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	<title>Carta di Bologna Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Lavoro agile, quando è il Comune a essere smart</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 05:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si moltiplicano le giornate dedicate allo Smart working. L&#8217;ultima è quella organizzata da Bologna. L&#8217;obiettivo: promuovere un modello organizzativo e una cultura manageriale orientata al risultato. &#160; Le Pubbliche amministrazioni (Pa) hanno il compito di favorire collaborazioni e facilitare nuove soluzioni per i problemi comuni....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 5</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Si moltiplicano le giornate dedicate allo Smart working. L&#8217;ultima è quella organizzata da Bologna. L&#8217;obiettivo: promuovere un modello organizzativo e una cultura manageriale orientata al risultato.</em><span id="more-20010"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Pubbliche amministrazioni (Pa) hanno il compito di <strong>favorire collaborazioni e facilitare nuove soluzioni per i problemi comuni</strong>. Questo vale anche nel campo del lavoro, che è sicuramente un aspetto fondamentale della vita di un territorio, dal momento che coinvolge tantissimi ambiti del ‘vivere assieme’, dalle infrastrutture, ai trasporti, al commercio, all’istruzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È anche il principale terreno di incontro tra comunità, Istituzioni ed imprese; lo è in ottica di sviluppo economico, ma <strong>alle Pubbliche amministrazioni spetta il compito di garantirne, tra le altre cose, la sostenibilità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Comune di Bologna</strong> crede così fortemente nello Smart working come fattore abilitante di questa sostenibilità, da aver organizzato una <strong>giornata dedicata al lavoro agile</strong> (si è svolta il 24 ottobre 2019). Per chi si occupa del tema, è particolarmente interessante capire il punto di vista degli enti pubblici, dal momento che, inevitabilmente, è diverso da quello delle aziende.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’<strong>Assessore al Lavoro Marco Lombardo è stato affidato il compito di esprimere la voce delle istituzioni</strong> che, nella promozione del lavoro agile, hanno, in primo luogo, un intento di tipo culturale. Lombardo ne ha tessuto un elogio: “Lo Smart working è qualcosa di più e di diverso rispetto al lavoro da casa o al telefono: è un modello organizzativo e una cultura manageriale orientata al risultato, alla progettualità più che alla procedura, alla cooperazione ed alla collaborazione più che alla competizione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La definizione di una Pa non può proseguire se non allargando il discorso al work-life balance: secondo Lombardo, infatti, il primo obiettivo non deve essere una maggiore dedizione della propria esistenza ai tempi del lavoro, ma una <strong>maggiore possibilità di conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro</strong>. Dunque, la sfida culturale che una Pa può portare avanti rispetto allo Smart working è quella di “promuovere una cultura del lavoro che sia orientata a misurare la qualità esso, più che la quantità delle ore lavorate”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Gli esperimenti di Smart working nelle Pa</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non a caso, il Comune di Bologna, insieme con la Regione Emilia-Romagna e alla Città metropolitana, è stato <strong>il primo in Italia a sperimentare lo Smart working</strong>, adottando in pieno la risoluzione europea del 2016 e la Legge 81 del 2017. Infatti, ha in corso, da un anno, una sperimentazione per l’attivazione del lavoro agile che coinvolge attualmente circa 110 persone, destinate a diventare più di 300 nel 2020, per poi crescere progressivamente per step successivi, fino a raggiungere potenzialmente tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’ente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto si chiama <strong><em>Lavoro agile per il futuro delle Pa</em></strong> ed è cofinanziato dal Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, Asse I, Azione 1.3.5 e coordinato dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri, in rete con la Regione Emilia-Romagna. Il modello creato a Bologna è stato poi messo a disposizione di tutti gli altri enti interessati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dunque, nella prima giornata dedicata al lavoro agile, il Comune di Bologna si è fatto promotore di un Protocollo di intesa della rete pubblico-privata <em>Smart-BO</em>, composta da associazioni imprenditoriali, singole imprese e cooperative ed altre organizzazioni pubbliche della città, come università e azienda sanitaria, finalizzato a costruire un tavolo territoriale del lavoro agile, per <strong>valorizzare e incentivare lo Smart working e promuovere l’innovazione organizzativa e lo sviluppo sostenibile della città</strong>, attraverso un confronto e scambio di esperienze, buone pratiche e positive contaminazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo scopo secondo i rappresentanti del Comune di Bologna è quello di “condividere l’esperienza bolognese e quella di altri territori, tra pubblico e privato, rendendo tutto questo un patrimonio comune di conoscenza, nella <strong>convinzione che lo Smart working possa diventare un fattore abilitante per liberare il potenziale umano</strong> e tenere insieme un’idea di sviluppo che coniughi la sostenibilità ambientale con quella sociale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Andare oltre la produttività</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>passaggio culturale auspicato è quello dalla produttività alla produzione di valore</strong>, dalla competizione alla collaborazione, dall’efficientamento del modello al benessere individuale e collettivo, dall’organizzazione dell’ufficio all’accessibilità e alla condivisione dello spazio di lavoro. In ballo ci sono sfide ancora più ‘alte’.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per esempio, quella demografica, visto il tasso di natalità tra i più bassi in Europa. Questa <strong>coinvolge anche l’</strong><strong>equilibrio tra vita professionale e vita privata-familiare</strong>, perché esso dipende dall’organizzazione dell’orario: già nel 2015 quasi la metà dei dipendenti ha dichiarato di aver lavorato durante il tempo libero (2015).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bologna ha dimostrato questa particolare sensibilità anche nella redazione della <strong><em>Carta dei diritti fondamentali </em></strong><strong><em>del lavoro digitale nel contesto urbano</em></strong><strong>, meglio nota come <em>Carta di Bologna</em></strong>, che regolamenta i diritti dei lavoratori della Gig economy, primi tra tutti i rider delle principali piattaforme di food delivery. La Carta è diventata un modello nazionale: il tema cruciale è il fatto che, tutto sommato, lo Smart working resta prerogativa di lavoratori subordinati che, in quanto tali, hanno già delle tutele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’auspicio è quello di una <strong>vera svolta per il 2020, a partire proprio dagli enti pubblici</strong>: un lavoro agile ‘reale’, cioè a risultato e senza vincoli di orario, che possa riguardare almeno il 10% del personale della Pa, evitando forme di abuso; uno Smart working che si opponga alla tentazione di una cultura della presenza fisica e della disponibilità permanente, come unici indicatori delle capacità e del valore del lavoratore. E le Giornate del lavoro agile diventeranno annuali.</p>
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