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	<title>produttività Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>produttività Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Il sonno? L’alleato perfetto per aumentare la produttività in azienda e non solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 15:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I benefici del dormire bene sono tantissimi e si riflettono nella vita privata quanto in quella lavorativa: in termini di salute incentiva il benessere e il buon umore e, al contempo, avendo un ruolo centrale nello sviluppo delle idee e nel consolidamento della memoria, risulta...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>I benefici del dormire bene sono tantissimi e si riflettono nella vita privata quanto in quella lavorativa: in termini di salute incentiva il benessere e il buon umore e, al contempo, avendo un ruolo centrale nello sviluppo delle idee e nel consolidamento della memoria, risulta essere l’alleato perfetto per la produttività sul lavoro. <strong>Dormire e riposare correttamente aiuta a ridurre il senso di stanchezza e questo a livello aziendale si traduce in una maggiore attenzione e dedizione al lavoro e in una minore richiesta di permessi e ferie.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure nel 2022 si è dormito in media 20 minuti in meno al giorno, circa 5 giorni all’anno: questo il dato che si evince dalla <strong>ricerca di Healthy Virtuoso,</strong> la piattaforma che si occupa del miglioramento dello stile di vita dei dipendenti attraverso un programma di wellbeing con logiche di engagement e rewarding.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un dato su cui riflettere, poiché la qualità del sonno non solo consente di vivere meglio e preservare il sistema immunitario e cardiovascolare, bensì negli anni si è scoperto che <strong>il sonno è strettamente correlato al processo di acquisizione e sedimentazione delle nostre conoscenze</strong>, tanto da determinare in un certo senso anche la nostra identità grazie ai sogni e alla memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La qualità del sonno tra le aziende</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre più società stanno prestando attenzione all’argomento e alle modalità più efficienti per migliorare il comportamento e le prestazioni dei dipendenti: le differenze sono considerevoli quando viene posto l’accento su questi temi e può essere affrontato grazie a programmi di wellbeing che incentivano tali aspetti. Concentrarsi sul benessere psicofisico dei propri dipendenti si rivela come la chiave per un guadagno utile all’azienda ma anche al dipendente stesso: <strong>la produttività si dipana in un appagamento personale che conduce il dipendente a essere più attivo anche nella sua sfera privata</strong>, giacché tutti gli aspetti sono correlati e possono essere circoscritti ad un’unica sfera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio in tale ottica, Healthy Virtuoso &#8211; che monitora anche le ore di sonno grazie ai dati che l’utente registra sulle app Salute o Google Fit &#8211; nonostante i dati dimostrino che nel 2022 ci sia stata una diminuzione delle ore di sonno, lavora costantemente su un programma di benessere che lo include e ne spiega i benefici: il 75% degli utenti che hanno utilizzato l’app grazie alla propria azienda dichiara infatti di aver aumentato la consapevolezza sull’importanza delle buone abitudini e di aver raggiunto maggiore benessere del corpo e della mente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati raccolti da Healthy Virtuoso rivelano che tra le aziende ci sono diversi esempi positivi. Tra questi Epson, azienda leader nel settore tecnologico che nel 2022 ha fatto registrare una delle migliori qualità del sonno, con una media di 7.8 ore per singolo dipendente. “È interessante capire quanto la qualità del sonno possa influenzare il benessere psicofisico di ciascuno di noi”, ha dichiarato Maria Federica Perego, HR Manager Epson Italia. “Il benessere crea immediatamente energia positiva che ci permette di affrontare la complessità del quotidiano con serenità ed efficacia. In Epson sosteniamo le iniziative rivolte al benessere fisico e mentale di tutti i colleghi perché, come un sorriso, anche il benessere è contagioso fra le persone e all’interno delle organizzazioni”.</p>
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		<title>PMI: per il 47% dei lavoratori il welfare migliora efficienza e produttività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 16:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione Z]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A svelarlo un sondaggio condotto dalla piattaforma per il welfare aziendale Tundr che ha coinvolto i lavoratori di 1500 PMI &#160; &#160; Migliorare le condizioni di lavoro e di vita di un dipendente aumenta anche la sua efficienza. Ne è convinto quasi un lavoratore su...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><em>A svelarlo un sondaggio condotto dalla piattaforma per il welfare aziendale Tundr che ha coinvolto i lavoratori di 1500 PMI</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-23385"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Migliorare le condizioni di lavoro e di vita di un dipendente aumenta anche la sua efficienza. Ne è convinto quasi un lavoratore su due delle <strong>PMI</strong> (47%) secondo un recente sondaggio di Tundr, piattaforma digital per il welfare aziendale, che ha visto coinvolte 1500 PMI del centro e nord Italia. Per il 38% degli intervistati a migliorare è la produttività. Tutto oro quel che luccica allora? Non proprio, sempre secondo questo sondaggio per il 73% degli intervistati ritiene che il welfare azienda e sia “molto distante dalle reali esigenze dei dipendenti”, con processi rigidi e obsoleti (67%) e che ne scoraggiano l’utilizzo e non migliorano il clima aziendale (54%).</p>
<p>I lavoratori chiedono un modello sempre più “people driven”, che metta al primo posto la cura delle persone: dalla formazione in azienda ai servizi per la famiglia, fino a tutte le altre proposte volte a migliorare il Work-Life balance, attrarre e fidelizzare talenti e creare engagement nelle persone. Richieste che riguardano soprattutto <strong>Millenial</strong> e appartenenti alla <strong>Generazione Z</strong>, i due gruppi che guardano con più interesse al <a href="http://tuttowelfare.info/attualita-welfare/indetex-flessibilita-e-permessi-per-i-genitori-ecco-il-nuovo-welfare-di-zara"><strong>welfare aziendale</strong></a> e al bilanciamento tra vita e lavoro con il 73% e il 67% degli intervistati in queste due categorie che si è detto attento al tema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Tunder la piattaforma di welfare digitale con un cuore etico</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da queste premesse nasce <strong>Tundr</strong>, fondata dai due under 30, <strong>Jules-Arthur Sastre </strong>e<strong> Giorgio Seveso</strong>, una piattaforma tecnologica che comprende App, Smart Card e Web App. Attraverso la App Tundr i beneficiari possono monitorare il credito Welfare, scoprire le offerte dedicate e stimare l’impatto ambientale relativo a ogni loro acquisto in tempo reale. Attraverso la Smart Card Tundr i lavoratori possono accedere ai prodotti e ai servizi di brand selezionati in base al loro impegno per la sostenibilità. Infine, la Web App Tundr, pensata per le aziende. Attraverso il suo utilizzo, l’azienda riceve report istantanei sull’utilizzo dei benefit aziendali e gestisce le spese con filtri personalizzati.</p>
<p>Da segnalare, l&#8217;attenzione sociale di Tundr, che offre un ecosistema evoluto di Welfare aziendale, ispirato dai valori di un <strong>codice etico</strong> e di una <strong>Responsible Supply Chain Policy</strong> nel segno della sostenibilità sociale e ambientale. La mission è generare benessere per le persone e nuovo valore per le imprese. Il Codice Etico Tundr definisce un complesso di norme etiche e sociali al quale tutti i destinatari del codice devono uniformarsi. Le linee guida in esso contenute sono destinate ai lavoratori e alle lavoratrici, ai clienti e ai fornitori. Lo scopo di promuovere un alto livello di affidabilità e responsabilità aziendale e di diffondere i principi fondanti sui quali si basa il modo di operare dell’azienda.</p>
<p>A questo proposito, spiega <strong>Giorgio Seveso</strong>, CFO e Co-founder di Tundr: <em>“I nostri valori sono orientati alla creazione di una Community che crede nella sostenibilità e nell’inclusione. Vogliamo avere un impatto positivo su tutte le parti coinvolte, attraverso un ecosistema sinergico. Per questo abbiamo adottato una Responsible Supply Chain Policy che stabilisce i parametri di sostenibilità per ogni fornitore e il relativo impegno nel nostro ecosistema”.</em></p>
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		<title>Costi e benefici del welfare aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 12:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Zanon]]></category>
		<category><![CDATA[welfare speciaist]]></category>
		<category><![CDATA[benefici del welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Welfare Confidential è il podcast che dà voce ai diversi attori del welfare (player, aziende, sindacati, esperti) per comprendere l’evoluzione e le nuove opportunità del settore. Nel periodo di emergenza sanitaria legata al coronavirus, l’attenzione delle aziende si è spostata verso la cura delle persone. La crisi pandemica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> &lt; 1</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><strong>Welfare Confidential</strong> è il podcast che dà voce ai diversi attori del welfare (player, aziende, sindacati, esperti) per comprendere <strong>l’evoluzione e le nuove opportunità del settore.</strong></p>
<p>Nel periodo di emergenza sanitaria legata al coronavirus, <strong>l’attenzione delle aziende si è spostata verso la cura delle persone</strong>. La crisi pandemica ha rinnovato la richiesta di assistenza sanitaria e di prestazioni erogate a livello territoriale. Anche nell’agenda politica, <strong>oggi il welfare sembra aver riacquistato una nuova centralità</strong> e può rappresentare una leva per altri settori strategici della nostra economia. Il podcast mira ad approfondire tutti questi temi attraverso il contributo e l’esperienza dei protagonisti del settore.</p>
<p>Ospite di questa puntata è <strong>Riccardo Zanon, avvocato titolare di studio Zanon, specializzato in consulenza del lavoro</strong>. Durante l’intervista siamo andati a indagare benefici e costi delle pratiche di welfare aziendale. Dagli impatti (positivi) sul clima e la produttività a quelli (limitati) sul costo del lavoro. Argomenti che l&#8217;avvocato approfondirà, in qualità di docente, durante il Corso per Welfare Specialist, promosso da <em>Tuttowelfare.info</em>.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/VSuGg8W0uwY" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La produttività vien mangiando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 07:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Gusmini]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[welfare alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cattiva alimentazione e obesità, sempre più diffuse, hanno ripercussioni anche nel lavoro. Attraverso l’educazione alimentare e l’incentivo all’attività fisica anche le aziende sono chiamate a diffondere la cultura di una vita sana. Ecco le Best practice italiane. &#160; &#160; Ludwig Feuerbach a metà 800 scriveva:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Cattiva alimentazione e obesità, sempre più diffuse, hanno ripercussioni anche nel lavoro. Attraverso l’educazione alimentare e l’incentivo all’attività fisica anche le aziende sono chiamate a diffondere la cultura di una vita sana. Ecco le Best practice italiane.</em><span id="more-19027"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ludwig Feuerbach</strong> a metà 800 scriveva: “<strong>Siamo quello che mangiamo</strong>”. Un monito forte e chiaro, che arriva fino ai giorni nostri. Tuttavia, nell’era postmoderna dominata dai distributori automatici di snack e dalle pause pranzo ritagliate tra un impegno di lavoro e l’altro, <strong>seguire una sana alimentazione può diventare un proposito difficile da rispettare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un intervento mirato in azienda può essere fatto attraverso <strong>pratiche di welfare destinate al miglioramento dei pasti dei dipendenti</strong>; d’altronde, è importante tenere conto che <strong>chi mangia bene avrà uno stile di vita complessivamente più sano</strong> e di conseguenza renderà di più. Secondo un rapporto dell’<strong>International Labour Organization</strong>, infatti, un regime alimentare troppo povero – o troppo ricco – può provocare una diminuzione del 20% della produttività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla base di tutto, però, c’è una questione di salute; secondo gli ultimi dati rilevati dall’<strong>Osservatorio Nazionale sulla Salute </strong>circa il 35,3% della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre il 9,8% è afflitto da obesità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cifre che richiedono un intervento veloce e significativo, anche da parte delle aziende, che si possono considerare <strong>vere e proprie comunità in cui il dipendente trascorre una buona parte della giornata</strong>: “Sicuramente le imprese dotate di mense sono avvantaggiate da questo punto di vista, perché presentano al lavoratore un’offerta alimentare più variegata”, spiega a <em>Tuttowelfare.info</em> <strong>Francesco Sofi, Docente di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate</strong> presso il Dipartimento di <strong>Medicina Sperimentale e Clinica all’Università degli Studi di Firenze</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le strutture più piccole, invece, “è importante <strong>trasmettere un’educazione alimentare ai propri dipendenti</strong>, perché spesso le persone non sanno come orientarsi e alla fine optano per cibi poco salutari, da mangiare in fretta”. Già, il tempo è una variabile fondamentale: “L’azienda, laddove possibile, deve garantire ai propri lavoratori <strong>un momento idoneo e prestabilito per la pausa pranzo, che sia in una mensa o in un altro luogo</strong>”, sottolinea l’esperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine, infatti, molti si riducono a mangiare un panino al volo, rinunciando a un pasto completo che potrebbe garantire loro maggiore energia e attenzione. A questo si lega il problema dell’aumento di peso: “Un <strong>lavoratore in condizione di sovrappeso od obesità che</strong> <strong>mangia male è a più alto rischio di infortuni</strong> e questo ha ovviamente una <strong>ricaduta sull’azienda</strong>, che anche per un semplice mal di schiena si trova a rinunciare per periodi più o meno lunghi a una risorsa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Investire sull’educazione alimentare e diffondere dei modelli positivi può dare a qualsiasi impresa benefici nel lungo termine</strong>, che si traducono anche in un aumento della produttività. Le linee nutrizionali più diffuse invitano a optare per la <strong>dieta Mediterranea</strong>, caratterizzata dall’assunzione di elevante quantità di vegetali, legumi, frutta, cereali integrali e olio extravergine d’oliva, e dalla riduzione della carne, specialmente quella rossa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>L’importanza dell’attività fisica</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di pari passo a queste linee guida troviamo poi quelle che raccomandano un <strong>adeguato movimento fisico giornaliero</strong>. Le dosi minime raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità sono 60 minuti di attività sportiva al giorno per i più giovani e 150 minuti a settimana per gli adulti, ma a volte è difficile trovare il tempo per farlo. Chi lavora in ufficio, infatti, passa circa <strong>un terzo della giornata seduto alla scrivania, con ripercussioni sull’aspetto fisico e mentale</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso, però, <strong>le imprese possono fare qualcosa</strong>: “Le strutture più grandi sono dotate di palestra al loro interno e questo permette ai dipendenti di allenarsi più comodamente, ma tutte le altre, che sono la maggioranza, dovrebbero concedere degli incentivi di tempo per chi decide di fare sport oppure premiare chi fa il tragitto casa-lavoro a piedi o in bicicletta”, sottolinea Rosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia, seppur favorita da una <strong>varietà alimentare e da un clima favorevoli</strong>, ancora non è riuscita a diffondere un modello positivo. Le aziende che investono in ambito wellness, infatti, sono ancora poche. Tra queste <strong>Europcar</strong>, che già da qualche anno <strong>si è dotata di una palestra e ha investito sul cibo sano e biologico</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A strizzare l’occhio al movimento fisico ci sono anche <strong>American Express Italia</strong>, che nella sua sede romana <strong>ha creato un centro sportivo</strong> di 3.500 metri quadrati, <strong>Unicredit Milano</strong> e la causa farmaceutica <strong>Eli Lilly</strong> di Sesto Fiorentino, entrambe dotate di centro sportivo interno con sauna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Bologna è stato invece <strong>l’aeroporto Marconi il primo ad aprire una mensa bio-veg</strong> all’interno di uno scalo italiano, per consentire a tutto il personale di avere un punto ristorazione dedicato, con una forte attenzione alla scelta delle materie prime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A livello internazionale, invece, non mancano esempi di grande pregio. Su tutti il <strong><em>Google Food Program</em></strong>,<em> </em>approdato da diversi anni nella Silicon Valley e che ora sta prendendo piede anche nelle sedi internazionali del colosso statunitense. Le parole d’ordine sono: <strong>buono, sano ed eticamente corretto</strong>. A oggi il <em>Google Food Services</em> serve <strong>più di 20 milioni di pasti l’anno</strong>, tutti preparati con<strong> l’obiettivo di mettere al centro la salute dei propri lavoratori</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il ristorante aziendale di Banca Mediolanum</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un passo avanti rilevante dal punto di vista dell’alimentazione e della pausa pranzo è quello compiuto dal <strong>gruppo bancario Mediolanum</strong> che, superando il concetto di mensa, ha di recente costruito all’interno del suo quartier generale un <strong>ristorante aziendale che può accogliere fino a 1.200 persone</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un progetto realizzato nell’arco di due anni: “Abbiamo fatto una scelta radicale e ci siamo ispirati ai nostri elementi di sostenibilità anche nel campo della ristorazione: mettiamo il cliente al centro, quindi anche le risorse”, racconta a <em>Tuttowelfare.info</em> <strong>Antonio Gusmini, Head of Human Resources di Banca Mediolanum</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La struttura si presenta come una grande pagoda con al suo interno un albero iconico, le cui foglie fungono da pannelli fonoassorbenti e di illuminazione: “Abbiamo costruito un edificio nel nostro campus, <strong>restituendo esteticamente dei concetti di verde e natura</strong>. Questa installazione abbraccia con giardini verticali di vegetazione vera tutto l’edificio internamente e trasmette <strong>una grande armonia di carattere naturale</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A dominare sono le tonalità del verde e del giallo, mentre l’arredamento “è di diversa modulazione, ci sono tavoli alti e anche bassi, c’è la possibilità di comporli e scomporli, <strong>tutto a seconda dell’elemento di libertà conviviale che è la base dell’elemento ambientale</strong>”, aggiunge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre l’altezza dei soffitti permette di eliminare l’effetto mensa e di attutire i rumori, <strong>favorendo così le conversazioni</strong>. La struttura si divide in due piani: un bistrot con servizio al tavolo e una serie di isole in cui si trova un’ampia e variegata quantità di alimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un modo per rendere la pausa pranzo un vero momento di piacere; il cambiamento, però, parte da quello che c’è nel piatto: <strong>cibi biologici e preparati sul momento</strong>, di cui, “grazie a sistemi tecnologici, è possibile <strong>controllare i valori nutrizionali, verificare l’eventuale presenza di allergeni o di ingredienti sgraditi</strong>”. Un modo per organizzare più liberamente la ristorazione.</p>
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		<title>Aziende sempre più toniche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 08:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Begelle]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Top Employers Institute]]></category>
		<category><![CDATA[wellness aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In aumento le società che investono in programmi wellness per i dipendenti. A dirlo la ricerca 2018 di Top Employers Institute. &#160; Investire nel benessere psicofisico dei propri dipendenti fa bene a tutti, persino ai conti dell’azienda visto che si traduce in un dimezzamento del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>In aumento le società che investono in programmi wellness per i dipendenti. A dirlo la ricerca 2018 di Top Employers Institute. </em></p>
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<p>Investire nel benessere psicofisico dei propri dipendenti fa bene a tutti, persino ai conti dell’azienda visto che si traduce in un dimezzamento del tasso di assenteismo. Nelle aziende attente al fitness, infatti, quest&#8217;ultimo si attesta al 4%, contro una media dell’8%  nelle aziende italiane con oltre 250 dipendenti. Motivo per cui stanno aumentando le aziende che investono in ambito wellness. A dirlo è la ricerca 2018 del <a href="https://www.top-employers.com/it/"><strong>Top Employers Institute</strong> </a>(l’ente certificatore che valuta le eccellenze aziendali a livello HR in 1.300 aziende in 115 Paesi di tutto il mondo, con un focus specifico sulle 90 aziende italiane certificate), in base alla quale il 77% delle imprese nazionali ha un programma benessere definito (erano il 71% nel 2017) e ben il 71% dei dipendenti sono formati in merito alle offerte di benessere disponibili, ovvero il 10% in più rispetto allo scorso anno.</p>
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<h4>Dalla zumba ai programmi per smettere di fumare</h4>
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<p>L’offerta delle aziende più attente è molto ampia. Si va dai corsi di yoga, pilates o zumba, ai gruppi di corsa a fine giornata lavorativa, piuttosto che alle palestre dove i dipendenti possono allenarsi. Il 58% delle organizzazioni italiane propone agevolazioni o rimborsi per iscrizioni a palestre o centri fitness (+ 12% rispetto al 2017). Il 51%, invece, ha strutture per il benessere interne (rispetto al 42% dell’anno scorso) e strutture sportive in sede nel 37% (erano il 29% un anno fa), che permettono ai dipendenti di ottimizzare i tempi per accedere ad attività di ricreazione psico-fisica senza doversi spostare e in alcuni casi prevedono anche l’utilizzo delle aree verdi adiacenti all’azienda per percorsi di running. Il tutto senza dimenticare le iniziative di wellness più allargate che vanno a integrare i programmi di screening sanitario, presenti nel 78% delle aziende.<br />
C’è poi chi ha pensato a programmi per aiutare a smettere di fumare, presenti nel 22% delle nostre  imprese, o a quelli di consulenza dietologica per affiancare chi vuole perdere peso (16%). Infine, nel 50% delle aziende sono presenti anche sportelli di consulenza personalizzata e nel 36% c’è a disposizione un consulente di fiducia.</p>
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<h4>Postazioni di lavoro sempre più Hi tech</h4>
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<p>Sempre più attenzione è data dalle aziende anche alle postazioni di lavoro, l&#8217;89% delle quali ha realizzato interventi mirati e introdotto e supporti ergonomici. Ma la tutela della salute nelle imprese nazionali passa anche dai programmi per la gestione dello stress (72%) e per l’ottimizzazione della gestione del tempo (69%).<br />
«Il benessere psico fisico dei dipendenti e i conseguenti programmi elaborati sono già da qualche anno una tematica sulla quale le aziende si stanno impegnando con investimenti importanti, ottenendo non solo un ritorno economico con l’abbattimento del tasso di assenteismo, ma anche un significativo aumento dell’engagement, che assume un forte valore strategico e competitivo», ha commentato <strong>Massimo Begelle</strong>, Deputy Country Manager Italia di Top Employers Institute.</p>
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