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	<title>Pmi welfare Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>Pmi welfare Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Concierge aziendale: come equilibrare vita e lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi welfare]]></category>
		<category><![CDATA[benefit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo Bronson Healthcare Group questa figura fa registrare un calo di turnover complessivo dei dipendenti del 54%</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Nel contesto delle moderne strategie di <a href="https://tuttowelfare.info/investire-nel-welfare-aziendale-una-scelta-win-win/" target="_blank" rel="noopener"><strong>welfare aziendale</strong></a>, sempre più aziende stanno scoprendo il valore del <strong>concierge aziendale</strong>, un servizio pensato per supportare i dipendenti nella gestione delle esigenze quotidiane, migliorando così il loro equilibrio tra vita privata e professionale. Assicurazione, buoni pasto ma non solo. Oggi il pacchetto welfare si sta evolvendo verso soluzioni più personalizzate e orientate al benessere complessivo dei dipendenti e delle loro famiglie. Il concierge aziendale risponde a questa esigenza, offrendo ai lavoratori un supporto pratico nella gestione di attività personali e lavorative. Un servizio che non solo facilita la vita dei dipendenti, ma si traduce anche in miglioramento della produttività, riduzione dello stress e maggiore fidelizzazione. In un’epoca in cui il benessere delle persone è diventato un fattore cruciale per il successo aziendale, il concierge rappresenta una delle leve più innovative per costruire ambienti di lavoro più sani, equilibrati e stimolanti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Il concierge aziendale</strong></h3>
<p>Grazie a questa figura si possono delegare una serie di attività così da riuscire a concentrarsi su tutte quelle mansioni che non permetterebbero di conciliare vita professionale e privata. A livello globale il 36% delle aziende ha implementato forme di servizi di concierge per i dipendenti. Questi servizi includono assistenza per attività quotidiane come la prenotazione di viaggi, la gestione delle faccende personali e la pianificazione degli eventi. Sempre più aziende stanno integrando nel proprio pacchetto welfare questa “nuova” figura, sono più del 60% le aziende che nei paesi più sviluppati (USA, UK, Europa) la sta aggiungendo ai benefit non monetari. Secondo un recente rapporto di Gallup, le aziende che offrono servizi di supporto come il concierge aziendale riportano un aumento del 20% nella soddisfazione dei dipendenti<strong>. In un periodo storico in cui i benefit sono maggiormente apprezzati degli aumenti in busta paga studi rivelano che circa il 40% dei dipendenti apprezza la possibilità di accedere a servizi pratici e di supporto (come il concierge) rispetto ai benefit tradizionali.</strong></p>
<p><strong>Oggi sono sempre di più i dipendenti che considerano i servizi di concierge un importante aiuto per migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata, riducendo lo stress quotidiano e permettendo loro di concentrarsi meglio sul lavoro.</strong> Già, questo perché alle attività già elencate si vanno ad aggiungere: lo svolgimento di pratiche amministrative, come l&#8217;invio dei documenti, la gestione delle spese e il supporto fiscale. Una figura di fiducia che si prende cura delle loro esigenze personali, permettendo di risparmiare tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Aziende e concierge aziendale</strong></h3>
<p>Secondo un recente <strong>rapporto della Society for Human Resource Management (SHRM)</strong> le aziende che investono in programmi di concierge aziendale hanno un ritorno sugli investimenti del 300%, il tutto grazie a una maggiore produttività, minori assenteismi e una miglior retention dei talenti.</p>
<p>Tra le grandi aziende (quindi tutte quelle realtà con più di 1000 dipendenti), il 45% offre o sta considerando di offrire servizi di concierge aziendale come parte del pacchetto di welfare. Al contrario le PMI sono meno inclini a implementare servizi di concierge a causa dei costi associati, ma un 27% ha iniziato a testare soluzioni più economiche e scalabili. Il Bronson Healthcare Group nel Michigan ha riferito che dopo aver reso disponibile questa tipologia di servizio, c&#8217;è stato un calo complessivo del turnover dei dipendenti del 54%. Ma non solo, infatti, i dipendenti che utilizzano i servizi di concierge risparmiano, secondo Best Upon Request, in media due ore per ogni richiesta di concierge soddisfatta. La metà di loro afferma di reinvestire quel tempo nel proprio lavoro.</p>
<p>Il concierge aziendale sta diventando un componente sempre più importante delle politiche di welfare aziendale, contribuendo a migliorare il benessere dei dipendenti e ad aumentare la produttività. Sebbene i numeri possano variare a seconda del settore e della dimensione dell&#8217;azienda, il trend globale è in costante crescita, con un&#8217;adozione sempre maggiore delle soluzioni che aiutano a bilanciare le esigenze professionali e personali dei lavoratori.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Esempio aziendale</strong></h3>
<p>Come evidenziato nei paragrafi precedenti la tendenza è molto più diffusa negli USA rispetto all&#8217;Europa. In questo senso una delle poche aziende che fa da capofila nel nostro paese è Ferrero. L’azienda torinese ha messo ha dato il via a un servizio di concierge chiamato “Ferrero Pass” che comprende lavanderia, calzolaio, sartoria oltre a servizi postali e supporto per pratiche amministrative. Un modo per dare un supporto maggiore ai dipendenti aiutandoli a conciliare la loro vita personale con quella lavorativa.</p>
<p>Ovviamente, i servizi di supporto dell’azienda torinese non si fermano a questo, infatti, sono parte integrante del contratto aziendale ulteriori servizi alla famiglia come: il sussidio di studio per l’avviamento all&#8217;Università dei figli dei dipendenti (assegnato in base al merito), l’assistenza medica pediatrica aggiuntiva rispetto al servizio sanitario nazionale, percorsi di formazione specifici per il reinserimento dei lavoratori al rientro dal congedo parentale e ulteriori attività formative rivolte a coloro che rientrano al lavoro dopo lunghe assenze (come la maternità).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il welfare va nel cloud per le PMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 08:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi welfare]]></category>
		<category><![CDATA[beneficy]]></category>
		<category><![CDATA[teamsystem]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca moretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo ingresso nella gestione digitale delle Risorse Umane di TeamSystem, che ha acquisito Beneficy: una piattaforma cloud concepita come un marketplace di benefit aziendali, rivolta soprattutto alle PMI &#160; TeamSystem, gruppo attivo nello sviluppo di software per aziende e professionisti, ha ampliato l’offerta nel settore della gestione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Nuovo ingresso nella gestione digitale delle Risorse Umane di TeamSystem, che ha acquisito Beneficy: una piattaforma cloud concepita come un marketplace di benefit aziendali, rivolta soprattutto alle PMI</em></p>
<p><span id="more-21162"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TeamSystem, gruppo attivo nello sviluppo di software per aziende e professionisti, ha ampliato l’offerta nel settore della <strong>gestione digitale delle Risorse Umane</strong>, un comparto ad alto potenziale di crescita. L’azienda ha acquisito una partecipazione di maggioranza corrispondente al 51% di <strong>Beneficy, startup che ha sviluppato un’innovativa piattaforma cloud di open welfare</strong> accessibile ad aziende, dipendenti e consulenti del lavoro, diretta soprattutto alla gestione dei piani di welfare per le PMI.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’acquisizione della maggioranza di questa startup innovativa rientra in una più ampia strategia volta ad implementare un’offerta sempre più ampia di prodotti ad alto contenuto tecnologico per supportare il percorso digitale di PMI e professionisti”, ha commentato <strong>Federico Leproux, CEO di TeamSystem</strong>. “Riteniamo che la soluzione sviluppata da Beneficy possa essere un prezioso tassello in questo percorso, considerando che la trasformazione digitale delle Risorse Umane è in forte espansione”. Secondo <strong>Gianluca Moretto, Amministratore Delegato di Beneficy</strong>, l’ingresso in un network ampio e innovativo come quello di TeamSystem può essere un passo decisivo per agevolare su ampia scala la diffusione della piattaforma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Nessun costo fisso e personalizzazione dei servizi come focus dell’offerta </strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La società continua a essere guidata da Moretto, e si presenta come <strong>un <em>marketplace </em>specializzato nei benefit aziendali</strong><em>. </em>I settori interessati sono molti, sia per i lavoratori sia per le loro famiglie: educazione e istruzione (corsi di formazione, musica, danza, sport vari); cultura e ricreazione con abbonamenti a teatri e cinema, eventi sportivi, tour, mostre; educazione e assistenza quali asili nido, scuole materne, elementari, medie o superiori; assistenza sanitaria; assicurazioni <em>longterm care</em>; ogni genere di buono spesa nei limiti attuali dei 258,23 Euro l’anno. I servizi offerti coprono tutto il territorio nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non ci sono costi di adesione, né canoni fissi</strong>, ma Beneficy trattiene una <em>fee</em> (che varia da un minimo dell&#8217;1% fino a un massimo del 15%) sulle vendite concluse. Il prezzo è quindi adattabile alla grandezza dell’azienda e all’utilizzo che vuole fare della piattaforma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il mio lavoro, da anni, è focalizzato nella trasformazione digitale di settori già solidi nel mercato internazionale”, spiega Moretto. “Nel 2016, con la legge di Stabilità che ha attivato <strong>una serie di benefici fiscali collegati all’applicazione del welfare aziendale</strong>, in Italia era ormai arrivato il momento di lanciare una piattaforma dedicata, cioè Beneficy”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La società è stata fondata nel 2017, e fino a pochi mesi fa il team ha lavorato soprattutto sullo sviluppo del prodotto, cercando di offrire <strong>una soluzione online diversa da quelle già presenti sul mercato</strong>, sia per <em>usability </em>che per facilità di implementazione nei processi. “Sin dall’inizio, l’obiettivo di Beneficy è stato creare una <strong>piattaforma dedicata non solo alle grandi aziende, ma anche alle piccole e micro imprese</strong>, così che potessero accedere in maniera immediata a una serie di benefici con costi contenuti”, aggiunge Moretto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Un <em>marketplace</em> con benefit flessibili per imprese e professionisti</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Beneficy può essere utilizzata subito dopo aver completato la registrazione online, che richiede pochi minuti. I lavoratori possono spendere il loro importo virtuale sfogliando <strong>il catalogo di beni e servizi erogati come <em>flexible benefit</em></strong>, che non concorrono al reddito di lavoro dipendente e quindi, rispetto alla retribuzione in denaro, si trasformano in un risparmio fino al 40% per datore di lavoro e dipendente stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I partner del <em>marketplace, </em>a loro volta, possono creare e pubblicare le offerte in autonomia, definendone il prezzo e la durata. Altre tipologie di utenti che possono essere raggiunte da questa soluzione sono <strong>i professionisti qualificati, come consulenti del lavoro e commercialisti</strong>, che gestiscono alcuni aspetti del welfare per i loro clienti.</p>
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		<title>Il welfare nelle Pmi vuole manager determinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 07:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Definire strategie mirate per trasmettere un’adeguata immagine dei sistemi di welfare ai dipendenti e per attivare sinergie con i fornitori di servizi sul territorio è il fattore x per superare dubbi e paure che ancora frenano la diffusione dei piani benessere nelle piccole organizzazioni. &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Definire strategie mirate per trasmettere un’adeguata immagine dei sistemi di welfare ai dipendenti e per attivare sinergie con i fornitori di servizi sul territorio è il fattore x per superare dubbi e paure che ancora frenano la diffusione dei piani benessere nelle piccole organizzazioni. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_17131" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17131" class="wp-image-17131 size-thumbnail" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/08/DSC1730-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/08/DSC1730-150x150.jpg 150w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/08/DSC1730-570x570.jpg 570w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/08/DSC1730-500x500.jpg 500w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/08/DSC1730-1000x1000.jpg 1000w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-17131" class="wp-caption-text">Paola Brandinelli, Responsabile gestione risorse umane di Fandis.</p></div>
<p>Con quartier generale a Borgo Ticino &#8211; in provincia di Novara e a una manciata di chilometri dal Lago Maggiore &#8211; <strong>Fandis</strong> è una società con circa 100 addetti specializzata nello sviluppo di soluzioni per il controllo e la gestione della temperatura nei quadri elettrici. Tipica media impresa italiana con un forte radicamento a livello <em>local</em>, presidia efficacemente anche i mercati internazionali grazie alla sede legale di New Castle &#8211; Wilmington a cui si affianca il braccio operativo di Lilburn in Georgia. E alle esportazioni deve circa il 50% del business. Dal 2016 ha cominciato a introdurre un’offerta di welfare a beneficio dei suoi dipendenti e a tessere relazioni con i fornitori di servizi sul territorio. Le esitazioni e le difficoltà sin qui affrontate e superate lungo il percorso che ha condotto alla messa a punto di un paniere ad hoc fanno dell’azienda piemontese, per molti versi, un vero caso di studio. Perché da un lato testimoniano come la diffusione di un’adeguata cultura del welfare sia ostacolata su ogni versante da dubbi, perplessità, sfiducia e paure. Ma dall’altro dicono che la determinazione nel perseguire l’obiettivo e l’attuazione paziente di strategie circostanziate sono le armi migliori per convincere i recalcitranti e dare vita così a un ecosistema virtuoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Primo step: rimborsi per spese familiari e buoni spesa</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il varo delle normative sul welfare di nuova generazione &#8211; circa due anni orsono &#8211; è stata l’occasione per promuovere i primi progetti sperimentali a livello della dirigenza e saggiarne l’impatto, per poi provvedere a estenderne la fruizione anche al resto della forza lavoro. «Siamo partiti dalle cose in apparenza più piccole», ha detto a <em>Tuttowelfare.info</em> la responsabile per la gestione delle risorse umane <strong>Paola Brandinelli</strong>, «e quindi dai rimborsi per gli acquisti di testi e materiali scolastici oppure per la retta delle case di riposo per i familiari anziani. Al di fuori dell’ambito dei quadri abbiamo invece voluto proporre qualcosa di concettualmente simile ai bonus in danaro cui si era abituati, puntando su ticket restaurant e sui buoni-spesa». L’iniziativa è stata giudicata positivamente però da una parte minoritaria degli interessati visto che <strong>solo il 10% delle braccia e dei cervelli di Fandis</strong> ha optato per la conversione del premio di produzione in servizi di <em>welfare</em>. «Era stato il nostro studio-paghe indirizzarci verso il <em>welfare</em> di moderna concezione», ha ricordato Brandinelli, «e sin da principio il modello ci è parso allineato alla nostra filosofia che prevede la fidelizzazione e la soddisfazione degli assunti come presupposto di una loro maggiore produttività. Nonostante l’<em>impasse</em> iniziale si è notata via via una crescente curiosità per la proposta. Non a caso le rilevazioni successive ci hanno permesso di registrare un aumento significativo (25-30%) degli indici di gradimento».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Un positivo effetto-domino</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio mentre la gran parte delle imprese iniziava a fiutare le potenzialità dei buoni-spesa, la società novarese puntava già altrove ampliando la convertibilità del premio di produzione «praticamente a tutto ma con l’eccezione, appunto, dei buoni-spesa». Anche perché l’impossibilità di spenderli alle casse di alcuni frequentatissimi ipermercati della zona era risultata essere un importante freno al loro utilizzo. «Tenendo ferma la possibilità di portare a rimborso le spese per la scuola, fra libri e mense, ci siamo aperti allora al territorio», ha ricordato la responsabile <em>Hr</em>, «confrontandoci fra gli altri con vicine palestre. E se al nostro interno ci eravamo scontrati con i (comprensibili) timori di chi si chiedeva dove stesse la fregatura; all’esterno argomentare di <strong>convenzioni </strong>diveniva sinonimo del chiedere lo sconto». Di nuovo, calma ed equilibrio nei giudizi sono risultati le certe vincenti: «Una volta risolti gli equivoci», ha spiegato Brandinelli, «non solo si sono strette e consolidate le <em>partnership</em> con centri estetici e diagnostici, per esempio. Ma sono stati proprio i nostri interlocutori, in modo spontaneo, a informarsi circa la possibilità di proporre progetti simili ad altre aziende clienti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Una nuova fase con un partner esterno</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>È tempo adesso per Fandis di passare alla <em>fase II</em> grazie alla sigla di un contratto con il <em>player</em> specializzato <strong>Edenred</strong> che ha ideato a uso dei dipendenti il portale <em>web</em> in cui trovano spazio tutti gli accordi attivati e le modalità per accedervi. «Abbiamo scelto Edenred come alleata», ha osservato Paola Brandinelli, «perché ci dà la certezza di poter continuare a coinvolgere le realtà locali in un’ottica di rete. Assicura l’accensione di convenzioni a 360 gradi nel giro di due settimane al massimo e la sua gamma d’offerta può definirsi potenzialmente illimitata». L’introduzione del nuovo sistema è in procinto di essere accompagnata da percorsi di <em>training </em>dedicati, laddove in precedenza le informazioni di base erano state veicolate con un incontro plenario e tramite le bacheche, digitali e tradizionali, dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>In cerca di condvisioni</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il resto, il futuro è lontano dall’essere scritto. «La famiglia fondatrice ha battuto in passato le strade dell’aggregazione fra dipendenti e famiglie», ha concluso l’intervistata, «organizzando conferenze ed escursioni e allestendo una biblioteca aziendale tuttora in funzione. Abbiamo messo a frutto la lezione cercando di stare vicini alla forza lavoro anche in altri modi, non da ultimo le feste per le mamme e i papà (con figli al seguito) che riscuotono sempre un notevole successo. Il sogno nel cassetto resta l’apertura di un asilo nido, magari in collaborazione con altre imprese della zona, con le quali ci piacerebbe pensare a un’offerta di corsi di aggiornamento e formazione. Sono obiettivi affascinanti ma onerosi. Per il momento resta il successo dei piani di <em>welfare</em> implementati sin qui e che vedono i servizi legati alla scuola e alla salute in testa alle preferenze degli utilizzatori».</p>
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		<title>Pmi al centro</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/welfareimpresa-pmi-al-centro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 09:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi welfare]]></category>
		<category><![CDATA[WelfareImpresa]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[welfare company]]></category>
		<category><![CDATA[chiara fogliani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>WelfareImpresa, il neonato raggruppamento di specialiste del settore sorto in seno a Confindustria Federvarie, vuole dare voce ai bisogni delle piccole e medie imprese, diffondendo conoscenza e cultura.   Data  a inizio anno la presentazione ufficiale di WelfareImpresa, un raggruppamento di società specializzate nei servizi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><!--StartFragment --></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-family: 'times new roman', serif;">WelfareImpresa, i</span></span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">l neonato raggruppamento di specialiste del settore sorto in seno a Confindustria Federvarie, vuole dare voce ai bisogni delle piccole e medie imprese, diffondendo conoscenza e cultura. </span></em></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">Data  a inizio anno la presentazione ufficiale di <strong>WelfareImpresa,</strong> un raggruppamento di società specializzate nei servizi d’area che agisce sotto l’egida di <em>Confindustria Federvarie</em>. Nove sono le sigle che vi aderiscono e la capofila <strong>Welfare Company</strong> è presente sul mercato di riferimento da circa un quarto di secolo. Al suo fianco e sotto la presidenza di Chiara Fogliani operano <strong>Poste Welfare Servizi</strong>, <strong>UniSAlute</strong>, <strong>QUI! Group</strong>, <strong>Repas</strong>, <strong>Più Buono</strong>, <strong>Assiteca</strong>, <strong>Pulsar Risk</strong> e <strong>Olimpia Agency</strong>. «Più recentemente è entrato a fare parte della squadra anche l’<strong>Istituto Nazionale per il Welfare</strong>», ha detto <strong>Chiara Fogliani</strong> in un’intervista a <em>T</em><i>uttowelfare.info</i> «e naturalmente sono già stati aperti ulteriori canali di contatto con altri <i>player</i> interessati». L’idea di fondo è quella di diventare, in ambito confederale, «un punto di riferimento» per quanti a vario titolo intendono ritagliarsi un ruolo sullo scenario dei servizi di <i>welfare</i>. E di dare voce così «a tutte le società che si occupano ad ampio spettro dei servizi e delle prestazioni previste dagli articoli 51 e 100 del Tuir (<i>Testo unico imposte sul reddito</i>, ndr)». Da qui deriva la decisione di dialogare e collaborare non soltanto con «le realtà attive nella gestione di piattaforme e piani di <i>welfare</i>» bensì pure con «soggetti in grado di offrire contenuti e <i>network</i>». L’obiettivo, secondo Fogliani, è quindi presentarsi «come una vera e propria filiera che aiuti le istituzioni e le imprese di piccole, medie e grandi dimensioni a orientarsi in un segmento di attività decisamente </span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">dinamico e dotato di un grande potenziale</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">». La filosofia che ha ispirato e ispira le mosse di WelfareImpresa è d’altronde inequivocabile: «</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">È fondamentale ricordarsi</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">», ha osservato Chiara Fogliani, che è anche alla guida di The Welfare Company, «</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">che il <i>welfare</i> è anzitutto un investimento, uno strumento moltiplicatore di benessere, strettamente legato al miglioramento della qualità di vita in azienda e fuori</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">». </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">Verso un salto di qualità</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">Tuttavia sino a questo momento a implementare strategie strutturate sono state per lo più le grandi aziende, pioniere «nell’intuirne i benefici e attivarsi in questa direzione». Ora, è tempo di ampliare la base dei beneficiari rendendo la proposta «</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">appetibile anche per le piccole e medie aziende che da sole rappresentano oltre il 90% del tessuto imprenditoriale nazionale</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">». La conquista di questa fascia di fruitori «anche attraverso politiche e incentivi specifici rappresenterebbe </span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">un indubbio salto di qualità a tutto vantaggio del sistema <i>welfare</i> italiano». Ecco perché nel muovere i suoi primi passi il neonato <i> team</i> di WelfareImpresa ha posto un forte accento sullo sviluppo e la diffusione di una cultura all’altezza. «Intendiamo rispondere alle esigenze delle Pmi», ha detto Fogliani, «promuovendo e consolidando l’introduzione di strumenti sempre più innovativi e adattabili. Ma anche diffondendo adeguate conoscenze e </span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">divulgando, tramite studi e ricerche, le buone pratiche che sono già in atto nel nostro Paese</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">». Su un diverso livello l’idea è quella di interfacciarsi con le Istituzioni centrali per verificare la possibilità di estendere anche al Pubblico le iniziative di <i>welfare</i> disponibili presso i privati e le relative logiche legate alla produttività. Ancora, a detta di Chiara Fogliani, «</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">l’associazione contribuirà a favorire il completamento della normativa e rendere più organico e coerente il sistema di incentivi varato negli ultimi anni, soprattutto con la legge di Stabilità del 2016</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">». Dinanzi a sé WelfareImpresa ha chiaramente vasti margini di azione e soprattutto un terreno reso fertile dalle criticità che sempre più pesano sul modello del <i>welfare</i> statale, fra tendenze demografiche e correlato <i>boom</i> della spesa sanitaria, giunta a 37 miliardi; e crisi economica. Nessuno &#8211; e Fogliani è stata in proposito estremamente decisa &#8211; intende in questa fase «sostituirsi allo Stato» quanto piuttosto supportarne efficacemente le prerogative, in linea con quanto previsto dalle politiche interconfederali e dagli accordi Confindustria-sindacati. «</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">Occorre una <strong>sempre maggiore collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti nelle politiche di <i>welfare</i></strong> per far sì che le esigenze fondamentali dei lavoratori e delle loro famiglie non cadano inascoltate</span><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;">», ha commentato, a questo proposito, la presidente Chiara Fogliani. </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman','serif'; font-size: 12pt;"> </span></p>
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