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	<title>Bike-to-work day Archivi - Tuttowelfare</title>
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		<title>Pedala che ti passa (e l’azienda ti premia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 04:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Baroncini]]></category>
		<category><![CDATA[Bike-to-work day]]></category>
		<category><![CDATA[tragitto casa-lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotto interno bici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incentivare l’utilizzo della bicicletta nel tragitto casa-lavoro può incidere significativamente sulla salute del lavoratore e sull’inquinamento dell’aria. E numerose aziende, comuni e amministrazioni iniziano a investire nella bici, dando il buon esempio. &#160; Di recente Stati Uniti e Canada hanno celebrato il Bike-to-work day, un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 6</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><em>Incentivare l’utilizzo della bicicletta nel tragitto casa-lavoro può incidere significativamente sulla salute del lavoratore e sull’inquinamento dell’aria. E numerose aziende, comuni e amministrazioni iniziano a investire nella bici, dando il buon esempio.</em><span id="more-19473"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di recente Stati Uniti e Canada hanno celebrato il <em>Bike-to-work day</em>, un evento annuale a <strong>sostegno degli spostamenti in bicicletta nella tratta casa-lavoro</strong>. Si tratta di un fenomeno che via via sta prendendo piede anche nel nostro Paese, ma quali sono le sue dimensioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i principali sostenitori di questo movimento troviamo la <strong>Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab)</strong>, che partecipa al progetto europeo <em>Bike2Work &#8211; Smart choice for commuters</em>, il cui obiettivo principale è quello di sensibilizzare sia le aziende, sia i lavoratori pendolari a spostare quote di mobilità dall’automobile alla bicicletta, con benefici immediati per la salute e per l’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra il 2014 e il 2016 <strong>l’iniziativa ha coinvolto 12 Paesi europei e più di 580mila partecipanti</strong>; in questo modo è stato possibile risparmiare 54.711 tonnellate di anidride carbonica e 9.286 tonnellate di carburante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione, questo progetto – e tutti gli altri legati alla mobilità sostenibile – <strong>stanno trovando un terreno sempre più fertile anche in un Paese come il nostro</strong>, dove le due ruote sono utilizzate solo dal 3,6% della popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un dato che arriva dal <em>Secondo Rapporto sull’economia della bicicletta in Italia 2018</em>, elaborato da Legambiente con la collaborazione di VeloLove e Grab+, e che ci restituisce <strong>la fotografia di una nazione ancora spaccata a metà</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A percorrere sistematicamente il tratto casa-lavoro pedalando sono circa 743mila italiani, ma le percentuali più alte si registrano nella provincia autonoma di Bolzano (13,2% degli occupati), in Emilia Romagna (7,8%) e in Veneto (7,7%). <strong>Tra i comuni virtuosi spiccano Bolzano, Pesaro, Ferrara e Treviso</strong>, dove più di un quarto della popolazione si muove sulle due ruote sia per i propri spostamenti quotidiani, sia per motivi di studio, lavoro o svago.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione cambia radicalmente quando andiamo a vedere i risultati di cinque regioni del Centro Sud: <strong>in Lazio, Sicilia, Sardegna, Calabria e Molise la bici viene utilizzata da meno dell’1% dei lavoratori e degli studenti</strong>, con ripercussioni negative in termini di traffico urbano e di inquinamento atmosferico e acustico.</p>
<p><em> </em></p>
<h4><strong>Pedalare non è solo una questione ambientalista </strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le motivazioni che dovrebbero spingere le persone a pedalare – e le aziende e le amministrazioni a incentivarle – vanno ricercate anche nei benefici sanitari e non solo in quelli ambientali. All’interno del rapporto elaborato da Legambiente, infatti, compare il <strong>Prodotto interno bici (Pib), un indice generato nelle regioni dall’uso sistematico delle due ruote</strong>, che si traduce in circa 1,1 miliardi euro di risparmio sanitario annuo e in 960 milioni di euro di benefici sanitari e sociali per bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numeri importanti, che spingono a una riflessione più profonda. <em>Tuttowelfare.info</em> ne ha parlato in esclusiva con <strong>Francesco Baroncini, Direttore Fiab</strong>: “Bisognerebbe muoversi in bicicletta innanzitutto per noi stessi, perché è un’attività fisica che ci fa stare bene e che produce endorfine”. Ma anche per i datori di lavoro è un’opportunità da non sottovalutare: “Chi pedala arriva puntuale sul posto di lavoro, visto che il tempo di percorrenza non dipende dal traffico, inoltre è più concentrato, produttivo e si ammala di meno, come testimoniano numerose ricerche”. A questo si aggiunge il risparmio economico: “<strong>L’unica cosa che si consuma in bicicletta è la propria forza muscolare</strong>, per cui non c’è più bisogno di fare i conti con il prezzo della benzina o del gasolio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per incentivare i dipendenti all’uso delle due ruote, però, è necessario che le aziende si dotino di qualche piccola accortezza: “Sono già sufficienti un parcheggio interno per il mezzo, che metta a riparo dai furti e un piccolo armadietto in cui poter tenere una maglietta di ricambio. Si tratta di misure di welfare aziendale che <strong>pesano sull’impresa molto meno di un abbonamento in palestra</strong>, ma che i dipendenti apprezzano molto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una tutela fondamentale è poi quella che riguarda la legge sull’infortunio in itinere, una <strong>copertura garantita dall’Inail nel caso in cui l’incidente avviene durante il tragitto casa-lavoro</strong>: “È una norma che si conosce ancora poco e noi come Fiab lavoriamo perché si sappia che chi va a lavorare in bicicletta è sempre coperto da questo tipo di tutela”.</p>
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<h4><strong>Aziende e amministrazioni, una partita tutta da giocare</strong></h4>
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<p>Seppur l’Italia sia ancora ben lontana dagli standard dei Paesi nordeuropei per quanto concerne la diffusione e la cura dei mezzi a due ruote e delle piste ciclabili (i dati più recenti diffusi dagli esperti esperti del Copenhagenize Bicycle Friendly Cities Index mettevano in testa alla classifica delle 20 città più <em>bike friendly</em> al mondo Copenaghen, Utrecht e Amsterdam e non includevano nessuna località italiana) c’è chi si sta impegnando attivamente affinché <strong>questo mezzo non sia più soltanto di nicchia</strong> o relegato a un utilizzo da weekend e tempo libero.</p>
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<p>Un case study interessante arriva da Andriani, azienda pugliese leader nel settore <em>dell’innovation food</em>, di recente premiata proprio per l’iniziativa <em>Bike-to-work</em>, in cui <strong>ha messo a disposizione dei propri dipendenti 65 biciclette a pedalata assistita e dotate di GPS</strong>, da utilizzare sia per raggiungere il posto di lavoro, sia nel tempo libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In base ai chilometri percorsi ogni mese, i lavoratori aderenti hanno ricevuto un bonus in busta paga. Nel primo anno di vita del progetto <strong>il premio erogato è stato in totale di 10.920 euro</strong>; i chilometri fatti sono stati 19.509,74; mentre i litri di carburante risparmiati sono stati 2.787.</p>
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<p>Anche Saipem, in collaborazione con Fiab, ha organizzato incontri per diffondere <strong>una buona cultura circa gli spostamenti casa-lavoro </strong>e per spiegare ai propri dipendenti che sui percorsi brevi (cinque chilometri), la bicicletta si conferma il mezzo più veloce, senza contare il tempo risparmiato sul traffico e sul parcheggio.</p>
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<p>A completare il quadro ci sono poi le amministrazioni; la mobilità sostenibile richiede investimenti importanti, non sempre alla portata delle finanze comunali. <strong>Eppure c’è chi sta dando il buon esempio e si sta adoperando per diffondere il culto delle due ruote</strong>. Il capostipite è stato il Comune di Massarosa, in provincia di Lucca, che già dal 2015 promuove il suo <em>Bike-to-work</em>.</p>
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<p>Il meccanismo previsto dal bando è semplice: per ogni lavoratore che ha abbandonato la macchina in favore della bicicletta è previsto un <strong>rimborso di 25 centesimi a chilometro</strong>, con un tetto massimo giornaliero fissato a sei euro e uno mensile a 50 euro.</p>
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<p>L’esempio della città toscana è stato seguito anche dai Comuni di Cesena e Cesenatico con il progetto <em>Cambiamo marcia</em>, a sostegno della mobilità sostenibile. Nei primi due mesi di sperimentazione i 290 nuovi ciclisti hanno percorso <strong>più di 47mila chilometri e hanno evitato di disperdere nell’aria 6,8 tonnellate di anidride carbonica</strong>.</p>
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