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	<title>rita Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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		<title>Flessibilità in uscita e pensione complementare: la soluzione Rita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[rita]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come funziona la soluzione di flessibilità in uscita in ambito previdenziale? Lo approfondiamo in questo articolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/flessibilita-in-uscita-e-pensione-complementare-la-soluzione-rita/">Flessibilità in uscita e pensione complementare: la soluzione Rita</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>La Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita) è la soluzione prevista dai fondi pensione per consentire l&#8217;uscita dal mondo del lavoro e l&#8217;accesso al capitale accumulato prima dell&#8217;età richiesta per la pensione di vecchiaia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle esigenze più sentite da lavoratori e imprese è quella di potere beneficiare di <strong>soluzioni di flessibilità in uscita in ambito previdenziale</strong>. Il lavoratore è alla ricerca di una via che possa attenuare la rigidità in termini di età pensionabile introdotta dalle riforme post crisi del 2011, per <strong>recuperare in qualità della vita</strong> o in termini di possibilità di <strong>supportare meglio la propria rete di protezione familiare</strong> (si pensi al sempre più importante ruolo di welfare familiare dei nonni o ai <em>caregivers</em>), pur nella consapevolezza necessaria che uscire prima dal mercato del lavoro nel regime contributivo corrisponde a percepire una pensione più bassa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spostandosi sul versante aziendale, <strong>una exit strategy previdenziale consente di favorire processi di turnover</strong> spesso utili per adeguarsi all’evoluzione tecnologica <strong>con la immissione in organico di nativi digitali</strong>. Se ne sta discutendo sul tavolo di confronto Governo-Sindacati, avviato a gennaio scorso, che tra i tanti temi sul tappeto sta affrontando anche quello di trovare un canale di pensionamento anticipato che sostituisca strutturalmente Quota 100.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al di là della previdenza obbligatoria, i fondi pensione già prevedono la <strong>Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita)</strong>, nuova prestazione che si pone come soluzione di flessibilità in uscita, sia in virtù del meccanismo di funzionamento sia soprattutto per i notevoli benefici fiscali. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 inizialmente in stretto collegamento con l’Ape volontaria – una sorta di prestito previdenziale – è stata poi resa <strong>soluzione <em>stand alone</em> </strong>dalla successiva manovra finanziaria. La <strong>finalità</strong> è quella di consentire all’iscritto ai fondi pensione di <strong>accedere al capitale accumulato con anticipo rispetto all’età necessaria per la pensione di vecchiaia</strong>. Un ulteriore buon motivo per dotare il piano di welfare aziendale di una forma pensionistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Chi può accedere alla Rita</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possono accedervi i lavoratori iscritti a un fondo pensione che abbiano <strong>cessato l’attività lavorativa</strong> e a cui manchino <strong>non più di 5 anni</strong> all’età prevista per la pensione di vecchiaia, purché siano in possesso di un <strong>requisito contributivo di almeno 20 anni</strong> nei regimi obbligatori di appartenenza, e i <strong>lavoratori disoccupati</strong> da più di 24 mesi, cui manchino <strong>non più di 10 anni</strong> all’età prevista per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza. In entrambi i casi è poi necessario avere il requisito di <strong>5 anni di partecipazione</strong> <strong>alla previdenza complementare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È un’opportunità anche per chi ha avuto accesso alla pensione anticipata nel sistema di base, quando mancano non più di 5 anni all’età prevista per la pensione di vecchiaia. Ulteriore casistica è rappresentata dai <strong>lavoratori che accedono all’esodo incentivato, all’isopensione</strong> o al <strong>fondo esuberi</strong>, se la cessazione dell’attività si colloca in un arco temporale antecedente di non oltre 5 anni la maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Come funziona</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>In estrema sintesi, si configura come <strong>una sorta di riscatto frazionato</strong>: si attinge, cioè, in modo anticipato, in tutto o in parte, al proprio montante accumulato con il pagamento di una vera e propria rendita finanziaria che traghetta il percettore della Rita fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quel che riguarda la periodicità di pagamento, la normativa demanda al singolo fondo pensione la relativa definizione, con <strong>periodicità non superiore comunque ai 3 mesi</strong>, anche attraverso l&#8217;eventuale indicazione di più opzioni alternative che possano rispondere alle diverse esigenze degli iscritti. <strong>La parte residua del proprio “tesoretto” previdenziale</strong> <strong>continua a essere investita</strong>, salva diversa indicazione dell’iscritto, <strong>nel comparto più prudente</strong> in maniera tale che le rate da erogare verranno ricalcolate tempo per tempo e terranno quindi conto dell&#8217;incremento o della diminuzione del montante derivante dalla gestione dello stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il trattamento fiscale</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Rita gode del <strong>trattamento fiscale agevolato riservato alle prestazioni</strong> e non a quello che sarebbe previsto per i riscatti. Subisce un prelievo fiscale consistente in una ritenuta a titolo d&#8217;imposta (senza ulteriore applicazione di addizionali reginali o comunali) con <strong>l&#8217;aliquota del 15%</strong>, con una riduzione dello 0,3% per ogni anno eccedente il 15esimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione del 6%. In ogni caso, per l’assicurato che richieda la Rita c’è la <strong>possibilità di</strong> <strong>optare per l’applicazione integrale della tassazione ordinaria</strong> attraverso la propria dichiarazione dei redditi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>* Lorenzo Giuli è un esperto di previdenza complementare</strong></p>
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		<title>Rita aiuta chi ha perso il posto di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 17:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[pensione anticipata]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[rita]]></category>
		<category><![CDATA[ape volontario]]></category>
		<category><![CDATA[previdenza integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rendita integrativa temporanea anticipata consente ai disoccupati da almeno due anni di andare in pensione 10 anni prima dell&#8217;età pensionistica prevista dalla Legge Fornero. &#160; &#160; Un aiuto per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro arriva da Rita, ovvero la Rendita...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 2</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>La Rendita integrativa temporanea anticipata consente ai disoccupati da almeno due anni di andare in pensione 10 anni prima dell&#8217;età pensionistica prevista dalla Legge Fornero.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un aiuto per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro arriva da <strong>Rita, ovvero la Rendita integrativa temporanea anticipata</strong>). La normativa è stata introdotta dalla legge di Stabilità del 2017 per chi ha un&#8217;età inferiore di 5 anni rispetto a quella prevista per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi nel 2018 che scatteranno a 67 nel 2019) e desidera ritirarsi dal mondo del lavoro in anticipo. Dunque chi quest&#8217;anno compie 61 anni può richiedere al proprio fondo  di pensione integrativa l&#8217;erogazione totale o parziale della somma accantonata a condizione di avere maturato almeno 20 anni di contributi nel sistema pensionistico pubblico e 5 anni di partecipazione al fondo pensione. Ma se un lavoratore ha perso l&#8217;occupazione da oltre 24 mesi  può accedere a Rita anche quando <strong>mancano 10 anni all&#8217;età pensionistica ovvero a 56 anni e sette mesi</strong> nel 2018, con però sempre almeno 5 anni di partecipazione al fondo. restano esclusi gli appartenenti alle casse professionali.<br />
Le  modalità di richiesta della Rita variano a seconda del fondo previdenziale che deve adeguare il proprio statuto.</p>
<h4></h4>
<h4>Come funziona</h4>
<p>In pratica l’assegno pensionistico percepito negli anni precedenti alla pensione grazie alla Rita è finanziato dal fondo di previdenza complementare al quale è iscritto il lavoratore. A differenza dell’<strong>Ape Volontario</strong>, quindi, <strong> Rita</strong> è più conveniente visto che non è prevista alcuna restituzione delle somme richieste in anticipo. Un altro <strong>vantaggio è il regime fiscale</strong> a cui la Redita integrativa temporanea anticipata è sottoposta. Il lavoratore che la richiede, infatti, subisce una ritenuta del 15% oltre alla riduzione dello 0,30% per ogni anno successivo al quindicesimo di partecipazione al fondo. Con una aliquota minima che non può scendere al di sotto del 9%.</p>
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