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	<title>workcreeper Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Sei eccessivamente connesso e disponibile sul lavoro? Forse sei un work creeper</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 11:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Due estremità opposte: <strong>da un lato c’è il <a href="http://tuttowelfare.info/dal-mercato/la-nuova-sfida-per-il-welfare-aziendale-fronteggiare-il-trend-del-quiet-quitting">quiet quitting</a></strong>, ovvero la tendenza sul lavoro a svolgere solo lo stretto necessario delle proprie mansione, mentre <strong>all’estremità opposta c’è il work creep</strong> che tradotto in italiano significa “lavoro strisciante”. Il termine indica il comportamento di quei lavoratori che volontariamente tendono ad assumersi sempre più mansioni e responsabilità, a restare in ufficio più del dovuto o a rimanere collegati ai device anche oltre l’orario lavorativo. Mentre quindi i quiet quitters non si indentificano nel proprio lavoro e decidono di mettere al centro la propria vita privata e il proprio benessere personale, <strong>i work creepers non sono in grado di porre dei limiti ai ritmi frenetici e sono portati a “strafare”, ma senza aspettarsi aumenti salariali.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono quindi <strong>i “sintomi” del work creep</strong>? Dilatare l’orario di lavoro oltre i limiti contrattuali, essere a completa disposizione di superiori e colleghi, rimanere sempre collegati ai device e controllare assiduamente mail e chat aziendali. Ma anche assumersi incarichi extra (non sempre pertinenti al proprio ruolo), passare la pausa pranzo davanti al pc e non staccare durante il week-end. Sono tutti segnali di un attaccamento eccessivo del lavoratore all’azienda. Ma soprattutto sono il riflesso della sua volontà di ottenere un riconoscimento dal proprio capo e di dimostrarsi all’altezza delle aspettative del team realizzando performance sempre più ambiziose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il work creep fa quindi leva sul <strong>valore psicologico insito negli accordi di lavoro</strong> (come aspettative, disponibilità e riconoscimenti) ed è diverso dal <strong>workaholism</strong>, cioè la dipendenza da lavoro che colpisce soprattutto i manager nel momento in cui devono staccare dal lavoro (per esempio, in ferie) e sentono un terribile senso di vuoto e malessere.<br />
Questo approccio ha come conseguenza un aumento dei livelli di stress che non solo peggiora la qualità della vita, ma in cronico può portare al cosiddetto<strong> “burnout”</strong>, cioè all’esaurimento delle risorse psico-fisiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A favorire questo fenomeno impatta senz’altro la<strong> possibilità di essere sempre connessi al lavoro</strong> tramite pc, tablet e smartphone: questo ha spinto molti lavoratori ad una maggiore disponibilità in termini di tempo e incarichi da assumere, soprattutto durante il periodo di smart working in lockdown (che pure ha rappresentato per molti un ottimo strumento per conciliare vista privata e professionale). E questo atteggiamento è stato mantenuto da molti impiegati anche in seguito al ritorno in ufficio in forma ibrida, cioè alternando giorni in azienda e giorni di smart working. Se insomma queste nuove modalità di lavoro hanno portato importanti benefici a molti lavoratori, consentendo una miglior work-life balance, si sono rivelati dei boomerang per altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come porre un freno a questo fenomeno? La risposta deve partire dall’interno, dagli stessi lavoratori che ne soffrono e che devono prendere maggior consapevolezza della propria situazione.<strong> La soluzione è quella di imparare a porre dei confini in termini di tempo e mansioni</strong>, a dire di no o a delegare, e, nel caso la mole di lavoro e le mansioni aumentino, essere abbastanza sicuri di sé per chiedere al proprio capo un aumento e uno scatto di carriera.</p>
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