<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Jointly Archivi - Tuttowelfare</title>
	<atom:link href="https://tuttowelfare.info/tag/jointly/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/jointly/</link>
	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Aug 2024 09:46:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.1</generator>

<image>
	<url>https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2018/03/cropped-logo-mobile-32x32.png</url>
	<title>Jointly Archivi - Tuttowelfare</title>
	<link>https://tuttowelfare.info/tag/jointly/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lavoratori caregiver: il ruolo di supporto del welfare aziendale</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/lavoratori-caregiver-il-ruolo-di-supporto-del-welfare-aziendale/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/lavoratori-caregiver-il-ruolo-di-supporto-del-welfare-aziendale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[amministratoretw]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 06:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[Jointly]]></category>
		<category><![CDATA[care4caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[Boston Consulting Group]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=23629</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo la ricerca BCG – Jointly, cresce in Italia il numero di caregiver che si fa carico personalmente della cura di anziani e ha bisogno a sua volta di un supporto &#160; &#160; In Italia l’aspettativa di vita si sta progressivamente allungando e oggi quasi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/lavoratori-caregiver-il-ruolo-di-supporto-del-welfare-aziendale/">Lavoratori caregiver: il ruolo di supporto del welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><em>Secondo la ricerca BCG – Jointly, cresce in Italia il numero di caregiver che si fa carico personalmente della cura di anziani e ha bisogno a sua volta di un supporto</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-23629"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia l’aspettativa di vita si sta progressivamente allungando e oggi quasi 1 cittadino su 4 ha più di 65 anni, secondo gli ultimi dati Istat. Di conseguenza <strong>sta crescendo la domanda si servizi di assistenza per anziani,</strong> ma i servizi pubblici sono insufficienti, così la maggior parte dei cittadini si fa carico personalmente (sia in termini di tempo che di costi) della cura dei parenti anziani. In questo contesto emerge <strong>l’ampio margine di crescita per il welfare aziendale in questo frangente, che può fornire un importante supporto ai dipendenti caregiver.</strong> Questi sono i principali risultati dello <strong>studio “Care 4 caregiver”</strong> sui bisogni dei caregiver lavoratori realizzato congiuntamente da <strong>Jointly e Boston Consulting Group</strong>, su un campione di 12mila lavoratori dipendenti di aziende di settori diversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dallo studio emerge che <strong>in Italia oggi i caregiver sono più di 7 milioni.</strong> Tra questi, il 38% si occupa di un personalmente e senza aiuti esterni di un familiare non autosufficiente, il 25% (cioè solo 1 su 4) si appoggia alle strutture di assistenza pubbliche, mentre il 33% si rivolge a strutture o professionisti privati (come badanti o Rsa privati).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occuparsi personalmente del proprio caro anziano comporta un impegno di tempi e costi. Dal punto di vista economico, dalla ricerca BCG – Jointly emerge che <strong>il 17% dei caregiver spende in media oltre 10.000 euro all’anno per l’attività di assistenza e cura</strong>, risorse che, in un caso su due, provengono da fondi personali o familiari. Anche in termini di tempo ed energia il costo è salato: <strong>quasi 1 caregiver su 3 dedica infatti almeno 14 ore alla settimana alla cura</strong>, un impegno che per molti risulta “pesante” o “molto pesante”. Le difficoltà maggiormente percepite dai lavoratori caregiver sono soprattutto il carico mentale e la mancanza di tempo, tanto che il 56% degli intervistati desidererebbe fortemente poter staccare dal lavoro di cura, mentre<strong> il 44% sente di aver bisogno di un sostegno psicologico.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I carichi di cura sono così impegnativi che possono avere delle<strong> ripercussioni anche sull’attività lavorativa.</strong> Tuttavia, secondo la ricerca BCG – Jointly, <strong>c’è timore nel condividere i propri bisogni per timore di pregiudizi e conseguenze negative:</strong> il 38% dei caregiver lavoratori intervistati afferma di non aver segnalato la propria situazione, mentre il 23% dice di non essersi sentito compreso, tendendo così a isolarsi sempre di più. Il 28% degli intervistati ha invece potuto contare sul supporto da parte del proprio responsabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa situazione <strong>le aziende possono giocare un ruolo decisivo.</strong> La risposta a questi bisogni, conclude il report, deve infatti necessariamente passare attraverso soluzioni di welfare aziendale integrato che siano in grado di alleggerire questo tipo di carichi, offrendo servizi di supporto per i lavoratori caregiver e favorendo una miglior conciliazione tra vita privata e professionale. Tra gli esempi di attività e servizi che, secondo le aziende intervistate, andrebbero messi più in evidenza nell’offerta di welfare ci sono, ad esempio, gli sportelli di orientamento sui servizi messi a disposizione anche da parte del settore pubblico e sulle procedure burocratiche da attivare; la segnalazione di strutture specializzate in determinate casistiche di disabilità; lo sviluppo di piattaforme di networking e condivisione di esperienze tra familiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quello che emerge dal sondaggio – spiega <strong>Francesca Rizzi (nella foto), CEO e Cofounder di Jointly</strong> – è l’importanza del ruolo che il welfare privato può ricoprire nel fornire servizi e soluzioni utili a supportare i lavoratori caregiver anche dal punto di vista logistico – amministrativo, creando partnership sul territorio con gli enti pubblici per far fronte alle carenze del servizio sanitario nazionale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Alla luce di quanto previsto non solo dal recente DdL 506, il cosiddetto “DdL Anziani” – prosegue Francesca Rizzi – ma anche dal disegno di legge delega per la semplificazione dei procedimenti amministrativi approvato recentemente che prevede semplificazione regolatoria e la riduzione degli oneri amministrativi a carico dei familiari che assistono congiunti con disabilità e anziani non autosufficienti, crediamo fortemente che anche il welfare aziendale possa dare un contributo importante, in termini di soluzioni innovative per facilitare il supporto alla cura e alla conciliazione, al fine di migliorare le condizioni di vita e lavorative dei caregiver familiari”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/lavoratori-caregiver-il-ruolo-di-supporto-del-welfare-aziendale/">Lavoratori caregiver: il ruolo di supporto del welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/lavoratori-caregiver-il-ruolo-di-supporto-del-welfare-aziendale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aeroporto Falcone e Borsellino, il welfare prende il volo</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/aeroporto-falcone-e-borsellino-il-welfare-prende-il-volo/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/aeroporto-falcone-e-borsellino-il-welfare-prende-il-volo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 06:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Gesap]]></category>
		<category><![CDATA[Aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[Jointly]]></category>
		<category><![CDATA[piano welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Scalia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=20153</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;AD  Giovanni Scalia racconta il piano di investimento e di sviluppo nell&#8217;ambito del welfare da parte di Gesap, azienda che gestisce lo scalo di Palermo. &#160; Per il welfare aziendale 250mila euro. È quanto stanziato per il 2019 da Gesap, la società che gestisce lo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/aeroporto-falcone-e-borsellino-il-welfare-prende-il-volo/">Aeroporto Falcone e Borsellino, il welfare prende il volo</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>L&#8217;AD  Giovanni Scalia racconta il piano di investimento e di sviluppo nell&#8217;ambito del welfare da parte di Gesap, azienda che gestisce lo scalo di Palermo.</em><span id="more-20153"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il welfare aziendale 250mila euro. È quanto stanziato per il 2019 da Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo, a favore dei dipendenti e che premia i risultati ottenuti nel 2018. Una scelta in linea con lo sviluppo dell’aeroporto Falcone-Borsellino, che ha visto una robusta crescita nei volumi di traffico passeggeri, come conferma a <em>Tuttowelfare.info</em> <strong>Giovanni Scalia, Amministratore Delegato di Gesap</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nel 2018 l’aeroporto ha avuto oltre 6,6 milioni di passeggeri, che tradotto vuol dire +16% nelle presenze”, riferisce Scalia, spiegando come l’aeroporto Falcone e Borsellino sia diventato un’eccellenza tra gli aeroporti regionali, centrando <strong>non soltanto un incremento delle presenze, ma anche un ottimo risultato economico</strong>, quantificabile in un utile netto di 4,5 milioni di euro. “Ci sembrava giusto premiare chi ha reso possibile tutto questo, ovvero i lavoratori e le lavoratrici”, sottolinea Scalia.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Premiare i dipendenti per i risultati ottenuti</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono <strong>poco più di 260 gli addetti in servizio nello scalo palermitano</strong>. E, grazie al Contratto collettivo Nazionale degli aeroportuali (scaduto e in attesa di rinnovo) godevano di un accordo di secondo livello relativo ai bonus aziendali ma, con l’intesa firmata di recente con cinque sigle sindacali, potranno godere di un meccanismo premiante di welfare legato ai risultati e alle presenze aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la struttura del piano: <strong>850 euro di premio in denaro da scegliere tra </strong><strong>rimborsi spese per l’educazione dei figli</strong>, anche in età prescolare, compresa la frequenza di centri estivi, invernali e borse di studio; istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria; culto a favore del lavoratore e dei familiari. Sono compresi i servizi per familiari anziani (oltre 75 anni) o non autosufficienti e 400 euro per i lavoratori che sono stati più presenti sul posto di lavoro nel corso del 2018.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La <strong>piattaforma sulla quale scegliere i servizi, Jointly</strong>, ci è stata fornita da Unicredit, che è già nostro partner bancario”, riferisce Scalia, che sottolinea come, grazie alla modifica legislativa intervenuta nel 2018 la tassazione sia particolarmente favorevole e ai lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Il premio viene tassato in modo nettamente inferiore rispetto al passato”, puntualizza l&#8217;Amministratore Delegato di Gesap, <strong>permettendo ai lavoratori di godere di una cifra quasi netta del bonus erogato</strong>.  “Sulla piattaforma i lavoratori possono scegliere tra buoni spesa, oppure buoni per l’istruzione dei figli, asilo nido e altre opzioni. Meno gettonata, invece, l’opzione della previdenza complementare perché poco conveniente sul versante della tassazione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Premiati gli sforzi degli addetti dello scalo</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’adesione al piano di welfare, poiché quest’ultimo è stato lanciato da poco, non è ancora nota, ma, riferisce Scalia, “sia i dipendenti sia i sindacati hanno accolto con entusiasmo l’accordo, che premia gli sforzi e il lavoro degli addetti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le attività degli operatori hanno già consentito allo scalo palermitano di piazzarsi tra i migliori scali regionali (quelli con meno di 15 milioni di passeggeri annui), tanto che il 2020 sarà proprio Palermo a ospitare il congresso degli scali regionali. “E <strong>per il triennio 2020-22 stiamo mettendo a punto un ulteriore piano di welfare, da inserire nell’ambito del rinnovo contrattuale di settore</strong>, che ci permetterà di stanziare ulteriori risorse. Ovvero creare un meccanismo di premialità pensato per chi fornisce un maggior contributo aziendale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la parte relativa alle presenze, che oggi viene premiata con una somma pari a 400 euro per i lavoratori più presenti, verrà affinata. “Oggi abbiamo deciso di premiare sulla base della maggior presenza al lavoro, forse introdurremo una soglia minima, o un meccanismo proporzionale”, ragiona Scalia. <strong>L’accordo è stato firmato dall’Amministratore Delegato, dal Presidente Francesco Randazzo e dal Direttore Generale</strong> <strong>Natale Chieppa</strong>, oltre che dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Legea Cisal e Ugl Trasporti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel frattempo a Palermo non c’è solo il welfare cui pensare: i lavori di ampliamento dello scalo proseguono. Sono stati stanziati <strong>90 milioni per l’ammodernamento del terminal</strong>, dopo che sono state da poco rifatte le piste, e prevedono nuovi spazi, ristoranti, e un parco sul mare. Tutto all’insegna di soluzioni ecologiche. “Pannelli fotovoltaici, riutilizzo delle acque e utilizzo di vetture elettriche per spostarsi nello scalo sono le modalità che abbiamo stabilito per rendere l’aeroporto sempre più sostenibile. Entro il 2050 abbiamo l’obiettivo di raggiungere emissioni zero”, anticipa Scalia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/aeroporto-falcone-e-borsellino-il-welfare-prende-il-volo/">Aeroporto Falcone e Borsellino, il welfare prende il volo</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/aeroporto-falcone-e-borsellino-il-welfare-prende-il-volo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jointly, un aiuto ai caregiver dal welfare aziendale</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/jointly-un-aiuto-ai-caregiver-dal-welfare-aziendale/</link>
					<comments>https://tuttowelfare.info/jointly-un-aiuto-ai-caregiver-dal-welfare-aziendale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 06:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione vita-lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Jointly]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttowelfare.info/?p=19950</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia un dipendente su tre deve occuparsi di un familiare non autosufficiente. Nata nel 2014, l’azienda affianca le imprese offrendo consulenze orientative e contatti con cooperative sociali. &#160; Caregiver e sandwich. Il primo termine – letteralmente “colui che si prende cura” – suona rassicurante,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/jointly-un-aiuto-ai-caregiver-dal-welfare-aziendale/">Jointly, un aiuto ai caregiver dal welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>In Italia un dipendente su tre deve occuparsi di un familiare non autosufficiente. Nata nel 2014, l’azienda affianca le imprese offrendo consulenze orientative e contatti con cooperative sociali.</em><span id="more-19950"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caregiver e sandwich. Il primo termine – letteralmente “colui che si prende cura” – suona rassicurante, il secondo persino scherzoso. Eppure è così che viene definito chi si trova a gestire (a titolo gratuito e fuori da un contesto professionale) l’<strong>assistenza a un familiare non autosufficiente</strong>, o addirittura chi è “schiacciato” – come in un sandwich, appunto – tra la gestione di figli ancora non autonomi e parenti anziani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Complici l’invecchiamento della popolazione e l’innalzamento della soglia pensionistica, il fenomeno è in crescita. L’Istat ha calcolato che <strong>in Italia i caregiver familiari sono 7,3 milioni</strong>. Un esercito a cui anche il mondo del lavoro deve imparare a far fronte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo un’indagine, condotta su un campione di 30mila lavoratori di aziende italiane medio-grandi da Jointly, realtà specializzata in servizi di welfare nata nel 2014, insieme con Centro di Ateneo di Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano, <strong>un dipendente su tre è un caregiver</strong>. Nel 77% dei casi il lavoro di cura lo occupa spesso o quotidianamente diventando come un secondo impiego. E un quarto di loro è annoverabile nella generazione sandwich.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Lo Smart working non basta ai caregiver</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati raccolti da Jointly e dall’Università Cattolica delineano il ritratto del lavoratore-caregiver: è spesso donna, ma<strong> si rileva un’incidenza crescente di uomini che si attivano per prestare assistenza</strong>; non ha un’età precisa, perché l’esigenza può presentarsi in diverse fasi della vita; spesso si trova a gestire il problema a distanza, se non vive nello stesso luogo del familiare; e infine non sa per quanto sarà un caregiver, poiché spesso la perdita di autonomia del parente è lenta e progressiva, e anche il bisogno di assistenza evolve secondo uno schema non definito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È evidente, dunque, che lo Smart working non può essere l’unica risposta al fenomeno. E che <strong>le aziende devono rivedere le proprie politiche di welfare e di conciliazione vita-lavoro</strong>, visto che il lavoro agile è una modalità di organizzazione del lavoro e non una mera misura di conciliazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La questione, d’altronde, non impatta solo sul dipendente, ma anche sull’impresa stessa: in termini di assenteismo (in media chi beneficia della Legge 104 si assenta 15 giorni in più all’anno, secondo l’Osservatorio Jointly) e di uscita anticipata dal mondo del lavoro (nel 15% delle famiglie si valuta l’uscita di uno dei due familiari per far fronte ai carichi di cura, dati Censis), ma <strong>a risentirne è anche la produttività del lavoratore</strong>, dato che il ruolo di caregiver comporta un aumento del rischio di burnout legato a maggiore stress, preoccupazione e fatica emotiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Come trovare il servizio più adatto</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>È qui che entra in gioco Jointly, con il suo servizio specializzato “Fragibilità”, nato per <strong>supportare le organizzazioni che vogliono sostenere nel concreto i propri dipendenti-caregiver</strong>. Le imprese interessate possono attivare i servizi proposti da Jointly attraverso i contributi welfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come racconta a<em> Tuttowelfare.info</em> il Co-founder <strong>Fabio Galluccio</strong>, Jointly offre due tipi di aiuto. Navigando sul portale web, <strong>gli utenti possono entrare direttamente in contatto con cooperative sociali che operano in diversi ambiti</strong> – dalla ricerca di badanti al trasporto di anziani e disabili – e possono anche accedere a corsi online su temi relativi al caregiving (per esempio, come relazionarsi con un malato di Alzheimer o come affiancare un ragazzo che soffre di dislessia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi necessita di un orientamento preliminare, invece, Jointly ha attivato il contact center: si tratta di un numero telefonico e un indirizzo email, attivi nelle ore centrali della giornata, attraverso cui <strong>consulenti qualificati forniscono indicazioni</strong>, sia rispetto ai servizi erogati da Jointly per quel bisogno specifico sia in materia di assistenza pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con alcune aziende, infine, Jointly prosegue la collaborazione anche con <strong>campagne di comunicazione mirate</strong>, nella forma di newsletter, giornate di formazione o workshop con esperti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<strong>L’importante è non far sentire solo il dipendente</strong>”, spiega Galluccio. Né nel gestire il lavoro di assistenza tout court, né nel trovare il tipo di aiuto più adatto alle proprie necessità, attività che richiede ulteriori energie e tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>C’è ancora (tanto) lavoro da fare</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ritrovare nella propria azienda una sensibilità nei confronti dell’argomento, e magari un aiuto concreto, non è tuttavia scontato. “Nelle grandi imprese, che oggi stanno introducendo forme di lavoro agile e di flessibilità, si riesce ad allentare la morsa. Invece per ora <strong>le PMI hanno più difficoltà a gestire il fenomeno</strong>”, spiega il Co-founder di Jointly.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“A queste si aggiungono <strong>le imprese che usufruiscono di quote molto basse di welfare</strong>, che spesso si concentrano su altro e non forniscono un aiuto ai caregiver”. Tuttavia negli ultimi anni sono stati fatti dei passi in avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Grazie alla <strong>defiscalizzazione dei contributi per il welfare dedicati all’assistenza di familiari non autosufficienti</strong>, oggi si amplia lo spettro di possibilità con cui le aziende possono sostenere i propri dipendenti-caregiver”, conclude Galluccio. “E laddove c’è una comunicazione corretta e intensiva su questi servizi, le persone vi aderiscono in gran numero”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/jointly-un-aiuto-ai-caregiver-dal-welfare-aziendale/">Jointly, un aiuto ai caregiver dal welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://tuttowelfare.info/jointly-un-aiuto-ai-caregiver-dal-welfare-aziendale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
