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	<title>Pnrr Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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		<title>Il welfare come risposta ai cambiamenti della società</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 08:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[Aiwa]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele Massagli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il welfare aziendale può contribuire alla diffusione di una crescita sempre più sostenibile – economica e sociale – che è l’obiettivo del Pnrr, come spiegato dal Presidente di Aiwa Emmanuele Massagli &#160; Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è al centro del dibattito...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><i>Il welfare aziendale può contribuire alla diffusione di una crescita sempre più sostenibile – economica e sociale – che è l’obiettivo del Pnrr, come spiegato dal Presidente di Aiwa Emmanuele Massagli</i></p>
<p><span id="more-22551"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è al centro del dibattito economico e sociale. Ma prima di parlare di futuro, è essenziale capire che il percorso della nostra società passa anche per il benessere di lavoratori e delle organizzazioni economiche. <strong>Questioni che si giocano in gran parte all’interno della contrattazione collettiva nelle aziende e attraverso le scelte legislative; dunque dentro il perimetro del welfare aziendale</strong>. A ribadire il messaggio è stata l’Associazione italiana welfare aziendale (Aiwa) che di recente ha promosso il suo primo convegno dal titolo <em>Il contributo del welfare aziendale alla ripresa e resilienza dell’economia italiana.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Il riferimento al Pnrr riguarda il fatto che c’è la convinzione che il welfare aziendale possa contribuire alla diffusione di una crescita sempre più sostenibile – economica e sociale – che è l’obiettivo del piano europeo, come spiegato dal Presidente di Aiwa Emmanuele Massagli. “Il welfare aziendale vuol dire ‘cura’ e <strong>non è solamente sinonimo di agevolazioni fiscali: se così fosse non sarebbe così diffuso, dato che riguarda circa 5 milioni di lavoratori e lavoratrici in Italia</strong>”, ha confermato Roberto Benaglia, Segretario Generale Federazione italiana metalmeccanici (Fim) Cisl. Per il sindacalista adesso imprese e parti sociali devono cooperare costantemente perché il benessere delle persone è tornato al centro dell’attenzione della società, a causa della pandemia; “Dal mio osservatorio, che comprende soprattutto le Piccole e medie imprese (PMI) del Nord Italia, ora più che in passato le persone cambiano o scelgono un posto di lavoro in base ai servizi di welfare dell’azienda, come asilo nido o benefit vari”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il benessere percepito all’esterno e all’interno di un’organizzazione è diventato quindi un fattore che fa la differenza anche nell’attrattività dell’azienda. Secondo un recente studio della piattaforma Semrush, che ha analizzato le ricerche online fatte in Italia nel primo semestre 2021, la domanda “come funziona il welfare aziendale?” ha subito un incremento del +400% rispetto al 2020. <strong>Un desiderio di approfondire l’argomento che, per circa un utente su due, si traduce in un desiderio di passare all’azione, con la frase “come attivare il welfare aziendale” in crescita del 200%</strong>, aumentato nell’ultimo trimestre di tre volte rispetto al precedente e, soprattutto, le ricerche per “portale welfare aziendale”, arrivate a quota +1.600%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Rimanere ancorati ai modelli del passato è dannoso</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la contrattazione è chiamata a rispondere a questa sfida, in particolare nei confronti delle piccole aziende che ancora non hanno un piano di welfare. “Un modo per parlare a imprese di questa dimensione delle soluzioni di benessere è <strong>fare leva sul territorio, progettando un’integrazione di welfare aziendale con le reti di servizi locali</strong>”, suggerisce Benaglia. Proporre quindi nel pacchetto più servizi alla persona, legati ai bisogni presenti, al posto di rimborsi o buoni spesa, è, a giudizio del sindacalista, la strada da percorrere per ampliare il numero di aziende che beneficiano di piani di welfare (anche perché attualmente nelle organizzazioni convivono generazioni diverse, con bisogni diversi): “<strong>Puntiamo su una concezione meno consumistica del welfare e più mutualistica</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È d’accordo Massagli, per cui in vista del Pnrr è importante non perdere l’elemento distintivo del welfare aziendale, cioè la sua funzione sociale: “<strong>Il welfare offre molti vantaggi al sistema Paese e va a intercettare bisogni non offerti dal settore pubblico</strong>, cioè un tipo di servizi che tendenzialmente tende a sfuggire alla regolazione”. <strong>Aiwa ha proposto quindi di tracciare qualche nuovo passo nel percorso del welfare</strong>, che non è iniziato – come a volte si tende erroneamente a credere – nel 2016 (con le novità introdotte dall’allora legge di Stabilità), bensì <a href="http://tuttowelfare.info/servizi-welfare/la-fabbrica-come-luogo-della-comunita">con la storia dell’imprenditoria italiana e le prime città di fondazione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma come è possibile continuare questo percorso verso la cura dei bisogni delle persone? “Serve prima di tutto essere consapevoli che<strong> sta cambiando il modo di lavorare nelle imprese – almeno nel mondo occidentale – perché non siamo più negli Anni 70</strong>, quando è stata costruita l’infrastruttura dei nostri contratti di lavoro e del welfare. In quel periodo il lavoro da remoto tramite una connessione a Internet, per esempio, era inconcepibile”, è la tesi di Massagli. “<strong>Non ancoriamoci ad alcuni modelli attuali nei valori, ma non nella tecnica</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le proposte di miglioramento dell’offerta di welfare aziendale che Aiwa fa a provider e legislatori sono legate ad alcuni aspetti cardine del Pnrr, per esempio il tema <em>green</em>: “<strong>Perché non aprire il welfare anche alla mobilità sostenibile?</strong>”, è stata un’opzione emersa nel dibattito che ha coinvolto esperti e politici. Il welfare aziendale, quindi, non è l’unica soluzione al cambiamento della società e dell’economia, ma aiuta a leggerlo.</p>
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		<title>Il welfare come scudo per i nuovi rischi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 04:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[wellfeel 2021]]></category>
		<category><![CDATA[elsa fornero]]></category>
		<category><![CDATA[Pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elsa Fornero ha illustrato le sue tesi sul welfare oltre la pandemia intervenendo all’evento Wellfeel, il convegno della casa editrice ESTE, di cui Tuttowelfare.info è stato Media Partner &#160; Parlare di welfare significa parlare di ‘rischio’. Perché non esiste welfare senza considerare i pericoli che investono...</p>
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<p><span id="more-22429"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="BodyA">Parlare di welfare significa parlare di ‘rischio’. Perché non esiste welfare senza considerare i pericoli che investono la vita. E per impostare programmi di benessere in grado di rispondere alle domande attuali serve affrontare proprio il rischio. Per esempio con una logica di copertura preventiva; oppure attivandosi successivamente quando si verificano gli eventi, cercando di porvi rimedio. <strong>“Ma è sempre meglio agire prima”, è il consiglio di Elsa Fornero, Professoressa Onoraria di Economia Politica presso l’Università di Torino e Coordinatrice Scientifica del Center for Research on Pensions and Welfare Policies (Cerp)</strong>, illustrando le sue tesi sul welfare oltre la pandemia.</p>
<p class="BodyA">Secondo l’ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuale membro della task force del Presidente del Consiglio Mario Draghi per le politiche economiche, nello scenario che stiamo affrontando il rischio fa parte della vita, oggi ben più che nel passato. “Pensiamo agli ultimi anni: c’è stata la crisi finanziaria che non era stata prevista e ora c’è la pandemia. <strong>Gli ultimi 15 anni sono stati caratterizzati da sofferenza economica e sociale, e concordo quindi con Mark Zuckerberg quando diceva che il più grande rischio è… non prendere rischi</strong>”, ha spiegato Fornero, intervenendo all’evento <i>Wellfeel, welfare aziendale e benessere organizzativo</i>, il convegno della casa editrice ESTE, di cui <i>Tuttowelfare.info</i> è stato Media Partner.</p>
<p class="BodyA">Il welfare inteso come gestione del rischio non può però essere solo pubblico. Deve essere necessariamente anche privato. <strong>Pubblico e privato devono poi partire dall’accettazione di questo rischio</strong>, perché fa parte della vita, come ricorda Fornero, sia a livello personale sia a livello globale.</p>
<h2 class="BodyA"><b>Prendersi cura delle persone fin dalla nascita</b><b></b></h2>
<p class="BodyA">Entrando nello specifico di questi rischi, quelli da prendere in considerazione sono le eventualità avverse che fanno parte del ciclo della vita di tutti. A partire da quella di nascere nella famiglia ‘sbagliata’ o nel luogo ‘sbagliato’. “Per esempio, chi si occupa di welfare conosce l’importanza del prendersi cura di chi diventa genitore, uno momento ‘cruciali’ della vita. I Paesi nordici lo sanno da tanto tempo e anche noi dobbiamo partire da lì, dalla salute individuale e dalla considerazione dei bambini”.<strong> Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), va detto, vuole portare l’Italia a livello europeo sul numero di asili nido: partire dal benessere fin dall’infanzia</strong> riduce infatti molti rischi, ha spiegato Fornero, influendo positivamente sull’età adulta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="BodyA"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-22432 size-large" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-768x1024.jpeg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-768x1024.jpeg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-225x300.jpeg 225w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-1152x1536.jpeg 1152w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-600x800.jpeg 600w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-700x933.jpeg 700w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2021/08/Fornero_2-scaled.jpeg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="BodyA">“Si arriva poi all’età anziana, e qui il rischio è, paradossalmente, la longevità”. La questione porta al discorso sulla previdenza statale, che però non può più essere considerata come l’unica modalità possibile. In questo senso, <strong>anche le aziende possono occuparsi di welfare integrativo, prendendosi cura delle proprie persone anche dopo il pensionamento e non solo durante gli anni in cui sono fisicamente in azienda</strong>. Ma il welfare in generale, ha fatto notare Fornero, non è ancora inclusivo, e non solo per quanto riguarda la popolazione anziana.</p>
<p class="BodyA">Ecco allora che si arriva a parlare di donne: fino a pochi anni fa, l’istruzione femminile era secondaria (c’era l’idea che alle donne bastava sposarsi) e l’indipendenza economica non era un valore sociale (ancora oggi non è socialmente sdoganata per le donne). Tutto questo ha ancora un retaggio percettivo. “<strong>Oggi le ragazze sono più istruite dei ragazzi – almeno così dicono dati e statistiche – ma poi si fermano nel percorso d’istruzione</strong>, perché trovano ostacoli”.</p>
<p class="BodyA">Se quindi la politica ha incoraggiato la parità dell’istruzione (spingendo anche verso le materie scientifiche, che rientrano nell’acronimo STEM), oggi c’è bisogno di guardare oltre al diploma e alla laurea. “<strong>Nel mondo del lavoro c’è purtroppo una discriminazione a priori, a partire dal trattamento riservato alle donne e alle situazioni di ripiego a loro riservati</strong>, come il pensionamento anticipato. Ma se si vuole raggiungere la parità, non possono bastare le compensazioni a posteriori per rimediare a errori perpetuati per troppo tempo”.</p>
<h2 class="BodyA"><b>La vera inclusione passa dall’integrazione pubblico-privato</b><b></b></h2>
<p class="BodyA">Scegliere di applicare un welfare integrativo significa per esempio introdurre in azienda una logica di inclusione di tutte le persone. <strong>Ma chi si occupa dei rischi? Tradizionalmente lo Stato e il mercato (le compagnie di assicurazione), ma la situazione andrebbe rivista</strong>. Perché oggi l’intervento pubblico è necessario, ma non più sufficiente, è stata la tesi Fornero. Il welfare, dunque, non deve essere esclusivamente uno strumento per combattere la povertà.</p>
<p class="BodyA">“La visione del welfare integrato, che rende resilienti e più forti le persone nell’affrontare le situazioni negative, deve avere una spinta dallo Stato,<strong> ma anche un’architettura solida, con le aziende che abbiano a cuore davvero il benessere dei propri dipendenti</strong>. Questo deve essere l’intento nel post pandemia”. E il Pnrr può davvero diventare un’opportunità: “Sei anni, cioè il tempo di applicazione del Pnrr, non coprono una generazione, ma rappresentano un periodo importante in cui possiamo intraprendere una strada senza abbandonarla”, ha spiegato Fornero. “<strong>Abbiamo le risorse finanziarie (assetto necessario, ma non sufficiente), un Governo all’altezza e una finestra di opportunità da sfruttare</strong>. Però dobbiamo impegnarci tutti. Il progresso è fatto di risorse, leadership e soprattutto volontà collettiva”.</p>
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