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	<title>TreCuori piattaforma Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>TreCuori piattaforma Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Investire sul territorio per non disperdere risorse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 06:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il welfare integrato di TreCuori punta a sostenere attività commerciali ed economiche di prossimità, in un’ottica di economia circolare. &#160; Prendersi cura del territorio attraverso il welfare conviene. E non solo alle aziende. Nell’ultimo anno, per far fronte alle difficoltà emerse durante il lockdown e...</p>
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</i></p>
<p><span id="more-21999"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendersi cura del territorio attraverso il welfare conviene. E non solo alle aziende. Nell’ultimo anno, per far fronte alle difficoltà emerse durante il <em>lockdown</em> e attutire le conseguenze economiche della pandemia, è cresciuta la richiesta di servizi da parte di<strong> sindaci e Comuni, alla ricerca di soluzioni immediate per distribuire buoni spesa e buoni pasto.</strong> Gli operatori del welfare sono stati arruolati per agevolare l’erogazione del bonus alimentare, prima nella primavera e poi nell’autunno del 2020. In alcune realtà locali, però, si è fatto un passo in più, aiutando non solo le persone in difficoltà, ma anche le attività commerciali del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È questa da sempre la missione di <strong>TreCuori, società Benefit nata con l’obiettivo di generare una ricaduta sociale ed economica positiva attraverso l’attività di welfare aziendale e marketing sociale</strong>. A prescindere dal fatto che operi con un’azienda o con una Pubblica amministrazione, la società specializzata in welfare punta a non disperdere ‘altrove’ le risorse messe in campo, ma a indirizzarle verso i negozi di vicinato e le attività commerciali ed economiche di prossimità, in un’ottica di economia circolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La nostra non nasce come piattaforma di welfare aziendale tradizionale, ma secondo la logica del valore condiviso”, spiega Alberto Fraticelli, Direttore di TreCuori. Lo strumento ideato prevede, infatti, che<strong> le attività ‘convenzionate’ TreCuori non paghino alcuna commissione, per garantire massima libertà al cittadino</strong> di scegliere dove acquistare e all’azienda di selezionare i fornitori. “Vogliamo far interagire mondo economico, mondo sociale e cittadini”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La particolarità della soluzione sta proprio nella scelta di valorizzare gli operatori economici del territorio, spesso esclusi dal paniere di beni e servizi messo a disposizione dai grandi provider per la gestione dei fringe benefit. Per questa ragione, <strong>accanto ai buoni tradizionali, sono stati sviluppati i “buoni welfare TreCuori” che, al contrario, possono essere incassati da qualsiasi attività commerciale, senza commissione e con garanzia di pagamento ogni settimana</strong>. Quello che sembrava uno strumento locale e dai piccoli numeri si è rivelato una scommessa vincente: a oggi sono stati emessi buoni per un valore di oltre 800mila euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Gli altri strumenti non si rivelavano adeguati allo scopo perché dedicati a un unico target”, spiega Fabio Streliotto, Co-founder di TreCuori ed esperto di progetti di welfare pubblico e territoriale. “Il welfare pubblico di solito opera a vantaggio di chi si trova in condizioni di fragilità, il welfare aziendale a beneficio di chi ha un contratto. <strong>Se li mettiamo insieme e facciamo sì che interagiscano in maniera virtuosa, però, valorizziamo anche il welfare comunitario offerto dalle organizzazioni no profit</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>L’impegno sui territori al fianco dei Comuni</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ben prima che l’emergenza Covid rendesse urgente la collaborazione tra player del welfare e amministrazioni pubbliche, <strong>TreCuori aveva infatti sperimentato progetti di welfare territoriale e comunitario in diverse zone del Paese</strong>. In provincia di Ravenna, nove Comuni del territorio, Associazioni di Categoria e istituzioni locali si sono riuniti nel consorzio “In Bassa Romagna” e, tra le varie iniziative che hanno sviluppato, hanno dato vita al progetto <em>Fate i buoni</em>. Si chiama invece Welfare Brianza la piattaforma promossa all’interno delle progettazioni relative alle politiche di conciliazione Famiglia-Lavoro dagli Ambiti Territoriali di Monza Brianza e dall’ATS MB, insieme all’azienda speciale consortile Offertasociale, che consente l’erogazione di Bandi contributo a sostegno dei Servizi di Conciliazione e ne favorisce la diffusione tramite un accesso unitario ai servizi. Infine, nella provincia di Lecco è nato il progetto <em>Buoni solidali</em> coordinato da Valoriamo e gestito dall’impresa sociale Il Girasole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto di Lecco, in particolare, nasce proprio dalla volontà di promuovere una ricaduta economica che non si limiti ad avvantaggiare soltanto i lavoratori. <strong>Per non escludere le persone dotate di minore familiarità con gli strumenti digitali, sono stati creati dei <em>welfare point</em></strong>, presidi fisici che supportano gli utenti nell’utilizzo della piattaforma digitale e aiutano i cittadini a orientarsi tra i servizi offerti. Il valore raccolto dall’iniziativa è confluito poi in un fondo istituito dalla comunità per sostenere le politiche attive del lavoro. Da strumento riservato ai lavoratori più garantiti, il welfare aziendale è diventato così in grado di generare nuove opportunità di inserimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quando hanno ricevuto le risorse, tutti i Comuni si sono trovati di fronte alla complessità di dover gestire i meccanismi di distribuzione e si sono rivolti alle piattaforme welfare che offrivano servizi simili. <strong>Queste, però, spesso scontano un limite legato alle percentuali di incasso</strong> e al fatto che chi accetta i buoni pasto non sempre è l’unico soggetto economico che il Comune avrebbe preferito coinvolgere per sostenerne l’attività”, spiega Fraticelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui entra in gioco il meccanismo illustrato: com’è accaduto nella zona di Lecco, il Comune pubblica un bando invitando tutti i soggetti economici del territorio – tra gli altri, supermercati, alimentari, farmacie – e li suddivide poi tra grandi player e piccoli player. <strong>Ogni beneficiario riceve un buono, in parte spendibile ovunque e in parte spendibile solo presso i negozi di prossimità, per garantire non solo che i fondi stanziati rimangano effettivamente sul territorio</strong>, ma anche che siano distribuiti quanto più possibile. “È un valore aggiunto che va oltre il welfare aziendale: diventa sviluppo locale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa direzione vanno anche le campagne di marketing sociale promosse sul territorio. Nel padovano, i Comuni di Abano, Montegrotto e Battaglia Terme hanno invitato oltre mille famiglie a fare acquisti nei negozi aderenti al circuito, con l’obiettivo di destinare alla scuola e ad altre no profit nuovi contributi a ogni spesa effettuata negli esercizi commerciali della zona. L’approccio legato alla responsabilità sociale si rivela, insomma, utile <strong>non solo per rivitalizzare le attività commerciali della zona e non lasciare impoverire interi territori, ma anche per dare una nuova veste al welfare aziendale</strong>. A tutto vantaggio sia delle amministrazioni pubbliche, che investono sulle loro comunità, sia delle aziende, che vogliono far star bene le proprie persone e magari attirarne di nuove.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La bassa natalità, l’invecchiamento progressivo della popolazione e il fatto che i giovani guardino ormai a un mercato del lavoro globale sono tutti buoni motivi per preoccuparsi del territorio”, conclude Streliotto.  <strong>I giovani chiedono flessibilità e welfare e vogliono vivere in un territorio che non offra solo lavoro, ma anche servizi</strong>. “In termini di attrattività le piccole imprese non possono competere con le grandi multinazionali, ma i territori sì. Non possono farlo da sole, ma devono farlo insieme”.</p>
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		<title>Flybus, un welfare partecipato per ridurre il turnover</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 07:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione vita-lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[TreCuori piattaforma]]></category>
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		<category><![CDATA[riduzione del turnover]]></category>
		<category><![CDATA[Ellen Broccolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostegni per asili nido, rette universitarie, visite mediche, abbonamenti in palestra e viaggi. Così l’azienda titolare del marchio Cortina Express pensa al benessere dei dipendenti &#160; Andare incontro alle esigenze dei dipendenti e ridurre il turnover. Ellen Broccolo, Direttore di Esercizio di Flybus, riassume così...</p>
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<p><span id="more-20804"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andare incontro alle esigenze dei dipendenti e ridurre il turnover. <strong>Ellen Broccolo, Direttore di Esercizio di Flybus</strong>, riassume così l’approccio al welfare adottato dall’azienda veneta, titolare del marchio Cortina Express, che opera nel campo delle autolinee a lunga percorrenza e noleggio autobus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il nostro settore, con l’avvio di tutti i nuovi player, ha una domanda molto alta. Quindi c’è un grosso turnover. Abbiamo deciso di <strong>introdurre il welfare aziendale per cercare di ridurlo e perché teniamo molto al rapporto tra le persone</strong>. Pensare alle esigenze di vita dei nostri dipendenti ci sembrava il modo migliore per aumentare il loro grado di soddisfazione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli oltre 60 dipendenti, assunti per la maggior parte con il Contratto collettivo nazionale autoferrotranvieri Anav, ogni mese hanno <strong>a disposizione 100 euro prev</strong><strong>i</strong><strong>sti dal Ccnl e 150 euro stanziati da Flybus</strong>, che possono essere implementati da un premio di risultato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Adottiamo un <strong>sistema a scaglioni che assegna delle quote per ogni obiettivo ra</strong><strong>g</strong><strong>giunto</strong>”, spiega Broccolo. “Teniamo conto di tre voci: contestazioni disciplinari, sinistri e consumo di carburante. Si ottiene un premio di 20 euro se non si commettono infrazioni disciplinari, di 40 se non si hanno incidenti e di altri 40 se con un litro di carburante si raggiungono almeno 4,40 chilometri”. I bonus vengono erogati solo nel momento in cui il dipendente garantisce almeno 21 giorni di presenza in un mese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Una piattaforma versatile </strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può scegliere come utilizzare il proprio budget tramite la <strong>piattaforma di Tr</strong><strong>e</strong><strong>Cuori, che permette a ciascun lavoratore di selezionare il fornitore di beni e servizi di welfare che preferisce</strong>. Le opzioni sono innumerevoli: dai servizi alla famiglia, come i rimborsi per gli asili nido o l’assistenza agli anziani, alle visite mediche specialistiche. E ancora: interessi sui mutui, corsi di formazione, rette universitarie. L’autista può scegliere anche di usufruire di sostegni per attività sportive, tempo libero e viaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La piattaforma è molto versatile”, sottolinea il Direttore di Flybus. “<strong>Alcuni erog</strong><strong>a</strong><strong>tori di servizi sono già registrati, ma c’è anche la possibilità di reg</strong><strong>i</strong><strong>strarne altri</strong>. Nel caso dei buoni spesa, ad esempio, si possono richiedere le tessere di catene di supermercati molto conosciute, ma anche stampare buoni generici che possono essere usati ovunque”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella maggior parte dei casi <strong>il servizio viene pagato direttamente da Tr</strong><strong>e</strong><strong>Cuori</strong>. In alternativa, è possibile chiedere il rimborso della spesa sostenuta. La cifra che si accumula mensilmente deve essere spesa entro 6 mesi dalla chiusura del regolamento di welfare, fissata per il 31 dicembre 2020. Se al 30 giugno 2021 il denaro a disposizione non è stato utilizzato, il credito viene azzerato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il coinvolgimento dei dipendenti</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sperimentazione è iniziata a settembre 2019 nella sede di Venezia e da gennaio 2020 il modello è stato introdotto a Cortina. “<strong>Nei primi mesi abbiamo cercato di capire quali fossero le esigenze dei dipendenti</strong>. Abbiamo somministrato loro dei questionari mirati, che ci hanno permesso di inquadrare il loro assetto familiare e di comprendere quale fosse il loro stile di vita”, racconta Broccolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fase di ascolto e raccolta dei dati è stata seguita da Synotius, società di servizi HR, specializzata in welfare aziendale. Con il supporto di <strong>Gabriele Guerra, Temporary HR Manager di Flybus</strong>, sono stati poi organizzati incontri per gruppi nel corso dei quali l’azienda ha cercato di intercettare le esigenze degli autisti e ha illustrato loro la piattaforma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’introduzione di questo tipo di operatività non è stato semplice far comprendere ai dipendenti le potenzialità e i vantaggi di un sistema completamente innovativo. Tuttavia, una volta superati i dubbi, <strong>l’adesione al welfare aziendale è stata molto alta</strong>. A fine gennaio circa l’80% dei dipendenti aveva già utilizzato tutto il plafond a sua disposizione. Considerando che per il settore dei trasporti questo modello di welfare rappresenta una novità, l’azienda si dice “molto soddisfatta” del risultato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Migliorare la conciliazione vita-lavoro</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quello che ho potuto vedere in questi mesi è che c’è un grosso interesse verso queste tematiche, che per molti sono ancora sconosciute”, osserva Broccolo. “Appena ci siamo mossi, c’è stata <strong>grande attenzione da parte di tanti colleghi del settore, compresi quelli del trasporto merci</strong>”. Gli autisti passano molte ore al lavoro: dare attenzione alle loro esigenze non favorisce solo il loro benessere, ma anche la produttività e il clima lavorativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I servizi che riscuotono più successo sono quelli dedicati alla scuola, dal rimborso del trasporto e dei libri ai soggiorni studio all’estero. Questo <strong>sistema consente ai lavoratori di avere un margine di spesa in più da dedicare alla propria famiglia e soprattutto ai figli</strong>. Secondo il Direttore di Flybus, la ‘chiave del successo’ del piano di welfare è proprio questa attenzione alla conciliazione vita-lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Credo che <strong>il welfare aziendale sia il futuro</strong>”, conclude il Direttore di Esercizio. “Questo approccio richiede un grande lavoro di ascolto che oggi, malgrado tutti i mezzi di comunicazione di cui disponiamo, si sta un po’ perdendo anche sul luogo di lavoro. Noi vogliamo evitare che questo avvenga e fare in modo che i nostri dipendenti si sentano a casa”.</p>
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		<title>Centro Carni Company, il welfare per fare squadra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 11:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[premio di risultato]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Carni Company]]></category>
		<category><![CDATA[TreCuori piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[Piano welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dipendenti sono il valore aggiunto di ogni organizzazione. Ecco perché serve adottare un piano welfare pensato per i lavoratori, con un premio in denaro per tutti e altri in servizi in base al raggiungimenti di determinati KPI. &#160; L’azienda padovana Centro Carni Company ha...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L’azienda padovana Centro Carni Company ha recentemente deciso di <strong>adottare un piano di welfare strutturale</strong>. “Qualche mese fa abbiamo rilevato l’esigenza di inserire all’interno dell’azienda una struttura di welfare che fosse di facile accesso per i dipendenti. Ci siamo informati e poi abbiamo deciso di appoggiarci alla piattaforma TreCuori”, spiega <strong>Elisa Pilotto</strong>, Responsabile HR di Centro Carni Company.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azienda, che ha 100 dipendenti con un’età media che si aggira intorno ai 35-38 anni, ha deciso di legare l’erogazione dei servizi di welfare al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali. “Abbiamo redatto <strong>un vero e proprio regolamento di welfare che riguarda tutti i dipendenti</strong> e siamo partiti dal raggiungimento di un margine operativo netto perché volevamo dare importanza al tema della produttività dell’azienda”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Inoltre, abbiamo individuato delle categorie omogenee per <strong>dare degli ulteriori premi a seconda del raggiungimento di determinati KPI</strong> (Key Performance Indicator). Si tratta di obiettivi raggiungibili che sono stati condivisi inizialmente con i dipendenti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il premio consiste in una <strong>base di 500 euro uguale per tutti i dipendenti a cui può essere aggiunto un ulteriore importo per ogni categoria</strong>. I servizi di welfare messi a disposizione dalla piattaforma vanno dai buoni spesa ai buoni carburante, dalle rette degli asili nido alle attività ludiche per i figli, passando per viaggi, abbonamenti a riviste, cinema, palestre, corsi di tennis, nuoto e coprono anche le spese per l’assistenza ai familiari, come la badante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nel momento in cui è stato sottoscritto il regolamento, abbiamo spiegato ampliamente ai dipendenti come funziona TreCuori e come accedervi. <strong>La piattaforma poi è stata attivata i primi di maggio 2019</strong>, perché abbiamo dovuto attendere i dati del bilancio relativo all’anno 2018 per poter rilevare il margine operativo netto. Una volta verificato il raggiungimento dei KPI, sia in generale che per le varie categorie, è stato caricato l’importo per ogni dipendente”. Il credito disponibile sulla piattaforma sarà valido per un anno e i lavoratori hanno tempo fino al 30 aprile 2020 per spenderlo nei servizi offerti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La piattaforma è molto semplice e attualmente abbiamo un buon riscontro da parte dei nostri dipendenti. Inizialmente qualche lavoratore era un po’ scettico sull’utilizzo dei soldi sotto forma di servizi di welfare, <strong>poi però anche i più scettici ci hanno dato un riscontro positivo</strong>”, conferma Elisa Pilotto. Anche per questo l’azienda patavina ha deciso di proseguire in questo percorso e rinnovare il piano welfare per il prossimo anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il regolamento welfare è stato rivalutato e sottoscritto anche per il 2019, modificando la percentuale di margine operativo netto a seconda dei risultati del 2018. Se ad aprile del 2020 verranno raggiunti i dati previsti, il credito welfare verrà rinnovato per un altro anno, sempre alle stesse condizioni: <strong>500 euro per tutti i dipendenti e poi un premio diverso per ogni categoria omogenea </strong>in base ai risultati raggiunti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Un piano welfare per condividere obiettivi e valori aziendali</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Per noi i nostri collaboratori sono fondamentali per il progetto di crescita dell’azienda. Proprio partendo dalla <strong>considerazione dell’importanza che ha il dipendente per la nostra organizzazione</strong>, abbiamo pensato che fosse essenziale riconoscere e condividere gli obiettivi dell’azienda nel momento in cui vengono raggiunti. Gli obiettivi si raggiungono in gruppo: è questo che volevamo trasferire a tutti i nostri dipendenti”, racconta <strong>Nicola Pilotto</strong>, Direttore Amministrazione e Finanza di Centro Carni Company.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Far sentire i lavoratori come parte integrante della squadra e <strong>aumentare il loro attaccamento all’azienda</strong> e agli obiettivi aziendali: è questo che ha spinto l’azienda padovana a inserire un regolamento e un piano welfare all’interno dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il percorso di welfare che stiamo facendo è anche riproposto nella nostra mission aziendale: dare benessere alle persone, credendo con passione nel miglioramento e nell’innovazione. Questo aspetto tocca anche i dipendenti e lo decliniamo con <strong>sistemi di welfare che possano dare un contributo ai nostri collaboratori</strong> e con percorsi formativi che siano sia di crescita professionale che di attaccamento all’azienda”, prosegue il Direttore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nuovo piano di welfare adottato è un investimento a medio-lungo termine che Centro Carni Company ha intrapreso consapevole che i frutti non si vedranno subito. “Non ci aspettiamo di cambiare l’azienda dall’oggi al domani con un piano di welfare. Per noi <strong>si tratta di un percorso e una modalità di lavoro oggi molto sentita e che dà benefici nel corso degli anni</strong>. Siamo convinti che sia la strada giusta e quindi continueremo a portarlo avanti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli effetti dell’iniziativa, però, cominciano già a farsi vedere nell’ambiente di lavoro e nei dati sul turnover. “Quando chiediamo ai nostri collaboratori la disponibilità per alcune attività nei periodi di picco di lavoro, vediamo che c’è un <strong>attaccamento particolare all’azienda e lo percepiamo anche nello stesso ambiente di lavoro</strong>. È una cosa che ci sta particolarmente a cuore. Inoltre, stiamo vedendo e mappando l’impatto positivo importante del welfare sul turnover: abbiamo l’obiettivo di mantenerlo il più basso possibile per via dell’investimento iniziale di formazione che dobbiamo sostenere per ogni nuovo collaboratore. Siamo un’azienda che, seppur giovane, ha vissuto un ricambio generazionale sia a livello di management che operativo, riuscendo a mantenere un turn over bassissimo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Le convenzioni per i dipendenti</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Prima di adottare il nuovo regolamento e il piano di welfare strutturale, l’azienda patavina declinava i propri sforzi per il benessere dei suoi 100 dipendenti con una serie di convenzioni con altri istituti. “Abbiamo attivato <strong>da più di due anni una convenzione con UnipolSai</strong>, un’agenzia di assicurazione alla quale ogni nostro dipendente può rivolgersi per avere uno sconto per ogni tipologia di assicurazione: casa, vita, auto, ecc.”, prosegue Elisa Pilotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“In più stiamo provvedendo a fare delle <strong>convenzioni anche con degli istituti bancari per dare ai nostri dipendenti delle agevolazioni</strong>, ad esempio per il mutuo acquisto prima casa o per altre esigenze”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Centro Carni Company si appoggia anche al Fondo EST e all’ente bilaterale di Padova per fornire diverse agevolazioni ai suoi dipendenti. “Abbiamo <strong>istituito una figura <em>ad hoc</em> che i nostri dipendenti possono chiamare direttamente</strong> per avere tutte le informazioni su come muoversi e aiuto nel fare tutte le pratiche necessarie”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Lo abbiamo fatto per facilitare i nostri lavoratori, proprio perché la gestione del Fondo Est è un po’ complessa: <strong>ha un vademecum che viene cambiato ogni anno e quindi bisogna essere sempre aggiornati</strong>”, conclude la Responsabile HR. Infine, da diversi anni l’azienda permette ai dipendenti di usufruire della sede aziendale per la consegna di pacchi e altri acquisti online.</p>
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