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	<title>Manageritalia Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<title>Manageritalia Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Più welfare per i manager di Trasporti e Logistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Confetra]]></category>
		<category><![CDATA[Ccnl dei Dirigenti Trasporti e Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti e Logistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo accordo tra Manageritalia e Confetra irrobustisce il sistema del welfare previdenziale, sanitario e occupazionale del Ccnl dei Dirigenti Trasporti e Logistica &#160; Maggiore attenzione alle piccole aziende, più deciso supporto nella loro transizione occupazionale ai dirigenti licenziati e generale rafforzamento del welfare e...</p>
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<p><span id="more-22399"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maggiore attenzione alle piccole aziende, più deciso supporto nella loro transizione occupazionale ai dirigenti licenziati e generale rafforzamento del welfare e delle politiche attive. Vanno in questa direzione <strong>le modifiche apportate da Manageritalia e Confetra al Contratto collettivo nazionale di lavoro dei Dirigenti Trasporti e Logistica</strong>, in attesa del rinnovo del contratto stesso rinviato al 2022.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’accordo tra la Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato (dal 1946 Manageritalia rappresenta a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 include anche quadri ed executive professional) e la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica è stato firmato il 13 luglio 2021 –<strong> l’Accordo riguarda 750 dirigenti e circa 250 aziende</strong> – e le novità introdotte nel Ccnl irrobustiscono il sistema del welfare previdenziale, sanitario e occupazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare sono quattro gli aspetti su cui si è focalizzata l’attenzione. Innanzitutto è stato introdotto un contribuito di <strong>2.500 euro a carico dell’azienda per ogni dirigente licenziato da investire in percorsi che facilitino la transizione verso la nuova occupazione</strong>. Poi sono state estese anche alle piccole imprese con un solo dirigente le opportunità fiscali e commerciali derivanti dai Fondi contrattuali, ora integrati con l’attivazione di una piattaforma di welfare aziendale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rispetto alle questioni sanitarie, è stato deciso di integrare, da parte del Fondo sanitario Fasdac, la rendita erogata dal 2001 dall’Associazione Antonio Pastore per la Long Term Care, <strong>la polizza che protegge dal rischio di non autosufficienza in età avanzata</strong>. Infine sono stati introdotti maggiori vantaggi pratici ed economici per aziende e dirigenti per quanto riguarda gli infortuni professionali ed extraprofessionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il Presidente di Manageritalia Mario Mantovani, le novità introdotte fanno perno sui concetti di fiducia e sull’ideazione di strumenti utili: “<strong>L’attenzione riservata anche alle piccole aziende dinamiche e in crescita, che vogliono investire in competenze e managerialità</strong>, vuole accelerare il ritorno a un percorso di crescita economica e qualitativa di questi settori”. A sottolineare l’importanza della dimensione locale è stato invece Daniele Testolin, Responsabile delle Relazioni Sindacali di Manageritalia: “Supporteremo l’efficacia del nostro contratto operando sempre più anche a livello locale, con le nostre associazioni territoriali, per portare, nella logica di sindacato a chilometro zero, consulenza e supporto a manager e aziende”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ha fatto un passo oltre Guido Nicolini, presidente Confetra, che <strong>vede nel 2022 l’anno della ripresa, spiegando come l’Accordo voglia essere un messaggio per il futuro e non una semplice proroga</strong>: “Confidiamo tutti che il 2022 possa rappresentare l’anno della ripresa e consentire quindi un rinnovo a tutto tondo del contratto nell’interesse tanto delle aziende che dei dirigenti”.</p>
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		<title>Welfare aziendale per donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 08:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[welfare donne]]></category>
		<category><![CDATA[Manageritalia]]></category>
		<category><![CDATA[Edenred]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I risultati dell’indagine Manageritalia – Edenred raccolti nel volume Un Welfare aziendale per le donne.   Per  il 92% delle donne manager gli impegni familiari e privati costituiscono in impegno gravoso e per il 60% di esse condizionano l’attività lavorativa e la carriera. La situazione penalizzante...</p>
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<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Per  il 92% delle donne manager gli impegni familiari e privati costituiscono in impegno gravoso e per il 60% di esse condizionano l’attività lavorativa e la carriera. La situazione penalizzante è particolarmente sentita dalle donne con meno di 45 anni (45% del campione), delle regioni del Centro-Sud (64%).  Tra le esigenze familiari più condizionanti spicca soprattutto la cura dei figli (71%), cui segue la cura di anziani (41%). Lo si legge su <strong><em>Un Welfare aziendale per le donne, pubblicazione</em></strong> curata da Filippo di Nardo per Guerini Next, che presenta i risultati dell’indagine promossa da Manageritalia e Edenred condotta su un campione di oltre 800 donne manager con <strong>un’età compresa tra i 45 e 54 anni (50%), </strong> Il 41% delle quali<strong> occupate in imprese di grandi dimensioni con più di 250 dipendenti e  per lo più residenti nell’area Nord-Ovest (64%)</strong>. Un libro interessante da leggere per capitani di impresa e direttori delle risorse umane interessati a creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Le Pmi più sensibili e flessibili delle grandi imprese</h4>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_17018" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17018" class="wp-image-17018 size-thumbnail" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/07/welfare_aziendale_per_le_donne_sito-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p id="caption-attachment-17018" class="wp-caption-text">Il volume conta 192 pagine e costa 20 euro.</p></div>
<p>La ricerca ha voluto fare il punto  sull’efficacia dei programmi di welfare aziendale e in particolare sul <a href="http://tuttowelfare.info/servizi-welfare/genitorialita-risorsa-da-valorizzare-azienda">peso degli impegni familiari,</a> le difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con quelli della vita privata  e le misure previste dall’azienda di appartenenza per aiutare le donne manager in queste direzioni. Dallo studio sono emersi elementi interessanti, alcuni in contro-tendenza con le aspettative sul tema. Si scopre così che nel 55% dei casi  sono attivati dai datori di lavoro <strong>agevolazioni di orario e di organizzazione</strong>.<br />
Nel 70% delle risposte queste misure sono attivate da piccole imprese e destinate a tutti i dipendenti (51%), piuttosto che a singole professionalità (33% del campione). Nel 14% dei casi sono presenti piani di welfare aziendale ben definiti e attuati e gli strumenti giudicati dal campione come maggiormente utili sono lo <strong><em>smart-working</em> e la possibilità di lavorare da casa (82%)</strong> e la <strong>flessibilità di orario di uscita e di entrata al lavoro (78%)</strong>. Questa opzione risulta preferita specificatamente dalle manager di meno di 54 anni, residenti nel Nord-Ovest (85%) e ingaggiate in grandi aziende (88% dei casi)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Non mancano gli spazi di miglioramento</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fotografia scattata dal volume firmato da Filippo di Nardo conferma che il welfare aziendale per le donne è un valido strumento di sostegno nella condizione lavorativa e di carriera soprattutto nell’ottica di una conciliazione tra gli impegni di lavoro e quelli del carico familiare, ma presenta ancora ampi spazi di miglioramento a detta del 67% delle donne manager coinvolte nella ricerca.<br />
Sotto questo aspetto il libro è interessante perché offre una serie di spunti che aiutano gli operatori del settore a <strong>definire meglio quali sono le esigenze dei dipendenti e come le aziende possono offrire soluzioni</strong>, poste le ricadute positive che le forme di conciliazione vita-lavoro presentano in termini di produttività, clima lavorativo e attrazione dei talenti.<br />
Interessante anche la seconda parte del volume dedicata ad alcune <em>case history</em> di imprese che nel corso degli ultimi anni hanno messo a punto piani di welfare aziendale con iniziative tagliate sulla figura femminile. Tra queste figurano: Cambiaso Risso Marine, Ernst &amp; Young, Fater, Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero di Brescia, General Electric Italia, Micron, Gruppo Nestlé Italia, Sara Assicurazioni, Sanofi, Trans-Edit Group, Unicredit. Tutte storie stimolanti che offrono <strong>numerosi elementi utili a tutti gli imprenditori e ai responsabili delle risorse umane</strong>.</p>
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