<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Paolo Gardenghi Archivi - Tuttowelfare</title>
	<atom:link href="https://tuttowelfare.info/tag/paolo-gardenghi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/paolo-gardenghi/</link>
	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Aug 2024 09:46:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.1</generator>

<image>
	<url>https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/03/cropped-logo-mobile-32x32.png</url>
	<title>Paolo Gardenghi Archivi - Tuttowelfare</title>
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/paolo-gardenghi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il mental coach nel welfare aziendale</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/il-mental-coach-nel-welfare-azienda/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/il-mental-coach-nel-welfare-azienda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 04:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Day gruppo Up]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gardenghi]]></category>
		<category><![CDATA[work-life balance]]></category>
		<category><![CDATA[mental coach]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Hrd]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=20426</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un personal trainer che allena la mente. Ecco la nuova figura introdotta nell’ambito benessere da Day e Gruppo Hrd. &#160; È recente la notizia dell’entrata, all’interno dei servizi promossi in ambito del welfare aziendale, della figura del mental coach: è frutto di un accordo tra...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-mental-coach-nel-welfare-azienda/">Il mental coach nel welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Un personal trainer che allena la mente. Ecco la nuova figura introdotta nell’ambito benessere da Day e Gruppo Hrd.</em><span id="more-20426"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È recente la notizia dell’<strong>entrata, all’interno dei servizi promossi in ambito del welfare aziendale, della figura del mental coach</strong>: è frutto di un accordo tra Day, da più di 30 anni nel mercato dei buoni pasto e tra i principali provider di servizi di welfare aziendale, e il Gruppo Hrd, la società fondata da Roberto Re che dal 1992 si occupa di corsi di formazione a più livelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per capire meglio di che cosa si tratta, <em>Tuttowelfare.info</em> si è confrontato con <strong>Paolo Gardenghi, Responsabile welfare di Day</strong>. “In Italia nel 2016 è esploso il mercato del welfare aziendale, che è relativamente recente nella forma, ma ha avuto un’evoluzione importante negli ultimi anni. Un mercato che cresce come volume, ma anche come offerta: all’inizio, quando si parlava di welfare, si pensava principalmente a sanità integrativa e previdenza integrativa; ora, invece, si è più orientati nel dare <strong>risposte alle necessità complessive del lavoratore</strong>, che non si limitano a questi ambiti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gardenghi si riferisce a benefit e servizi integrativi, che vanno oltre la retribuzione monetaria: “Credo che bisogna concentrarsi molto su questo aspetto, soprattutto le aziende che hanno bisogno di attrarre o trattenere dei talenti. La principale richiesta dei lavoratori, dopo la parte economica e dell’orario di lavoro, va spesso <strong>nella direzione della formazione, che rientra a pieno diritto nelle misure di welfare</strong>. C’è anche tutta la parte dei servizi legati al benessere psicofisico: palestra, massaggiatore, fisioterapista…”. Ed è qui che si inserisce il mental coach, che il manager di Day definisce come “il personal trainer che allena la mente”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Sostegno per migliorare il work-life balance</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma i dipendenti sono consapevoli delle potenzialità del mental coach e dell’importanza di affidarsi a un professionista del genere? Gardenghi non ha dubbi: “<strong>C’è sempre più consapevolezza dell’importanza di tale ruolo</strong>, ed è il motivo per cui l’abbiamo messo a catalogo: ci viene chiesto, perché è interesse sia del lavoratore migliorare le proprie capacità sia delle aziende di avere all’interno del proprio organico dipendenti che hanno lavorato con questi professionisti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il parallelismo va al mondo dello sport, come suggerisce lo stesso Responsabile Welfare di Day: “<strong>Ormai non c’è più uno sportivo di livello privo di un mental coach</strong>”. Probabilmente l’entrata di questa figura nel mondo dello sport e, di conseguenza, l’attenzione che ne è derivata nell’opinione pubblica, ha aiutato il mental coach a farsi spazio anche nel welfare aziendale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Negli ultimi tempi ho notato che quando in Day elaboriamo il piano formativo interno, tra le richieste prima si programmavano principalmente corsi di inglese e tecniche di vendita. Oggi, invece, <strong>spesso si richiede un altro tipo di supporto: si cerca una figura che aiuta non solo sul lavoro</strong>”. Un esempio concreto di aiuto offerto dal mental coach? “Nel rapporto tra vita privata e vita lavorativa, questo professionista deve lavorare per ‘spostare’ il baricentro della vita delle persone”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Difficile, però, ipotizzare che tutti i dipendenti siano pronti a rapportarsi con il mental coach: probabile che, a certi livelli, ci siano altre priorità. Ed è un aspetto confermato anche dal Responsabile Welfare di Day: “<strong>Stiamo parlando di fasce di popolazione aziendale alte e medio-alte</strong>, e anche con un’adeguata disponibilità di crediti welfare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mental coach, tuttavia, non è utile solo per il dipendente: anche i figli possono giovarne. “<strong>Ci sono giovani di 14-15 anni che sono seguiti da questa figura</strong>. Prima si cercava chi aiutava i figli a svolgere i compiti il pomeriggio dopo la scuola, oggi si cerca anche qualcosa di diverso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Gardenghi, in fondo, “non si capisce perché si debba avere un allenatore che ti sprona a correre più forte per riuscire meglio in uno sport, e non avere, poi, <strong>nessuno che ti aiuti nell’aspetto più importante, che è quello mentale</strong>”: “Credo sia sbagliato trascurarlo e avere un approccio ‘dilettantistico’. Ci sono, invece, tecniche e metodiche fornite da professionisti, e questo non è una cosa che si improvvisa”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-mental-coach-nel-welfare-azienda/">Il mental coach nel welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/il-mental-coach-nel-welfare-azienda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Social manager, il volto umano del welfare</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/social-manager-il-volto-umano-del-welfare/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/social-manager-il-volto-umano-del-welfare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 04:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare provider]]></category>
		<category><![CDATA[Day gruppo Up]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gardenghi]]></category>
		<category><![CDATA[Social manager]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=20385</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ascolta i bisogni delle persone. E cerca soluzioni pratiche ai problemi. Non attingendo solo ai beni e servizi messi a disposizione del piano di benessere dell’azienda. Ma usando risorse messe a disposizione dagli enti locali. Chi è e che cosa fa la nuova figura lanciata...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/social-manager-il-volto-umano-del-welfare/">Social manager, il volto umano del welfare</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Ascolta i bisogni delle persone. E cerca soluzioni pratiche ai problemi. Non attingendo solo ai beni e servizi messi a disposizione del piano di benessere dell’azienda. Ma usando risorse messe a disposizione dagli enti locali. Chi è e che cosa fa la nuova figura lanciata da Day.</em><span id="more-20385"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo chiamano “social manager”, come nei Paesi anglofoni viene indicato l’assistente sociale. E, in effetti, con gli assistenti sociali ha più di un punto in comune. È la novità in ambito welfare che Day – il provider di welfare del Gruppo Up – offre alle imprese italiane: <strong>non solo un servizio, ma una persona in carne e ossa interamente dedicata a risolvere le situazioni </strong>che mettono in difficoltà i dipendenti nel conoscere e scegliere i beni e servizi di welfare, non solo quelli del piano messo a disposizione dell’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Per prima cosa i social manager ascoltano: con serenità, senza giudicare”, esordisce con <em>Tuttowelfare.info</em> <strong>Paolo Gardenghi, Responsabile dell’Area Welfare Aziendale di Day</strong>. “Recepiscono i disagi e le fatiche dei lavoratori che si rivolgono a loro. Dopodiché cercano di suggerire soluzioni pratiche, sia attingendo alle risorse che può offrire l’azienda – con il suo piano di welfare, per esempio – sia rivolgendosi alle possibilità messe a disposizione dagli enti locali. Ci sono moltissimi bandi e servizi attivi sul territorio di cui non si fa uso solo perché non se ne conosce l’esistenza, non si sa come accedervi oppure ci si vergogna a chiedere aiuto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per esempio, tra chi si è rivolto al social manager di Day c’è un padre di famiglia nel pieno di una separazione non consensuale che non poteva permettersi di pagare un avvocato. “Grazie alla mediazione di questa figura, <strong>l’azienda ha deciso di mettere a disposizione di questa persona i propri legali</strong>”, racconta Gardenghi. “Ma se non si fosse prospettata questa possibilità, avremmo aiutato l’uomo a rivolgersi ai centri pubblici che offrono questo tipo di supporto gratuitamente nella sua zona”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche una signora toscana ha chiesto l’intervento del social manager di Day e <strong>ha visto risolversi i suoi problemi</strong>: “A casa si era rotta la caldaia, era all’addiaccio e i preventivi per averne una nuova andavano oltre le sue possibilità economiche immediate”, riprende Gardenghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Voleva sapere se fosse possibile ottenere un anticipo dello stipendio da parte del datore di lavoro. <strong>Ma il nostro social manager ha fatto di più</strong>: ha scoperto che il Comune di Prato, dove la donna è residente, da tempo mette a disposizione un fondo per incentivare il rinnovo di apparecchiature come questa. Ora la signora dorme al caldo, e ha anche ricevuto 3.500 euro di aiuti per risolvere la situazione da parte degli enti locali. Non ci poteva credere”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Vantaggi per dipendenti e imprese</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gardenghi spiega che così facendo le imprese non solo si assicurano dipendenti più sereni e produttivi, ma <strong>ottengono il risultato potendo contare su risorse economiche</strong> che vanno al di là di quelle eventualmente stanziate da loro stesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Le imprese pagano il social manager e basta. E non è necessario attivare una piattaforma di welfare”. Per una cifra ridotta, se paragonata a un piano di welfare tradizionale, <strong>Day fornisce il personale e la tecnologia a supporto</strong>; c’è un numero verde contattabile dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 18), una App da consultare e una mail dedicata e sportelli nelle aziende a cui i dipendenti possono rivolgersi fisicamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’opportunità che interessa soprattutto a quelle realtà imprenditoriali – ristorazione collettiva, multiservizi, imprese di pulizie – che hanno un tetto rigido per quanto riguarda i salari (tendenzialmente bassi) e un ampio numero di dipendenti, dell’ordine di decine di migliaia. In contesti così, anche solo stanziare 100 euro di budget welfare per ogni lavoratore costerebbe all’impresa milioni di euro, mentre <strong>un servizio come il social manager contiene la spesa e rende molto di più</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aziende che attivano questa nuova figura di sostegno al benessere dei dipendenti <strong>ricevono report dettagliati dei risultati</strong>: numero di prese in carico e tipologia, budget aziendale usato, tipo di bandi esterni a cui ci si è appoggiati, numero di casi risolti. Si monitora tutto, per trasparenza. Ma le generalità di chi usufruisce del servizio restano celate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È importante garantire l’anonimato dei lavoratori perché una figura come il social manager abbia successo. Altrimenti potrebbe avere la meglio il fattore imbarazzo”, tranquillizza Gardenghi. <strong>Day propone il servizio da ottobre 2019</strong>, e in un paio di mesi si sono già risolti per il meglio un centinaio di casi in cinque imprese con migliaia di dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Richiesta di flessibilità per la nuova professione</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il profilo necessario per candidarsi a fare questo mestiere è <strong>essere flessibili e multitasking</strong>: “Un mix di assistente sociale, educatore, life coach, operatore Caf, commercialista e tutor aziendale per capire come utilizzare al meglio il budget welfare, se c’è. È un ruolo complesso, che richiede preparazione e pazienza, per gestire in contemporanea le persone in difficoltà e le attività di back office necessarie a risolvere i problemi”, illustra Gardenghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non limitare il welfare a una piattaforma che fornisce commodity è una scelta che paga, anche in termini di ingaggio dei dipendenti e di clima aziendale: “Ci sta regalando grandi soddisfazioni. <strong>Chi ha potuto usufruire di questo servizio finora ne è rimasto entusiasta</strong>. L’atteggiamento che riscontriamo in chi ci contatta è di gentilezza e gratitudine, quasi ci si stupisce quando i problemi vengono risolti. Non c’è chi si comporta come se tutto sia dovuto”, assicura il Responsabile dell’Area Welfare Aziendale di Day.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/social-manager-il-volto-umano-del-welfare/">Social manager, il volto umano del welfare</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/social-manager-il-volto-umano-del-welfare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A ciascuno il suo welfare aziendale</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/a-ciascuno-il-suo-welfare-aziendale/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/a-ciascuno-il-suo-welfare-aziendale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 07:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gardenghi]]></category>
		<category><![CDATA[Up Day]]></category>
		<category><![CDATA[welfare su misura]]></category>
		<category><![CDATA[Social manager]]></category>
		<category><![CDATA[voucherizzazione dei rimborsi]]></category>
		<category><![CDATA[personalizzazione welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=19592</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sempre più diffusa, nelle aziende, è la pratica di personalizzare le soluzioni welfare, offrendo pacchetti di benefit “su misura” dei dipendenti. Up Day non fa eccezione e opera in favore dei dipendenti grazie all’ottimizzazione della piattaforma aziendale, all’anticipazione di spese per chi ne ha bisogno...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/a-ciascuno-il-suo-welfare-aziendale/">A ciascuno il suo welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Sempre più diffusa, nelle aziende, è la pratica di personalizzare le soluzioni welfare, offrendo pacchetti di benefit “su misura” dei dipendenti. Up Day non fa eccezione e opera in favore dei dipendenti grazie all’ottimizzazione della piattaforma aziendale, all’anticipazione di spese per chi ne ha bisogno e all’introduzione di una nuova figura come il Social manager.</em><span id="more-19592"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A ciascuno il suo, meglio se su misura. <strong>La nuova frontiera nel mondo del welfare è la “personalizzazione”</strong>. Non comprende più soltanto la possibilità per il dipendente di comporre il proprio pacchetto di beni e servizi, attingendo, nei limiti del budget, a una lista definita di offerta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora è l’impresa stessa a disegnare la proposta che risponda alle esigenze del dipendente e a guidarlo nella scelta più adatta ai suoi bisogni. <strong>I pacchetti di benefit già <em>tailor made</em></strong> diventano quindi <em>one-to-one</em>, disegnati sulla persona del lavoratore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È la via seguita da Up Day, provider specializzato in buoni pasto, buoni shopping e piani di welfare aziendale. “Il primo fronte su cui stiamo lavorando è il supporto al lavoratore nella definizione del fabbisogno di welfare. Aiutiamo il dipendente a capire come ottimizzare e impiegare al meglio i benefit di cui dispone, tenendo conto del proprio stato privato, lavorativo e familiare”, spiega a <em>Tuttowelfare.info</em> <strong>Paolo Gardenghi, Responsabile dell’Area Welfare Aziendale di Day</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In alcuni casi si tratta, per esempio, di verificare se sia più conveniente per il lavoratore approfittare dei benefit disponibili sulla piattaforma aziendale o invece usufruire delle detrazioni corrispondenti in sede di dichiarazione dei redditi. L’intervento di una persona esperta può infatti <strong>aiutare il dipendente a orientarsi nella scelta più adeguata alla propria situazione</strong> personale e familiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In futuro questo <strong>compito potrebbe esser svolto dalla stessa piattaforma</strong>, grazie alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale: nel rispetto della privacy del singolo, la nuova tecnologia sarà in grado di profilare il dipendente e suggerirgli le soluzioni più adatte a lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Acquisti su misura e anticipazione delle spese</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Il punto di partenza è definire bene il fabbisogno di welfare e ottimizzare le misure già a disposizione. Poi si apre un secondo fronte molto più operativo, che prevede di <strong>entrare nello specifico delle richieste e cercare di accontentare i dipendenti</strong> anche negli aspetti più particolari”, continua Gardenghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si va dalle lezioni di yoga al corso per sommelier: quando la richiesta è così puntuale e non ci sono convenzioni con le rispettive strutture, interviene <strong>il provider ad acquistare il singolo servizio al posto del lavoratore</strong>. Tra gli addetti ai lavori l’iniziativa è stata ribattezzata <em>Te lo compra Day</em> e può già contare su uno staff di 10 persone incaricate di esaudire le richieste più diverse, che arrivano soprattutto da dirigenti e top manager.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’iniziativa di cui Gardenghi va più fiero è però un’altra, messa in campo per andare incontro alle esigenze dei comparti più deboli. In gergo la chiamano “voucherizzazione dei rimborsi”: consiste <strong>nell’anticipare, a favore del personale, spese che il lavoratore avrebbe dovuto sostenere di tasca propria</strong>, salvo poi caricare la ricevuta sulla piattaforma e ottenere il rimborso nella busta paga successiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In base al Testo Unico delle Imposte sul reddito, infatti, soltanto le voci ex articolo 51 possono essere oggetto di voucher o pacchetti acquistati dal datore di lavoro, mentre le spese che ricadono nell’articolo 100 dovrebbero essere rimborsate soltanto una volta sostenute dal lavoratore. “Ci sono <strong>situazioni in cui il dipendente ha un livello di reddito molto basso ed è in difficoltà</strong> ad anticipare grosse spese. Si tratta per lo più di lavoratori dei comparti più poveri, come quelli delle pulizie, della ristorazione collettiva o della vigilanza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“In questo caso facciamo <strong>in modo che sia l’azienda a pagare già a monte</strong>”, chiarisce Gardenghi. “Così ‘voucherizziamo’ il rimborso: riusciamo ad accontentare i tanti lavoratori che non riescono ad accedere alla parte rimborsuale prevista dal legislatore, perché non hanno più capacità di anticipare la spesa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Dal maggiordomo aziendale al social manager</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Molto apprezzata da aziende e dipendenti è, infine, la figura del Social manager. L’assistente sociale dipende dal Welfare manager, figura ormai sempre più diffusa nelle imprese, ed è una persona di Day che lavora presso l’azienda <strong>aiutando i dipendenti a ottimizzare le possibilità esistenti</strong>. Non solo all’interno dell’organizzazione, ma anche sul territorio circostante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È una soluzione che <strong>permette all’impresa di liberare risorse</strong>: il Social manager raccoglie il fabbisogno del lavoratore e orienta la sua ricerca anche all’esterno, compilando moduli e formulando richieste”, precisa Gardenghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È molto utile nei casi in cui l’azienda non abbia abbastanza soldi per distribuire welfare, ma possa spendere per pagare <strong>una persona che spieghi ai lavoratori dove trovare soluzioni rispondenti ai loro bisogni</strong> di welfare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A differenza del maggiordomo aziendale e delle varie forme di coaching aziendale già esistenti, <strong>il Social manager è un soggetto esterno all’impresa</strong>, capace perciò di vincere la naturale ritrosia e resistenza dei lavoratori. Tenuto alla riservatezza, opera in ambienti protetti, cercando di integrare il più possibile il welfare aziendale con il welfare territoriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È un esperimento che sta già avendo successo”, rivela Gardenghi. “Invece che avere a che fare con una piattaforma, <strong>nella logica di umanizzazione del welfare è meglio trovarsi di fronte una persona che ascolta il lavoratore</strong>, capisce i suoi bisogni e lo orienta verso le soluzioni migliori”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/a-ciascuno-il-suo-welfare-aziendale/">A ciascuno il suo welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/a-ciascuno-il-suo-welfare-aziendale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il buon tempo del welfare</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/il-buon-tempo-del-welfare/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/il-buon-tempo-del-welfare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 07:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[time saving]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gardenghi]]></category>
		<category><![CDATA[work-life balance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=19111</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuove tecnologie e sviluppo del welfare aziendale permettono alle aziende di trovare benefit in ottica di time saving. Per le nuove generazioni di lavoratori poter conciliare il tempo del lavoro e gli impegni personale è diventato un requisito fondamentale nella scelta del lavoro. &#160; &#160;...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-buon-tempo-del-welfare/">Il buon tempo del welfare</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Nuove tecnologie e sviluppo del welfare aziendale permettono alle aziende di trovare benefit in ottica di </em>time saving<em>. Per le nuove generazioni di lavoratori poter conciliare il tempo del lavoro e gli impegni personale è diventato un requisito fondamentale nella scelta del lavoro</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Orari flessibili, possibilità di lavorare da casa, maggiordomi aziendali. <strong>Mai come adesso per le aziende il tempo è davvero denaro</strong>. È in crescita in Italia l’uso del welfare come strumento per <strong>migliorare il benessere e la produttività dei dipendenti</strong>, attraverso benefit mirati alla conciliazione vita-lavoro. In una parola, attraverso il <strong><em>time saving</em></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il tempo è diventato infatti il vero benefit cui aspirano dipendenti e collaboratori</strong>. Da anni in uso in America e Nord Europa, il <em>time saving</em>, o disbrigo di incombenze, è l’insieme dei servizi che un’azienda offre al proprio personale a <strong>supporto di impegni domestici</strong>. Si va dal pagamento delle bollette all’espletamento di pratiche burocratiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Talvolta è l’azienda a <strong>farsi carico delle questioni amministrative o personali</strong> che, complici i ridotti orari di apertura di uffici pubblici e altri enti, obbligano il lavoratore a richiedere ore, se non giorni, di permesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altre volte l’impresa sceglie di <strong>modellare gli orari di lavoro sulle esigenze del dipendente</strong>, concedendo flessibilità in entrata e in uscita dal luogo di lavoro. <strong>Sempre più spesso si sceglie la via dello Smart working</strong>, che prevede uno o più giorni al mese di lavoro da remoto. In tutti i casi l’obiettivo è offrire ai dipendenti un reale risparmio di tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il welfare per attrarre talenti</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un’esigenza, questa, sempre più avvertita dal personale</strong>. Stando ad alcuni recenti dati sul welfare, un dirigente e un impiegato su tre, e un operaio su cinque, vorrebbe avere supporto per le iniziative di <em>time saving</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Misure intese come <strong>soluzioni per risolvere le incombenze di tutti i giorni,</strong> dalle pratiche amministrative al disbrigo commissioni, dai servizi per l’auto e la casa alla consulenza personale, alla mobilità. Molti impiegati, infatti, confessano di avere <strong>difficoltà a conciliare attività familiare e lavoro</strong>. Dello stesso avviso anche numerosi dirigenti e operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La questione tempo, insomma, è diventata una delle prime con cui il welfare aziendale deve fare i conti. “<strong>È quello che chiedono i lavoratori</strong>. Tutte le statistiche vanno in questa direzione e l’esperienza conferma quanto emerso da questi studi”, dichiara <strong>Paolo Gardenghi</strong>, Responsabile dell’Area Welfare Aziendale di Up Day.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più che al ritorno in termini di produttività dell’impresa, è interessante guardare al modo con cui <strong>offrire tempo di qualità incida sulla capacità dell’azienda di attrarre nuovi talenti</strong>. “Può variare per età, sesso, territorio o tipologia di lavoro, ma <strong>oggi i giovani talenti in sede di Recruitment chiedono tempo</strong>. Qualità della vita e <em>work-life balance</em> non sono categorie astratte, ma effettive <strong>esigenze manifestate in modo sempre più esplicito dal personale che tutti vorremmo avere in azienda</strong>”, prosegue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’attenzione al welfare, dunque, la impone per primo il mercato</strong>: quella che un tempo era una concessione dell’imprenditore, <strong>ora è quasi precondizione per accettare il posto</strong>. “Non è più il datore di lavoro che cerca di venire incontro alle esigenze del dipendente. Oggi, un’azienda che cerca un informatico, un creativo o un social media manager <strong>deve prevedere almeno una qualche forma di Smart working</strong>. Altrimenti quel professionista andrà altrove”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Nuovi trend per coinvolgere i Millennial</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’ingresso in azienda delle nuove generazioni ha contribuito a rafforzare una tendenza già avviata. La maggiore attenzione delle aziende ai problemi familiari dei dipendenti si è accompagnata a una <strong>crescente disponibilità di strumenti, soprattutto tecnologici, che consentono di riorganizzare le modalità di lavoro e adattarle a nuovi stili di vita</strong>. Più flessibili, come quelli ricercati dai più giovani. “<strong>I Millennial sono più disincantati</strong>, hanno un approccio <strong>molto meno <em>workaholic</em></strong> perché hanno vite piene, interessi diffusi e differenziati”, continua Gardenghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Come azienda anche noi abbiamo voluto e, in parte, dovuto a<strong>ccelerare sul processo di flessibilità degli orari</strong>: da quest’anno è in vigore un accordo sullo Smart working e abbiamo creato una palestra in azienda per ottimizzare i tempi e ridurre gli spostamenti. <strong>Sul fronte delle piattaforme</strong>, c’è ancora poco perché il quadro normativo è debole”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E sottolinea: “<strong>Le misure di <em>time saving</em> propriamente dette non godono del favore fiscale</strong>: la legge 81/2017 sullo Smart working aveva introdotto delle misure fiscali che non sono state più finanziate. In generale negli ultimi anni, però, sul tema del welfare il <strong>Legislatore si è dimostrato più avanti di gran parte degli imprenditori</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una gestione più efficiente del tempo rappresenta una variabile importante nelle dinamiche aziendali. Oltre a far <strong>guadagnare in termini di competitività</strong>, avere la possibilità di coniugare gli impegni professionali con quelli personali aiuta a c<strong>ombattere lo stress e aumenta la soddisfazione del dipendente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sicuramente migliora il clima e le relazioni in azienda e <strong>un dipendente più sereno produce di più</strong>. Soprattutto è uno strumento che ci permette di <strong>ottenere risultati in una logica di parità di genere</strong>”, conclude Gardenghi. “È la vera sfida che dobbiamo vincere”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-buon-tempo-del-welfare/">Il buon tempo del welfare</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/il-buon-tempo-del-welfare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
