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	<title>benessere personale e aziendale Archivi - Tuttowelfare</title>
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	<description>Tuttowelfare.info è la prima testata giornalistica interamente dedicata al welfare</description>
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		<title>Stare bene al lavoro e nella vita privata (grazie al welfare)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2022 09:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Benefit aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[tutela caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[benessere personale e aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[rischio burnout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente rapporto di Marsh McLennan, oltre il 70% delle organizzazioni ha aumentato la spesa per benefit in risposta al Covid. Lo stesso rapporto indica anche che l’85% dei team HR ritiene che il proprio ruolo sia diventato più vitale in azienda &#160; Il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Tempo di lettura:</span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">min</span></span><p><i>Secondo un recente rapporto di Marsh McLennan, oltre il 70% delle organizzazioni ha aumentato la spesa per benefit in risposta al Covid. Lo stesso rapporto indica anche che l’85% dei team HR ritiene che il proprio ruolo sia diventato più vitale in azienda</i></p>
<p><span id="more-22857"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il welfare è sempre stato importante per le organizzazioni e i lavoratori, ma una pandemia globale – che ormai dura da oltre due anni – ha reso questa leva gestionale ancora più fondamentale. Secondo il recente rapporto di Marsh McLennan dal titolo <em>The age of adaptability: A digital-first approach to benefits in a post-pandemic world</em>, <strong>oltre il 70% delle organizzazioni ha aumentato la spesa per benefit in risposta al Covid. Lo stesso rapporto indica anche che l’85% dei team delle Risorse Umane ritiene che il proprio ruolo sia diventato più vitale</strong> per l’azienda dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria. Del resto, negli ultimi anni il welfare aziendale ha costituito un ammortizzatore importante, in una fase tutt’altro che semplice per molti lavoratori in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono tre, in particolare, le aree di welfare in cui le imprese dovrebbero investire maggiormente, secondo gli esperti del rapporto. La prima è quella relativa alla salute mentale e al benessere: se in passato i benefit in questo campo consistevano in un piano medico ‘standard’, con coperture per un numero limitato di consultazioni e prestazioni professionali, <strong>oggi la salute mentale è diventata un argomento di primo piano e non più un argomento tabù da evitare sul posto di lavoro</strong>. Questo è sicuramente un risultato raggiunto in risposta al periodo di pandemia, ma il processo di cambiamento era già iniziato precedentemente, tanto che oggi sul mercato sono disponibili numerosi programmi dedicati alla salute mentale dei dipendenti e relative tecnologie di supporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L’equilibrio tra lavoro e vita privata passa anche dalla cura dei familiari</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cura dei bambini e di altri familiari è la seconda tendenza emersa dallo studio. Le imprese hanno la possibilità di favorire l’accesso a strumenti e risorse per l’assistenza dei componenti delle famiglie del loro collaboratori, <strong>alleviando lo stress dei lavoratori-caregiver e aiutandoli a inserire la cura di chi ne ha bisogno nel complicato bilanciamento tra lavoro e vita personale</strong>. La terza area in cui investire, strettamente legata alla precedente, è proprio quella dell’equilibrio tra vita professionale e personale. Il <em>work-life balance</em> non passa per forza dalla disconnessione: ci sono tecnologie che supportano le organizzazioni nell’incoraggiare, per esempio, le persone a utilizzare parte del tempo retribuito per raggiungere obiettivi che potrebbero essere utili anche alla vita professionale, come per esempio imparare una lingua straniera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avere tempo libero retribuito può ridurre il <em>burnout</em> e migliorare il coinvolgimento dei lavoratori e questa soluzione risulta particolarmente apprezzata da quelle persone che per motivi personali o di attitudine non usufruiscono pienamente delle ferie retribuite. <strong>Ci sono, infatti, alcune fasce di collaboratori che faticano a staccare, non prendono pause e arrivano a fine anno senza aver goduto di tutti i giorni di ferie previsti.</strong> Negli Stati Uniti, per esempio, la Us Travel Association ha rilevato che nel 2018 i lavoratori statunitensi non hanno utilizzato un totale di 768 milioni di giorni di ferie. Ogni tanto prendersi una pausa aiuta. E gli esperti lo confermano.</p>
<p><em>Fonte: HR Executive</em></p>
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		<title>Benessere come antidoto ai costi sanitari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 11:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicofisico]]></category>
		<category><![CDATA[benessere personale e aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Willis Towers Watson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’85% dei vertici aziendali intervistati in una ricerca statunitense si sta concentrando sul miglioramento del benessere nella propria organizzazione, anche per tagliare i costi legati alle prestazioni sanitarie &#160; Secondo una nuova ricerca della multinazionale britannica Willis Towers Watson basata su un campione di 378 datori...</p>
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<p><span id="more-22556"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo una nuova ricerca della multinazionale britannica Willis Towers Watson basata su un campione di 378 datori di lavoro statunitensi,<strong> i vertici delle aziende prevedono che i costi legati alle prestazioni sanitarie sono destinati ad aumentare del 5,2% nel 2022</strong>. Nel dettaglio, dal sondaggio è emerso che dal punto di vista delle imprese, in media il costo per il datore di lavoro per ogni dipendente per benefici medici e farmaceutici si prevede che salga dai 12.501 dollari del 2020 a circa 13.360 dollari nel 2022. <strong>Anche i contributi per i premi si prevede che aumentino leggermente</strong>, passando da 3.269 dollari nel 2020 a 3.331 dollari nel 2022.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche per il 2021 le aziende avevano grossomodo lo stesso timore: si temeva che i costi sanitari sarebbero cresciuti del 5,5%. <strong>Con grande sorpresa per i datori di lavoro, però, l’aumento effettivo rispetto al 2020 è stato solo del 2,1%</strong>: un’anomalia che in molti hanno spiegato con il rinvio da parte di molte cure non di emergenza e con l’ampio utilizzo della telemedicina a cui nel corso del 2021 si è massicciamente ricorsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La salute viene prima di tutto</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come contenere dunque i costi a fronte di una prospettiva, anche se soltanto supposta, di questo tipo? Un quarto dei datori di lavoro intervistati ha fatto sapere di essere intenzionato a includere supplementi per la copertura del coniuge, mentre il 9% ha citato strategie simili legate ai supplementi. <strong>L’8% ha invece spiegato di essere impegnato nel pianificare l’assistenza sanitaria a proprio carico in base al livello retributivo</strong> o alla posizione ricoperta in azienda</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante questo, per la grande maggioranza delle persone intervistate le prestazioni sanitarie restano una priorità: mentre cerca di contenere i costi crescenti, <strong>l’85% degli intervistati si sta anche concentrando sul miglioramento del benessere, pure alla luce del forte stress che le persone si sono trovate ad affrontare dall’inizio dell’emergenza sanitaria</strong>. Il 45% di chi è stato coinvolto nella ricerca, per esempio, si è detto intenzionato a migliorare e rafforzare i servizi offerti ai dipendenti in termini di benessere fisico, finanziario, emotivo e sociale e il 37% sta programmando (o valuta) di farlo nei prossimi due anni. Sulla stessa linea, il 49% sta ampliando la scelta dei servizi proposti e il 23% sta pianificando di farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em>Human Resource Executive</em></p>
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		<title>Il benessere passa da sicurezza, salute e sostenibilità</title>
		<link>https://tuttowelfare.info/il-benessere-passa-da-sicurezza-salute-e-sostenibilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 07:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[Well-Being]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Benatti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere personale e aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le aziende si sono rese conto che il benessere dei propri collaboratori è qualcosa di più di una condizione accessoria e utile esclusivamente a una maggiore produttività, come racconta Marianna Benatti nel suo libro &#160; Nel 2020 il benessere dei dipendenti è risultato al primo...</p>
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<p><span id="more-22027"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2020 il benessere dei dipendenti è risultato al primo posto a livello globale e al terzo in Italia tra le principali direttrici di cambiamento delle organizzazioni. A svelarlo è lo studio <em>Deloitte Global Human Capital Trends</em>. Se da un lato, infatti, <strong>le aziende si sono rese conto di come il benessere dei propri collaboratori costituisca qualcosa di più di una condizione accessoria e utile esclusivamente a una maggiore produttività</strong>, dall’altro l’accelerazione dei processi di trasformazione digitale ha minato alle radici la quotidianità di persone e organizzazioni, rendendo indispensabile l’adozione di una vera strategia per la conquista e la tutela della serenità sul luogo di lavoro. Per cercare di fare chiarezza Marianna Benatti ha scritto il libro <strong><em>Well-Being: una strategia di sostenibilità per il benessere personale e aziendale</em></strong> (Egea Editore, 2021).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’autrice è Well-being Leader di Deloitte Central Mediterranean, CSR &amp; Employer Branding Leader di Deloitte Italia, Happiness Life Coach, Personal Trainer, Coach di Crossfit, Body Composition Specialist e Fitness Nutritionist. Il saggio è nato dalla convinzione che i tempi siano maturi perché lavoro e benessere possano davvero iniziare una stretta relazione: <strong>Benatti parte dal proprio percorso personale (e professionale) per rivolgersi non solo ai lavoratori, ma soprattutto alle imprese, cercando di fare capire a manager e imprenditori come la felicità si possa ormai considerare come un asset aziendale misurabile</strong>. Addirittura il più importante, in un contesto in cui a fare la differenza sono proprio le persone. “Sono sicura che in futuro anche in Italia, seguendo il trend degli altri Paesi, le figure dedicate al benessere saranno sempre di più e acquisiranno una professionalità specifica fatta di competenze in ambito HR e spiccata sensibilità verso le persone e l’ambiente”, scrive Benatti nel libro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Una strada verso il benessere per organizzazioni e dipendenti </strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi infatti ritagliarsi tempo per sé, i propri hobby, gli amici e la famiglia è diventato difficile. Inoltre i livelli di stress sono aumentati e il <em>burnout</em> è stato dichiarato recentemente una sindrome dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sedentarietà e ritmi di lavoro che interferiscono negativamente sulle abitudini alimentari e sul riposo fanno il resto. “<strong>Urge intervenire, quindi, perché solo persone in salute e felici possono far emergere le soft skill essenziali per portare valore aggiunto in azienda</strong>”, scrive Benatti. Il libro si dirige verso questo obiettivo, tra riferimenti alla filosofia antica – come necessario presupposto per la sensibilizzazione alla cura di sé – e all’economia della felicità – come base per un modo nuovo di fare impresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rintracciando nella storia le prime misure di welfare che hanno aperto la strada alle politiche di <em>wellness</em> fino all’attuale concezione olistica del benessere, <strong>Benatti propone il <em>well-being</em> come ingrediente attrattivo di un <em>employer branding</em> di successo ed elemento rilevante di una strategia di responsabilità sociale d’impresa</strong>. “L’obiettivo futuro delle imprese sarà quello di riuscire a progettare iniziative innovative di tutela della sicurezza, di promozione della salute e di attenzione alla sostenibilità: la sfida delle ‘3S’, insomma. Sarà necessario acquisire la profonda convinzione che proprio il benessere olistico è l’impatto che fa la differenza. Non sul lavoro, ma nella vita. Bisognerà crederci per essere credibili”, si legge nel libro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tuttowelfare.info/il-benessere-passa-da-sicurezza-salute-e-sostenibilita/">Il benessere passa da sicurezza, salute e sostenibilità</a> proviene da <a href="https://tuttowelfare.info">Tuttowelfare</a>.</p>
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