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	<title>salute Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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		<title>Malattie professionali e burnout in aumento: il lavoro logora sempre di più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, il rischio cambia forma: meno infortuni, più disagio fisico e mentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/malattie-professionali-burnout-lavoro-salute-benessere/">Malattie professionali e burnout in aumento: il lavoro logora sempre di più</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 7</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p data-start="983" data-end="1389">Crescono le malattie professionali, aumentano stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il modo in cui il lavoro incide sulla salute delle persone. Non si tratta più solo di sicurezza intesa come prevenzione dell’incidente improvviso, ma di un logoramento più lento, legato all’organizzazione del lavoro, ai ritmi, alla pressione sui risultati, alla difficoltà di conciliare vita privata e professionale.</p>
<p data-start="983" data-end="1389"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="1391" data-end="1937">È questo il quadro che emerge dal rapporto <strong data-start="1434" data-end="1527">“Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”</strong>, realizzato dalla <a href="https://www.fondazionelavoro.it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Studi Consulenti del Lavoro</a> su dati Inail ed Eurofound e presentato in occasione del Festival del Lavoro 2026. Secondo il rapporto, tra il 2014 e il 2024 le denunce di malattie professionali sono cresciute del 54%, passando da circa 57 mila a oltre 88 mila casi. Nello stesso periodo, gli infortuni sul lavoro sono invece diminuiti del 10,5%.</p>
<p data-start="1391" data-end="1937"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="1391" data-end="1937"><span style="color: #f5a801;">Al tema della salute mentale e delle interconnessioni con il lavoro abbiamo dedicato <a style="color: #f5a801;" href="https://tuttowelfare.info/legame-salute-mentale-lavoro-dossier/" target="_blank" rel="noopener">un approfondimento</a>.</span></p>
<p data-start="1391" data-end="1937"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h2 data-section-id="plk1a3" data-start="1939" data-end="2004">Malattie professionali in aumento, mentre calano gli infortuni</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="2006" data-end="2308">Il dato più evidente è il cambio di direzione del rischio lavorativo. Da un lato, gli infortuni diminuiscono. Dall’altro, aumentano le patologie che maturano nel tempo, spesso legate a esposizioni prolungate, posture, carichi fisici e mentali, ritmi intensi e modelli organizzativi sempre più esigenti.</p>
<p data-start="2006" data-end="2308"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="2310" data-end="2747">Il fenomeno, spiega il rapporto, va letto con cautela: l’aumento delle denunce riflette anche una maggiore consapevolezza dei lavoratori, un ruolo più attivo dei medici certificatori e l’evoluzione delle prassi medico-legali. Ma non è solo una questione di emersione statistica. La trasformazione del lavoro sta spostando il baricentro del rischio dagli eventi acuti alle forme di usura progressiva.</p>
<p data-start="2310" data-end="2747"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="2749" data-end="3166">Le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo rappresentano oggi il 70,9% delle denunce di malattie professionali presentate all’Inail nel periodo 2020-2024. In quattro anni sono più che raddoppiate, con un aumento del 109,3%. Tra i disturbi più diffusi figurano patologie legate a schiena, spalle, arti superiori, tunnel carpale e lesioni muscolo-scheletriche.</p>
<p data-start="2749" data-end="3166"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h2 data-section-id="15pd0t4" data-start="3168" data-end="3219">Il lavoro pesa anche fuori dall’orario di lavoro</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="3221" data-end="3508">Accanto alle patologie riconosciute formalmente come malattie professionali, il rapporto segnala una diffusione più ampia di disturbi e condizioni di malessere che non sempre entrano nelle statistiche amministrative, ma incidono in modo significativo sulla qualità della vita lavorativa.</p>
<p data-start="3221" data-end="3508"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="3510" data-end="3842">Il 90,5% dei lavoratori dichiara di sperimentare estrema stanchezza al rientro a casa. L’82,7% si dice stressato dal lavoro. Il 46% soffre di disturbi del sonno e il 15,6% dichiara disturbi d’ansia. In particolare, per il 24% la stanchezza estrema non è episodica, ma una condizione ricorrente.</p>
<p data-start="3510" data-end="3842"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="3844" data-end="4269">Il rapporto evidenzia anche una differenza di genere. Le donne dichiarano più frequentemente situazioni di stress lavorativo rispetto agli uomini, con un’incidenza dell’86,4% contro l’80%. Anche i disturbi del sonno e l’ansia risultano più diffusi tra le lavoratrici: quasi una su due soffre di problemi legati al riposo e il 21,4% segnala disturbi d’ansia, contro il 10,9% degli uomini.</p>
<p data-start="3844" data-end="4269"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h2 data-section-id="1b983ze" data-start="4271" data-end="4332">Burnout e stress lavoro-correlato: il nodo è organizzativo</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="4334" data-end="4661">Il punto centrale non è solo la quantità di lavoro, ma il modo in cui il lavoro viene organizzato. Ritmi serrati, reperibilità continua, pressione sui risultati, carichi cognitivi ed emotivi, scarsa autonomia e debole coinvolgimento nei processi decisionali contribuiscono a trasformare lo stress in una condizione strutturale.</p>
<p data-start="4334" data-end="4661"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="4663" data-end="5053">Secondo l’indagine Eurofound citata nel rapporto, il 71% dei lavoratori continua a preoccuparsi del lavoro anche quando è a casa. Il 54% è stato contattato fuori dall’orario di lavoro per motivi professionali, il 58,3% ha lavorato almeno una volta al mese durante il weekend e il 19% ha lavorato di notte per almeno due ore fuori dall’orario ordinario.</p>
<p data-start="4663" data-end="5053"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="5055" data-end="5393">È qui che il tema del burnout esce dalla dimensione individuale e diventa organizzativa. Non riguarda soltanto la capacità della singola persona di “reggere” il carico, ma la sostenibilità dei modelli di lavoro, la qualità delle relazioni professionali, la gestione dei tempi e la possibilità concreta di conciliare lavoro e vita privata.</p>
<p data-start="5055" data-end="5393"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h2 data-section-id="mi2l27" data-start="5395" data-end="5458">Clima, età e mobilità: i nuovi rischi per salute e sicurezza</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="5460" data-end="5911">A rendere il quadro più complesso contribuiscono anche cambiamenti climatici e invecchiamento della forza lavoro. Il rapporto segnala una maggiore esposizione dei lavoratori a temperature estreme, soprattutto al caldo eccessivo, con conseguenze dirette sulla salute e sulla sicurezza. Cresce inoltre il peso dei lavoratori più anziani: gli over 50 sono passati dal 22,3% degli occupati nel 2005 al 41,9% nel 2025.</p>
<p data-start="5460" data-end="5911"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="5913" data-end="6276">L’invecchiamento incide sia sulla frequenza delle patologie croniche sia sulla gravità degli eventi. Il 20,3% dei lavoratori con più di 55 anni dichiara problemi di salute di lunga durata, mentre gli over 55 concentrano il 66,8% delle denunce di malattie professionali e il 44,9% degli infortuni mortali denunciati all’Inail.</p>
<p data-start="5913" data-end="6276"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="6278" data-end="6726">Un altro fronte è quello della mobilità casa-lavoro. Tra il 2022 e il 2024 gli infortuni in itinere sono aumentati dell’8,8%, mentre gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa sono diminuiti del 19,5%. I dati provvisori 2025 indicano un ulteriore incremento del 3,2%. Oggi gli infortuni nel tragitto casa-lavoro rappresentano il 19,3% del totale delle denunce, ma concentrano il 27% dei casi mortali.</p>
<p data-start="6278" data-end="6726"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 40px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h2 data-section-id="twdsjj" data-start="6728" data-end="6790">Perché il welfare aziendale diventa una leva di prevenzione</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="6792" data-end="6993">Di fronte a questo scenario, il welfare aziendale non può essere letto solo come insieme di benefit accessori. Sempre più spesso entra nelle strategie di salute, prevenzione e sostenibilità del lavoro.</p>
<p data-start="6792" data-end="6993"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="6995" data-end="7577">Programmi di prevenzione e screening, coperture sanitarie integrative, supporto psicologico, iniziative per caregiver, flessibilità organizzativa e misure di conciliazione vita-lavoro diventano strumenti per intercettare bisogni che non riguardano solo la sfera privata, ma incidono direttamente su produttività, assenteismo, engagement e capacità delle imprese di attrarre e trattenere competenze. Il rapporto sottolinea infatti che la salute dei lavoratori ha un impatto diretto sulla tenuta organizzativa e sulla competitività delle aziende.</p>
<p data-start="6995" data-end="7577"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="7579" data-end="8007">La maggioranza dei lavoratori, il 66,8%, ritiene che l’azienda in cui lavora dia priorità alla salute e al benessere dei dipendenti. Tuttavia, questo dato non chiude il tema. Al contrario, mostra quanto le imprese siano ormai percepite come attori centrali nella tutela del benessere, chiamate a integrare sicurezza, salute, organizzazione del lavoro e welfare in una strategia più ampia.</p>
<p data-start="7579" data-end="8007"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="8009" data-end="8317">La sfida, quindi, non è soltanto ridurre gli infortuni. È costruire ambienti di lavoro capaci di non consumare progressivamente le persone. Perché il lavoro che logora non si vede sempre subito. Ma nel tempo pesa sulla salute, sulle carriere, sulle famiglie e sulla sostenibilità stessa delle organizzazioni.</p>
<p data-start="8009" data-end="8317"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 60px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<p data-start="8009" data-end="8317"><span style="color: #f5a801;">Ne avevamo già parlato riprendendo il <a style="color: #f5a801;" href="https://tuttowelfare.info/rapporto-censis-il-welfare-aziendale-come-soluzione-allo-stress-da-lavoro/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto Censis 2025</a>. </span></p>
<h2 data-start="8009" data-end="8317">Salute e lavoro: le risposte utili</h2>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<h3 data-section-id="115gr8c" data-start="8332" data-end="8372">Cosa sono le malattie professionali?</h3>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 10px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="8374" data-end="8660">Le malattie professionali sono patologie che possono essere ricondotte all’attività lavorativa o alle condizioni in cui il lavoro viene svolto. Possono derivare da esposizioni prolungate, movimenti ripetitivi, posture scorrette, sostanze, rumore, carichi fisici o fattori organizzativi.</p>
<p data-start="8374" data-end="8660"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h3 data-section-id="n9cg3a" data-start="8662" data-end="8727">Di quanto sono aumentate le malattie professionali in Italia?</h3>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 10px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="8729" data-end="8965">Secondo il rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra il 2014 e il 2024 le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da circa 57 mila a oltre 88 mila casi.</p>
<p data-start="8729" data-end="8965"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h3 data-section-id="1yxmax4" data-start="8967" data-end="9017">Qual è il legame tra burnout, stress e lavoro?</h3>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 10px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="9019" data-end="9286">Burnout e stress lavoro-correlato sono legati a fattori come carichi eccessivi, pressione continua, scarsa autonomia, reperibilità fuori orario, difficoltà di conciliazione e debole riconoscimento. Non riguardano solo la persona, ma anche l’organizzazione del lavoro.</p>
<p data-start="9019" data-end="9286"><span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 20px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span></p>
<h3 data-section-id="503fqo" data-start="9288" data-end="9333">Che ruolo può avere il welfare aziendale?</h3>
<span class="" style="display:block;clear:both;height: 0px;padding-top: 10px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;"></span>
<p data-start="9335" data-end="9644">Il welfare aziendale può contribuire alla prevenzione e al benessere attraverso servizi sanitari integrativi, screening, supporto psicologico, misure per caregiver, flessibilità e strumenti di conciliazione vita-lavoro. In questo senso diventa parte delle strategie di salute e sicurezza, non solo un benefit.</p>
<h4 data-start="9335" data-end="9644"><span style="color: #f5a801;">Iscriviti alla <a style="color: #f5a801;" href="https://tuttowelfare.info/iscriviti-alla-newsletter/" target="_blank" rel="noopener">newsletter di Tuttowelfare</a>. </span></h4>
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		<title>Innovare le soluzioni per vivere sani e in salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 04:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[checkup]]></category>
		<category><![CDATA[Generali Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Active ageing]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo recenti studi di Generali Italia, per l’80% degli italiani la salute è la priorità; e il 75% ritiene che la prevenzione e il check up sono “importanti” &#160; La salute è importante. In tempi di pandemia è tornata in agenda, ma in realtà questa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/innovare-le-soluzioni-per-vivere-sani-e-in-salute/">Innovare le soluzioni per vivere sani e in salute</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><i>Secondo recenti studi di Generali Italia, per l’80% degli italiani la salute è la priorità; e il 75% ritiene che la prevenzione e il check up sono “importanti”</i></p>
<p><span id="more-22427"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La salute è importante. In tempi di pandemia è tornata in agenda, ma in realtà questa consapevolezza è sempre stata presente, <strong>forse nel tempo era finita sullo sfondo, data praticamente per scontata. Oggi, invece, c’è un rinnovato interesse, testimoniato anche delle numerose iniziative sul tema</strong>. Lo confermano anche i numeri: per l’80% degli italiani la salute è la priorità; e il 75% ritiene che la prevenzione e il check up sono “importanti” (dati: Generali Italia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La rilevanza della tematica trova rispondenza anche negli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): 20 miliardi di euro sono proprio destinati alla Missione 6, quella per la salute. In particolare,<strong> la prevenzione è fondamentale e, in questo senso, la tecnologia è un alleato per innovare e pianificare un modello di vita sano</strong>. “Stiamo vivendo un cambiamento demografico e, dunque, serve investire per avere un sistema sanitario che funzioni”, ha dichiarato Marco Sesana, Country Manager e CEO di Generali Italia e Global Business Lines nel corso dell’evento dal titolo <em>Esserci per generare futuro – Dalle persone al Paese</em>, organizzato da Generali Italia. Proprio per raggiungere questi obiettivi si punta alla tecnologia digitale. “<strong>Nella strategia dei prossimi anni sono centrali la prevenzione e l’assistenza</strong>; su questa sfida ci sentiamo di essere al fianco del Paese, garantendo stili di vita sani e accessibili a tutti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, è stato reso noto che Generali nel prossimo triennio ha scelto di focalizzarsi su tre linee di sviluppo strategiche: <strong>educazione e prevenzione per stili di vita sani; accessibilità e supporto alle cure; <em>active ageing</em>, ovvero assistenza per la non-autosufficienza e per un invecchiamento in salute</strong>. “Le nostre linee guida partono da un bisogno chiaro dell’Italia e da un investimento che il Paese fa in questo settore. Il nostro modello mette al centro i bisogni delle persone e si basa su un approccio individuale, rivolto alle esigenze di ognuno; in questi anni abbiamo innovato, digitalizzato, fatto in modo che tutti i nostri servizi fossero fruibili, anche in una situazione in cui questa esigenza è stata stressata. Oggi siamo pronti a portare capacità di innovazione in questo settore”, ha continuato Sesana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo contesto, un programma di life coaching digitale, per esempio, serve a stimolare le persone ad avere uno stile di vita meno sedentario, per essere consapevoli del proprio stato di salute. “In questo senso va<strong> <em>Benefit</em>, una soluzione assicurativa integrata, dedicata alle aziende, per la tutela della salute dei dipendenti e l’accesso ai servizi</strong>; in questo programma si possono collezionare punti per le attività, per cui ci sono poi delle ricompense. Lo metteremo a disposizione dei dipendenti delle nostre aziende clienti per aumentare l’ingaggio e la possibilità di vivere più sani”, ha spiegato Marco Giovannini, Head of Business Development, Sales and Marketing di Generali Welion, la società di servizi di Generali Italia dedicata al welfare integrato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, ciò che è emerso è l’esigenza di educare e abituare le persone a pensare che la propria salute si costruisce giorno per giorno attraverso, per esempio, l’attività fisica e una corretta alimentazione. La traduzione di Generali è un nuovo modello ribattezzato <em>Health&amp;Welfare </em>con cui si vuole dare aiuto per seguire indicazioni volte a sostenere uno stile di vita sano e a rendere salute e benessere alla portata di tutti: “<strong>Il modello si basa su open innovation, nuove competenze, nuova generazione di offerta, consulenza, assistenza sul territorio ed educazione</strong>”, ha spiegato Sesana. “Vogliamo fare in modo che l’assicurazione diventi uno strumento principale per pianificare e gestire la propria salute”, ha affermato Paolo De Santis, Chief Health&amp;Welfare Officer Generali Country Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Progetti innovativi per l’invecchiamento attivo</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello si basa dunque sulla diffusione della cultura della prevenzione, per poi arrivare all’innovazione anche nella cura, che si traduce con il cambio di modalità con cui si erogano i servizi, ancora piuttosto tradizionali. <strong>Un esempio è la telemedicina, finalmente uscita dall’anonimato con gli interventi svolti nel periodo pandemico</strong> e che oggi è stata potenziata dall’innovazione e dagli strumenti digitali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una rinnovata attenzione è quella destinata alla popolazione anziana (<strong>gli ultimi dati Istat disponibili indicano che in Italia sono circa 7 milioni gli Over 75, pari all’11,7% del totale</strong>), cui i player del mercato assicurativo dedicano progetti specifici con l’obiettivo di migliorarne le condizioni di vita. Infatti, a oggi, la speranza di vita è lunga: a 65 anni ci si aspetta di vivere una seconda vita, ma gli ultimi 20 anni, in fin dei conti, si vivono con delle limitazioni. <strong>Sempre secondo l’Istat, circa un terzo degli Over 75 presenta una grave limitazione dell’autonomia</strong> e per un anziano su 10 questa incide sia sulle attività quotidiane di cura personale sia su quelle della vita domestica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“C’è un grande dibattito dedicato alle modalità di invecchiamento, da cui derivano le politiche di invecchiamo attivo”, ha spiegato De Santis. “A fronte di questo cerchiamo di accompagnare le persone nel costruirsi una ‘seconda vita’, in un contesto sicuro e protetto. <strong>Per esempio, mettiamo a disposizione servizi residenziali, ricreativi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri e palestre, perché tutti possano essere in salute</strong>”. Si favorisce, in aggiunta, la condivisione di spazi fra giovani e adulti nelle residenze: “Vogliamo generare un interscambio generazionale fra giovani e meno giovani nelle residenze; è un modello che abbiamo appreso dal Giappone e dagli Stati Uniti e che vogliamo introdurre anche in Italia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In aggiunta, tramite l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è stato introdotto, per esempio, il concetto di <em>gamification</em>nelle piattaforme utilizzate. “La utilizziamo nei programmi di riabilitazione; le persone non si sentono frustrate nell’eseguire attività di cui magari non sono particolarmente entusiaste”, ha raccontato Giovannini. <strong>Si cerca, in generale, di semplificare il mondo sanitario, rendendolo accessibili al cliente per fare in modo che sia in grado di vivere il prodotto – o l’esperienza</strong>. Alla luce di questo, il ruolo del settore assicurativo dovrebbe essere quello di sintetizzare e offrire alle persone il meglio, attraverso un’esperienza semplice e intuitiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Randstad Welfare, conciliare People management e benessere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 09:29:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[benessere dipendenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La multinazionale olandese ha lanciato in Italia una divisione dedicata al welfare aziendale. Due gli obiettivi: rispondere a un’esigenza di mercato e mettere in campo l’esperienza nella gestione delle risorse umane &#160; &#160; Prendere l’esperienza e la competenza accumulate in decenni di gestione delle risorse...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-20773"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendere l’esperienza e la competenza accumulate in decenni di gestione delle risorse umane per metterle al servizio del welfare aziendale. È con questo spirito che <strong>Randstad Italia ha scelto di lanciare una nuova divisione dedicata al welfare</strong>. A raccontare in esclusiva a <em>Tuttowelfare.info</em> genesi e obiettivi della neonata struttura è Jacqueline Verdicchio, Welfare Manager di Randstad Italia e Responsabile della nuova Business Line della multinazionale olandese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’idea nasce innanzitutto per rispondere a un’esigenza di mercato: dal punto di vista normativo, nelle nostre aziende clienti, il lavoratore somministrato è equiparato al lavoratore interno, quindi laddove esista un piano di welfare questo deve coinvolgere allo stesso modo i primi come i secondi”, racconta Verdicchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qui l’idea di creare Randstad Welfare, piattaforma proprietaria che dà modo ai lavoratori di raccogliere e usufruire di tutti i benefit e i servizi di welfare aziendale previsti dalle singole imprese, sfruttando così al meglio il proprio welfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La piattaforma</strong>, personalizzabile e strutturata in modo semplice e intuitivo dal punto di vista della user experience, <strong>è stata costruita a partire dai suggerimenti degli stessi dipendenti di Randstad</strong>. Lo strumento, infatti, oltre a essere stato lanciato sul mercato, viene utilizzato anche internamente dal personale della multinazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Si dice che i peggiori clienti siano i colleghi”, scherza la Welfare Manager di Randstad Italia, spiegando che il fatto che si tratti di uno strumento nato dai dipendenti è garanzia di efficienza ed efficacia. “È stata una buona palestra, perché <strong>sono emerse le necessità che noi stessi, in quanto dipendenti di Randstad, viviamo in prima persona</strong>. Oggi siamo felici del risultato e di come la macchina è partita”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ampliare i servizi di gestione del personale</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per affrontare questa nuova sfida, Randstad Italia ha guardato a quella che, per usare le parole di Verdicchio, è la propria “essenza”. “Storicamente <strong>ci occupiamo di persone, è il nostro Dna</strong>. Da sempre supportiamo le nostre aziende clienti in tutto il processo che riguarda le risorse umane, andando a rilevare da un lato l’obiettivo che quell’azienda si prefigge per quanto riguarda il <strong>People management</strong> e dall’altro <strong>i bisogni dei dipendenti</strong>, incrociando poi queste due variabili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la nuova business line dedicata al welfare aziendale rientra dunque nella mission di supportare le imprese nel gestire al meglio le proprie persone, a 360 gradi. “Secondo la nostra visione, <strong>anche quando si parla di welfare si parla di persone</strong>. E dunque, chi meglio di noi può interpretare questo ruolo?”, prosegue Verdicchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una storia professionale che diventa il punto di forza del presente. “Crediamo che il vantaggio, per le aziende che si rivolgono a noi, sia quello di avere un interlocutore che da sempre e quotidianamente è impegnato nel <strong>consentire alle persone di rilasciare il proprio potenziale al massimo</strong>. Ci occupiamo di persone addirittura <strong>partendo dalla scuola</strong>: offriamo orientamento nelle scelte lavorative, poi supporto per entrare nel mondo del lavoro con i nostri servizi core di somministrazione, ricerca e selezione, e infine una volta che le persone sono entrate in azienda non le abbandoniamo, ma aiutiamo l’HR a capire come potenziare le loro competenze”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo panorama già ampio il tassello, finora mancante, del welfare assume un’importanza particolare, come una quadratura del cerchio. “Occuparsi di welfare significa occuparsi di <strong>far vivere al meglio l’esperienza lavorativa del dipendente all’interno dell’azienda</strong>. E abbiamo deciso di farlo da un lato con un supporto operativo, rappresentato dalla piattaforma Randstad Welfare, e dall’altro curando più in generale tutta la sfera del <strong>wellbeing</strong>, che è appunto l’essenza del nostro business”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attenzione alla convivenza tra generazioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i benefit e i servizi usufruibili attraverso la piattaforma, quelli dedicati alla <strong>salute</strong> e all’<strong>Active aging</strong> sono tra i più richiesti, complice il trend di invecchiamento della popolazione italiana, e non solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’innalzamento dell’età anagrafica ha reso centrale l’assistenza alla persona in tutte le sue sfaccettature, a partire dalla salute”, conferma Verdicchio. Ma non solo: <strong>è urgente anche favorire una convivenza sana e proficua tra le diverse generazioni</strong> presenti in azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Con Randstad Welfare supportiamo le aziende anche nell’ottimizzare questa compresenza, dal punto di vista umano e professionale. Si tratta di patrimonializzare l’esperienza che si portano dietro i dipendenti senior e, sul fronte opposto, arricchirsi attraverso il contributo dei più giovani”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Randstad Welfare ha scelto di associarsi ad Aiwa, l’Associazione italiana welfare aziendale</strong> nata con l’obiettivo di promuovere la cultura del welfare, del wellness e del wellbeing delle persone in azienda. “Riteniamo che l’associazione sia una voce molto autorevole nel settore e come tale ci fa piacere essere parte di questo gruppo. La speranza è quella di poterci confrontare sui vari temi e di attuare uno scambio reciproco, attingendo spunti da loro e offrendone a nostra volta”, conclude Verdicchio.</p>
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		<title>In palestra a spese del calzaturificio Jumbo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 07:56:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[welfare on top]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il successo dei corsi di ginnastica posturale in fabbrica, la storica azienda veronese investe 70mila euro per attivare il nuovo servizio. &#160; “Pianifichiamo di continuo la manutenzione per montacarichi, muletti, compressori. E quella alle braccia dei nostri dipendenti quando la facciamo? Sono loro che...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>“Pianifichiamo di continuo la manutenzione per montacarichi, muletti, compressori. E quella alle braccia dei nostri dipendenti quando la facciamo? Sono loro che creano le scarpe”. Marina Danieli, HR Manager di <strong>Jumbo Spa – storico calzaturificio del Veronese</strong> – racconta di aver risposto così quando l’Amministratore Delegato domandò perché avrebbero dovuto promuovere un <strong>piano di welfare in azienda</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È stato facile convincerlo ad accettare: per noi il <strong>benessere dei lavoratori è importante</strong>. Siamo una piccola impresa, con un centinaio di dipendenti, ma una grande famiglia”, continua la manager. <em>Tuttowelfare.info</em> l’ha intervistata per approfondire le novità introdotte in azienda da settembre 2019.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavorare in un calzaturificio significa ripetere gli stessi gesti per molte ore al giorno, cinque giorni a settimana. Il rischio, nel lungo periodo, è quello di assumere posture scorrette e affaticare l’apparato muscolo-scheletrico. “Per questo tre anni fa abbiamo iniziato a proporre ai nostri dipendenti<strong> corsi per imparare a mantenersi in forma al meglio</strong>”, riprende Danieli. All’inizio erano lezioni frontali, ma la teoria si è presto rivelata noiosa. Allora un massofisioterapista ha cominciato a collaborare con il calzaturificio: prima ha visitato lo stabilimento per osservare i lavoratori all’opera, poi ha suggerito a questi ultimi come <strong>modificare le abitudini e i gesti ‘sbagliati’ per la salute</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Dalla ginnastica posturale all’abbonamento in palestra</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ai corsi gratuiti di ginnastica posturale attiva si poteva partecipare in pausa pranzo oppure nel weekend. È stato un successo, sia dal punto di vista fisico sia da quello umano. Il medico del lavoro ha riconosciuto che, dall’inizio dei corsi, <strong>il numero di farmaci assunti dai dipendenti è diminuito</strong>. E i lavoratori hanno conosciuto un diverso modo per relazionarsi fra loro”, commenta Danieli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così dal 2019 Jumbo ha deciso di potenziare il servizio, <strong>offrendo come welfare on top ai dipendenti un abbonamento open in una palestra vicina</strong> al centro di produzione, dove lavora lo specialista che da sempre promuove i corsi di ginnastica posturale. Chi vuole, può continuare a frequentarli. E l’abbonamento open permette di diversificare, partecipando anche a tutti gli altri corsi disponibili in palestra oppure frequentando la sala attrezzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’abbonamento è gratuito</strong>: chi non lo attiva per sé, lo può regalare a un parente, così che il welfare non si perda, come purtroppo spesso accade. “Per ora posso dire che l’iniziativa è un successo: in un paio di settimane <strong>l’80% dei dipendenti ha già attivato il suo abbonamento</strong>. Qualche mamma non l’ha usato per sé, l’ha regalato al figlio o alla figlia. In questo modo risparmia su una spesa che aveva comunque previsto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>La gestione oculata del budget</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Danieli descrive <strong>un’azienda dove il turnover è poco</strong> – “I dipendenti si trovano bene che spesso propongono assunzioni anche di mogli, mariti, figli e nipoti”. Molto spesso chi entra nella famiglia Jumbo esce da pensionato. “Andare in palestra serve ai lavoratori senior per evitare gli acciacchi. Ma piace anche ai più giovani, per divertirsi e fare gruppo”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’attenzione al benessere non si ferma qui. “In un’impresa di famiglia contano anche le piccole cose, come far scoccare la <strong>pausa pranzo cinque minuti prima delle 12</strong> anziché a mezzogiorno in punto, così c’è meno gente in strada e chi va a casa a mangiare non rischia di perdere tempo nel traffico”, prosegue la manager.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quanto a budget, <strong>per regalare ai dipendenti l’abbonamento in palestra si sono spesi circa 700 euro per dipendente</strong>. “Ci è sembrato giusto premiare i nostri lavoratori per i risultati raggiunti nel 2018: è anche grazie a loro se abbiamo potuto ampliare la sede e incrementare la produzione”, riconosce Danieli. E poi precisa: “<strong>Ci piacerebbe poter ampliare il welfare</strong>, ma quest’iniziativa è già un passo importante. Vogliamo poter contare solo sulle nostre risorse. La nostra è una struttura sana, non in perdita. Dobbiamo essere capaci di garantire uno stipendio a tutti ogni mese, perché la prima forma di benessere è quello economico. Se ai dipendenti manca lo stipendio, chi ha voglia di andare in palestra?”. Quindi conclude: “Cerchiamo di agire in modo oculato. <strong>Offriamo qualcosa che crediamo di poter mantenere per i prossimi anni</strong>”.</p>
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		<title>Mangia (bene) che ti passa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 05:56:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scegliere con attenzione il cibo è alla base del benessere individuale e della performance (anche lavorativa). Ecco perché sempre più aziende inseriscono nei piani di welfare percorsi di educazione alimentare. Come Atm. &#160; In un Paese che invecchia rapidamente, cresce l’attenzione per la buona alimentazione...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>In un Paese che invecchia rapidamente, cresce <strong>l’attenzione per la buona alimentazione</strong> e i suoi benefici: il salutismo è diventata la frontiera dello stile alimentare italiano, anche a lavoro. Molte aziende si stanno adeguando a questo trend, proponendo dei <strong>percorsi di welfare con un’attenzione particolare alla salute alimentare dei dipendenti</strong>, appoggiandosi spesso a società che forniscono servizi a 360 gradi in questo campo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Welfood è uno dei player di welfare specializzato nella salute alimentare</strong>: “Siamo nati quattro anni fa dalla convinzione che la salute dei lavoratori e delle aziende sono profondamente intrecciate e si condizionano reciprocamente”, racconta a <em>Tuttowelfare.info</em> Giacomo Mosca, Founder e Owner. “Partendo da questa consapevolezza abbiamo costruito un team in grado di progettare e realizzare i <strong>piani di corporate wellness delle aziende italiane</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come prima cosa gli utenti dei servizi di Welfood sono ingaggiati su <strong>un’idea a 360 gradi di benessere</strong>: alimentazione, attività fisica ed equilibrio emotivo. In questi ambiti vengono proposte consulenze individuali con professionisti del benessere (nutrizionisti, sport coach, psicologi, terapisti anti-fumo), iniziative formative, piani di comunicazione digitale, progetti specifici di Age management, oltre alla possibilità di ridefinire i distributori automatici di snack e bevande con prodotti del commercio equo e solidale, prodotti salutistici e biologici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Ciò che oggi ci distingue è la presenza nella <strong>nostra offerta di una doppia risorsa</strong>”, continua Mosca. “Si tratta di una <strong>grande solidità scientifica alla base dei nostri servizi</strong>, garantita dall’attività del nostro comitato scientifico, e il nostro background di consulenti HR, che garantisce la possibilità di coniugare i temi della salute e del benessere con progetti di sviluppo organizzativo. In più riusciamo a offrire una <strong>copertura nazionale</strong>, una caratteristica molto apprezzata dai nostri clienti”. Nelle aziende queste attività consentono di costruire le condizioni per una performance professionale efficace, incidono sul clima aziendale e in particolare sullo spirito di collaborazione, contribuiscono ad attrarre e fidelizzare talenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Atm forma il personale con i servizi di Welfood</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Atm, Azienda trasporti milanese, ha provato i servizi di Welfood: “Con Welfood abbiamo puntato sulla formazione ai dipendenti riguardo <strong>l’alimentazione e la cultura della Active ageing</strong>”, dichiara Simona Zandonà, Responsabile Welfare di Atm. Il primo campione di dipendenti tra autisti e agenti di stazione, l’11% del totale (l’azienda ha circa 10mila dipendenti), è stato coinvolto in una giornata di formazione: “La mattina hanno lavorato <strong>sull’importanza di una buona nutrizione sia nella vita lavorativa sia in quella personale</strong>, mentre nel pomeriggio la formazione si è focalizzata sulla gestione delle emozioni, fondamentale per la nostra azienda dove il rapporto con il pubblico e la sicurezza sono strettamente collegati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi Zandonà spiega: “Poi abbiamo <strong>formato online altre 500 persone dello staff</strong>, che dopo aver compilato un questionario di autovalutazione delle proprie abitudini, hanno seguito un corso basato sull’importanza della salute psicofisica”. Tutte queste esperienze hanno portato all’<em>Active Ageing Day</em>, dove erano presenti altri 100 dipendenti con grandi responsabilità e capi intermedi che hanno incontrato esperti del <strong>tema invecchiamento e alimentazione</strong>. La giornata si è conclusa con sei focus group per verificare che cosa i dipendenti volessero dall’azienda in ottica di salute e Active ageing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’altra iniziativa che Atm ha condotto con Welfood è stata la <strong>formazione dei cuochi nelle mense</strong>, per coerenza e completezza con le innovazioni di welfare presentate, insieme con la verifica degli ingredienti usati per cucinare. “Anche se lavoriamo da tempo nell’ambito del rapporto tra mondo personale e lavorativo, l’apprezzamento dei percorsi Welfood è stato altissimo, e sicuramente seguiremo questa strada”, conclude Zandonà: “Per ora è a disposizione <strong>nell’intranet aziendale uno spazio dedicato alla salute</strong>, con video posturali, di salute e nutrizione, dove stiamo registrando tantissimi accessi”.</p>
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