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	<title>welfare strategie Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>welfare strategie Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Coinvolgere le persone per migliorare le performance aziendali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 05:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare on top]]></category>
		<category><![CDATA[welfare strategie]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta welfare]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgimento lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La produttività e la reputazione di un’azienda passano anche dall’ingaggio dei dipendenti, come emerso dall’inchiesta di Tuttowelfare.info. I rappresentanti di alcune imprese raccontano modalità e obiettivi dei loro piani di welfare. &#160; &#160; La progettazione e le modalità di realizzazione di un piano di welfare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>La produttività e la reputazione di un’azienda passano anche dall’ingaggio dei dipendenti, come emerso dall’inchiesta di </em>Tuttowelfare.info<em>. I rappresentanti di alcune imprese raccontano modalità e obiettivi dei loro piani di welfare.</em><span id="more-20589"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La progettazione e <strong>le modalità di</strong> <strong>realizzazione di un piano di welfare non possono essere standardizzabili</strong>, ma variano da azienda ad azienda. Dal modello di business al numero e all’età di dipendenti, sono diverse le variabili da considerare per far sì che un piano di welfare abbia davvero successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al benessere delle persone si affianca la necessità delle imprese di ottenere un vantaggio in termini di produttività, come emerso <strong>nell’inchiesta promossa dal giornale online <em>Tuttowelfare.info</em> </strong>– Media Partner dell’evento Wellfeel di Padova del 31 gennaio 2020 – nella quale sono stati coinvolti circa 100 Manager della funzione Direzione del Personale del network ESTE (<strong><a href="http://tuttowelfare.info/attualita-welfare/inchiesta-sul-welfare-produrre-di-piu-ma-a-spese-dei-lavoratori">clicca qui leggere l’inchiesta integrale</a></strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per capire come vengono ‘messe a terra’ le strategie di welfare aziendale, la redazione di <em>Tuttowelfare.info</em> ha interpellato <strong>alcuni rappresentanti di imprese che hanno partecipato all’inchiesta</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-20607" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1.jpg" alt="gestione_welfare" width="587" height="506" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1.jpg 1280w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1-300x259.jpg 300w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1-768x662.jpg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1-1024x883.jpg 1024w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_gestione_3-1-700x604.jpg 700w" sizes="(max-width: 587px) 100vw, 587px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Individuare le esigenze delle persone e conoscere i loro bisogni è il punto di partenza per implementare il nostro piano di welfare aziendale”, spiega <strong>Ezio Frizziero, Head of People Services, Safety &amp; Environment di Wind Tre</strong>. L’operatore di Telecomunicazioni, che si avvale della collaborazione di Eudaimon in qualità di provider, ha un piano di welfare variegato, alimentato on top.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Abbiamo un team dedicato al welfare in azienda, <strong>con servizi che vanno incontro alle diverse necessità della popolazione aziendale</strong>, in base all’età dei dipendenti”. Si va dagli asili nido nelle sedi alle coperture assicurative (per esempio vita, spese mediche, fondi pensione), dai campus estivi per i figli alle attività di tempo libero, dall’anticipo del ‘buono scuola’ in busta paga al supporto ai dipendenti caregiver che devono prendersi cura di parenti non autosufficienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obiettivi principali del piano di welfare di Wind Tre sono “generare engagement nei dipendenti, migliorare le relazioni tra tutti gli stakeholder e aumentare il valore economico percepito in termini di servizi”, conclude Frizziero. Un dato, questo degli obiettivi, che trova conferma anche nell’inchiesta: la maggior parte dei rispondenti ritiene infatti che <strong>lo scopo principale sia quello di migliorare il clima aziendale</strong> e di generare engagement tra i dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Ingaggiare i dipendenti in una logica bottom-up</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tutto il paniere di benefit e servizi sul mercato è a disposizione dei dipendenti di Nokia. “In accordo con le rappresentanze sindacali, dal 2019 il piano prevede anche l’erogazione dei servizi a rimborso per le spese scolastiche, baby-sitting, assistenza domiciliare, trasporto pubblico e servizi relativi al tempo libero, viaggi e voucher a tutto il personale attraverso un’apposita piattaforma di Pellegrini”, spiega <strong>Daniele Amati, Country HR Italy di Nokia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fuori piattaforma, l’azienda produttrice di apparecchiature per telecomunicazioni <strong>offre numerosi benefit finanziati on top</strong>, tra i quali: fondi pensione complementari, polizze sanitarie per dipendenti e familiari, auto aziendali, orario flessibile senza timbratura, mensa aziendale, assistenza psicologica, supporto legale e finanziario per problemi familiari, assistenza fiscale in azienda, Smart working due giorni alla settimana, attività fisiche e culturali, bevande gratuite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di tutto questo si occupa direttamente l’ufficio HR di Nokia. In azienda, un gruppo di dipendenti si occupa di raccogliere i bisogni dei colleghi e di portarli all’attenzione del management per pianificare i servizi adeguati. “<strong>Gli obiettivi sono quelli di attrarre e trattenere giovani talenti</strong>, coinvolgere i dipendenti e avere un ritorno dal punto di vista della produttività”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><a href="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-20609" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1.jpg" alt="opinioni_welfare" width="584" height="730" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1.jpg 1280w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1-240x300.jpg 240w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1-768x960.jpg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1-819x1024.jpg 819w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2020/01/inchiesta_opinioni_4-1-700x875.jpg 700w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></a></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Amati, il fattore di successo di un piano di welfare è rappresentato “<strong>dal coinvolgimento dei dipendenti in una logica <em>bottom up</em>, non <em>top down</em></strong>, che crea ingaggio delle persone e allo stesso tempo porta benefici al business aziendale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Persone soddisfatte, azienda più produttiva</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>welfare on top è la fonte di finanziamento principale anche per Continental</strong> (affiancata da Eudaimon). Nell’azienda produttrice di tecnologie intelligenti per il trasporto convivono diverse generazioni con differenti esigenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Annualmente viene deciso dall’headquarter di destinare ai dipendenti una quota del dividendo che viene destinato localmente in ambito welfare”, racconta <strong>Cristina Gobbato, HR Director di Continental</strong>. I benefit vanno dai rimborsi per le spese scolastiche dei figli all’assistenza sanitaria e domiciliare estesa ai familiari dei dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’obiettivo è quello di consentire ai lavoratori di avere <strong>un maggiore potere economico e di spesa extra-retribuzione</strong>, un ‘di più’ che possa dare il massimo beneficio alle persone”. Se queste ultime sono soddisfatte, “migliora anche il clima aziendale e la produttività è una diretta conseguenza, oltre a migliorare la reputazione dell’azienda”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gobbato sottolinea come, per agevolare le aziende, <strong>servirebbe una semplificazione dell’attuale normativa</strong> che “appare spesso complicata agli occhi dei manager” e per certi aspetti è ancora “ancorata a dinamiche di 20 anni fa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Tra piattaforme e welfare on top</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Concorda su questo aspetto <strong>Alessandro Colombo, HR Manager di Fonderie Mazzucconi</strong>, secondo il quale “servirebbe una semplificazione normativa soprattutto nell’ambito dell’assistenza sanitaria integrativa”. Nell’azienda attiva nella fusione e lavorazione dei metalli, il welfare è esteso a tutti, dalla fabbrica all’ufficio, dai dipendenti assunti con contratti di somministrazione a quelli diretti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una novità è rappresentata dalla convivenza di una piattaforma targata Easy Welfare (la cui fonte di finanziamento è il Premio di risultato) e di un piano di welfare on top. “Abbiamo <strong>coinvolto i lavoratori nella progettazione della piattaforma</strong> per capire i loro bisogni reali, quindi abbiamo messo a disposizione diversi servizi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I più utilizzati sono quelli in ambito familiare, in particolare i rimborsi per le spese scolastiche dei figli, dall’asilo nido all’Università. Extra piattaforma, <strong>l’azienda mette a disposizione degli impiegati la flessibilità oraria in entrata e in uscita</strong> e il part time post-maternità fino a tre anni; c’è poi una banca ore personalizzata per utilizzare permessi per visite mediche completamente retribuiti, oltre a vaccinazioni gratuite e compilazione della dichiarazione dei redditi in azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Lo scopo è duplice: da un lato puntiamo alla retention dei profili ad alta competenza con i servizi extra piattaforma, dall’altro <strong>guardiamo all’aspetto fiscale e al miglioramento del clima lavorativo attraverso l’uso della piattaforma</strong>”, conclude Colombo.</p>
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		<title>Il welfare sott’aceto di Ponti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 12:16:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[welfare strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi di sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Lara Ponti]]></category>
		<category><![CDATA[premio di risultato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Azienda leader nel suo mercato, è all&#8217;avanguardia anche sul fronte strategie HR e welfare. Tra le peculiarità c&#8217;è l’attenzione al territorio e alla comunità, di cui rilancia l’economia, e gli incentivi ai dipendenti. Su tutti un bonus di 1.600 euro come premio di risultato. &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 7</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Azienda leader nel suo mercato, è all&#8217;avanguardia anche sul fronte strategie HR e welfare. Tra le peculiarità c&#8217;è l’attenzione al territorio e alla comunità, di cui rilancia l’economia, e gli incentivi ai dipendenti. Su tutti un bonus di 1.600 euro come premio di risultato.</em><span id="more-19674"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rispetto e il valore delle persone, siano dipendenti o consumatori, e dell’ambiente in cui vivono e vivranno, sono <strong>parte imprescindibile del fare impresa della famiglia Ponti</strong>. Si presenta così il gruppo leader nella produzione dell’aceto nel suo bilancio di sostenibilità annuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<strong>Dal 2015, ogni anno stiliamo un bilancio di sostenibilità, in cui sintetizziamo il nostro impatto sul mondo</strong> <strong>circostante</strong> e sull’ambiente da più punti di vista: il consumo delle risorse, le attività a favore della comunità e la gestione delle persone che lavorano in azienda. In pratica, proviamo ad analizzare e raccontare ciò che facciamo, oltre alle imposizioni normative, per ridurre gli impatti negativi e amplificare quelli positivi”, spiega <strong>Lara Ponti</strong>, Amministratore Delegato di Ponti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La consapevolezza che territorio e cibo sono risorse preziose e limitate ha fatto crescere l’attenzione dell’azienda verso le pratiche e le condizioni di coltivazione. Tra gli obiettivi di Ponti, infatti, c’è anche <strong>l’ampliamento della gamma biologica dei suoi prodotti</strong>. Oltre al rispetto delle norme in vigore in tema di controllo ambientale, l’impresa punta a ottimizzare i consumi di energia, a ridurre le emissioni durante la produzione e i trasporti, ad aumentare la riciclabilità degli imballi e a diminuire il loro peso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Non siamo un’azienda particolarmente impattante, sia in termini di utilizzo di energia sia di acqua, anche perché di fatto <strong>utilizziamo materia prima vegetale quindi non produciamo scarti nella produzione vera e propria</strong>. Negli ultimi anni abbiamo adottato un piano di riduzione dei consumi energetici e di acqua e della produzione di rifiuti non riciclabili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo passati all’illuminazione a led in tutti gli impianti e in tutti gli uffici; abbiamo introdotto una <strong>modalità innovativa per la produzione dell’aceto, che ha ridotto dell’80% gli scarti inorganici</strong>; e stiamo lavorando sulla riduzione del packaging”, prosegue Ponti. Nel 2011, infatti era passata dal vetro al PET per ridurre l’impatto dei trasporti e ora, sensibile alla criticità dell’utilizzo di plastica, sta lavorando per trovare soluzioni alternative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>A sostegno del territorio e della comunità</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo una realtà profondamente radicata nel territorio, che da generazioni fa dell’essere imprenditori un valore sociale: il successo dell’impresa presuppone una comunità viva e viceversa. È il principio base dello sviluppo in cui crediamo: <strong>non ci si alimenta depauperando i territori in cui si risiede o svilendo le persone con cui si collabora</strong>”, riporta l’ultimo bilancio di sostenibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In linea con quanto dichiarato, Ponti <strong>ha ricondotto la propria visione di sostenibilità agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs)</strong> approvati nell’Agenda globale dalle Nazioni unite nel 2015, a cui fa riferimento per costruire i suoi obiettivi e confrontare il proprio operato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Per noi la responsabilità sociale è un approccio al fare business che non prescinde mai da certi elementi, tra cui c’è anche la condivisione con le persone del territorio di alcuni vantaggi del nostro business. <strong>La decliniamo in una serie di micro attività e di attenzioni continue</strong>. Per esempio, sosteniamo da sempre le attività sportive dei paesi vicini: calcio, pallavolo, basket, ecc. Abbiamo un rapporto decennale con il Banco alimentare: consegniamo loro tutte le nostre eccedenze o i prodotti che, per ragioni estetiche o etichette sbagliate, non sono vendibili. Mediamente ogni anno doniamo prodotti tra i 60 e i 100mila euro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occasionalmente Ponti sostiene anche dei progetti specifici, come le <strong><em>Conserve di carattere</em> realizzate assieme al gruppo di volontariato ‘Quelli del sabato</strong>’. “Nel 2015 un’associazione del territorio che lavora con persone diversamente abili ci aveva chiesto di fare una produzione speciale di conserve messe a punto dal gruppo. Ogni persona aveva elaborato, con l’aiuto di chef volontari, una ricetta che rifletteva il suo carattere e poi ne avevano realizzato insieme una collettiva, una giardiniera scelta come simbolo del gruppo: il mix delle persone, così come succede con le verdure, dà vita a un prodotto nuovo e interessante. Noi le abbiamo prodotte insieme con loro e abbiamo portato il progetto a Expo, dove ci è stata offerta una vetrina per raccontarlo. L’associazione poi si è occupata di vendere i prodotti di questa edizione limitata”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Premio di risultato di 1.600 euro</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il legame del gruppo con il territorio passa anche attraverso le persone che lo abitano e che rappresentano la quasi totalità della sua forza lavoro. “Dal punto di vista delle risorse umane, <strong>l’azienda ha sempre pensato che le persone sono l’elemento che fa la differenza</strong> rispetto alla qualità, all’efficienza e all’efficacia dei processi produttivi. Abbiamo sempre cercato di rispettare profondamente le persone e rispettiamo tutte le norme che riguardano i contratti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su 201 dipendenti, il 95% ha un contratto a tempo indeterminato. “Grazie a un accordo di secondo livello abbiamo inserito, oltre alla retribuzione normata dal contratto di categoria, un premio legato al raggiungimento di risultati aziendali. <strong>Oggi il premio annuale ammonta a 1.600 euro a persona e aumenterà di 75 euro all’anno per i prossimi tre anni</strong>. Per un operaio equivale a una mensilità in più, una sorta di 15esima”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azienda offre ai propri lavoratori la possibilità di scegliere se <strong>incassare il premio di produzione o usufruire dell’erogazione del premio in servizi welfare attraverso un portale</strong>. “La conversione in servizi welfare è un vantaggio per il dipendente perché la legge detassa questo tipo di locazione del premio, perciò il lavoratore può usufruire di tutti i 1.600 euro e il suo potere di acquisto aumenta di circa il 40%”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“In più l’azienda ha girato ai dipendenti il proprio vantaggio fiscale. <strong>Il portale dà la possibilità di farsi rimborsare tutti i servizi scolastici</strong>: mensa, trasporti, libri, tasse universitarie, eccetera; oppure attività doposcuola, palestre e altre ancora. L’iniziativa ha riscosso un buon successo: adesso circa il 50% dei nostri dipendenti utilizza questo portale e l’altro 50%, invece, preferisce ricevere il premio in busta paga”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’accordo di secondo livello, sono state introdotte altre forme di flessibilità per favorire la conciliazione vita-lavoro. “Abbiamo <strong>inserito lo Smart working per le categorie di dipendenti che hanno un tipo di lavoro che consente di lavorare a distanza</strong>: un giorno alla settimana, cioè 32 ore al mese. Non è un servizio molto utilizzato perché la maggior parte dei nostri dipendenti vive nelle vicinanze. Infine, abbiamo inserito un giorno di permesso in più rispetto a quanto previsto dal contratto, da utilizzare in caso di malattia grave dei figli”. Come conseguenza, l’azienda vanta livelli molto bassi di turnover e assenteismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In ambito benessere, poi, Ponti declina il tema della responsabilità sociale in un atteggiamento di obiettivi in continuo miglioramento. “<strong>Ora vogliamo curare con attenzione le pari opportunità</strong>. Questa azienda, come succede nel resto d’Italia, ha un basso tasso di donne impiegate, sia in generale (le donne costituiscono il 39% dei dipendenti), sia soprattutto in posizioni di responsabilità o dirigenziali. Negli ultimi anni, ho spinto in questa direzione e abbiamo aumentato il numero di donne in posizioni di vertice e manageriali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il valore del rispetto non è riservato solo ai lavoratori all’interno dell’azienda, ma anche ai propri fornitori. “<strong>Non imponiamo condizioni capestro, li paghiamo regolarmente</strong>, chiediamo loro di rispettare alcune norme etiche e legali di base e non riversiamo su di loro il costo della competizione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azienda, infine, è attenta anche alla necessità di formazione delle nuove generazioni. “Accogliamo molti stagisti, tirocinanti e studenti in alternanza scuola-lavoro. Per certi versi sono un onere, però riconosciamo anche che è necessario che i ragazzi e le ragazze facciano esperienza professionale perché questo accresce le capacità collettive di rispondere alle esigenze professionali e lavorative. <strong>Negli ultimi anni stiamo assumendo molte persone giovani</strong>, tra cui anche diversi studenti entrati in azienda con tirocini, stage e alternanza scuola-lavoro che sono stati convertiti in lavori a tempo indeterminato”.</p>
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		<title>Gruppo Mazzucconi e il welfare che libera tempo</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/gruppo-mazzucconi-e-il-welfare-che-libera-tempo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 07:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Piano welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[provider welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Mazzucconi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Motta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il welfare aziendale è una risorsa sempre più importante per le imprese e per i lavoratori. Come dimostra il Gruppo Mazzucconi che, attraverso l’ascolto dei dipendenti e una piattaforma a loro dedicata, ha migliorato produttività, benessere in azienda e gestione del tempo. &#160; Il Gruppo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Il welfare aziendale è una risorsa sempre più importante per le imprese e per i lavoratori. Come dimostra il Gruppo Mazzucconi che, attraverso l’ascolto dei dipendenti e una piattaforma a loro dedicata, ha migliorato produttività, benessere in azienda e gestione del tempo.</em><span id="more-19492"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Gruppo Mazzucconi, leader nel settore dei componenti di alluminio per automobili, con 1.200 dipendenti e cinque sedi in provincia di Bergamo, nel 2018 ha deciso di aderire alla <strong>possibilità di inserire un piano di welfare nel contratto aziendale</strong> per ottenere agevolazioni fiscali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Anni fa, quando si parlò per la prima volta di previdenza integrativa in azienda, abbiamo incontrato molta resistenza e pregiudizi, anche e soprattutto da parte dei lavoratori più giovani. Nel tempo abbiamo comunque inserito misure come premi di natalità e contributi per le spese scolastiche dei figli. Poi nel 2018, vista la storia dell’azienda e la situazione di crisi economica, abbiamo deciso di proseguire il percorso”, esordisce <strong>Paolo Motta, Capo dell’Ufficio Personale del Gruppo Mazzucconi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’accordo, stretto in fase di contrattazione con le associazioni sindacali, prevedeva <strong>la sperimentazione per un anno e l’allocazione di un Premio di risultato</strong> del valore di 800 euro con la possibilità di convertirlo interamente, in parte o per niente, in servizi di welfare. Per incentivare la conversione, inoltre, è stato disposto un ulteriore bonus di 50 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“C’è stata molta difficoltà da parte della popolazione aziendale a capire di cosa si trattasse. Abbiamo fatto 21 ore di assemblee in tutte le sedi per <strong>spiegare ai dipendenti i vantaggi fiscali, quali sono i servizi di welfare a disposizione e come funzionano</strong>”, dice il manager.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Maggiore flessibilità per stare in famiglia</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>In Gruppo Mazzucconi, il welfare è considerato “uno strumento importante per migliorare il clima, l’organizzazione e la produttività aziendale”: “<strong>Non volevamo fare un piano di welfare calato dall’alto</strong>, perciò abbiamo pensato di chiedere ai dipendenti quali fossero le loro richieste e le loro esigenze attraverso un questionario”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il questionario anonimo conteneva 35 domande che spaziavano dalla situazione familiare del lavoratore alle spese sostenute durante l’anno e alle eventuali richieste di servizi di welfare. È stato <strong>distribuito a 750 dei 1.200 dipendenti del Gruppo e compilato e restituito da 400</strong>. Le risposte emerse dal sondaggio hanno rivelato che i lavoratori hanno in media più di 40 anni e un nucleo familiare composto da quattro persone. Le aree di maggiore interesse segnalate sono le agevolazioni sanitarie per il lavoratore e i familiari, i bonus per l’istruzione dei figli e una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il dato che ci ha sorpreso di più, però, è stato che <strong>il 26% delle persone ha richiesto di poter convertire il Premio di risultato in ore di permessi da utilizzare per esigenze familiari</strong>. Il fatto che un tale numero di dipendenti fosse disposto a rinunciare a una fetta di reddito in favore di una migliore conciliazione vita-lavoro, ci ha spinto come prima cosa a dare la possibilità di lavorare da casa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Una piattaforma che valorizza le realtà locali</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per la somministrazione dei servizi di welfare, il Gruppo Mazzucconi ha scelto di affidarsi a una piattaforma. “Per noi il welfare è anche uno strumento per valorizzare sul territorio quelle realtà che offrono i servizi di cui hanno bisogno i lavoratori. Perciò <strong>abbiamo scelto un Provider innanzitutto con una tecnologia molto semplice</strong> e che desse la possibilità di inserire, tra le offerte a disposizione dei dipendenti, quei soggetti del territorio che forniscono servizi di welfare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i vantaggi offerti dalla tecnologia, la possibilità di “integrare le realtà presenti sulla piattaforma, che sono a livello nazionale e a volte molto lontane dalla provincia di Bergamo, con quelle presenti e attive sul territorio”: “<strong>Una scelta che invoglia il lavoratore a convertire il Premio di risultato in welfare</strong> e che serve a redistribuire ricchezza sul territorio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, il Gruppo Mazzucconi ha creato <strong>una commissione permanente che si occupa di welfare nell’azienda</strong>, e in cui giocano un ruolo attivo anche le rappresentanze sindacali, e uno sportello informativo sul welfare, attivo una volta a settimana, per tre-quattro ore, in tutte le sedi, per monitorare l’andamento del progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine della sperimentazione concordata di un anno, l’azienda ha tratto un bilancio positivo: <strong>il welfare aziendale funziona, sia per l’organizzazione sia per i dipendenti</strong>. In fase di rinnovo del contratto aziendale, quindi, è stato deciso non solo di prolungare il progetto per il triennio 2019-21, ma anche di renderlo più strutturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il 30% dei dipendenti ha optato di convertire il Premio di risultato in servizi di welfare. Nello specifico, ha scelto questa opzione il 60% degli impiegati e il 22% degli operai. <strong>Per il nuovo triennio ci vogliamo impegnare in uno sforzo reciproco</strong> per fare in modo che le richieste dei dipendenti proseguano nei prossimi anni”, si auspica Motta.</p>
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		<title>Stare bene per lavorare meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 05:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ideal Standard]]></category>
		<category><![CDATA[Fastweb]]></category>
		<category><![CDATA[welfare strategie]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto dipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le strategie di welfare sono sempre più importanti per lavorare meglio nelle aziende. Lo dimostrano Ideal Standard e Fastweb, che hanno riorganizzato i loro programmi di benefit e servizi, partendo dall’ascolto dei dipendenti e dal loro coinvolgimento. &#160; Il welfare è prendersi cura delle persone...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Il welfare è prendersi cura delle persone nel tempo che trascorrono in azienda. È una delle declinazioni delle <strong>strategie di benessere messe in campo dalle imprese</strong>, luoghi nei quali le persone trascorrono oltre un terzo delle loro giornate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo sempre più aziende hanno l’esigenza di ripensare e riorganizzare i propri programmi di welfare, per <strong>favorire il benessere e la salute dei loro dipendenti</strong>, perché non si può scindere la performance dell’azienda dal benessere, fisico e mentale, dei suoi lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ideal Standard e Fastweb sono tra queste. <strong>Valentina Conte, Training &amp; Development Organization Expert di Ideal Standard, e Francesca Fossi, Senior Manager of Welfare di Fastweb</strong>, raccontano come funzionano i programmi di welfare e quali sono le iniziative attivate dalle rispettive imprese per tutelare il benessere dei propri dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Ascoltare le esigenze dei dipendenti</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>La sfida per un piano di welfare è quella di riuscire a <strong>mettere insieme esigenze diverse per cercare di coinvolgere la più ampia popolazione aziendale possibile</strong>. Per farlo è necessario partire dall’ascolto delle necessità e delle criticità dei dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Da summit e focus group abbiamo rilevato <strong>quattro bisogni principali nella popolazione aziendale</strong>: avere tempo da dedicare ad attività per la cura di sé; relazionarsi, stare insieme e conoscere i colleghi; essere coinvolti rispetto all’azienda, conoscerne la storia e i prodotti; e una migliore conciliazione vita-lavoro”, dice Conte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il programma di welfare dell’impresa varia</strong> dai check up annuali al medico in azienda disponibile per visite, consulti e certificati; dai consigli sulla postura da parte di esperti che visitano gli uffici ai corsi di sensibilizzazione sulle distrazioni in auto; dall’adattamento degli orari lavorativi per andare incontro alle esigenze personali dei dipendenti allo Smart working.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fastweb ha, invece, introdotto un sistema di welfare cinque anni fa. “È stato il nuovo Amministratore Delegato, che ha una forte passione sportiva, a decidere di <strong>dedicare una quota della retribuzione variabile, sua e del resto del board, ad attività di welfare per i dipendenti</strong>, sia impiegati sia quadri. Il nostro programma di welfare, quindi, è nato come ‘regalo’ da parte della dirigenza ai dipendenti. Poi lo abbiamo ampliato nel tempo”, spiega Fossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, l’azienda mette a disposizione un <strong>budget che viene convertito in una serie di servizi gratuiti</strong>, dei quali tutti i dipendenti possono usufruire su base volontaria. Il programma di welfare spazia dalle visite mediche gratuite in azienda all’alimentazione sana, dallo sport alle borse di studio per i figli dei dipendenti, dal programma di running fuori dall’azienda alla welfare room interna.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Comunicare per coinvolgere</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Anche se il nostro programma di welfare è nato per volontà dell’AD, non vogliamo intervenire con servizi top down”, continua la manager di Fastweb. “Perciò coinvolgiamo i dipendenti nella fase di sperimentazione dei servizi, che dura solitamente sei mesi, e poi insieme decidiamo cosa fare. Comunichiamo i servizi attraverso la intranet aziendale e il portale dedicato esclusivamente al welfare. In questo modo, <strong>i lavoratori conoscono le iniziative e decidono se aderire o meno</strong>. Avere un welfare strutturato ha portato a una maggiore partecipazione dei dipendenti rispetto a quando avevamo solo iniziative sparse”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In cambio di questo investimento nel benessere dei loro dipendenti, le imprese ottengono benefici</strong>. Ideal Standard ne è testimone. “Comunicare tutti questi servizi ai dipendenti ha creato engagement. Lo vediamo anche durante le attività a partecipazione volontaria che proponiamo dentro e fuori il luogo di lavoro per favorire la costruzione di relazioni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ma i <strong>benefici sono misurabili anche nel minor assenteismo per malattia, nel turnover più basso e nella maggior disponibilità dei dipendenti</strong> ad andare incontro alle necessità dell’impresa, per esempio a restare un po’ di più in azienda quando viene chiesto loro. Un altro segnale le persone si trovano bene ci viene dato quando si aprono posizioni in azienda: i lavoratori sono i primi a suggerire le candidature”.</p>
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