenza di domanda di lavoro che penalizzano in primo luogo le donne meridionali. Va comunque sottolineato che nelle generazioni più recenti l’età mediana delle donne al Sud si è ridotta significativamente, segno di un profondo cambiamento culturale e di un allentamento della specializzazione dei ruoli di genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/stipendi-carriera-e-livelli-di-stress-la-fotografia-della-qualita-del-lavoro-in-italia/">Stipendi, carriera e livelli di stress. La fotografia della qualità del lavoro in Italia</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/stipendi-carriera-e-livelli-di-stress-la-fotografia-della-qualita-del-lavoro-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Welfare al posto del denaro? Una proposta rischiosa</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/welfare-al-posto-del-denaro-una-proposta-rischiosa/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/welfare-al-posto-del-denaro-una-proposta-rischiosa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Martini]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=21481</guid>

					<description><![CDATA[<p>Welfare Confidential è il podcast che dà voce ai diversi attori del welfare (player, aziende, sindacati, esperti) per comprendere l’evoluzione e le nuove opportunità del settore. &#160; Nel periodo di emergenza sanitaria legata al coronavirus, l’attenzione delle aziende si è spostata verso la cura delle persone. La crisi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/welfare-al-posto-del-denaro-una-proposta-rischiosa/">Welfare al posto del denaro? Una proposta rischiosa</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> &lt; 1</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><strong>Welfare Confidential</strong> è il podcast che dà voce ai diversi attori del welfare (player, aziende, sindacati, esperti) per comprendere <strong>l’evoluzione e le nuove opportunità del settore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel periodo di emergenza sanitaria legata al coronavirus, <strong>l’attenzione delle aziende si è spostata verso la cura delle persone</strong>. La crisi pandemica ha rinnovato la richiesta di assistenza sanitaria e di prestazioni erogate a livello territoriale. Anche nell’agenda politica, <strong>oggi il welfare sembra aver riacquistato una nuova centralità</strong> e può rappresentare una leva per altri settori strategici della nostra economia. Il podcast mira ad approfondire tutti questi temi attraverso il contributo e l’esperienza dei protagonisti del settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ospite di questa puntata è <strong>Mattia Martini, Ricercatore di Economia aziendale all&#8217;università di Milano-Bicocca</strong>, spiega le conseguenze di una visione del welfare come nuova forma di retribuzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/LLEoR4fjslw" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/welfare-al-posto-del-denaro-una-proposta-rischiosa/">Welfare al posto del denaro? Una proposta rischiosa</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/welfare-al-posto-del-denaro-una-proposta-rischiosa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
