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	<title>sanità pubblica Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>sanità pubblica Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Gli effetti del Covid sulla Sanità e sulle assicurazioni sanitarie private</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 09:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[iqvia]]></category>
		<category><![CDATA[dati Alleanza Assicurazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da aprile 2021 ha preso il via il graduale recupero di diagnosi e trattamenti rimandati per l’emergenza da Covid-19. Per gestirlo i medici chiedono nuove assunzioni di personale &#160; L’impatto della pandemia sulla salute delle persone non si limita agli effetti diretti del Coronavirus. Anche...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><i>Da aprile 2021 ha preso il via il graduale recupero di diagnosi e trattamenti rimandati per l’emergenza da Covid-19. Per gestirlo i medici chiedono nuove assunzioni di personale<br />
</i></p>
<p><span id="more-22663"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impatto della pandemia sulla salute delle persone non si limita agli effetti diretti del Coronavirus. Anche per chi non ha contratto l’infezione, infatti, l’emergenza sanitaria ha comportato ritardi nelle visite ordinarie e straordinarie, ha rallentato la medicina d’urgenza e <strong>limitato gli accessi alle terapie intensive a causa della saturazione di molti reparti, rendendo secondarie – per i periodi più duri della pandemia – le visite di prevenzione</strong>. Nello specifico, rispetto a prima del Covid, le nuove diagnosi, stando ai dati raccolti dall’azienda statunitense di data science Iqvia e diffusi da Alleanza Assicurazioni, sono diminuite del 7% (548mila in meno), gli invii allo specialista del 30% (circa 3 milioni e mezzo in meno) e le richieste di esami del 19% (quasi 4 milioni in meno).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’aprile 2021, seppur a velocità differenti, è iniziato un graduale recupero. Secondo la ricerca di Iqvia basata su 1.200 interviste a specialisti elaborate nel luglio 2021, si stima un periodo medio di 5,9 mesi per smaltire, per esempio, gli appuntamenti ritardati. <strong>Inoltre, dal punto di vista del 73% degli intervistati, in seguito al ritardo di visite-accessi le liste d’attesa sono destinate ad aumentare nei prossimi sei mesi</strong>. La stessa percentuale di medici specializzati stima in crescita anche il numero di pazienti da seguire, così come i casi avanzati o più gravi. Un effetto positivo, però, qualcuno l’ha individuato: per il 32% dei rispondenti questo contesto contribuisce a diminuire le richieste di visite improprie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Nuovo personale medico per rispondere alla crisi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Covid non è il solo responsabile delle difficoltà che medici di base e strutture sanitarie hanno dovuto fronteggiare: la crisi della Sanità ha una storia ben più lunga e affonda le sue radici, tra gli altri aspetti, nei tagli al settore, nella carenza di personale medico e nello sproporzionato carico di lavoro dei medici in attività. <strong>Rispondere dunque alle conseguenze del Coronavirus sul Sistema sanitario implica risolvere criticità di più ampio respiro</strong>. È in quest’ottica che gli specialisti intervistati hanno indicato come tre principali soluzioni per gestire la grande mole di visite da recuperare in primo luogo nuove assunzioni di personale medico (l’opzione ha registrato il 56% di risposte positive tra tutti i dottori intervistati), ma anche la creazione di percorsi in ospedale più efficienti (49%) e un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale (41%). <strong>A seguire, le preferenze si sono rivolte in direzioni come, tra le altre, le sinergie con gli specialisti territoriali, la gestione del paziente a domicilio</strong>, le nuove assunzioni di personale infermieristico e l’allungamento di orari e turni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro degli aspetti emersi nell’ultimo paio d’anni è il massiccio aumento della medicina a distanza. Di questa modalità di gestione del rapporto medico-paziente <strong>il 65% dei fruitori di queste prestazioni ha avuto un’esperienza positiva. I dati raccolti da Iqvia questa volta fanno riferimento a 800 interviste raccolte nell’ottobre 2021</strong> su un campione di popolazione. Tra i vantaggi individuati dalle persone coinvolte nella ricerca figurano aspetti come il risparmio di tempo e spostamenti, la continuità nel rapporto con il medico e l’opportunità di risparmiare tempo e spostamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le assicurazioni private restano una scelta per pochi</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quanto scritto fa riferimento nello specifico al Servizio sanitario nazionale (Ssn), un sistema di strutture e servizi che risponde all’art.32 della Costituzione e mira a portare nell’ambito della Sanità i princìpi dell’universalità, dell’uguaglianza e dell’equità. L’idea dei padri costituenti era che ai cittadini bastasse quest’unico punto d’accesso per soddisfare le necessità di tutti. <strong>Oggi, in linea con questa prospettiva, secondo i dati di Censis, Assogestioni e Banca d’Italia raccolti nel 2020, per il 75% delle persone intervistate è prioritario un unico punto di accesso per la salute</strong>. Anche alla luce di questo tipo di storia solo il 4% degli italiani ha un’assicurazione salute e secondo i dati Censis un italiano su tre è interessato ad acquistarne una. La spesa sanitaria privata rilevata nel 2020 dagli enti citati è di 35 miliardi di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella macroarea rientrano anche i servizi privati di welfare aziendale. <a href="http://tuttowelfare.info/terzosettore/il-mercato-dei-provider-di-welfare-cresce-nel-terzo-settore-e-al-sud-italia">Il mercato dei provider che offrono servizi di copertura e assistenza sanitaria di questo tipo negli ultimi anni non ha conosciuto uno sviluppo significativo</a>. <strong>Gli ingressi di nuovi protagonisti, nel dettaglio, provengono dalla consulenza HR e dal Terzo settore. La prevalenza dei soggetti basati nel Nord è inoltre nettissima</strong>, con Milano in testa, e va a confermare il trend dello scorso anno. In quest’ultimo report, però, anche nell’area Sud Italia e Isole appare il primo provider in Sardegna, in questo caso di Terzo settore.</p>
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		<title>Integrare il welfare aziendale nei servizi socio-assistenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 07:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[complementarità pubblico-privato]]></category>
		<category><![CDATA[welfare come te]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[welfare e territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende sentono più di prima il bisogno di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti: un&#8217;occasione di dialogo tra il pubblico e il privato &#160; In un quadro di ripartenza post emergenza sanitaria ancora...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Le aziende sentono più di prima il bisogno di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti: un&#8217;occasione di dialogo tra il pubblico e il privato</em></p>
<p><span id="more-21257"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">In un quadro di ripartenza post emergenza sanitaria ancora confuso, per il welfare pubblico e privato emerge <i>in primis</i> la necessità di <strong>avvicinare i servizi agli utenti</strong>, con prestazioni organizzate ed erogate a livello locale; si registra una rinnovata richiesta di assistenza sanitaria classica; si fa strada, infine, la proposta di utilizzare <strong>il welfare aziendale per rilanciare i settori più in difficoltà</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Lo sostengono i provider del settore, tra cui <a href="http://tuttowelfare.info/terzosettore/la-cooperazione-sociale-si-avvicina-alle-imprese">Welfare Come Te, nuovo soggetto imprenditoriale nato dal mondo cooperativo,</a> il cui obiettivo è colmare le lacune del welfare aziendale classico nei servizi socio-assistenziali per le famiglie. Questa realtà punta su <strong>una concezione del welfare che vada oltre i benefit e che costruisca piuttosto iniziative di responsabilità civile</strong>, in grado di rispondere alle reali esigenze socio-demografiche della popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">L’approccio del progetto nell’ambito del welfare aziendale gli consente di avere <strong>un ruolo integrativo rispetti ai piani di welfare <span lang="FR">già </span>esistenti, affiancando le imprese nella realizzazione di piani personalizzati</strong> che prevedano una connessione tra il primo e il secondo welfare, tra il pubblico e il privato, e valorizzando il proprio radicamento territoriale nel dialogo con i diversi stakeholder, dai lavoratori ai sindacati, dai clienti ai consumatori. Allo stesso modo, Welfare Come Te lavora con provider, associazioni di categoria e consulenti del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Il modello nazionale di cui l’iniziativa si vuole fare promotrice, come spiega il <b>Direttore Commerciale di Welfare Come Te, Paolo Schipani</b>, è quello di fornire alle aziende “un interlocutore unico, che a sua volta coordini il ruolo e l’intervento di molte cooperative sociali capillarmente diffuse sul territorio”. Per questo il programma prevede all’interno di ogni cooperativa l’esistenza di <strong>un Care Manager, uno specialista il cui compito è proprio quello di “orientare il lavoratore che ha bisogno di assistenza</strong> o di cura per s<span lang="FR">é </span>o per un suo famigliare nella scelta delle soluzioni effettivamente presenti nel territorio, <span lang="FR">instaura</span>ndo con lui un legame forte, ascoltandolo e facendosi mediatore tra i suoi bisogni e le opportunit<span lang="FR">à </span>presenti sia nel settore pubblico sia nel privato”, aggiunge Schipani.</p>
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		<title>Produci, consuma… vivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 07:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare state]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Colao]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[welfare ludico]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa consumi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ultimamente alcuni esperti hanno invitato a stimolare, anche fiscalmente, il &#8216;welfare sociale&#8217;, più legato ai bisogni primari, a scapito del welfare ludico-ricreativo. Ma il welfare ludico può aiutare la ripresa dei consumi &#160; Nell’emergenza coronavirus si è tornati a parlare di welfare e in particolare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Ultimamente alcuni esperti hanno invitato a stimolare, anche fiscalmente, il &#8216;welfare sociale&#8217;, più legato ai bisogni primari, a scapito del welfare ludico-ricreativo. Ma il welfare ludico può aiutare la ripresa dei consumi</em></p>
<p><span id="more-21156"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’emergenza coronavirus si è tornati a parlare di welfare e in particolare di sanità pubblica, uno degli elementi basilari dello Stato sociale-Stato assistenziale. Abbiamo assistito a <strong>una nuova stagione di welfare State</strong>, cioè quella forma di governo in cui lo Stato protegge e promuove il benessere economico e sociale dei cittadini, basato sui principi di pari opportunità, equa distribuzione della ricchezza e responsabilità pubblica nei loro confronti. Quale, dunque, il futuro del welfare aziendale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il documento prodotto dalla<strong> task force di Vittorio Colao</strong> – <em>Iniziative per il rilancio ‘Italia 2020-2022’</em> – consegnato al Governo, riconosce che, dopo un periodo in cui il welfare aziendale stentava a decollare nel nostro Paese e trovando riscontro solo in alcune esperienze di singoli gruppi, nell’ultima tornata di rinnovo dei contratti collettivi nazionali esso è<strong> diventato un tema rilevante del confronto sindacale</strong>. Proprio sfruttando il sostegno offerto dallo Stato, con l’agevolazione fiscale e contributiva delle somme e benefici erogati dal datore di lavoro a questo titolo, le parti sociali hanno investito in modo significativo in questa direzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, nel documento degli esperti governativi, il welfare aziendale è stato ridotto a <strong>strumento per la conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità</strong>. Basta fare una ricerca semantica con le parole chiave “welfare aziendale” tra le 120 schede elaborate dal comitato di esperti in materia economica e sociale, per individuare i suggerimenti proposti all’Esecutivo: nell’ultima sezione – quella dedicata agli “Individui e famiglie” – si legge l’invito ad “agevolare l’ampliamento degli strumenti di welfare aziendale orientati a fornire supporto alla genitorialità, attraverso <strong>la</strong> <strong>detassazione-decontribuzione delle relative spese e somme erogate dalle aziende</strong>”. Come fonte di funding, la task force ha usato l’espressione “principalmente privato”, mentre in merito alle tempistiche per il lancio dell&#8217;iniziativa, l’appello è di “attivare subito”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la verità di welfare, più generico, la task force ne parla ampiamente. Interessante è la scheda che invita a “implementare modello di welfare di prossimità” in particolare nelle aree metropolitane e nelle città con più di 50mila abitanti o in comuni consorziati, <strong>per aiutare le famiglie a fronteggiare e curare le fragilità emerse</strong> con la crisi o preesistenti a essa e per promuovere il benessere individuale e collettivo. Da qui la scelta di dare nuova linfa al welfare, mentre per quello aziendale gli spunti vanno nella sola direzione del work-life balance, come se fosse l’unico bisogno delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Chi dice che il welfare ludico non è utile?</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le linee guida della task force sono state oggetto di ampie discussioni tra gli addetti ai lavori di welfare: <em>Tuttowelfare.info</em> ha seguito da protagonista <a href="http://tuttowelfare.info/attualita-welfare/ritorno-alla-funzione-originale-del-welfare-aziendale">la puntata del 12 giugno 2020 <em>PdM Talk</em></a>, il talk show del quotidiano <em>Parole di Management</em>, dedicata proprio al <strong>futuro del welfare aziendale</strong>, nella quale ha partecipato <strong>Mattia Martini</strong>, Ricercatore di Economia Aziendale presso il Dipartimento Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e membro del Comitato scientifico di <em>Tuttowelfare.info</em>.<br />
Ben prima che il mondo fosse travolto dalla pandemia da Covid-19, l’ex Ministro del Lavoro e oggi Presidente del Cnel <strong>Tiziano Treu</strong> aveva invitato a riflettere su costi e opportunità generati dagli sgravi fiscali legati ai beni e servizi di welfare; in sintesi si domandava se il mancato gettito fiscale fosse veramente giustificato da iniziative di valore sociale e di interesse pubblico. Già all’epoca, il Presidente di Aiwa <strong>Emmanuele Massagli</strong> – anche lui membro del Comitato scientifico di <em>Tuttowelfare.info</em> – aveva replicato dicendo che fosse certamente utile avviare una valutazione dei costi generati dal welfare aziendale per la fiscalità generale, a condizione, però, di calcolare anche i vantaggi generati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio in questi giorni è tornata di attualità la discussione sul tema: in particolare alcuni esperti della materia hanno invitato a cogliere l’opportunità per stimolare, anche fiscalmente, <strong>il ‘welfare sociale’, cioè quello più legato ai bisogni primari, a scapito del welfare ludico-ricreativo</strong>. È una questione interessante, soprattutto perché il welfare aziendale ha l’occasione per assolvere quel compito che lo Stato, grazie alle norme di decontribuzione, si era immaginato con la legge di Stabilità 2016 e la revisione degli articoli 51 e 100 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure riteniamo che non sia questo il momento storico ideale per tornare sulla questione. È ovvio che <strong>sarà la direzione del futuro</strong>, ma ora c’è da fare i conti con un aspetto cruciale per la nostra sopravvivenza. È noto che con la pandemia i risparmi siano cresciuti: <strong>le famiglie non spendono, ma neppure investono</strong>. Il risultato è il crollo dei consumi, con drammatiche ripercussioni per tutto il tessuto economico. Servirebbero dunque <strong>incentivi al consumo</strong>. E qui possono rientrare anche tutti quei servizi del welfare meno ‘sociale’ che, tuttavia, hanno un impatto sull’economia. È fuor di dubbio si debba dare priorità ai bisogni primari, ma il benessere e la prevenzione passano anche da altro: un abbonamento in palestra, un buono per un weekend al mare o per entrare in un parco divertimenti <strong>potrebbero ugualmente giovare alla salute delle persone, soprattutto dopo mesi di <em>lockdown</em></strong>. E possono pure dare una mano alle tante imprese – in particolare del settore del Turismo – in crisi nera. Non significa snaturare il welfare aziendale. Piuttosto è una proposta perché le aziende meno colpite dalla recessione e che hanno fatto del welfare una leva di benessere delle proprie persone, diano una mano alla ripartenza. Il dibattito è aperto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/produci-consuma-vivi/">Produci, consuma… vivi</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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