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	<title>brunetta Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Un passo verso il nuovo welfare nella Pubblica amministrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 08:47:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente Patto per l&#8217;innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale individua la flessibilità organizzativa della Pubblica amministrazione come obiettivo fondamentale di un processo di rinnovamento &#160; Flessibilità organizzativa, competenze digitali, inclusione e formazione continua sono concetti che raramente vengono associati alla Pubblica amministrazione....</p>
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<p><span id="more-21937"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Flessibilità organizzativa, competenze digitali, inclusione e formazione continua sono concetti che raramente vengono associati alla Pubblica amministrazione. Ma il recente Patto per l&#8217;innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale si basa su questi pilastri per riformarla. “<strong>Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Se il primo funziona, funziona anche la seconda</strong>”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Draghi nel giorno della firma del patto. L’accordo, siglato il 10 marzo 2021 a Palazzo Chigi tra il Governo e i sindacati Cgil, Cisl e Uil ha inaugurato, come spiegato dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, una “nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Patto, quindi, individua la flessibilità organizzativa della Pa e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, <strong>con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.</strong> Nel documento è stabilito che nei futuri contratti collettivi nazionali deve essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati conciliando le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici con le esigenze organizzative del settore pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi, inoltre, si prevede di adeguare i sistemi di partecipazione sindacale valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. <strong>Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali</strong> già riconosciute al settore privato, per esempio relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Ricambio generazionale e formazione continua per le nuove competenze</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (o Smart working) per via contrattuale è un elemento portante della strategia alla base del nuovo patto. Da quanto si apprende dalla nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri è previsto che su questa tematica “<strong>saranno disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione</strong>, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la firma del Patto, il Governo si è anche impegnato a emanare all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. <strong>I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-21 interessano infatti oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedono confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni</strong> all’interno della retribuzione fondamentale. Gli aumenti medi sono di 107 euro, come stabilito già da Fabiana Dadone, predecessore di Brunetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attraverso questi contratti si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. “<strong>È necessario valorizzare le professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche</strong> ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative”, è indicato nel documento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Governo si impegna poi a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. <strong>“Formazione e riqualificazione assumono il rango di investimento strategico e non sono più considerati come voce di costo”, si legge nella nota</strong>. In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente deve essere titolare di un diritto-dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pa deve utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Ministro dell&#8217;Economia, Daniele Franco, ha anticipato la sfida alla quale sta lavorando Brunetta per &#8220;l&#8217;immissione in tempi brevi&#8221; di giovani nella Pa, in modo da avere le competenze necessarie per gestire i nuovi progetti. <strong>Per favorire il ricambio generazionale è allo studio, infatti, un meccanismo volontario di incentivi all&#8217;esodo di persone vicine all&#8217;età pensionabile</strong> e con professionalità non adeguate a cogliere la sfida dell&#8217;innovazione tecnologica, o non più motivate a rimanere nel settore pubblico. Si tratterebbe di un esodo che potrebbe anticipare fino a cinque anni dalla pensione di vecchiaia.</p>
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