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	<title>sostenibilità Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>sostenibilità Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>La transizione ecologica porterà molti nuovi posti di lavoro e nuove competenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 07:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[green skill]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[manpower]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il Green Report di ManpowerGroup, il 94% delle aziende non ha ancora i talenti necessari per raggiungere gli obiettivi Esg: entro il 2030 previste nuove assunzioni di green skill.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/la-transizione-ecologica-portera-molti-nuovi-posti-di-lavoro-e-nuove-competenze/">La transizione ecologica porterà molti nuovi posti di lavoro e nuove competenze</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>La transizione ecologica delle imprese sta diventando un argomento sempre più prioritario e nei prossimi anni potrebbe diventare uno dei fattori principali di creazione di lavoro: secondo <strong>il report The Greening World of Work di ManpowerGroup</strong>, che analizza l’evoluzione del mercato del lavoro di fronte alla sfida della sostenibilità, <strong>entro il 2030 la green transformation potrebbe far nascere fino a 30 milioni di posti di lavoro nel mondo</strong>. Infatti, nonostante <a href="https://www.tuttowelfare.info/?s=sostenibilit%C3%A0"><strong>l’importanza sempre più centrale della sostenibilità,</strong></a> nel report le aziende dichiarano di non essere ancora pronte alla nuova sfida: a livello globale il 94% dei datori di lavoro riconosce di non avere in azienda i professionisti necessari per raggiungere i propri obiettivi ESG. Per questo il 70% delle aziende già pianifica di assumere talenti nell’ambito della sostenibilità, i cosiddetti <strong>“green jobs”</strong>, cioè quelle posizioni che non possono essere svolte senza competenze specifiche e “green skill” rispetto ai diversi ambiti della sostenibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guardando i settori che più verranno toccati da questi cambiamenti verdi, spiccano quelli dell&#8217;energia rinnovabile, della sostenibilità, della bonifica ambientale, ma l’interesse per l&#8217;assunzione di talenti green è trasversale a tutti i comparti, in particolare nell&#8217;ambito della produzione (36%), delle operazioni e della logistica (31%), dell&#8217;IT (30%), delle vendite e il marketing (27%), dell&#8217;ingegneria (26%), dell&#8217;amministrazione (25%) e delle risorse umane (25%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La richiesta di dare priorità alle tematiche della sostenibilità arriva, oltre che dalla spinta dei governi (per esempio attraverso il Green Deal europeo da 225 miliardi di euro) anche dagli stessi lavoratori: secondo il report, <strong>il 67% delle persone in cerca di lavoro preferisce candidarsi in aziende impegnate nel ridurre il proprio impatto ambientale.</strong> Distinguersi come azienda leader in materia di sostenibilità può dunque fare la differenza nel reclutamento di nuovi talenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista delle aziende, l’importanza della sostenibilità aumenta anche osservando l’impatto dei criteri ESG (ambiente, società e governance) sulle performance aziendali: secondo il report, <strong>la violazione del rispetto dei criteri ESG generano un peggioramento del 21% sui risultati finali di produttività.</strong> Per questo le imprese si dimostrano sempre più convinte nella convenienza di investire nella sostenibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre secondo il report di Manpower, il 55% dei datori di lavoro è convinto che gli investimenti nella trasformazione ecologica creeranno nuovi posti di lavoro nella propria azienda. Ma oltre a nuove assunzioni, <strong>un ruolo fondamentale sarà quello della formazione e dell’aggiornamento professionale dei dipendenti</strong>: il 61% della forza lavoro globale avrà bisogno entro il 2027 di ulteriore formazione in green skill che permetteranno alle aziende di migliorare il proprio impatto ambientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ricerca di queste figure professionali è già in corso: <strong>in Italia Manpower ha annunci per oltre 2.000 posizioni “verdi” aperte.</strong> Tra le figure più ricercate emergono il meccatronico e meccanico industriale green, l’ingegnere per l’energia eolica, il manager ambientale, l’architetto green, il zero-waste program manager, l’ingegnere della mobilità elettrica. Inoltre, accanto a queste figure specializzate, esiste una necessità anche di profili strategici e manageriali, ad esempio analista per l’energia rinnovabile, manager dei rischi ambientali, chief sustainability officer, project manager ESG, director of sustainable manufacturing innovation, project manager per l’edilizia ecologica.</p>
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		<title>Pniec: Smart working e settimana corta per ridurre le emissioni</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/pniec-smart-working-e-settimana-corta-per-ridurre-le-emissioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[pniec]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo prevede il Piano nazionale integrato Energia e Clima (Pniec) presentato dal Ministero dell’ambiente alla Commissione Europea</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/pniec-smart-working-e-settimana-corta-per-ridurre-le-emissioni/">Pniec: Smart working e settimana corta per ridurre le emissioni</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Se non è una piccola rivoluzione, almeno sulla carta, poco ci manca. L’Italia, per centrare gli obiettivi europei sulle emissioni di gas nocivi, proverà a cambiare lo stile di vita di milioni di lavoratori incentivando smart working e <a href="https://www.tuttowelfare.info/attualita-welfare/generazione-z-e-millenial-tra-stipendi-bassi-stress-e-sfiducia-nel-futuro">settimana corta</a>. A metterlo nero su bianco è stato il <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> presentando il <strong>Piano nazionale integrato Energia e Clima (Pniec)</strong> alla Commissione Europea. Un documento importante, che da un lato sottolinea l’attuale ritardo rispetto alla tabella di marcia che dovrebbe portare a emissioni zero entro il <strong>2050</strong>, segnalando in particolare una riduzione delle emissioni dei settori non industriali al 35,3%-37,1% rispetto al 2005 invece del -43,7% richiesto, dall’altro propone soluzioni innovative per accelerare il percorso di transizione.</p>
<p>Come spiegato dal <strong>ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin</strong>: <em>“Sarà necessario avviare da subito una significativa riduzione delle emissioni pari a oltre il 30% rispetto ai livelli del 2021, da conseguirsi prevalentemente nei settori trasporti, civile e agricoltura”.</em> Un obiettivo ambizioso, che potrà essere raggiunto, secondo il ministro, anche aumentando significativamente le ore in smart working e ipotizzando <em>“riduzione delle giornate lavorative a parità di ore lavorate”</em> in modo da limitare gli spostamenti dei privati e i conseguenza le emissioni prodotte.</p>
<p>Una proposta che sta facendo discutere e che ha costretto a una precisazione da parte di Pichetto Fratin: <em>“tra le ipotesi che sono state previste c’è anche quella di valutare, a parità di ore, organizzazioni di lavoro diverse, ma questo fa parte poi delle contrattazioni”</em>. Quello del ministro, forse, è più un auspicio che un’indicazione. In ogni caso, ci sarà tempo per vagliare tutte le ipotesi, anche perché decisioni definitive verranno prese solamente nel giugno del 2024: <em>“Questa è una proposta</em> – ha spiegato il ministro &#8211;<em> il testo conclusivo arriverà a giugno del prossimo anno: ora si apre il confronto sul documento a livello nazionale, oltre che con le istituzioni europee, anche per farlo evolvere”.</em></p>
<p>Intanto, grazie ai dati raccolti dal sindacato autonomo dei lavoratori pubblici <strong>FLP</strong> (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) si scopre che finito lo stato di emergenza il lavoro agile in cinque ministeri (Mef, Ambiente, Interno, Agricoltura, Made in Italy e alle Dogane/Monopoli viene concesso mediamente per 6 giorni al mese. Numeri difficilmente compatibili con l’ambizioso progetto del Pniec</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli uffici del futuro: più attenzione alla sostenibilità e alla qualità di servizi e strutture</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/gli-uffici-del-futuro-piu-attenzione-alla-sostenibilita-e-alla-qualita-di-servizi-e-strutture/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[uffici]]></category>
		<category><![CDATA[cbre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ufficio rimarrà un elemento centrale per favorire il team building ma le aziende dovranno ripensare spazi ed edifici</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/gli-uffici-del-futuro-piu-attenzione-alla-sostenibilita-e-alla-qualita-di-servizi-e-strutture/">Gli uffici del futuro: più attenzione alla sostenibilità e alla qualità di servizi e strutture</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Se le aziende si stanno già riorganizzando per offrire maggiore flessibilità ai loro dipendenti, ormai abituati all’alternanza smart working-ufficio, il prossimo step per continuare ad essere competitive nell’attrazione dei talenti sarà quello di r<strong>iorganizzare fisicamente lo spazio dell’ufficio.</strong> L’ambiente lavorativo si deve infatti progressivamente adattare alle nuove esigenze dei dipendenti, che vedono sempre più l’ufficio non come un posto dove rimanere inchiodati alla scrivania per otto ore, ma <strong>come un luogo di condivisione e team building.</strong> Secondo alcuni recenti sondaggi condotti tra lavoratori e aziende da <strong>CBRE Italy</strong> (colosso mondiale nella consulenza immobiliare), <strong>l’ufficio continuerà infatti a rimanere un elemento importante nel mondo del lavoro</strong>, non destinato a non scomparire (a dispetto di quanto presagito da alcuni in pieno lockdown), ma a trasformarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo anche alla luce di un trend in fase di stabilizzazione, che vede <strong>un alto numero di lavoratori italiani che usufruiscono di un modello di lavoro ibrido casa-ufficio (43%),</strong> sebbene si tratti di una percentuale inferiore a quella europea e globale (58%). È sempre forte il desiderio di continuare a privilegiare le modalità di lavoro flessibili (preferite dal 67% degli intervistati italiani del report di CBRE), in particolare quelle che consentono di trascorrere la maggior parte della settimana a casa (indicate come migliori dal 43% degli intervistati).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come anticipato prima però, <strong>alla flessibilità sulla scelta del luogo di lavoro si accompagna il desiderio di legami sociali con i colleghi,</strong> per questo molte aziende spingono i dipendenti ad un ritorno almeno parziale in ufficio con l’obiettivo di aumentare la produttività attraverso il lavoro di networking. Tuttavia, per aumentare la soddisfazione dei lavoratori e rendere più attraente il luogo di lavoro, diventa oggi fondamentale offrire spazi qualitativi, ben attrezzati e serviti, studiati per queste nuove forme di lavoro flessibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i fattori più desiderabili dalla grande maggioranza dei lavoratori italiani intervistati da CBRE emergono: <strong>le caratteristiche ambientali</strong> (luce naturale, migliore qualità dell&#8217;aria, acustica, ecc.), <strong>la disponibilità di spazi per concentrarsi sul lavoro o per fare networking con i colleghi, le opportunità di benessere/relax e dotazioni di tecnologie avanzate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sembra essere invece necessario ridurre le dimensioni degli uffici: è sufficiente efficientarli, per esempio riducendo le postazioni singole e personalizzando gli spazi in base alle esigenze specifiche dei team. Intervistando multinazionali che prendono in affitto uffici anche in Italia, è emerso infatti che <strong>la maggior parte degli occupier (66%) non ha intenzione di ridurre gli spazi</strong> a propria disposizione nei prossimi tre anni, preferendo invece efficientare gli uffici o lavorare sulla revisione delle condizioni contrattuali. Per esempio, le aziende puntano a trovare <strong>location con ottimi collegamenti</strong> con la rete di trasporto pubblico e buone dotazioni per i mezzi privati, in modo da offrire ai propri dipendenti efficienza negli spostamenti e ridurre il tempo perso durante il tragitto casa-lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre si privilegia <strong>la scelta di uffici energeticamente efficienti, di qualità e con elevati standard di sostenibilità ambientale e sociale:</strong> il 73% delle aziende rispondenti ritiene prioritaria la riduzione dei consumi e l’aumento dell’efficienza energetica nella selezione dei propri uffici. La bassa qualità degli uffici infatti influenza negativamente la volontà di recarsi in loco per svolgere le proprie mansioni lavorative, in particolare per le generazioni più giovani.</p>
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		<item>
		<title>La sostenibilità verso l’ambiente e la comunità: la sfida di LATI nell’industria della plastica</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/la-sostenibilita-verso-lambiente-e-la-comunita-la-sfida-di-lati-nellindustria-della-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[amministratoretw]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 07:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lati]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’industria della plastica sostenibile, attenzione all’ambiente, alla comunità in cui l’impresa opera e alle sue persone. Sono queste le sfide di LATI Industria Termoplastici S.p.A, tra i più importanti produttori europei di termoplastici tecnici per uso ingegneristico. Fondata nel 1945, l’azienda si è evoluta negli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Un’industria della plastica sostenibile, attenzione all’ambiente, alla comunità in cui l’impresa opera e alle sue persone. Sono queste le sfide di <strong>LATI Industria Termoplastici S.p.A</strong>, tra i più importanti produttori europei di termoplastici tecnici per uso ingegneristico. Fondata nel 1945, l’azienda si è evoluta negli anni per adottare gli approcci via via più efficaci in risposta ai tanti cambiamenti delle varie fasi storiche. E oggi -come ci raccontano <strong>Monica Parma, HR Specialist, Gabriele Ciovati e Elena Petrillo, che in LATI si occupano proprio di tematiche CSR e sostenibilità</strong> &#8211; la sfida più grande da affrontare è quella della <a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/speciale-sostenibilita-la-voce-delle-aziende"><strong>sostenibilità a 360 gradi.</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’impegno di LATI testimonia che la creazione di un’industria della plastica sostenibile è possibile. Avete ricevuto la Medaglia d’oro Eco Vadis e il primo finanziamento ESG-linked concesso da Unicredit in Lombardia. Quali misure avete adottato dal punto di vista della produzione, del prodotto finale e più in generale dell’attenzione all’ambiente?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno degli obiettivi prioritari dell’azienda in ambito ambientale è quello della misurazione e riduzione dell’impatto di CO2 dei propri prodotti e processi produttivi. In particolare, il percorso di decarbonizzazione è portato avanti dall’Azienda attraverso importanti investimenti nell’implementazione di una fabbrica 4.0 con sistemi puntuali per la misurazione dei propri consumi e l’istallazione di nuovi macchinari ad alta efficienza energetica. Inoltre, nel 2021 l’azienda ha installato il primo impianto fotovoltaico e si approvvigiona di 100% energia da fonte rinnovabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LATI si definisce una pioniera dell’economia circolare, in quanto ha fatto del riciclo la sua missione fin dalla sua fondazione nel 1945. Nel corso di questi anni come si è evoluto l’approccio dell’azienda rispetto al tema della sostenibilità?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’applicazione dei principi di economia circolare sono per LATI un asset strategico. I compound LATI infatti sono progettati per durare il più possibile nel tempo e per garantire i massimi standard di sicurezza delle persone.</p>
<p>Inoltre, l’azienda prosegue la propria missione legata al riciclo. Il reparto R&amp;D è costantemente alla ricerca di soluzioni innovative per introdurre nei propri compound materie prime riciclate e la gamma di prodotti LATIECO ne è un esempio virtuoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La transizione verso il modello di economia circolare è estesa anche al processo produttivo di LATI attraverso lo studio di possibilità di recupero dei propri scarti di produzione e di riduzione e riutilizzo dei rifiuti generati dall’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La sostenibilità non è solo attenzione all’ambiente, ma anche alla comunità intera e alle persone. Quanto è importante per voi il “fattore umano” aziendale? Come è cambiata la relazione tra azienda e dipendenti in seguito alla pandemia da Covid19?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la nostra azienda il welfare aziendale è una prassi consolidata da tanti anni, già dalle origini il presidente ha sempre aiutato i suoi collaboratori con molte iniziative.</p>
<p>Nel tempo siamo diventati più sofisticati e abbiamo allargato le offerte spesso in relazione al momento storico e alle esigenze dei nostri collaboratori. Le nostre iniziative welfare che continuiamo a mantenere e sviluppare sono: la palestra in azienda, la mensa sana, consigli nutrizionali, farmacia in azienda, sartoria in azienda anche in ottica di economia circolare e le varie convenzioni per trasporti e palestre sul territorio. Abbiamo i beverini gratuiti con acqua calda e fredda per tutti e frutta in azienda gratuita un paio di volte la settimana. Abbiamo appena istituito una piattaforma gratuita per servizi con psicologo, genitorialità, care giver, antitabagismo nutrizionista e sport coach.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per rafforzare la relazione tra azienda e dipendenti post covid abbiamo contrattualizzato lo smart working 5 giorni su giorni, strumento di flessibilità e bilanciamento vita privata/lavoro e istituito l’orario flessibile senza il controllo delle timbrature. (sistema di fiducia e autodichiarazione di presenza).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le ultime sfide in ambito sostenibilità che state affrontando? Come vedete il futuro di questo settore?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settore della termoplastica ad alte prestazioni ingegneristiche, è mosso sempre più da un senso di responsabilità verso l’impatto ambientale e sociale che genera.<br />
Attraverso il passaggio a Società Benefit nel luglio del 2022, l’Azienda ha voluto formalizzare il proprio impegno nei confronti dell’ambiente, persone e territorio aggiungendo le finalità di beneficio comune all’interno del proprio statuto. L’azienda in questo modo si impegna concretamente ad affrontare le sfide che le riserva il futuro ponendosi obiettivi sfidanti in materia di innovazione di prodotto sostenibile, benessere delle proprie persone all’interno e all’esterno dell’azienda e generando un impatto positivo sul il territorio e l’ecosistema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/la-sostenibilita-verso-lambiente-e-la-comunita-la-sfida-di-lati-nellindustria-della-plastica/">La sostenibilità verso l’ambiente e la comunità: la sfida di LATI nell’industria della plastica</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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		<item>
		<title>La sostenibilità di Oleificio Zucchi: qualità, trasparenza e diffusione di una nuova cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 13:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Oleificio Zucchi]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[filiera 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[salvaguardia ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una storia di oltre 210 anni, una proprietà della stessa famiglia da sei generazioni, un brand molto conosciuto in Italia e all’estero. Il successo di Oleificio Zucchi S.p.A., fra le più importanti aziende olearie in Italia, si basa sull’attenzione della qualità lungo tutta la sua...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/la-sostenibilita-di-oleificio-zucchi-qualita-trasparenza-e-diffusione-di-una-nuova-cultura/">La sostenibilità di Oleificio Zucchi: qualità, trasparenza e diffusione di una nuova cultura</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Una storia di oltre 210 anni, una proprietà della stessa famiglia da sei generazioni, un brand molto conosciuto in Italia e all’estero. Il successo di Oleificio Zucchi S.p.A., fra le più importanti aziende olearie in Italia, si basa sull’attenzione della qualità lungo tutta la sua filiera ma anche su <strong><a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/speciale-sostenibilita-la-voce-delle-aziende">un approccio alla sostenibilità a 360°</a> che abbraccia il rispetto per il lavoro, le persone e l’ambiente.</strong> Questi sono da sempre stati i valori fondanti di <strong>Oleificio Zucchi</strong> e ne hanno influenzato le scelte fin durante tutti questi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo garanti di una filiera responsabile, sostenibile e certificata, inoltre, dal 2000, rendicontiamo tutte le nostre attività in ambito di impatto ambientale ed il nostro Bilancio di Sostenibilità è giunto oggi alla 17° edizione. Per noi di Oleificio Zucchi l’approccio sostenibile non è solo necessario ma produce risultati concreti ed economicamente misurabili, visibili solo con la diffusione di una cultura appropriata, azioni congiunte e un dialogo aperto e costante con le parti sociali e le istituzioni” dichiara <strong>Roberta Gorini, Human Resources Oleificio Zucchi Spa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Qualità e trasparenza lungo tutta la filiera</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trasparenza, rispetto, fiducia, reputazione e continua condivisione delle reciproche competenze sono i valori chiave che caratterizzano il forte legame di partnership con il cliente e gli stakeholder.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per garantire la<strong> sostenibilità di tutta la filiera,</strong> Oleificio Zucchi ha realizzato nel 2015, attraverso un disciplinare volontario garantito da Legambiente e con la certificazione di filiera ISO 22005, un progetto che ha portato sugli scaffali della Distribuzione e in e-commerce una gamma completa di oli composta da prodotti interamente tracciati. Questi recano in etichetta il marchio “Consigliati da Legambiente” a <strong>garanzia di rigorosi e verificabili controlli su qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità e provenienza del prodotto lungo tutta la catena del valore.</strong><br />
Certificando il rispetto di stringenti requisiti ambientali, sociali, economici e nutrizionali, si garantisce così al consumatore un prodotto salutare, rispettoso dell’ambiente e del territorio, oltre che giusto nel riconoscimento economico del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2018 il progetto si è allargato oltre i confini nazionali, con la nascita dell’Olio EVO dell’Unione Europea proveniente da filiera certificata sostenibile, che estende per la prima volta il rigoroso disciplinare della certificazione di Sostenibilità CSQA ad altri Paesi europei, come Spagna e Grecia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La “Filiera 4.0”</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’innovazione digitale è stata la chiave che ha permesso all’Oleificio Zucchi di creare questa Certificazione: <strong>il progetto “Filiera 4.0”</strong>, avviato nel 2016, <strong>è il primo esempio innovativo nell’agroalimentare in grado di valorizzare sia la tracciabilità dell’origine e la sostenibilità</strong> (ambientale, sociale, economica), <strong>sia gli aspetti di prodotto relativi alle caratteristiche nutrizionali e salutistiche dell’olio extravergine da olive.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo sviluppo di un portale dedicato ha reso possibile la raccolta di una grande mole di dati relativi a tutte le fasi della filiera (dalla coltivazione delle olive fino all’imbottigliamento e al trasporto) per verificare il rispetto dei 150 requisiti richiesti dal disciplinare, necessari alla certificazione. In seguito è diventato lo strumento per governare e gestire le diverse filiere olearie che Oleificio Zucchi ha in carico sia per il proprio brand che per marchi privati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Restituire valore alla comunità: formazione e condivisione del know-how</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oleificio Zucchi ha scelto per primo di <strong>valorizzare l’arte del blending</strong> (cioè la mescolanza di oli di tipologia e provenienza diverse per creare nuovi abbinamenti di gusto e aromi) <strong>condividendo il proprio know-how e sensibilizzando a un consumo consapevole</strong> di questa nuova cultura dell’olio di oliva. Per farlo ha coinvolto partner come il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, Legambiente e la Scuola de La Cucina Italiana, organizzando in Italia e nel mondo eventi dimostrativo e di degustazione.<br />
Sempre sul fronte formazione e divulgazione, <strong>Oleificio Zucchi ha deciso di rivolgersi ai futuri professionisti in cucina</strong> raccontando la varietà e la ricchezza del mondo dell’olio. È quindi diventato sponsor a Cooking Quiz, gameshow didattico incentrato sul mondo della Cucina e della Gastronomia, rivolto agli studenti delle classi quarte degli istituti alberghieri di tutta Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A livello più locale, Oleificio Zucchi è <strong>da sempre impegnato nel sostenere il territorio del Cremonese</strong> (il suo primo stabilimento venne infatti costruito proprio a Cremona nel 1922) <strong>attraverso iniziative in ambito sociale, culturale, educativo e sportivo.</strong><br />
Nel febbraio 2020 il Comune di Cremona ha conferito all’allora Ceo Alessia Zucchi il titolo di Ambasciatore di Cremona nel mondo, per la spinta innovativa e la salvaguardia del saper fare italiano che caratterizzano il business dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La tutela dell’ambiente</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La gestione ambientale rappresenta da sempre una delle priorità per Oleificio Zucchi, tant’è vero che l’azienda è stata <strong>la prima in Italia ad aver certificato la Carbon Footprint di una intera gamma di oli di semi.</strong> Questa certificazione ha consentito di valutare le quantità di gas serra associate all’intera filiera dei prodotti, dal campo allo smaltimento, con l’obiettivo di attuare misure di riduzione e di compensazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quest’ottica, un altro importante investimento è stato la <strong>realizzazione di un raccordo con la rete ferroviaria regionale</strong> nel 2009, che ha consentito di ridurre in modo significativo il trasporto delle materie prime su gomma e, quindi,<strong> abbattere le emissioni di CO2.</strong> Secondo il Bilancio di Sostenibilità 2020, rispetto al 2016 si è registrata una diminuzione del 10% delle emissioni dirette e indirette di anidride carbonica per ogni tonnellata di olio lavorata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre l’azienda aveva investito in un <strong>moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento</strong>, fondamentale, oltre che per la produzione di energia elettrica, anche per il recupero di energia termica, che viene ceduta interamente alla fabbrica. I<strong> consumi totali di energia mostrano una riduzione del 4,3% dal 2016 e del 1% tra il 2019 e il 2020.</strong><br />
Nel 2019 è entrato inoltre in funzione un moderno impianto di trigenerazione, che contribuisce in maniera significativa all’efficientamento energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale: con l’installazione di questo impianto, infatti, l’azienda riesce a produrre il 90% del proprio fabbisogno elettrico.</p>
<p>Un altro importante risultato riguarda lo <strong>smaltimento di rifiuti</strong>: questi non vengono avviati alla discarica, ma al <strong>trattamento finalizzato al recupero,</strong> di cui il 9,7% il recupero come materia, e il 90,3% il trattamento finalizzato al recupero come compostaggio e alla digestione anaerobica.<br />
In ottica di <strong>economia circolare</strong>, dopo un periodo di studio iniziato nel 2020, l’azienda sta consolidando un progetto nell’ambito dei sottoprodotti derivanti dal processo di raffinazione: le terre di decolorazione esauste, da rifiuto, diventano un sottoprodotto e vengono utilizzate nella produzione di laterizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre secondo il Bilancio Sostenibilità 2020 dell’azienda, <strong>ammontano ad oltre 3,8 milioni di euro gli investimenti per la protezione delle acque, dell’atmosfera e gestione dell’energia.</strong> Le spese di gestione ambientale totali sono aumentate dell’11% rispetto al 2020 e del 48,1% nel confronto con il 2016.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/la-sostenibilita-di-oleificio-zucchi-qualita-trasparenza-e-diffusione-di-una-nuova-cultura/">La sostenibilità di Oleificio Zucchi: qualità, trasparenza e diffusione di una nuova cultura</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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		<title>Lactalis punta all’autosufficienza energetica e combatte lo spreco alimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 08:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lactalis]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione consumi]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attuale crisi energetica internazionali rischia di limitare le risorse messe in campo dalle imprese per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. Per salvaguardare il percorso di transizione ecologica, alcune aziende si sono subito attivate con una serie di interventi a favore dell’efficientamento energetico. Tra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>L’attuale crisi energetica internazionali rischia di limitare le risorse messe in campo dalle imprese per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. Per salvaguardare il percorso di transizione ecologica, alcune aziende si sono subito attivate con una serie di interventi a favore dell’efficientamento energetico.<br />
Tra queste c’è anche <strong>Lactalis, primo gruppo agroalimentare in Italia</strong>, che con le sue aziende <strong>Galbani, Parmalat, Nuova Castelli</strong> ha messo in campo un vasto piano per il raggiungimento di <strong>obiettivi di sostenibilità.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Energia autoprodotta</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò che permettere il miglioramento delle prestazioni sono innanzitutto le<strong> tecnologie</strong>: i cogeneratori e i trigeneratori funzionano attraverso turbine e motori alimentati a gas naturale in grado di garantire un elevato livello di <strong>autoproduzione di energia elettrica</strong> e parte del fabbisogno di <strong>energia termica.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie a questa tecnologia, Lactalis è riuscita a raggiungere importanti risultati nel 2021: la fabbrica simbolo di Parmalat a Collecchio (Parma) ha raggiunto <strong>un’autosufficienza energetica del 94%,</strong> mentre gli impianti Galbani di Corteolona (Pavia) e Casale Cremasco (Cremona) rispettivamente del 90% e del 92%, con conseguenti benefici anche in termini di riduzione di emissioni di CO2.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre Lactalis ha adottato negli anni ulteriori interventi strutturali – come l’installazione di caldaie ad alta efficienza e la sostituzione delle apparecchiature nei sistemi di refrigerazione presso gli stabilimenti di Corteolona, Certosa e Casale Cremasco – che hanno portato ad un risparmio nel gas naturale con impatti di riduzione delle emissioni. Questo ha permesso di <strong>ridurre i consumi elettrici del 25%.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sviluppiamo il nostro modello di business orientandolo ad una sempre crescente attenzione all’ambiente, convogliando importanti investimenti verso la transizione ecologica ed energetica, come dimostrano gli ottimi dati sulla nostra capacità di autoprodurre energia. Nonostante questo, la difficile congiuntura legata all’aumento dei costi dei fattori produttivi che stiamo vivendo rischia di limitare le risorse che vogliamo destinare in innovazione e sviluppo per perseguire gli obiettivi di sostenibilità SDGs dell’Agenda 2030. Come leader del settore lattiero-caseario italiano, ci impegniamo per guidare l’evoluzione della filiera del latte anche in termini di sostenibilità, ma il contesto attuale rischia di compromettere i grandi sforzi che stiamo realizzando, mettendo in forte sofferenza l’equilibrio economico della filiera”, afferma <strong>Giovanni Pomella, General Manager di Lactalis in Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Meno rifiuti, più economia circolare</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo energia: <strong>la lotta allo spreco alimentare</strong> è un pilastro cardine dell’impegno di responsabilità sociale del Gruppo. In questo senso, dal 2017 a oggi, le aziende Lactalis hanno registrato <strong>una riduzione complessiva di 551 tonnellate alimentari.</strong><br />
Nello specifico, Galbani ha migliorato del +27,4% le sue performance, passando da 1.367 a 992 tonnellate (-375 in 5 anni), mentre Parmalat le ha migliorate del +22%, riducendo lo spreco da 805 a 629 tonnellate (-176 in 5 anni).<br />
Tali risultati sono stati possibili sia innovando la catena logistico-distributiva, sia privilegiando nuove attività di recupero e conversione nell’ottica di un’economia circolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nella nostra roadmap verso il raggiungimento degli obiettivi SDGs dell’Agenda 2030 la lotta allo spreco alimentare rappresenta una priorità non negoziabile – afferma <strong>Vittorio Fiore, Direttore Comunicazione e Public Affairs Lactalis in Italia</strong> – Consapevoli di essere il primo gruppo per dimensioni del comparto agroalimentare del Paese, vogliamo perseguire questa sfida con maggiore responsabilità, orientando il nostro impegno per sviluppare e garantire modelli di produzione sempre più sostenibili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, accanto alla lotta allo spreco a livello industriale, Lactalis Italia affianca quella alla <strong>povertà alimentare</strong> attraverso la<strong> donazione di prodotti</strong> fuori tempo di commercializzazione ma ancora idonei al consumo. Nell’ultimo biennio sono stati donati oltre 4 milioni di unità a onlus e fondazioni del terzo settore e distribuiti 3,8 milioni di pasti ai bisognosi pari complessivamente al fabbisogno giornaliero di 1,3 milioni di persone.</p>
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		<title>Le persone, la comunità e il pianeta al centro del modello di business  di Sanpellegrino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 08:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sanpellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’azienda che lavora a stretto contatto con l’ambiente naturale e la comunità circostante ha la grande opportunità – e il grande onere &#8211; di poter dare un contributo importante alla salvaguardia del pianeta. Sanpellegrino &#8211; azienda di riferimento in Italia nel settore delle acque minerali...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/le-persone-la-comunita-e-il-pianeta-al-centro-del-modello-di-business-di-sanpellegrino/">Le persone, la comunità e il pianeta al centro del modello di business  di Sanpellegrino</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 7</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Un’azienda che lavora a stretto contatto con l’ambiente naturale e la comunità circostante ha la grande opportunità – e il grande onere &#8211; di poter dare un contributo importante alla salvaguardia del pianeta.<br />
Sanpellegrino &#8211; azienda di riferimento in Italia nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche – ha deciso da diversi anni di adottare un modello di business improntato alla creazione di valore condiviso e dimostra i risultati raggiunti attraverso la redazione del <a href="https://www.sanpellegrino-corporate.it/it/news-media/press-office/bilancio-di-sostenibilita-2022"><strong>Bilancio di sostenibilità 2022</strong></a>. Il Report spiega come il Gruppo si prenda cura dell’acqua attraverso la tutela dei territori in cui opera, contribuisca allo sviluppo di queste comunità, promuova i principi di una corretta idratazione e riduca l’impatto ambientale delle proprie attività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’importanza delle politiche di Corporate Social Responsibility ha evidenza anche nel business plan dell’azienda, spiega ha dichiarato <strong>Stefano Marini, Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino</strong>. “La creazione di valore condiviso è un tassello fondamentale del modello operativo di Sanpellegrino che si riflette in piani industriali in grado di favorire una crescita sostenibile, e in progetti che contribuiscono a promuovere lo sviluppo economico e l’immagine turistica delle comunità in cui siamo presenti. Investiamo costantemente nel nostro Paese: nel 2021 abbiamo destinato 58 milioni di euro ai nostri stabilimenti che, spesso, rappresentano la principale realtà produttiva di questi territori”. Prosegue Marini: “La sostenibilità è parte integrante della nostra cultura aziendale. Vogliamo essere una Corporate Force for Good all’interno della società e ci impegniamo a raggiungere questo obiettivo amplificando l’impatto positivo e riducendo l’impronta ecologica della nostra attività”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andando a guardare i benefici tangibili creati da Sanpellegrino in ambito di sostenibilità, il Bilancio evidenzia che nel 2021 le ricadute positive in chiave economica si sono tradotte in <strong>893 milioni di euro di valore generato</strong>: il 92,2% di questa cifra è stato distribuito agli stakeholder, solo il 7,7% è stato trattenuto all’interno dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Persone al centro</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attenzione alla crescita delle <strong>oltre 1.400 persone</strong> che lavorano negli uffici di Assago e nei siti produttivi di Lombardia, Veneto e Toscana, è una priorità per Sanpellegrino che, durante l’ultimo anno, le ha coinvolte in <strong>quasi 30.000 ore di formazione.</strong> Nell’ultimo anno, il Gruppo ha anche assunto 228 persone, quasi la metà di età inferiore a 30 anni. Mentre in termini di equilibrio di genere, l’azienda conta il 43% di donne in posizione di vertice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Ottimizzazione dei processi industriali</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Costantemente impegnata a rendere sempre più efficienti e sostenibili le proprie attività, nel 2021 Sanpellegrino ha<strong> ridotto del 22% l’uso di acqua industriale</strong> rispetto all’anno precedente. Grazie all’intervento sulle macchine riempitrici e sui meccanismi di regolazione, l’azienda è arrivata anche a consumare 0,08 litri di acqua di processo per ogni litro di acqua minerale naturale imbottigliato, con un trend in diminuzione del 38% rispetto al 2020. Sul fronte dell’approvvigionamento energetico, fin dal 2011, il 100% dell’energia elettrica acquistata proviene da <strong>fonti rinnovabili certificate</strong>. Sanpellegrino implementa anche iniziative per <strong>recuperare e riutilizzare il 100% dei rifiuti</strong> che provengono dagli stabilimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-23177" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-1024x576.jpg 1024w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-300x169.jpg 300w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-768x432.jpg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-1536x864.jpg 1536w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-2048x1152.jpg 2048w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-700x394.jpg 700w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-539x303.jpg 539w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-02-scaled.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3><strong>Utilizzo di packaging riciclato e riciclabile</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio di materiali e tecnologie innovative in grado di coniugare la funzionalità e la sicurezza dei propri prodotti con la <strong>riduzione dell’impatto ambientale</strong> hanno portato, negli anni, il Gruppo ad aumentare la percentuale di materiale riciclato nelle bottiglie e negli imballaggi, arrivando nel 2021 a utilizzare 4.659 tonnellate di R-PET al posto di un uguale quantitativo di PET vergine, <strong>materiale al 100% riciclabile.</strong><br />
L’azienda lavora da tempo anche sull’alleggerimento del packaging ed è stata la prima in Italia a lanciare nel 2021,<strong> una bottiglia costituita con il 100% di plastica riciclata (R-PET).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Logistica sostenibile</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sanpellegrino sta lavorando per migliorare la logistica rendendola sempre più efficiente e sostenibile attraverso l’utilizzo massivo dei trasporti su rotaia, l’ottimizzazione dei carichi, partnership logistiche strategiche e l’uso di mezzi all’avanguardia alimentati a LNG &#8211; un combustibile a basse emissioni di anidride carbonica e di ossidi di azoto e soprattutto BioLNG, gas naturale liquefatto biologico che annulla le emissioni di CO2. Grazie ai progetti di logistica sostenibile implementati negli anni, <strong>oggi più della metà dei prodotti del Gruppo viene trasportato su mezzi a basso impatto ambientale</strong>: il 22% dell’acqua minerale, degli aperitivi e delle bibite viaggia in treno, il 18% via mare, mentre il 24% del restante trasporto su gomma viaggia con mezzi alimentati con LNG e Bio-LNG.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3><strong>Ripristino della biodiversità e valorizzazione del capitale naturale</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La gestione responsabile e sostenibile dell’acqua è parte integrante del DNA del Gruppo che, oltre a preservare l’integrità delle sorgenti, ha deciso di sviluppare una serie di <strong>progetti per prendersi cura degli ecosistemi locali.</strong> Dal 2025, Sanpellegrino amplierà la portata delle proprie azioni aiutando la natura a trattenere più acqua di quanta azienda ne utilizza nelle proprie attività per generare <strong>un impatto positivo e rigenerativo sul ciclo idrologico.</strong> Verranno sviluppati progetti per riforestare aree depauperate e ripristinare zone umide in prossimità delle fonti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sanpellegrino sta anche sviluppando una serie di attività per valorizzare il capitale naturale nei pressi delle sorgenti e contribuire a diminuire le emissioni di CO2. Un esempio è la<strong> collaborazione avviata da Acqua Panna con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Federparchi</strong> per sviluppare azioni di rimozione delle emissioni attraverso l’aumento del “polmone verde” costituito dalla riserva di Acqua Panna nel Mugello, oltre a censire e monitorare la flora e la fauna di questa area incontaminata di 1.300 ettari, tutelandola ulteriormente e rafforzando il suo ecosistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-23174" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-1024x576.jpg 1024w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-300x169.jpg 300w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-768x432.jpg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-1536x864.jpg 1536w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-2048x1152.jpg 2048w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-700x394.jpg 700w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-539x303.jpg 539w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-03_-scaled.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3><strong>Priorità del gruppo</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il report di sostenibilità registra anche i commitment che Sanpellegrino si è proposta di raggiungere nei prossimi anni per avere un impatto positivo sul Pianeta. Il Gruppo intende:<br />
• certificare entro il 2025 tutti i propri stabilimenti secondo lo standard dell’International AWS (Alliance for Water Stewardship) che incoraggia e premia l’impegno a seguire linee guida, riconosciute a livello internazionale, nella gestione sostenibile e condivisa delle risorse idriche locali<br />
• rendere entro il 2025 tutti i propri packaging riciclabili o riutilizzabili e utilizzare almeno il 50% di plastica riciclata per Levissima, S. Pellegrino e Acqua Panna<br />
• raccogliere entro il 2030 tante bottiglie quante ne produce<br />
• raggiungere, a livello di Gruppo, entro il 2050 l’obiettivo zero emissioni nette in linea con l’impegno stabilito dalle Nazioni Unite. Da tempo Sanpellegrino ha, infatti, definito una roadmap per rimuovere e ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Analisi di materialità e ESG tracker</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione del Bilancio di Sostenibilità 2022, Sanpellegrino ha realizzato un’analisi di materialità specifica per il proprio business, in coerenza con i GRI Standard, per misurare le iniziative attraverso le quali si impegna a essere sostenibile in termini economici, ambientali e sociali. Ha quindi definito la matrice di materialità per identificare le proprie priorità, quelle degli stakeholder e le risorse da allocare per i piani strategici futuri coerenti con la propria strategia di business e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.<br />
Per quantificare gli investimenti, gli impatti e i benefici di ogni singolo progetto, l’azienda si è dotata anche di <strong>un ESG tracker, un tool che è alla base delle scelte e valutazioni per creare valore condiviso.</strong></p>
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		<title>Sostenibilità: un asset strategico per le aziende</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 12:45:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché e come un’azienda dovrebbe integrare un approccio sostenibile nel suo piano industriale &#160; Oggi l’adozione di un approccio sostenibile da parte delle aziende, sia grandi sia medio-piccole, non è più una scelta, ma una strada necessaria ed opportuna. L’unica opzione per ora ancora facoltativa,...</p>
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<p>Oggi l’adozione di un approccio sostenibile da parte delle aziende, sia grandi sia medio-piccole, non è più una scelta, ma una strada necessaria ed opportuna. L’unica opzione per ora ancora facoltativa, ma verso cui si tende, è la scelta di fare della <a href="http://tuttowelfare.info/?s=sostenibilit%C3%A0">sostenibilità</a> un asset strategico per il business dell’azienda. E’ questo il messaggio chiave che emerge dall’intervento della Prof.ssa Stella Gubelli, docente di Economia Aziendale e Responsabile Area Consulenza ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il convegno “Organizzazioni sostenibili per un mondo sostenibile” organizzato dalla testata <strong><a href="https://www.este.it/sviluppo-organizzazione/">Sviluppo&amp;Organizzazione</a></strong> giovedì 16 giugno 2022.</p>
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<h3><strong>NORMATIVA E REGOLAMENTAZIONE</strong></h3>
<p>In questi anni si sta assistendo ad una crescente regolamentazione sui vari ambiti di gestione e comunicazione della sostenibilità (solo per fare un paio di esempi: il pacchetto di Direttive Europee del 2018 con nuovi obblighi in materia di Emissioni, rifiuti e Circular Economy; o il Decreto legislativo 254/2016 sulla Rendicontazione non Finanziaria).</p>
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<p>Lo sviluppo sostenibile è al centro del Green Deal dell’Agenda 2030 dell’Unione europea, nonché della politica industriale europea attraverso il Next Generation EU e il PNRR.</p>
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<p>Recentemente è stata anche approvata la proposta di modifica della Direttiva europea sul reporting di sostenibilità (CSRD) che obbliga alla rendicontazione di sostenibilità tutte le società quotate (tranne quelle con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 700.000 euro) e le società che rispondono ad almeno due dei seguenti criteri dimensionali:</p>
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<p>&#8211; Dipendenti superiori a 250<br />
&#8211; Fatturato superiore a 40 milioni di euro<br />
&#8211; Attivo Stato Patrimoniale superiore a 20 milioni di euro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scegliere volontariamente di adottare un approccio sostenibile prima che il legislatore estenda l’obbligo alle varie categorie di impresa presenta alle aziende anche il vantaggio di anticipare l’applicazione di normative e quindi di evitare poi di dover stravolgere il proprio modello per “mettersi in regola”.</p>
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<h3><strong>BANCHE, INDUSTRIA E “PERENNIALS”</strong></h3>
<p>L’importanza della sostenibilità è sempre più pervasiva e tocca diversi settori di business, per esempio quello bancario. In base alle linee guida dell’EBA, entrate in vigore nel 2021, il rispetto dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) rientra tra gli elementi da considerare nella concessione di un prestito, e può determinare la riduzione del costo di un finanziamento.<br />
L’EBA inoltre richiede alle banche, dal 2022, la pubblicazione del GAR (Green Asset Ratio), cioè il rapporto tra finanziamenti green e totale degli asset.<br />
A loro volta gli investitori sono sempre più attenti ai fattori ESG nelle proprie scelte di investimento e gli strumenti di impact investing sono in rapida crescita.</p>
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<p>I criteri ESG, così come la gestione sostenibile della supply chain, sono utilizzati anche nella valutazione dei fornitori in ambito industriale. Sempre più spesso infatti i clienti richiedono alle imprese inserite nelle filiere produttive di “dimostrare” il proprio approccio sostenibile al business.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attenzione alla sostenibilità getta le sue radici alla base della filiera, cioè tra i consumatori e i cittadini che stanno progressivamente adottando un orientamento sostenibile nei confronti di consumi e acquisti. Si è quindi arrivati a parlare di una nuova categoria sociale, i “perennials”, che indipendentemente dall’età si dimostrano molto attenti a queste tematiche, determinando così un cambio di rotta da parte delle aziende.</p>
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<h3><strong>LA SOSTENIBILITA’ NEL MODELLO IMPRESA: OGGI E DOMANI</strong></h3>
<p>Nel corso degli anni le aziende hanno vissuto una progressiva evoluzione verso l’integrazione della CSR (Corporate Social Responsability) nella strategia aziendale. Si è arrivati recentemente ad una fase in cui si è affermato un orientamento sostenibile nel medio periodo e la sostenibilità è presidiata a livello di governance, gestionale e organizzativo. Le prossime frontiere saranno quelle di rendere la sostenibilità una vera e propria fonte di vantaggio competitivo e, successivamente, un fattore dominante della corporate strategy, in grado di trasmettere un impulso significativo sul territorio e nel settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad oggi però non esiste un modello prevalente di governance della sostenibilità: in alcune aziende ci si basa su una task force manageriale o sulla supervisione del CdA, ma l’obiettivo è arrivare alla formazione di un “Comitato sostenibilità” che lavori in ottica strategica. Il Sustainability Manager ha oggi un ruolo professionale riconosciuto, ma non può giocare da solo la partita della sostenibilità perché questa è una sfida trasversale che tocca diversi settori aziendali, istituzioni e stakeholder. Il Sustainability Manager quindi deve essere in grado di raccogliere le diverse esigenze e mediare tra le parti coinvolte per trasformare la sostenibilità in un asset strategico dell’azienda.</p>
<h3></h3>
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<h3><strong>DALLA RENDICONTAZIONE ALLA STRATEGIA</strong></h3>
<p>Alla luce di quanto emerso fin qui, è chiaro che la rendicontazione dei bilanci di sostenibilità e delle dichiarazioni non finanziarie, su cui oggi le aziende sembrano concentrare i loro maggiori sforzi, rappresenta in realtà solo una delle fasi finali della più ampia catena per creare e misurare il valore condiviso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di tutto infatti serve una pianificazione per integrare gli obiettivi strategici di sostenibilità nei piani industriali. Successivamente si passa all’azione, declinando questi obiettivi in azioni concrete; poi si monitorano le performance e solo alla fine ci si dedica alla rendicontazione e alla comunicazione per valorizzare le buone pratiche di sostenibilità.</p>
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<h3><strong>VADEMECUM</strong></h3>
<p>Per riuscire concretamente ad integrare la sostenibilità nel proprio modello d’impresa le aziende possono utilizzare diverse leve “facilitanti”:</p>
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<p>1. Valorizzare l’esistente: iniziative, persone, relazioni sono “asset” da cui partire<br />
2. Dare unitarietà all’approccio: definire presidi organizzativi e dotarsi di strumenti operativi consente di “mettere a sistema” il proprio approccio sostenibile al business<br />
3. Dare forma alla sostanza: policy, procedure, codici contribuiscono a definire regole chiare e stabili e a qualificarsi come sostenibili<br />
4. Investire sulla cultura e sulle competenze: la diffusione di una cultura interna orientata alla sostenibilità e la presenza di competenze (diffuse) sono condizione indispensabile per un approccio efficace di lungo periodo</p>
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		<title>La sostenibilità aziendale passa dal welfare</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 10:24:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In quanti modi è possibile declinare la sostenibilità? In questa puntata Emiliano Diotallevi, Country HR Manager di ABB Italia, società tecnologica attiva nei campi dell’elettrificazione, della robotica, dell’automazione e del motion, racconta come questo concetto sia proprio del Dna dell&#8217;azienda. Nell&#8217;impresa, questa rappresenta il mezzo...</p>
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		<title>Il benessere passa da sicurezza, salute e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 07:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[Well-Being]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Benatti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere personale e aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende si sono rese conto che il benessere dei propri collaboratori è qualcosa di più di una condizione accessoria e utile esclusivamente a una maggiore produttività, come racconta Marianna Benatti nel suo libro &#160; Nel 2020 il benessere dei dipendenti è risultato al primo...</p>
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<p><span id="more-22027"></span></p>
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<p>Nel 2020 il benessere dei dipendenti è risultato al primo posto a livello globale e al terzo in Italia tra le principali direttrici di cambiamento delle organizzazioni. A svelarlo è lo studio <em>Deloitte Global Human Capital Trends</em>. Se da un lato, infatti, <strong>le aziende si sono rese conto di come il benessere dei propri collaboratori costituisca qualcosa di più di una condizione accessoria e utile esclusivamente a una maggiore produttività</strong>, dall’altro l’accelerazione dei processi di trasformazione digitale ha minato alle radici la quotidianità di persone e organizzazioni, rendendo indispensabile l’adozione di una vera strategia per la conquista e la tutela della serenità sul luogo di lavoro. Per cercare di fare chiarezza Marianna Benatti ha scritto il libro <strong><em>Well-Being: una strategia di sostenibilità per il benessere personale e aziendale</em></strong> (Egea Editore, 2021).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’autrice è Well-being Leader di Deloitte Central Mediterranean, CSR &amp; Employer Branding Leader di Deloitte Italia, Happiness Life Coach, Personal Trainer, Coach di Crossfit, Body Composition Specialist e Fitness Nutritionist. Il saggio è nato dalla convinzione che i tempi siano maturi perché lavoro e benessere possano davvero iniziare una stretta relazione: <strong>Benatti parte dal proprio percorso personale (e professionale) per rivolgersi non solo ai lavoratori, ma soprattutto alle imprese, cercando di fare capire a manager e imprenditori come la felicità si possa ormai considerare come un asset aziendale misurabile</strong>. Addirittura il più importante, in un contesto in cui a fare la differenza sono proprio le persone. “Sono sicura che in futuro anche in Italia, seguendo il trend degli altri Paesi, le figure dedicate al benessere saranno sempre di più e acquisiranno una professionalità specifica fatta di competenze in ambito HR e spiccata sensibilità verso le persone e l’ambiente”, scrive Benatti nel libro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Una strada verso il benessere per organizzazioni e dipendenti </strong></h2>
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<p>Oggi infatti ritagliarsi tempo per sé, i propri hobby, gli amici e la famiglia è diventato difficile. Inoltre i livelli di stress sono aumentati e il <em>burnout</em> è stato dichiarato recentemente una sindrome dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sedentarietà e ritmi di lavoro che interferiscono negativamente sulle abitudini alimentari e sul riposo fanno il resto. “<strong>Urge intervenire, quindi, perché solo persone in salute e felici possono far emergere le soft skill essenziali per portare valore aggiunto in azienda</strong>”, scrive Benatti. Il libro si dirige verso questo obiettivo, tra riferimenti alla filosofia antica – come necessario presupposto per la sensibilizzazione alla cura di sé – e all’economia della felicità – come base per un modo nuovo di fare impresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rintracciando nella storia le prime misure di welfare che hanno aperto la strada alle politiche di <em>wellness</em> fino all’attuale concezione olistica del benessere, <strong>Benatti propone il <em>well-being</em> come ingrediente attrattivo di un <em>employer branding</em> di successo ed elemento rilevante di una strategia di responsabilità sociale d’impresa</strong>. “L’obiettivo futuro delle imprese sarà quello di riuscire a progettare iniziative innovative di tutela della sicurezza, di promozione della salute e di attenzione alla sostenibilità: la sfida delle ‘3S’, insomma. Sarà necessario acquisire la profonda convinzione che proprio il benessere olistico è l’impatto che fa la differenza. Non sul lavoro, ma nella vita. Bisognerà crederci per essere credibili”, si legge nel libro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-benessere-passa-da-sicurezza-salute-e-sostenibilita/">Il benessere passa da sicurezza, salute e sostenibilità</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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