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	<title>CSR Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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	<title>CSR Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Le collezioni d&#8217;arte aziendali: un patrimonio strategico tra branding e benessere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 06:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché le collezioni d'arte aziendali crescono e si rivelano asset preziosi? Un approfondimento in attesa dello speciale di Tuttowelfare.info.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/le-collezioni-darte-aziendali-un-patrimonio-strategico/">Le collezioni d&#8217;arte aziendali: un patrimonio strategico tra branding e benessere</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Le collezioni d’arte aziendali (o corporate art collection) si stanno sempre più affermando come asset strategici per le imprese. Non si tratta solo di abbellire gli spazi e gli uffici, ma di <strong>comunicare identità, valori e cultura aziendale</strong> in modo potente e simbolico. L’arte, infatti, ha la capacità di ispirare innovazione, rafforzare il senso di appartenenza e migliorare la qualità dell&#8217;ambiente di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In Italia, il fenomeno si sviluppa a partire dagli anni &#8217;60-&#8217;70</strong>, sull&#8217;onda di esempi internazionali. Oggi, le collezioni aziendali si moltiplicano, evolvono e diventano <strong>strumenti di responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR)</strong>, oltre che leve per il posizionamento del brand e la creazione di relazioni significative con dipendenti, clienti e comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le corporate collection nel mondo: un confronto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel nostro Paese, spesso le collezioni nascono dalla passione dell&#8217;imprenditore. Ma solo quando si strutturano diventano asset veri e propri: con risorse dedicate, budget, obiettivi chiari e progetti di valorizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da noi sono le banche e assicurazioni a guidare il fenomeno, seguite da moda, design e manifattura. Tuttavia, <strong>solo il 30% delle aziende ha collezioni attivamente gestite e valorizzate</strong>. Una collezione ignorata può diventare un&#8217;occasione persa, o peggio, un messaggio incoerente verso i propri stakeholder.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il mercato italiano dell&#8217;arte vale circa 1,3 miliardi di euro (2023)</strong>, ma il confronto internazionale evidenzia margini di crescita:</p>
<ul>
<li>Negli Stati Uniti, corporate come Bank of America vantano collezioni da oltre 60.000 opere.</li>
<li>In Germania, Deutsche Bank ha oltre 57.000 opere con focus su artisti emergenti.</li>
<li>In Giappone, Shiseido ha una storica collezione nata nel 1919.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Le collezioni d&#8217;arte aziendali: sostenibilità culturale , welfare aziendale e marketing</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’arte in azienda riflette una visione ampia della responsabilità sociale: investire in cultura significa investire nel capitale umano e nella comunità, in linea con l’evoluzione del concetto di sostenibilità, <strong>non più solo attenzione ecologica, ma anche benessere sociale e culturale</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numerose ricerche, come quella condotta dall’Università Cattolica con AXA ART e Banca Intesa Sanpaolo, mostrano che le collezioni aziendali più efficaci sono gestite internamente da team dedicati, ben allineati ai processi aziendali, e capaci di attivare progetti culturali, formativi e relazionali attorno all&#8217;arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’arte aziendale è sempre più integrata nelle strategie di comunicazione e branding. Esporre opere in azienda permette di raccontare l&#8217;identità aziendale, creare narrazioni visive coerenti e migliorare la brand reputation. L’arte agisce anche come strumento di public relation e valorizzazione territoriale. Non solo. Ambienti di lavoro arricchiti dall’arte migliorano il morale, stimolano la creatività e rafforzano il senso di comunità. In molte aziende, la presenza di una collezione d&#8217;arte è vissuta come stimolo quotidiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Uno sguardo al futuro: lo speciale di Tuttowelfare.info</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le collezioni d&#8217;arte aziendali e il loro sempre più stretto legame con politiche di <a href="https://tuttowelfare.info/investire-nel-welfare-aziendale-una-scelta-win-win/" target="_blank" rel="noopener">welfare</a> e wellbeing organizzativi saranno al centro di uno <a href="https://tuttowelfare.info/corporate-collection/" target="_blank" rel="noopener"><strong>speciale in uscita a giugno su Tuttowelfare.info</strong></a>. Un approfondimento che esplorerà le scelte, le sfide e le visioni di chi ha deciso di investire nell’arte per fare impresa in modo più umano, innovativo e sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Racconteremo storie, numeri, e soprattutto idee. Perché arte e impresa, insieme, possono generare valore autentico.</p>
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		<title>Le 5 macro tendenze del welfare aziendale nel 2023 per trattenere i dipendenti in azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 07:24:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[benessere aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
		<category><![CDATA[luca furfaro]]></category>
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		<category><![CDATA[volontariato d'impresa]]></category>
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		<category><![CDATA[benessere lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Soprattutto a partire dal post Covid-19, il welfare aziendale sta diventando un vero e proprio must, alla luce delle nuove priorità e i nuovi bisogni dei lavoratori. D’altra parte il concetto di welfare non è statico, ma si evolve insieme ai mutamenti del mercato del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p>Soprattutto a partire dal post Covid-19, il welfare aziendale sta diventando un vero e proprio must, alla luce delle nuove priorità e i nuovi bisogni dei lavoratori. D’altra parte il concetto di welfare non è statico, ma si evolve insieme ai mutamenti del mercato del lavoro.<br />
Ad oggi le priorità sono l’ambito educativo e la salute: infatti s<strong>econdo una ricerca dell’Osservatorio Welfare 2022 a cura di Edenred Italia, il 47,8% della spesa welfare riguarda l’istruzione, la previdenza e l’assistenza sanitaria e per i familiari.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia la prima forma di welfare parte dall’ascolto, dalle risposte dei datori di lavoro ai bisogni dei dipendenti: <strong>il miglioramento dell&#8217;equilibrio e della forte sinergia tra vita privata e vita lavorativa trovano risposte in strategie aziendali che devono essere misurate sui dipendenti stessi.</strong> Il welfare poi ha a che fare con diversi aspetti: <strong>fa bene alle imprese in termini di produttività, clima aziendale e maggior engagement, e al contempo giova al paese stesso in un’ottica di crescita.</strong> Inoltre, l’adozione di un piano welfare orientato verso l’attrazione dei talenti e indicativo quindi dell’employee retention mitiga così anche le grandi dimissioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Il welfare aziendale non si circoscrive solo a prodotti e servizi, ma si traduce anche in una serie di attività sanitarie ed assistenziali per il lavoratore e in taluni casi anche i suoi familiari, legandosi al contempo anche al territorio grazie al suo forte potere sociale”</em> dichiara <strong>Luca Furfaro, esperto di welfare e titolare dello studio Furfaro</strong> (premiato per quattro anni consecutivi al Welfare Index PMI). <em>“Il welfare si evolve in modo naturale, a seconda dei cambiamenti delle abitudini delle persone e tradurre adeguatamente tutto ciò non sempre è facile”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guadando alle macro tendenze del welfare aziendale 2023, Furfaro ne identifica 5:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) I fringe benefits</strong><br />
Una delle forme più comuni di welfare sono i cosiddetti fringe benefits, benefici accessori o benefici in natura: si tratta di buoni carburante, buoni pasto, buoni regalo o anche servizi di mensa, macchina e telefono aziendale. Questi benefits riscuotono spesso il gradimento più alto poiché sono tangibili e facilmente accessibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2) Il volontariato d’azienda</strong><br />
Sempre più aziende promuovono e organizzano attività di volontariato no profit durante l’ambito lavorativo, offrendo spesso la possibilità di apprendere nuove conoscenze e di mettersi in gioco e migliorare il clima aziendale. Il volontariato d’azienda riesce così a rafforzare l’impegno dell’impresa nell’ambito CSR alla possibilità di fare team building tra colleghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) Corporate social responsibility</strong><br />
Il benessere si sposa anche con la sostenibilità nei confronti del territorio che ospita un’azienda: quando si parla di corporate social responsibility si fa riferimento all’adozione di una politica di welfare aziendale che sappia trovare un connubio tra obiettivi economici, sociali e ambientali, nell’intento di attribuire all’azienda anche una mission sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4) La formazione sulle soft skills</strong><br />
Un’altra forma di welfare, che rientra nel tema della responsabilità sociale, è costituita dai piani di formazione che l’azienda mette a disposizione del dipendente su diversi temi, svolgendo così un ruolo di formazione e di crescita continua, migliorando la vita lavorativa. Spesso i CCNL chiedono alle aziende di erogare tali corsi di formazione, tuttavia un’azienda veramente attenta al benessere dei propri dipendenti dovrebbe promuovere attività formative anche per migliorare le soft skills dei dipendenti e per creare un bacino di personale qualificato con le skill necessarie all’azienda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5) Benessere mentale e fisico</strong><br />
Una delle nuove frontiere del welfare è sicuramente quella della salute mentale e fisica: non si tratta di una novità dell’ultimo anno in quanto si è a lungo parlato di terapia sul luogo di lavoro ma la pandemia ha dato una spinta importante a questo tema che è diventato oggi una priorità. Sempre più aziende hanno inserito in azienda la figura dello psicologo o mettono a disposizione dei dipendenti piattaforme ad hoc. Allo stesso modo anche la salute fisica è fondamentale e si traduce con l’adozione di riduzioni per visite o check up annuali o assistenza sanitaria integrativa.</p>
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		<title>SPECIALE SOSTENIBILITA’- La voce delle aziende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 08:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sanpellegrino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Case history e best practice di iniziative in ambito CSR &#160; L’evoluzione, dettata dalla necessità all’adattamento, è la chiave di sopravvivenza per ogni impresa di qualsiasi dimensione. Ad oggi la sostenibilità rappresenta il nuovo orizzonte non solo per istituzioni e cittadini, ma anche per le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 12</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><h3><strong>Case history e best practice di iniziative in ambito CSR</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’evoluzione, dettata dalla necessità all’adattamento, è la chiave di sopravvivenza per ogni impresa di qualsiasi dimensione. Ad oggi la <a href="http://tuttowelfare.info/formazione/sostenibilita-asset-strategico-per-aziende"><strong>sostenibilità rappresenta il nuovo orizzonte</strong></a> non solo per istituzioni e cittadini, ma anche per le aziende: quelle che non adottano strategie, approcci e strumenti per adeguarsi alle nuove esigenze e aspettative del mercato in ottica di CSR (Corporate Social Responsability) si ritrovano penalizzate. Per questo molte aziende, piccole e grandi, si sono attrezzate per affrontare questo importante cambiamento, integrando la sostenibilità all’interno della propria corporate strategy.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia ogni azienda è diversa dalle altre ed è quindi difficile adottare modelli generali che rischiano di rivelarsi troppo astratti rispetto alle condizioni specifiche. Comune per tutti è che <strong>un approccio alla sostenibilità a 360 gradi</strong> (dal punto di vista sociale, economico, ambientale) non è solo una questione di abitudini da cambiare, di norme da implementare, di obiettivi da darsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>EUXILIA E LA SOSTENIBILITA’ COME CONSEGUENZA DI UNA PIENA CONSAPEVOLEZZA</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Forse la formula per un’autentica sostenibilità sta nel passare da quella che si indossa come un vestito per adeguarsi a costumi e tendenze, al fare della sostenibilità una questione identitaria. Nelle organizzazioni di domani, sostenibile potrebbe essere la risultante ineluttabile di una consapevolezza evoluta, che porta a concepire il mondo e la mission di un’organizzazione come intrinsecamente sostenibili. Sostenibilità non è aggiungere una pennellata di verde a quello che facciamo. È essere ed intendere il nostro operato in sfumature di verde, dipingendo intorno a noi una realtà capace di mantenersi florida senza esaurire le risorse di cui si nutre” dice <strong>Alberto Rossi, partner &amp; ceo di euXilia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coltivare l’aspetto della sostenibilità significa in primo luogo prendersi cura delle proprie persone, perché è attraverso la loro motivazione e passione per il proprio lavoro, attraverso la loro formazione continua e collaborazione, che l’azienda può davvero dare un contributo significativo alla comunità intera in cui opera.  Proprio puntando sulle persone, euXilia, società che conduce percorsi di coaching scientifico e sistemico dal 2016, collabora con aziende in fase di trasformazione, per supportare l’evoluzione di manager, leader, team e organizzazioni intere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>SANPELLEGRINO E L’IMPEGNO VERSO L’AMBIENTE</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impegno concreto nei confronti della comunità è<strong><a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/le-persone-la-comunita-e-il-pianeta-al-centro-del-modello-di-business-di-sanpellegrino"> al centro anche delle scelte di Sanpellegrino</a>,</strong> che ha recentemente pubblicato il proprio Bilancio di sostenibilità 2022. “La creazione di valore condiviso è un tassello fondamentale del modello operativo di Sanpellegrino che si riflette in piani industriali in grado di favorire una crescita sostenibile, e in progetti che contribuiscono a promuovere lo sviluppo economico e l’immagine turistica delle comunità in cui siamo presenti. Investiamo costantemente nel nostro Paese: nel 2021 abbiamo destinato 58 milioni di euro ai nostri stabilimenti che, spesso, rappresentano la principale realtà produttiva di questi territori. &#8211; ha dichiarato <strong>Stefano Marini, Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino</strong> &#8211; La sostenibilità è parte integrante della nostra cultura aziendale. Vogliamo essere una Corporate Force for Good all’interno della società e ci impegniamo a raggiungere questo obiettivo amplificando l’impatto positivo e riducendo l’impronta ecologica della nostra attività”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-23148" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-scaled.jpg" alt="" width="691" height="389" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-scaled.jpg 1280w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-300x169.jpg 300w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-1024x576.jpg 1024w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-768x432.jpg 768w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-1536x864.jpg 1536w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-2048x1152.jpg 2048w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-700x394.jpg 700w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Sanpellegrino-infografiche-01_-539x303.jpg 539w" sizes="(max-width: 691px) 100vw, 691px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal report emerge in particolare che nel 2021 Sanpellegrino ha ridotto del 22% l’uso di acqua industriale rispetto all’anno precedente, grazie all’intervento sulle macchine riempitrici e sui meccanismi di regolazione. Sul fronte dell’approvvigionamento energetico, fin dal 2011, il 100% dell’energia elettrica acquistata proviene da fonti rinnovabili certificate. L’impegno di Sanpellegrino si estende inoltre alle iniziative per recuperare e riutilizzare il 100% dei rifiuti che provengono dagli stabilimenti, e all’impegno nella promozione di una logistica sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per condividere con le comunità locali il valore generato dalle attività, Sanpellegrino si è inoltre impegnata nello sviluppo di una serie di progetti per prendersi cura degli ecosistemi locali, sviluppando progetti per riforestare aree depauperate e ripristinare zone umide in prossimità delle fonti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>OLEIFICIO ZUCCHI E LA RESPONSABILITA’ ECOLOGICA</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-23149 alignleft" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Opera-Snapshot_2022-07-19_102456_Bilancio_SostenibilitC3A0_2020.pdf.png" alt="oleifici zucchi" width="434" height="501" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Opera-Snapshot_2022-07-19_102456_Bilancio_SostenibilitC3A0_2020.pdf.png 650w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/Opera-Snapshot_2022-07-19_102456_Bilancio_SostenibilitC3A0_2020.pdf-260x300.png 260w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" />Un’altra importante azienda italiana che ha sempre coniugato la crescita produttiva e lo sviluppo tecnologico e industriale con un impegno a un costante miglioramento sotto il profilo ambientale è <strong><a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/la-sostenibilita-di-oleificio-zucchi-qualita-trasparenza-e-diffusione-di-una-nuova-cultura">l’Oleificio Zucchi.</a> </strong>Prima in Italia, l’azienda ha certificato la Carbon Footprint di una intera gamma di oli di semi dell’Ambiente per l’analisi dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo. Questa certificazione ha consentito di valutare le quantità di gas serra associate all’intera filiera dei prodotti, dal campo allo smaltimento, con l’obiettivo di attuare misure di riduzione e di compensazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come riportato anche nel loro ultimo Report di Sostenibilità, l’Oleificio Zucchi si è impegno negli anni a promuovere una filiera logistica sostenibile abbattendo le emissioni di CO2, ha investito in impianti all’avanguardia che consentono un significativo risparmio energetico e ha messo in campo un progetto di smaltimento dei rifiuti che ne consenta il recupero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La ricerca dell’eccellenza qualitativa, il rispetto per il lavoro e per l’ambiente, la sostenibilità a 360° in un’ottica di lungo periodo, sono da sempre stati i valori fondanti di Oleificio Zucchi e ne hanno influenzato le scelte. A partire dai processi decisionali fino ad arrivare alla produzione, siamo alla continua ricerca di soluzioni che possano innovare il settore e l’azienda in modo tale da essere sempre più rispettosi nei confronti dell’ambiente ed offrire un prodotto equo e di qualità. Siamo garanti di una filiera responsabile, sostenibile e certificata, inoltre, dal 2000, rendicontiamo tutte le nostre attività in ambito di impatto ambientale ed il nostro Bilancio di Sostenibilità è giunto oggi alla 17° edizione” dice <strong>Roberta Gorini, Human Resources Oleificio Zucchi Spa. </strong></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LACTALIS E LE POLITICHE GREEN</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attenzione all’ambito energetico è al centro delle politiche green anche di <a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/lactalis-punta-allautosufficienza-energetica-e-combatte-lo-spreco-alimentare"><strong>Lactalis, primo gruppo agroalimentare in Italia</strong></a>, che nel 2021 ha raggiunto un’autosufficienza energetica di oltre il 90% nelle sue maggiori fabbriche, tra le più grandi in Europa. La centralità delle tematiche green per il gruppo sono evidenti dagli investimenti riservati all’ambito Ricerca&amp;Sviluppo: 6,1 milioni solo nel 2020, che hanno permesso di sviluppare packaging sostenibili per la riduzione della plastica, di ridurre del -16% l’energia elettrica acquistata e ad aumentare del +41,7% la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nonché la completa autosufficienza energetica in diversi stabilimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gruppo però non trascura l’elemento umano: nel 2021 ha voluto sviluppare il progetto “La coscienza di Zeta” per far emergere lo sforzo psicologico sostenuto durante il periodo di lockdown dalle giovani generazioni, e per condividere idee e proposte in grado di favorire il recupero dell’equilibrio emotivo e di infondere più fiducia nel futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“I progetti di responsabilità sociale o, per meglio dire, ogni attività attraverso la quale un’impresa si assume l’impegno a creare un impatto positivo per l’ambiente e per le persone, sono diventati centrali in qualsiasi modello di business in quanto cruciali per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) fissati dall’Agenda 2030. In quanto parte integrante delle operazioni di un’azienda in qualsiasi ambito e a qualsiasi livello, la responsabilità sociale oggi non rappresenta più un approccio ideale alla sostenibilità quanto la capacità di un’impresa di produrre ricadute misurabili a vantaggio della collettività. In quanto primo gruppo agro-alimentare in Italia per stabilimenti produttivi e capillarità nei territori con le nostre aziende Galbani, Parmalat, Nuova Castelli e Leerdammer, noi di Lactalis Italia ci impegniamo a supportare le comunità nelle quali operiamo attraverso la creazione di benessere economico, la tutela e il rispetto delle risorse naturali, la valorizzazione del capitale umano e culturale” dice <strong>Enrica Borrelli, CSR Communication Manager Lactalis Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>REVERSE E LE TRE DIRETTRICI DELLA SOSTENIBILITA’</strong></h3>
<p><img decoding="async" class="wp-image-23150 alignright" src="http://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/2.png" alt="reverse" width="444" height="378" srcset="https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/2.png 700w, https://tuttowelfare.info/wp-content/uploads/2022/07/2-300x255.png 300w" sizes="(max-width: 444px) 100vw, 444px" /></p>
<p>L’impegno dell’azienda nei confronti della società viene declinato da <a href="http://tuttowelfare.info/protagonisti/la-genitorialita-e-la-persona-al-centro-del-welfare-di-reverse"><strong>Reverse, società di ricerca e selezione del personale,</strong> </a>in tre direttrici. Innanzitutto, nell’impegno verso l’ambiente: Reverse ha per esempio redatto un Vademecum delle buone pratiche per la sostenibilità ambientale, che racchiude una serie di buone norme da attuare quotidianamente sia sul luogo di lavoro che a casa; ha inoltre deciso di partecipare alla Plant Revolution piantando un albero o adottando un alveare per ogni nuovo Reverser.</p>
<p>Impegno verso la comunità, collaborando con organizzazioni no profit a scopo benefico e di volontariato.</p>
<p>Impegno verso i dipendenti e i collaboratori attraverso programmi di welfare aziendale che nel 2022 li hanno fatti entrare per la terza volta consecutiva nella classifica dei Best Workplaces in Italia. In particolare, Reverse ha stilato una “Carta della genitorialità” in cui sono riassunti i principi, i progetti e le iniziative pensate per i dipendenti genitori: per esempio hanno  messo in atto uno sportello d’ascolto per tutti i genitori, seminari sul rapporto genitori/figli, agevolazioni, buoni acquisto e rimborsi spese su prestazioni legate alla gestione familiare (spese scolastiche, baby sitting, centri estivi) oltre ad un percorso di maternità e paternità che mira a non escludere i dipendenti genitori durante il congedo.</p>
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<p>“Partiamo dal nostro purpose: portare reale valore a chiunque interagisca con noi. Quello che desideriamo è che questo obiettivo non venga applicato solo al business, ma parta innanzitutto dal benessere delle nostre risorse e che si estenda poi all’esterno di Reverse, attraverso un impegno sociale e di sostenibilità” dice <strong>Silvia Orlandini, People &amp; Culture Manager di Reverse.</strong> Il nostro comune principio è voler essere parte attiva della sostenibilità e del progresso della società in cui viviamo, pur nel nostro piccolo. Per questo di anno in anno, di pari passo con la crescita di Reverse, stiamo incrementando progressivamente il numero e il peso delle iniziative in ambito CSR all’interno del nostro Business Plan.</p>
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<h3><strong>SCS CONSULTING E LA IMPACT LEADERSHIP</strong></h3>
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<p>Insomma, per la maggior parte delle aziende si sta sempre più consolidando il concetto che la sostenibilità non è qualcosa di esterno, ma ha a che fare con il “come” vengono realizzate le attività, i prodotti, i servizi, e i rapporti con i dipendenti e tutti gli stakeholders.</p>
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<p>“È fondamentale per l’azienda scegliere innanzitutto uno scopo di lungo periodo, un’ambizione che abbracci non solo l’organizzazione aziendale o pubblica, ma anche la capacità di creare un impatto positivo nella comunità. È importante che sia un’aspirazione autentica e ‘sentita’, non solo bella da comunicare” dice <strong>Anna Maria Balestra, responsabile Area People&amp; Change Management di SCS Consulting.</strong></p>
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<p>Attori fondamentali in questo percorso sono i leader, ai quali viene sempre più spesso richiesto di possedere un ampio ventaglio di skills, dalla capacità di guidare i collaboratori a quella di definire e attuare strategie organizzative. E’ chiaro che, in un contesto del lavoro diventato più flessibile, non è possibile impostare una leadership orientata al controllo: le persone hanno bisogno di mostrarsi in grado di affrontare sfide e ostacoli in autonomia, con la supervisione e la fiducia dei loro superiori. Il manager è quindi chiamato a trasformarsi in un punto di riferimento solido e affidabile, una guida che supporti le risorse nel favorire decisioni, azioni e iniziative.</p>
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<p>Per questo il modello di Impact leadership è costituito da due anime: una rivolta all’esterno dell’organizzazione, che valuti l’impatto positivo sugli obiettivi strategici tenendo conto dell’intero ecosistema; una seconda anima mirata allo sviluppo delle persone, che punti sulle modalità di relazione.</p>
<p>Fondamentale in questo processo è la volontà del leader di lasciare un segno, per le persone e per le organizzazioni.</p>
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<h3><strong>MIDA E LA CENTRALITA&#8217; DELLE PERSONE</strong></h3>
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<p>La leadership è dunque chiamata a comprendere che il talento, la creatività e la vitalità delle persone non sono ma state una leva così fondamentale come oggi per le aziende per affrontare il cambiamento. Ne è convinta la società di consulenza aziendale <strong>MIDA</strong> attraverso le parole del suo <strong>fondatore Marco Poggi:</strong> “Si apre l’opportunità di progettare new ways of working fondate sul wellbeing, sull’inclusione e sulla valorizzazione delle differenze nella prospettiva dello sviluppo sostenibile. Per questo MIDA partecipa alla grande trasformazione con le sue tre linee d’intervento: con il Neuroempowerment®, approccio basato su neuroscienze e psicologia positiva, portiamo il flourishing nelle strategie aziendali; con il codesign dei processi HR in un’ottica di sviluppo sostenibile, costruiamo nuove people strategy in linea con gli SDG ONU 2030; con il nostro modello proprietario di Change e Adoption, che valorizza gli insight delle Scienze Comportamentali, generiamo macro-impatti misurabili sul business e sulle persone.”</p>
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<p>Anche MIDA ha lavorato molto, negli ultimi anni, per integrare sempre di più e sempre più sistematicamente la Corporate Social Responsibility nella sua strategia aziendale. Hanno innanzitutto nominato un responsabile Sostenibilità: è un partner MIDA che ha raccolto le esigenze di tutti gli stakeholder e che ha potuto mediare tra le parti coinvolte per rendere la sostenibilità un asset strategico dell’azienda e, soprattutto, per trasformare gli intenti in un percorso evolutivo e in KPI misurabili.</p>
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<p>Da lì hanno costruito ecosistemi lavorativi inclusivi, creativi, fondati sul benessere diffuso e sulle performance felici, rendicontando i risultati. Hanno promosso  la ricerca scientifica e tecnologica per sviluppare il progresso sociale ed ambientale e abilitare l’espressione libera e creativa delle persone.</p>
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<p>Perché, in ultima analisi, è questo che significa sostenibilità: creare un contesto in cui ciascuno possa realizzare la sua vocazione e il suo talento, in equilibrio, salute e sicurezza; costruire un’idea di valore che tenga insieme la crescita di lungo periodo, la responsabilità sociale, la cura dell’ambiente e dei luoghi di lavoro, il profitto economico e la fioritura delle persone.</p>
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		<title>Sostenibilità: un asset strategico per le aziende</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 12:45:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché e come un’azienda dovrebbe integrare un approccio sostenibile nel suo piano industriale &#160; Oggi l’adozione di un approccio sostenibile da parte delle aziende, sia grandi sia medio-piccole, non è più una scelta, ma una strada necessaria ed opportuna. L’unica opzione per ora ancora facoltativa,...</p>
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<p>Oggi l’adozione di un approccio sostenibile da parte delle aziende, sia grandi sia medio-piccole, non è più una scelta, ma una strada necessaria ed opportuna. L’unica opzione per ora ancora facoltativa, ma verso cui si tende, è la scelta di fare della <a href="http://tuttowelfare.info/?s=sostenibilit%C3%A0">sostenibilità</a> un asset strategico per il business dell’azienda. E’ questo il messaggio chiave che emerge dall’intervento della Prof.ssa Stella Gubelli, docente di Economia Aziendale e Responsabile Area Consulenza ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il convegno “Organizzazioni sostenibili per un mondo sostenibile” organizzato dalla testata <strong><a href="https://www.este.it/sviluppo-organizzazione/">Sviluppo&amp;Organizzazione</a></strong> giovedì 16 giugno 2022.</p>
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<h3><strong>NORMATIVA E REGOLAMENTAZIONE</strong></h3>
<p>In questi anni si sta assistendo ad una crescente regolamentazione sui vari ambiti di gestione e comunicazione della sostenibilità (solo per fare un paio di esempi: il pacchetto di Direttive Europee del 2018 con nuovi obblighi in materia di Emissioni, rifiuti e Circular Economy; o il Decreto legislativo 254/2016 sulla Rendicontazione non Finanziaria).</p>
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<p>Lo sviluppo sostenibile è al centro del Green Deal dell’Agenda 2030 dell’Unione europea, nonché della politica industriale europea attraverso il Next Generation EU e il PNRR.</p>
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<p>Recentemente è stata anche approvata la proposta di modifica della Direttiva europea sul reporting di sostenibilità (CSRD) che obbliga alla rendicontazione di sostenibilità tutte le società quotate (tranne quelle con meno di 10 dipendenti e fatturato inferiore a 700.000 euro) e le società che rispondono ad almeno due dei seguenti criteri dimensionali:</p>
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<p>&#8211; Dipendenti superiori a 250<br />
&#8211; Fatturato superiore a 40 milioni di euro<br />
&#8211; Attivo Stato Patrimoniale superiore a 20 milioni di euro</p>
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<p>Scegliere volontariamente di adottare un approccio sostenibile prima che il legislatore estenda l’obbligo alle varie categorie di impresa presenta alle aziende anche il vantaggio di anticipare l’applicazione di normative e quindi di evitare poi di dover stravolgere il proprio modello per “mettersi in regola”.</p>
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<h3><strong>BANCHE, INDUSTRIA E “PERENNIALS”</strong></h3>
<p>L’importanza della sostenibilità è sempre più pervasiva e tocca diversi settori di business, per esempio quello bancario. In base alle linee guida dell’EBA, entrate in vigore nel 2021, il rispetto dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) rientra tra gli elementi da considerare nella concessione di un prestito, e può determinare la riduzione del costo di un finanziamento.<br />
L’EBA inoltre richiede alle banche, dal 2022, la pubblicazione del GAR (Green Asset Ratio), cioè il rapporto tra finanziamenti green e totale degli asset.<br />
A loro volta gli investitori sono sempre più attenti ai fattori ESG nelle proprie scelte di investimento e gli strumenti di impact investing sono in rapida crescita.</p>
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<p>I criteri ESG, così come la gestione sostenibile della supply chain, sono utilizzati anche nella valutazione dei fornitori in ambito industriale. Sempre più spesso infatti i clienti richiedono alle imprese inserite nelle filiere produttive di “dimostrare” il proprio approccio sostenibile al business.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attenzione alla sostenibilità getta le sue radici alla base della filiera, cioè tra i consumatori e i cittadini che stanno progressivamente adottando un orientamento sostenibile nei confronti di consumi e acquisti. Si è quindi arrivati a parlare di una nuova categoria sociale, i “perennials”, che indipendentemente dall’età si dimostrano molto attenti a queste tematiche, determinando così un cambio di rotta da parte delle aziende.</p>
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<h3><strong>LA SOSTENIBILITA’ NEL MODELLO IMPRESA: OGGI E DOMANI</strong></h3>
<p>Nel corso degli anni le aziende hanno vissuto una progressiva evoluzione verso l’integrazione della CSR (Corporate Social Responsability) nella strategia aziendale. Si è arrivati recentemente ad una fase in cui si è affermato un orientamento sostenibile nel medio periodo e la sostenibilità è presidiata a livello di governance, gestionale e organizzativo. Le prossime frontiere saranno quelle di rendere la sostenibilità una vera e propria fonte di vantaggio competitivo e, successivamente, un fattore dominante della corporate strategy, in grado di trasmettere un impulso significativo sul territorio e nel settore.</p>
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<p>Ad oggi però non esiste un modello prevalente di governance della sostenibilità: in alcune aziende ci si basa su una task force manageriale o sulla supervisione del CdA, ma l’obiettivo è arrivare alla formazione di un “Comitato sostenibilità” che lavori in ottica strategica. Il Sustainability Manager ha oggi un ruolo professionale riconosciuto, ma non può giocare da solo la partita della sostenibilità perché questa è una sfida trasversale che tocca diversi settori aziendali, istituzioni e stakeholder. Il Sustainability Manager quindi deve essere in grado di raccogliere le diverse esigenze e mediare tra le parti coinvolte per trasformare la sostenibilità in un asset strategico dell’azienda.</p>
<h3></h3>
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<h3><strong>DALLA RENDICONTAZIONE ALLA STRATEGIA</strong></h3>
<p>Alla luce di quanto emerso fin qui, è chiaro che la rendicontazione dei bilanci di sostenibilità e delle dichiarazioni non finanziarie, su cui oggi le aziende sembrano concentrare i loro maggiori sforzi, rappresenta in realtà solo una delle fasi finali della più ampia catena per creare e misurare il valore condiviso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di tutto infatti serve una pianificazione per integrare gli obiettivi strategici di sostenibilità nei piani industriali. Successivamente si passa all’azione, declinando questi obiettivi in azioni concrete; poi si monitorano le performance e solo alla fine ci si dedica alla rendicontazione e alla comunicazione per valorizzare le buone pratiche di sostenibilità.</p>
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<h3><strong>VADEMECUM</strong></h3>
<p>Per riuscire concretamente ad integrare la sostenibilità nel proprio modello d’impresa le aziende possono utilizzare diverse leve “facilitanti”:</p>
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<p>1. Valorizzare l’esistente: iniziative, persone, relazioni sono “asset” da cui partire<br />
2. Dare unitarietà all’approccio: definire presidi organizzativi e dotarsi di strumenti operativi consente di “mettere a sistema” il proprio approccio sostenibile al business<br />
3. Dare forma alla sostanza: policy, procedure, codici contribuiscono a definire regole chiare e stabili e a qualificarsi come sostenibili<br />
4. Investire sulla cultura e sulle competenze: la diffusione di una cultura interna orientata alla sostenibilità e la presenza di competenze (diffuse) sono condizione indispensabile per un approccio efficace di lungo periodo</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/sostenibilita-asset-strategico-per-aziende/">Sostenibilità: un asset strategico per le aziende</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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