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	<title>salute organizzativa Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Dormire bene per lavorare meglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 05:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Caglieris]]></category>
		<category><![CDATA[Sleep Manager]]></category>
		<category><![CDATA[riposo dei dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[salute organizzativa]]></category>
		<category><![CDATA[Sonnomedica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un buon riposo aiuta a essere più produttivi. Ecco che per le aziende diventa sempre più importante monitorare il ciclo del sonno dei lavoratori. &#160; In un momento storico in cui molte aziende richiedono ai propri dipendenti una disponibilità quasi totale, diventa fondamentale che le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Un buon riposo aiuta a essere più produttivi. Ecco che per le aziende diventa sempre più importante monitorare il ciclo del sonno dei lavoratori.</em><span id="more-20195"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un momento storico in cui molte aziende richiedono ai propri dipendenti una disponibilità quasi totale, diventa fondamentale che le <strong>persone siano sempre in forma per poter esprimere al meglio il loro potenziale</strong>. E in questo ambito rientra anche il sonno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcune ricerche formulate dalla società di consulenza McKinsey hanno evidenziato una <strong>forte correlazione tra prestazioni di leadership e salute organizzativa</strong>. Quattro tipi di comportamenti di leadership sono più comunemente associati a team esecutivi di alta qualità: la capacità di operare con un forte orientamento ai risultati, risolvere i problemi in modo efficace, cercare diverse prospettive e supportare gli altri. Ciò che colpisce in tutti e quattro i casi è il legame comprovato tra sonno e leadership efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Direzione del Personale, dunque, dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di <strong>includere nei piani di welfare aziendale servizi di informazione e formazione riguardo al giusto riposo</strong>. Ci sarebbero vantaggi tangibili in termini di performance, riduzione dei rischi, riduzione degli incidenti e dei relativi costi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come dimostrano le più recenti ricerche riposare non è un ‘tempo morto’, ma è il <strong>momento fondamentale per il nostro cervello e il nostro corpo per fare ordine</strong> e poter ripartire il giorno successivo di nuovo in forma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma come possono le aziende assicurare ai propri dipendenti una buona qualità del sonno? Non è semplice definirlo. Ne abbiamo parlato con <strong>Marco Caglieris, Direttore di Sonnomedica, Centro di Medicina del Sonno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Negli ultimi anni l’umanità ha <strong>perso 90 minuti di sonno pro capite</strong>. In molte nazioni come Stati Uniti e Australia si sta già affrontando politicamente il tema della deprivazione generale di sonno; in Europa siamo un po’ più indietro e, soprattutto, non sempre siamo ben informati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Luoghi comuni da sfatare</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caglieris si riferisce ad alcuni luoghi comuni che andrebbero sfatati: “È comune vedere tanti manager che affermano, con vanto, di <strong>dormire poche ore a notte, ma si tratta di un comportamento errato</strong>. Può capitare a volte, e in quel caso non sarebbe un problema; però non può essere un’abitudine”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono tuttavia tanti i <strong>professionisti già consci dell’importanza del sonno</strong>. In particolare gli sportivi. “Cristiano Ronaldo è solo uno degli atleti più noti che ha uno sleep coach personale. Ma non ci sono solo tanti sportivi: per esempio anche il settore dell’aeronautica è da sempre molto attento al riposo dei propri addetti ai lavori per garantire a tutti noi i livelli di efficienza e sicurezza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo luogo comune, invece, è molto radicato in Italia: “Crediamo che russare non sia un problema e, invece, può esserlo”, continua il Direttore di Sonnomedica. “Uno dei sintomi-sentinella delle apnee del sonno è proprio questo fenomeno. Chi ne soffre, e parliamo di più del 20% della popolazione, è convinto di aver dormito profondamente, quando in realtà <strong>non ha un sonno ristoratore e la mattina si sveglia spossato</strong>. Con altre conseguenze più gravi come, per esempio, gli impatti sul sistema cardiovascolare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le <strong>conseguenze dei cosiddetti ‘colpi di sonno’</strong> sono ben visibili anche nel mondo del lavoro: “La principale causa di incidenti sul lavoro sono quelli ‘in itinere’ di chi va e torna dal lavoro, ma può capitare che ci si addormenti in azienda durante una riunione o, comunque, non si sia lucidi e non si riesca a performare al massimo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo, a seguito della Direttiva dell’Unione europea, ora anche in Italia <strong>è obbligatorio per legge verificare l’assenza di disturbi del sonno</strong> al momento del rilascio e del rinnovo della patente di guida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>I benefici per le aziende</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>È sull’informazione che dovrebbero soffermarsi le aziende: “Una campagna informativa che aiuti i propri dipendenti è la prima cosa da fare”, avverte Caglieris. “Da un’indagine condotta su Milano nel 2017, è emerso che <strong>si vendono più di 100 pillole al minuto per combattere l’insonnia</strong>: si tratta di un dato significativo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti, infatti, associano in generale i disturbi del sonno all’insonnia: “Ci sono fenomeni molto diversi. <strong>Importante è che si facciano campagne di informazione e screening</strong>: volontarie o mirate ad alcuni settori. Spesso ci ritroviamo con dipendenti che dichiarano di star bene e di aver già fatto una visita dal medico del lavoro; ma il sonno è un tema specifico e ci sono approfondimenti da introdurre”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro tema diffuso è quello dei turnisti o di chi ha orari particolari. “Innanzitutto bisogna evidenziare che <strong>lavorare di notte non è nella biologia umana</strong>”, avverte il Direttore di Sonnomedica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Un numero elevato di problemi riguarda proprio i dipendenti che lavorano di notte. Il problema è la <strong>mancanza di consapevolezza</strong>. Ma, devo ammettere, abbiamo riscontrato grande interesse quando siamo andati nelle aziende per esporre il problema”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo quanto spiega Caglieris, però, non è un problema di cultura, visto che Sonnomedica offre cure a persone di ogni categoria e reddito: se ne deduce che tutti sono potenzialmente coinvolti. Lo sanno bene negli Usa dove è sempre più presente, nelle aziende più ‘illuminate’, <strong>lo Sleep Manager, una figura che segue il sonno dei dipendenti</strong>. Che cosa vuol dire in concreto? “Offre supporto, fa informazione sul tema, verifica che i problemi siano identificati e risolti”, continua l’esperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sonnomedica propone un percorso strutturato che attraverso le analisi condotte con il management e il coinvolgimento dei lavoratori porta a ottenere <strong>benefici per tutti gli stakeholder dell’azienda</strong>: “Ci sono esami strumentali che ci aiutano a capire se c’è un problema e qual è, poi iniziamo un percorso con le persone: si tratta di percorsi brevi e, quasi sempre, diventa un problema risolto. Alcuni disturbi si trattano in poche settimane: le persone che abbiamo avuto in cura sono rinate, perché non si erano rese conto della patologia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Essere attenti a questo aspetto risolve un duplice problema, conclude Caglieris: “<strong>Non solo quello riguardante gli assenteisti, ma anche quello dei ‘presenteisti’</strong>, ovvero quei manager e dipendenti che si presentano sul posto di lavoro, ma, mentalmente, sono in realtà assenti”.</p>
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