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	<title>mensa aziendale Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<title>mensa aziendale Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>La ricetta del buon welfare aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 06:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[welfare alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fast food e cibi consumati davanti al Pc? No, grazie. Il benessere passa (anche) da una corretta pausa pranzo. Da trascorrere in mensa. Che resta uno dei servizi di welfare più apprezzati dai lavoratori. &#160; Sempre di più il welfare aziendale si rivela di cruciale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Fast food e cibi consumati davanti al Pc? No, grazie. Il benessere passa (anche) da una corretta pausa pranzo. Da trascorrere in mensa. Che resta uno dei servizi di welfare più apprezzati dai lavoratori.</em><span id="more-20265"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre di più il welfare aziendale si rivela di cruciale importanza nell’influire positivamente sullo stile di vita dei lavoratori italiani. In particolare <strong>consumare un pasto completo in una mensa aziendale con cucina</strong> <strong>genera benessere nei dipendenti</strong>. A svelarlo sono i dati raccolti attraverso l’indagine 2019 condotta da Nomisma per l’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di CIRFOOD.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A essere indagate sono state le abitudini dei dipendenti in pausa pranzo. L’indagine ha fornito dati interessanti in termini di soddisfazione dei lavoratori in risposta al servizio di ristorazione fornito proprio all’interno dei piani di welfare aziendale. <strong>Il 73% dei lavoratori ha ribadito l’importanza di poter mangiare in mensa</strong>, mostrando come la pausa pranzo sia considerata dai dipendenti un momento irrinunciabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra gli elementi identificati come vantaggiosi del servizio di welfare aziendale di mensa è emerso il fattore tempo. Il 59% degli intervistati ha dichiarato, infatti, che <strong>avere un servizio di ristorazione aziendale permette di godersi a pieno il momento della pausa pranzo</strong>, garantendo di conseguenza una migliore resa lavorativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro dato significativo emerso dall’indagine è, inoltre, la <strong>consuetudine dei lavoratori di ordinare pasti online ritirati con modalità take-away</strong>. Fenomeno in aumento laddove non viene offerto un servizio di mensa aziendale, che al contrario consentirebbe ai dipendenti di usufruire di pasti freschi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ben il 34% dei lavoratori ha, infatti, dichiarato di preferire pasti naturali-bio e il 38% pasti leggeri. Un’attenzione, quindi, da parte dei dipendenti a cibi che consumati quotidianamente possono aiutare a garantire un buono stato di salute. I dati emersi danno prova, dunque, della <strong>consapevolezza da parte degli intervistati di una relazione significativa tra il benessere e la fruizione della mensa aziendale</strong>, servizio che da sempre rappresenta una forma di welfare per i dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Alimentarsi meglio e creare un buon clima sul lavoro</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’indagine è poi stato evidenziato un alto livello di gradimento dei lavoratori per i servizi in ambito mensa aziendale. Tra i dipendenti intervistati, sette su 10 hanno dichiarato di essere pienamente soddisfatti. <strong>Professionalità, gentilezza, gusto dei pasti, varietà e rotazione del menù sono tra gli</strong> <strong>aspetti positivi</strong> messi in luce dal 76% del personale impiegato e che danno testimonianza di quanto il servizio mensa sia considerato dai lavoratori uno strumento valido per migliorare lo stile di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, sebbene solo il 35% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in un’impresa che ha incluso il servizio mensa per i dipendenti nel suo piano di welfare, ben <strong>l’80% dei lavoratori ha dato riscontro favorevole all’introduzione di tale servizio</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pasti gustosi, ipocalorici, che consentano di consumare pietanze dal basso contenuto di grassi, questi i risultati al <strong>top delle preferenze</strong>. Le abitudini degli italiani, da sempre attenti a una dieta sana, varia e salutare trovano, dunque, un riscontro ottimale nella promozione di piani di welfare aziendale mirati a offrire servizi a beneficio della vita lavorativa dei dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in termini di cultura culinaria il welfare aziendale si pone, quindi, quale risposta efficace a garantire servizi funzionali al benessere dei lavoratori italiani. <strong>Il servizio di ristorazione aziendale come momento rigenerativo per il dipendente</strong>, le mense come luogo di ritrovo, in cui rinsaldare rapporti personali e non solo professionali coi colleghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mensa è quindi un servizio che contribuisce a rendere ancor più vivibile l’ambiente lavorativo e che valorizza la componente umana. Lavoratori più soddisfatti e motivati grazie alla creazione di spazi pensati per loro, per consumare pietanze, ma anche per coltivare relazioni e <strong>alimentare quella rete di rapporti umani, non secondaria al fine della creazione di un clima positivo nel luogo di lavoro</strong>. Magiare meglio, in luoghi e con tempi adeguati, per lavorare con maggiore serenità. Questa la ricetta del welfare aziendale per i lavoratori.</p>
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		<title>La pausa pranzo come welfare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 05:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera del Lavoro di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Isec]]></category>
		<category><![CDATA[mensa aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[pausa pranzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’esposizione alla Camera del Lavoro di Milano mostra come è cambiato il modo di consumare i pasti sul luogo di lavoro. E svela com&#8217;è cambiata la società raccontando com&#8217;è cambiato il consumo del cibo. &#160; Dalla schiscêta mangiata di fronte ai macchinari al refettorio, dalle...</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla <em>schisc</em><em>ê</em><em>ta</em> mangiata di fronte ai macchinari al refettorio, dalle mense occupate al self service: <strong>il consumo del cibo in fabbrica rispecchia i mutamenti della società del Novecento</strong>, con le sue conquiste e i suoi ‘arretramenti’. E ci ricorda che la pausa pranzo è stata una conquista fondamentale nella storia del welfare aziendale. Che non va data per scontata, come ci dimostra la realtà odierna con i suoi pasti sempre più veloci consegnati direttamente alla scrivania e ingurgitati davanti al computer.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le immagini di questo percorso lungo 100 anni sono diventate <strong>un’esposizione alla Camera del Lavoro di Milano nella mostra fotografica <em><a href="https://fondazioneisec.it/news/mostra-pausa-pranzo-cibo-e-lavoro-nellitalia-delle-fabbriche">Pausa pranzo. Cibo e lavoro nell’Italia delle fabbriche</a></em></strong>, organizzata da Fondazione Isec e Cgil Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una carrellata di fotografie di grandi autori, ma anche di operatori anonimi, messe a disposizione da una trentina di archivi aziendali e sindacali e selezionate dai <strong>curatori Giorgio Bigatti e Sara Zanisi di Fondazione Isec in collaborazione con il fotografo</strong><strong> Uliano Lucas e</strong> <strong>l’art director Fay</strong><strong>ç</strong><strong>al Zaouali</strong>. Un viaggio dalla fine dell’Ottocento agli Anni 90 del Novecento, allestito per la prima volta nel 2015 a Sesto San Giovanni in occasione di Expo 2015 e ora approdato a Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“È nei primi decenni del Novecento che nasce nella manodopera e nei datori <strong>la consapevolezza di dover creare condizioni agevoli in cui consumare il cibo</strong>”, spiega a <em>Tuttowelfare.info </em>Zanisi. Il processo parte dagli spazi: a inizio secolo comparvero nelle fabbriche i primi refettori dotati di scaldavivande, grandi boiler di acqua calda in cui si poteva mettere la <em>schiscêta </em>di metallo a scaldare. Era l’operaio, dunque, a portarsi il cibo già pronto da casa, che veniva consumato in poco tempo, magari anche alla postazione di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Agli esordi del Novecento le situazioni variavano da fabbrica a fabbrica”, dice la curatrice. “<strong>Il percorso verso una pausa pranzo vera e propria non fu lineare e progressivo</strong>, ma vide ‘alti e bassi’ a seconda della forza dei lavoratori nel rivendicare i propri diritti”. Per esempio a Sesto San Giovanni, grande polo industriale del Milanese, nacquero, appena fuori dai cancelli delle fabbriche, piccole osterie con menù veloci, compatibili con le brevi pause.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>L’ora di pausa pagata dal ‘padrone’</strong></h4>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p>Ogni realtà, dunque, si arrangiava da sé. Fino al Secondo Dopoguerra, quando arrivò la svolta: <strong>l’ora di pausa pranzo a spese del datore del lavoro</strong>. Fu allora, in particolare a partire dagli Anni 60, che iniziarono a trovare posto all’interno delle fabbriche le prime mense, locali gradevoli e funzionali appositamente progettati dalle aziende, che capirono la necessità di investirvi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lavoratore aveva quindi finalmente diritto a un tempo e a uno spazio dedicati al pasto, con il cibo preparato e servito dalle cucine aziendali. E tuttavia quel luogo appena nato diventò presto altro: <strong>da semplice mensa in cui mangiare e godersi un po’ di riposo a spazio pubblico e politico, di formazione e informazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Le mense iniziarono a ospitare assemblee, diventarono i luoghi della lotta sindacale, venivano occupate dai lavoratori che volevano rivendicare quella conquista”, racconta ancora Zanisi. <strong>Seduti sulle sedie dei refettori, gli operai non si limitavano a pranzare</strong>: leggevano i giornali, conversavano, ascoltavano, organizzavano le proprie battaglie. E così il momento della pausa pranzo da individuale diventò sempre più collettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E oggi? Si ritorna indietro. “C’è chi parla della nostra epoca come di un ‘Ottocento iper tecnologico’, in cui <strong>si assiste a un ritorno di condizioni remote</strong>, come appunto la scomparsa della pausa pranzo propriamente detta”. Oggi vengono a mancare tempi e modi dei pasti: “Si pranza davanti al pc senza smettere di lavorare, i coworking sono attrezzati con le cucine”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Zanisi il <strong>fenomeno va letto nel contesto della polverizzazione generale della società contemporanea</strong>, in cui non esistono più gli spazi che creano comunità e socializzazione. “Si tratta di una retrocessione in termini di diritti civili che tuttavia non deve essere vista come un punto di non ritorno: è sempre possibile migliorare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo senso <strong>la mostra può fornire spunti utili ai manager di oggi</strong>. “Le fotografie esposte possono essere lo spunto per una riflessione sullo sfruttamento delle risorse umane in azienda e sull’occupazione del tempo. In passato le imprese riconobbero che per favorire concentrazione, efficienza e produttività dovevano garantire agli operai migliori condizioni di lavoro. Oggi si deve tornare a quella consapevolezza”.</p>
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