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	<title>nonni Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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		<title>Il nuovo welfare sono… i pensionati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 08:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[silver economy]]></category>
		<category><![CDATA[50&Più]]></category>
		<category><![CDATA[nonni]]></category>
		<category><![CDATA[welfare pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pensionati hanno subìto meno la crisi economica da Covid-19, arrivando a supportare economicamente (e non solo) i loro familiari. E sono i più fiduciosi sul futuro del Paese. &#160; Una crisi per tutti, tranne che per i pensionati. Che diventano il vero sostegno delle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><i>I pensionati hanno subìto meno la crisi economica da Covid-19, arrivando a supportare economicamente (e non solo) i loro familiari. E sono i più fiduciosi sul futuro del Paese.<br />
</i></p>
<p><span id="more-21765"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una crisi per tutti, tranne che per i pensionati. Che diventano il vero sostegno delle famiglie. Nel 2020, complice la pandemia di Covid-19, <strong>sono stati tanti gli italiani che hanno dovuto affrontare difficoltà economiche: il 46,6%, secondo la ricerca <em>L’emergenza Covid-19, primi sintomi di impatto sociale e prospettive nel nuovo periodo</em></strong>, svolta da Format Research per conto di 50&amp;Più, sistema che offre servizi e opportunità orientati alle esigenze dei cittadini. E sempre per lo studio in questione, il 30,7% dei lavoratori ha dovuto affrontare una riduzione dello stipendio o dell’orario lavorativo, mentre il 2,8% ha perso il proprio posto di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di contro, però, la ricerca ha rilevato che solo una percentuale minima di pensionati (il 3,7%) ha subìto una riduzione del proprio assegno previdenziale. <strong>Dopo aver constatato <a href="http://tuttowelfare.info/previdenza-welfare/sostegno-alle-famiglie-e-aiuti-ai-giovani-il-welfare-fondato-sui-nonni">l’importanza dei nonni nella gestione dei bambini durante i <em>lockdown</em></a></strong>, va ora sottolineato come gli Over 65 rappresentino, a tutti gli effetti, il nuovo welfare. Non solo i pensionati non hanno riscontrato un abbassamento dei loro introiti, ma il 50% di loro ha dichiarato di aver sostenuto i propri familiari cedendo una parte dei loro patrimoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>L’isolamento per Covid riporta la famiglia al centro</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se di famiglia si parla, è importante evidenziare come il Covid abbia inoltre modificato le dinamiche familiari, visto il proliferare di Smart working, didattica a distanza, isolamento sociale. <strong>L’emergenza sanitaria ha reso difficile la vita dei <em>care giver</em>, ovvero coloro che si prendono cura di qualcuno (minorenni o genitori anziani)</strong>. Forse per questa ragione, fra il 67% degli intervistati che ha dichiarato di aver vissuto negativamente questo periodo, si concentra una alta percentuale di persone fra i 35 e i 65 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante le difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare, però, i <em>lockdown</em> hanno contribuito a fortificare le relazioni personali. <strong>Il 71% delle persone coinvolte nello studio, infatti, ha dichiarato di voler dedicare maggior tempo alla propria famiglia</strong>, davanti alla cura del benessere psicofisico, alla crescita personale e all’impegno per la comunità. La famiglia è stata indicata dalla metà dei rispondenti come valore su cui puntare per la ripartenza del Paese nei prossimi tre anni, in quanto in grado di garantire maggior coesione sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Futuro di povertà e senza un’adeguata classe dirigente</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione che stiamo vivendo, com’è noto, sta portando grandi cambiamenti nella nostra quotidianità, ma secondo tre quarti degli intervistati non ci saranno conseguenze negative. Anzi,<strong> impareremo a convivere con queste dinamiche in una nuova normalità (per il 60% dei rispondenti) o torneremo alle condizioni pre Covid (16%)</strong>. Insomma, gli italiani si sono detti fiduciosi, anche se a livello economico e politico il sondaggio ha rilevato opinioni differenti: oltre il 70% degli intervistati crede che fra tre anni l’Italia sarà un Paese fortemente impoverito e con una classe dirigente incapace di ascoltare i propri cittadini e fornire soluzioni che rispondano alle loro necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in questo caso però, così come sul lato economico, l’indagine ha rilevato una spaccatura generazionale. <strong>La fascia di popolazione fra i 65 e gli 85 anni, infatti, ha dichiarato di vedere un futuro che arriderà a chi ha intenzione di investire e innovarsi</strong> e una politica attenta alle esigenze della popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si evince dai risultati dello studio, dunque, la pandemia ha aumentato il divario fra giovani e pensionati. <strong>Le differenze economiche e culturali spingono i due ‘gruppi’ sociali a ragionare in modo differente circa il futuro</strong>. In una visione pessimistica, dunque, spetta agli Over 65 – e alla Silver economy – risollevare (di nuovo) le sorti del Paese.</p>
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		<title>Meno male che ci sono i nonni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 05:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[Caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[nonni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I nonni spesso sono un sostegno e un aiuto per i lavoratori nella cura dei nipoti, sopperendo alle lacune del welfare. Ma con l’aumento dell’aspettativa di vita e il crescente fenomeno della migrazione interna quale ruolo avranno i nonni in futuro? &#160; I nonni sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>I nonni spesso sono un sostegno e un aiuto per i lavoratori nella cura dei nipoti, sopperendo alle lacune del welfare. Ma con l’aumento dell’aspettativa di vita e il crescente fenomeno della migrazione interna quale ruolo avranno i nonni in futuro? </em><span id="more-19564"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I<strong> nonni sono una delle principali fonti di welfare delle famiglie italiane</strong>, in alcuni casi l’unica. Ce ne accorgiamo soprattutto d’estate, con la chiusura delle scuole e l’arrivo delle vacanze estive. Un italiano su tre, infatti, si rivolge a loro per la cura dei figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dato arriva da un’indagine sul welfare effettuata dall’Osservatorio di Reale Mutua, che ha confermato la tesi secondo cui <strong>sempre più spesso siano i nonni a stare con i nipoti quando i genitori sono al lavoro</strong>; ma non è finita, perché sono sempre i nonni a dare una mano con commissioni e faccende domestiche. Inoltre c’è di più. Per oltre un italiano su tre (38%) in età adulta e con figli, i propri genitori sono anche un’importante fonte di sostegno economico, talvolta indispensabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nonni sono dunque diventati un pilastro delle famiglie italiane, soprattutto per la difficoltà dei più giovani a conciliare i tempi del lavoro con quelli domestici e familiari (45%), problema dettato dal fatto che, secondo il 31% degli intervistati, <strong>mancano strutture e servizi ai quali accedere come asili o centri ricreativi</strong>. A questo si aggiunge la povertà delle famiglie (27%) e la difficoltà a raggiungere una stabilità lavorativa (24%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Genitori di oggi, ma non nonni di domani</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma questo modello non è destinato a durare a lungo. I pensionati di domani, infatti, <strong>non avranno le stesse possibilità di oggi di mantenere lo stesso tenore di vita pre-pensionamento</strong>, una volta lasciato il mercato del lavoro. E questo ovviamente si ripercuoterà anche sugli aiuti destinati ai figli e nipoti che potranno andare incontro a una sensibile riduzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo approfondito questa tematica con <strong>Giulia Mascagni, Ricercatrice e Docente di Sociologia all’Università degli Studi di Firenze</strong>, le cui attività sono principalmente dedicate alle disuguaglianze sociali, la salute e l’invecchiamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Se ampliamo un po’ il nostro sguardo, questi dati non risultano così sorprendenti, perché <strong>stiamo raccogliendo i frutti di trasformazioni e investimenti sociali </strong>in atto da alcuni decenni, come l&#8217;allungamento medio della vita e l&#8217;aumento dell&#8217;età media delle donne alla nascita del primo figlio”, spiega.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le trasformazioni del profilo e del ruolo dei nonni diventano infatti più chiaramente intellegibili alla luce di alcune riflessioni: “<strong>L’aspettativa di vita si è allungata</strong> e i 65-70enni di oggi spesso si devono dividere tra il carico di cura dei loro genitori, ultra 85enni<span style="text-decoration: line-through;"> e </span>con prospettive di autosufficienza sempre più limitata, e la necessità di dare supporto ai propri figli e nipoti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una situazione complessa e difficile da maneggiare, anche perché nel nostro Paese “<strong>il sistema di protezione sociale si dimostra ancora una volta carente </strong>e segnato da investimenti scarsi e/o mal orientati”. Basti pensare alle difficoltà di accedere ai servizi per la prima infanzia come il nido o alla lunga chiusura estiva delle scuole: “In questo senso la figura dei nonni diventa centrale, ma l’aiuto chiesto loro talvolta può diventare oneroso, anche se fatto con amore, perché richiede rinunce e sacrifici”, sottolinea l’esperta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il ruolo di <em>caregiver</em> verso i bisnonni</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui subentra anche il problema delle disuguaglianze sociali: “I più avvantaggiati possono orientarsi verso i centri estivi, oppure affidarsi a baby-sitter e altre forme di collaborazione tamponando così le mancanze delle politiche e dei servizi pubblici, mentre coloro che non possono permetterselo devono per forza rivolgersi alla propria rete familiare”. Ma non sempre è così facile: “<strong>Non va dimenticato il fenomeno della migrazione interna</strong>, per cui tanti tra i 30enni e i 40enni di oggi vivono lontani dal proprio nucleo familiare e amicale originario e questo li priva di una serie di supporti informali assai preziosi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’aiuto dei nonni, comunque, dovrebbe essere più l’eccezione che la regola: “Troppo spesso è proprio la rete familiare che finisce per tamponare l’emergenza e le carenze del sistema, ma questo comporta dei vincoli e dei rischi”. Per varie ragioni: la prima è che <strong>non tutti hanno “la voglia e il piacere di ricoprire questo ruolo di <em>caregiver</em>”</strong>, mentre in altri casi “magari la volontà c’è, ma ci sono i bisnonni da accudire o distanze troppo lunghe da coprire che lo rendono impossibile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rischio, poi, quando i nonni diventano una stampella troppo importante è che si perda un po’ la dimensione dell’affettività: “La loro figura è fondamentale nella vita dei nipoti e si esprime al meglio quando non è strettamente legata a necessità di tipo organizzativo”. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? “Sarebbe <strong>auspicabile che il welfare iniziasse a giocare un ruolo di reale sostegno</strong>, esauriente rispetto alle necessità e affidabile rispetto alle modalità di erogazione dei servizi, soprattutto per coloro che hanno meno risorse, meno reti e meno capitale culturale”.</p>
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