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	<title>Stefano Patriarca Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Pensioni d’oro, perché è difficile raggiungere l’equità sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 05:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Patriarca]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro del Lavoro Di Maio vuole tagliare gli assegni sopra i 5 mila euro per rimpolpare quelli più bassi. Ma rischia di raccogliere pochi soldi e di scontrarsi con la manovra della flat tax, che ai pensionati più ricchi garantirà un recupero record di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Il ministro del Lavoro Di Maio vuole tagliare gli assegni sopra i 5 mila euro per rimpolpare quelli più bassi. Ma rischia di raccogliere pochi soldi e di scontrarsi con la manovra della flat tax, che ai pensionati più ricchi</em> <em>garantirà un recupero record di circa il 30%.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra le <a href="http://tuttowelfare.info/previdenza-welfare/lega-m5s-modifica-legge-fornero">mosse del Governo</a> per recuperare somme da redistribuire nel sistema pensionistico vi è quella di tagliare le pensioni d’oro con l’intento di risparmiare così <strong>1 miliardo di euro</strong> da utilizzare per l’innalzamento delle <strong>pensioni minime</strong>.<br />
Ma questo obiettivo definito dal Governo “di equità sociale ” viene contraddetto da un’altra misura chiave contenuta nel contratto giallo –verde: la flat tax , che a quelli stessi pensionati, oggetto di riduzione dell’assegno, garantirà un recupero record di circa il 30%. Lo dice una ricerca realizzata dalla società <strong>Tabula</strong> a cura di <strong>Stefano Patriarca</strong>, economista, esperto di politiche del welfare e del lavoro ed consulente di Renzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Il taglio alle pensioni d’oro interessa 30 mila senior</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto del Governo prevede di intervenire sui pensionati che percepiscono un reddito complessivo per pensione superiore ai 5 mila euro netti mensili, decurtando la quota non giustificata dai contributi versati. L’operazione  interessa 30 mila pensionati e si stima porti a un risparmio per lo Stato pari a 115 milioni. Gli assegni percepiti dal pensionato verrebbero ricalcolati con il sistema contributivo, con possibili esiti anche molto diversi tra pensionato e pensionato, non escludendo che qualcuno potrebbe vedersi riconoscere un importo effettivo maggiore di quello attualmente percepito.<br />
Infatti applicando il sistema contributivo, i versamenti effettuati nella carriera lavorativa vengono rivalutati in base ad un tasso di rendimento collegato a quello di crescita del Pil nominale e il capitale ottenuto viene poi trasformato in rendita; mentre con il metodo retributivo l&#8217;importo della pensione dipende dalla retribuzione media degli ultimi dieci anni e dalla lunghezza della carriera lavorativa. Lo squilibrio tra contributi pagati e pensione percepita, e di conseguenza la penalizzazione che andrebbe applicata a ogni pensione per azzerarlo, si aggira per la generalità degli assegni intorno al 25%. Ma contrariamente a quanto spesso viene considerato, lo squilibrio è minore per le pensioni alte, perché a esse sono applicate aliquote di rendimento meno generose: in altre parole gli anni lavorati vengono valorizzati in proporzione meno. Dunque si può ipotizzare al di sopra dei 5 mila euro netti uno squilibrio intorno al 5-6%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pochi i benefici per le casse dello Stato</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad esempio una pensione di 10 mila euro lordi, che in termini netti ne vale circa 5.840, sarebbe decurtata di 285 euro netti al mese, ovvero 3.700 l&#8217;anno. Complessivamente la minore spesa pensionistica per questi 30 mila pensionati sarebbe intorno ai 210 milioni, ma visto che lo Stato incasserebbe meno Irpef, a causa della riduzione del reddito, il beneficio effettivo scende a 115 milioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Flat tax una manna per i pensionati d&#8217;oro</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel contratto tra Lega e M5S c&#8217;è però anche l&#8217;Irpef a due aliquote (15 e 20 per cento) che avvantaggerebbe in particolare i redditi medio-alti e dunque anche le cosiddette <strong>pensioni d&#8217;oro</strong>. Lo stesso reddito da pensione di 10 mila euro lordi paga attualmente un&#8217;aliquota media di circa il 38 per cento e dunque avrebbe un vantaggio in termini netti di oltre 25 mila euro, ben superiore all&#8217;importo venuto meno con il ricalcolo contributivo. Di conseguenza il saldo per gli interessati con questo livello di reddito sarebbe favorevole per quasi 22 mila euro.<br />
Più alte sono le pensioni, più si riduce lo squilibrio tra contributi pagati e pensione percepita: «Infatti», ha spiegato Patriarca ai media «mentre le pensioni medie pagate con il sistema retributivo sono superiori ai contributi di un buon 20-30%, le pensioni d’oro superano i contributi di appena il 5-6%.  Ciò accade perché queste ultime hanno più anni di età e di contributi alle spalle e quindi i loro rendimenti pensionistici diminuiscono». Alla fine considerando l’impatto della flat tax , i pensionati d’oro invece di essere penalizzati verranno premiati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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